Nella foto qui sopra potete vedere i volti delle ultime due vittime sciite della repressione del regime wahabita di Riyadh; Mohammad Feisal al-Shuyoukh e Ali Saeed Al Rebh (a sinistra e a destra nella foto) sono caduti sotto la mannaia dei boia di Casa Saoud per aver preso parte alle manifestazioni di protesta che dal 2011 scuotono l'Est dell'ultima monarchia assoluta del pianeta, là dove si estrae tutto il greggio che paga la droga, l'alcool, le limousine e le fuoriserie di Principi, dignitari e ministri sauditi e di cui nemmeno un centesimo dei larghissimi ricavi viene reinvestito in infrastrutture, in sviluppo umano e sociale, o nella creazione di un'economia indipendente dai ricavi petroliferi.
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venerdì 20 febbraio 2015
Il regime saudita assassina coi suoi boia due Sciiti: dove sono i cialtroni 'dirittoumanisti' dell'Occidente??
lunedì 22 dicembre 2014
Il 'pogrom' di Casa Saoud non spaventa i coraggiosi sciiti di Qatif che scendono in piazza a protestare!!
La crudele e feroce offensiva militare condotta dagli sgherri del regime saudita contro la cittadina sciita di Awamiyah non ha spaventato gli abitanti del vicino centro di Qatif che, pur sapendo benissimo di poter essere i prossimi sulla lista delle vendette del corrotto e crudele Re Saoud, sono tuttavia scesi in strada a migliaia per protestare contro le violenze di Riyadh e per chiedere la scarcerazione del coraggioso Sceicco Nimr al-Nimr.
Come i nostri lettori ben ricorderanno Nimr al-Nimr venne aggredito, ferito con un colpo di arma da fuoco e quindi rapito dagli scherani dei Saoud per essere poi sottoposto a un processo-farsa in seguito al quale a suo carico é stata emessa una assurda condanna a morte.
Lo Sceicco Al-Nimr ha fatto appello contro l'enorme e inaudita condanna, senza tuttavia chiedere 'grazie' o 'amnistie' di sorta, visto che farlo vorrebbe dire ammettere di aver commesso qualche crimine; durante la sua prigionia l'amatissima anziana moglie é venita a mancare per il dolore e lo struggimento.
Come i nostri lettori ben ricorderanno Nimr al-Nimr venne aggredito, ferito con un colpo di arma da fuoco e quindi rapito dagli scherani dei Saoud per essere poi sottoposto a un processo-farsa in seguito al quale a suo carico é stata emessa una assurda condanna a morte.
Lo Sceicco Al-Nimr ha fatto appello contro l'enorme e inaudita condanna, senza tuttavia chiedere 'grazie' o 'amnistie' di sorta, visto che farlo vorrebbe dire ammettere di aver commesso qualche crimine; durante la sua prigionia l'amatissima anziana moglie é venita a mancare per il dolore e lo struggimento.
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domenica 21 dicembre 2014
Pogrom militare saudita contro gli sciiti di Awamiyah! Quattro morti, decine feriti e sequestrati!!
Il criminale e corrottissimo regime di Casa Saoud, non contento di foraggiare e sostenere i peggiori elementi terroristi takfiri del Medio Oriente e di prostituire persino i propri interessi prestandosi su ordine degli Usa a tenere bassi i prezzi internazionali del petrolio per cercare (invano) di danneggiare Russia e Venezuela agendo irrazionalmente come un cane idrofobo, ha scatenato le orde dei suoi lanzichenecchi (tra cui molti mercenari pachistani addestrati alle scuole di intolleranza e bigottismo wahabita) contro la città sciita di Awamiyah, centro dell'opposizione a Riyadh sulla costa Occidentale del Golfo Persico.
Già molte volte in passato la provincia sciita del regno dei Saoud era stata teatro di assassinii, intimidazioni, violenze da parte degli sgherri del regime, ma mai con una tale ampiezza, intensità e violenza.
Le immagini (come sempre esclusive) che siamo riusciti a ricevere, possono rendere, pur nella loro intensa drammaticità, solo una parte dello shock, del dolore, inflitto in queste ore di martirio alla coraggiosa popolazione sciita della città. Si hanno notizie di bombardamenti con artiglieria, elicotteri e mezzi corazzati; evidentemente i Saoud, traditori e onta dell'Umma musulmana, hanno appreso bene la lezione dei 'pogrom' contro civili disarmati dai loro amici ed alleati sionisti!
Finora si contano quattro morti, dodici feriti e almeno venti cittadini sequestrati e portati chissà dove dagli scherani di Al-Saoud.
Già molte volte in passato la provincia sciita del regno dei Saoud era stata teatro di assassinii, intimidazioni, violenze da parte degli sgherri del regime, ma mai con una tale ampiezza, intensità e violenza.
Le immagini (come sempre esclusive) che siamo riusciti a ricevere, possono rendere, pur nella loro intensa drammaticità, solo una parte dello shock, del dolore, inflitto in queste ore di martirio alla coraggiosa popolazione sciita della città. Si hanno notizie di bombardamenti con artiglieria, elicotteri e mezzi corazzati; evidentemente i Saoud, traditori e onta dell'Umma musulmana, hanno appreso bene la lezione dei 'pogrom' contro civili disarmati dai loro amici ed alleati sionisti!
Finora si contano quattro morti, dodici feriti e almeno venti cittadini sequestrati e portati chissà dove dagli scherani di Al-Saoud.
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mercoledì 30 ottobre 2013
Il regime saudita perseguita 13 attivisti sciiti per la Democrazia, ma nell'Est del paese la ribellione cresce e si rafforza!
In un vero e proprio 'processo-farsa' degno delle più impresentabili dittature del pianeta il regime wahabita che occupa i luoghi sacri dei Musulmani di tutto il mondo cerca di schiacciare il movimento per l'eguaglianza e la Democrazia che, anche nel più retrogrado e reazionario reame del mondo, sta minando in profondità le radici del corrotto potere dinastico dei Saoud, anche qui, come in Barhein, soprattutto grazie all'abnegazione e al coraggio della comunità sciita, vera e propria avanguardia della lotta per l'emancipazione degli Oppressi e il riscatto degli sfruttati.
Un tribunale-canguro privo di qualunque legittimità avrebbe istruito un processo a carico di 13 prigionieri politici sciiti catturati nel corso degli ultimi due anni di manifestazioni quasi ininterrotte, punteggiate dal sangue dei martiri e dalle opere coraggiose di eroi come lo Sceicco Nimr-al-Nimr, attualmente "desaparecido" in una galera saudita. Altri dieci imputati dovrebbero essere processati in contumacia.
Waleed abu al-Khair, legale noto per il suo impegno a favore della Democrazia, é stato condannato a 90 giorni di detenzione, poche settimane fa, solo per aver firmato nel 2011 una petizione che chiedeva al Governo di riconoscere il diritto di pubblica assemblea e il disarmo delle milizie filogovernative che imperversano nell'Est del paese, sparando e uccidendo a mano salva sempre contro i dimostranti e manifestanti sciiti, invisi alla corte wahabita di Riyadh.
Un tribunale-canguro privo di qualunque legittimità avrebbe istruito un processo a carico di 13 prigionieri politici sciiti catturati nel corso degli ultimi due anni di manifestazioni quasi ininterrotte, punteggiate dal sangue dei martiri e dalle opere coraggiose di eroi come lo Sceicco Nimr-al-Nimr, attualmente "desaparecido" in una galera saudita. Altri dieci imputati dovrebbero essere processati in contumacia.
Waleed abu al-Khair, legale noto per il suo impegno a favore della Democrazia, é stato condannato a 90 giorni di detenzione, poche settimane fa, solo per aver firmato nel 2011 una petizione che chiedeva al Governo di riconoscere il diritto di pubblica assemblea e il disarmo delle milizie filogovernative che imperversano nell'Est del paese, sparando e uccidendo a mano salva sempre contro i dimostranti e manifestanti sciiti, invisi alla corte wahabita di Riyadh.
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venerdì 5 aprile 2013
Ancora proteste nelle province sciite dell'Arabia Saudita: il popolo chiede a gran voce il rilascio dello Sceicco Al-Nimr!
Come abbiamo segnalato ancora di recente la diffusione della notizia del processo-farsa nel quale allo Sceicco sciita Nimr al-Nimr non é stato permesso nemmeno di nominare un difensore ha ravvivato nei cuori della minoranza dell'Arabia Saudita stanziata nelle province orientali (da cui si estrae la quasi totalità del petrolio che finanzia gli stravaganti stili di vita dei principi e cortigiani di Riyadh) la determinazione a chiedere il suo rilascio con vibrate manifestazioni di piazza, le stesse che da due anni infiammano di sdegno e di protesta le strade di Qatif e Awamiyah.
Il religioso sciita Al-Nimr, capofila del movimento civile per la riforma e la democratizzazione del gerontocratico principato saudita, é stato ferito a colpi di arma da fuoco e quindi letteralmente rapito dagli uomini del regime lo scorso luglio venendo imprigionato e torturato senza che la propria famiglia potesse mettersi in comunicazione con lui. Per l'ansia e lo struggimento riguardo la sua sorte la sua stessa moglie, anziana e malata, é spirata senza che lui potesse vederla o salutarla un'ultima volta.
I capi del movimento sciita di protesta hanno annunciato che nuove iniziative: marce, scioperi e istanze di disobbedienza civile, saranno presto poste in essere per domandare il rilascio dello Sceicco e per cercare di sensibilizzare il più possibile la torpida e ipocrita opinione pubblica internazionale al riguardo.
Il religioso sciita Al-Nimr, capofila del movimento civile per la riforma e la democratizzazione del gerontocratico principato saudita, é stato ferito a colpi di arma da fuoco e quindi letteralmente rapito dagli uomini del regime lo scorso luglio venendo imprigionato e torturato senza che la propria famiglia potesse mettersi in comunicazione con lui. Per l'ansia e lo struggimento riguardo la sua sorte la sua stessa moglie, anziana e malata, é spirata senza che lui potesse vederla o salutarla un'ultima volta.
I capi del movimento sciita di protesta hanno annunciato che nuove iniziative: marce, scioperi e istanze di disobbedienza civile, saranno presto poste in essere per domandare il rilascio dello Sceicco e per cercare di sensibilizzare il più possibile la torpida e ipocrita opinione pubblica internazionale al riguardo.
giovedì 4 aprile 2013
L'Ayatollah Shirazi condanna fermamente la persecuzione dello Sceicco Nimr al-Nimr portata avanti dai wahabiti di Riyadh!
In una rara ma pognante presa di posizione sugli eventi che stanno travagliando negli ultimi due anni l'Arabia Saudita il Grand'Ayatollah Naser Makarem Shirazi, uno dei massimi esponenti del clero sciita, ha fortemente stigmatizzato con parole inequivoche la persecuzione speciosa, ipocrita e artata a cui i tiranni sauditi di Riyadh stanno sottoponendo lo Sceicco sciita Nimr al-Nimr, letteralmente 'rapito' dopo essere stato ferito a colpi d'arma da fuoco e attualmente detenuto e sottoposto a un processo-farsa dove si é prospettata persino la sua condanna a morte.Secondo Shirazi la possibilità che un sant'uomo come lo Sceicco Al-Nimr possa venire portato al patibolo non verrà accettata senza reazioni, non solo dal mondo sciita, ma da tutti i musulmani dotati di un cuore e di una coscienza; la lotta di Al-Nimr, ha spiegato il Grand'Ayatollah, lungi dall'essere una crociata settaria rappresentava la richiesta di dignità e libertà per tutti i cittadini sauditi, sciiti o sunniti che fossero.
Il ricorso a retorica settaria e il tentativo di identificare non meglio precisate "trame iraniane" dietro il movimento popolare per la riforma e la democratizzazione dello sclerotico e tirannico regime saudita dimostra tutta la disperazione dei sicofanti di Re Saoud che sanno benissimo come l'istanza di uno svecchiamento dell'ultima monarchia assoluta superstite sul pianeta sia in realtà popolare anche tra la maggior parte della popolazione sunnita, quella priva di 'agganci' con la fastosa corte di Riyadh che ha visto le proprie condizioni di vita letteralmente 'precipitare' nel corso degli ultimi vent'anni.
giovedì 28 marzo 2013
Il tirannico regime saudita vuole lo Sceicco sciita Nimr al-Nimr condannato a morte!
Siamo stati colpiti dalla notizia che, nel corso del procedimento-penale-farsa in corso in una località saudta tenuta ben segreta dagli sgherri del regime di Riyadh, il Pubblico Ministero (che arringa senza avere una controparte, essendo stato proibito all'imputato di nominare un suo rappresentante legale) avrebbe chiesto la pena capitale per lo Sceicco Nimr al-Nimr.All'udire la notizia, Mansour Haqiqatpour, Vicesegretario della Commissione Parlamentare iraniana per la Politica Estera e la Sicurezza Nazionale ha dichiarato che "L'eventuale esecuzione dello Sceicco servirà soltanto a inasprire e fomentare l'esasperazione popolare contro il regime di Riyadh, il sangue del martirio di Nimr al-Nimr, se sparso, potrebbe rivelarsi la goccia che farà traboccare il vaso!".
mercoledì 27 marzo 2013
Il regime wahabita di Riyadh eleva speciose ridicole accuse contro il coraggioso Sceicco sciita Nimr al-Nimr!
Avevamo aggiornato a ogni nuovo sviluppo la readership di "Palaestina Felix" sugli sviluppi del 'caso' dello Sceicco Nimr al-Nimr, coraggioso portavoce della comunità sciita in Arabia Saudita che la scorsa estate é stato ferito a colpi di arma da fuoco e quindi rapito dagli sgherri del regime wahabita di Riyadh. Tenuto in prigione senza poter inizialmente comunicare con la propria famiglia, la scomparsa dello Sceicco aveva causato persino la morte dell'anziana e malata moglie, spentasi per l'angoscia e il crepacuore.Adesso, ben otto mesi dopo l'arresto del religioso dissidente, il corrotto regime di Casa Saoud ha avuto il coraggio di istituire contro di lui un processo-farsa durante il quale (senza nemmeno che gli sia stato concesso di indicare un difensore legale) sono state elevate contro di lui le più speciose, assurde e fantastiche accuse.
Lo Sceicco é stato accusato di 'istigare la rivolta' nel reame saudita e di 'cercare di provocare l'intervento straniero'. Quando invece é proprio la Corte dei Saoud che invia truppe in Barhein a reprimere le proteste della maggioranza della popolazione che vorrebbe cacciare il corrotto tiranno sunnita al-Khalifa, e i cui petrodollari pagano le armi e gli esplosivi che in Siria, in mano a mercenari estremisti paracadutati e infiltrati nel paese, fanno strage di civili siriani che vogliono difendere la loro libertà e l'autonomia e indipendenza della loro patria!
giovedì 21 febbraio 2013
Ancora dimostrazioni a Qatif: "Non tollereremo umiliazioni, violenze e minacce dai lacché di Al-Saoud!"
Dimostranti di etnia sciita hanno di nuovo invaso le strade a ripetizione nella città orientale di Qatif, in Arabia Saudita, per protestare contro i recenti arresti di manifestanti effettuati dagli sgherri del regime di Casa Saoud. La popolazione continua a tenere alta la bandiera della disobbedienza civile denunciando le violenze e i soprusi dei lacché di Riyadh.
Durante la giornata di domenica forze di sicurezza reali hanno aperto il fuoco con munizioni di piombo ad altezza d'uomo contro un assembramento di cittadini ferendo tre persone, contemporaneamente si registrava un attacco contro una prigione sospettata di trattenere 'desaparecidos'. Nella sparatoria una ragazza e il suo figlioletto di appena due anni sono rimasti feriti.Ulteriori manifestazioni sono seguite nelle giornate di martedì e mercoledì al grido "Non tollereremo umiliazioni, violenze e minacce". Le province saudite orientali, (Qatif, Awamiyah...) oltre a essere dimora della consistente minoranza sciita, sono anche quelle più ricche di giacimenti petroliferi, il cui sfruttamento, però, finanzia in massima parte le stravaganti e faraoniche spese della corte-fannullona di Riyadh.
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giovedì 7 febbraio 2013
Si infiammano ancora le strade di Qatif: "Liberate lo Sceicco Nimr al-Nimr!"
Dopo la marcia di Awamiyah di cui abbiamo dato notizia appena ieri una nuova grande, massiccia manifestazione si é tenuta a Qatif, nelle province sciite dell'Est, per la liberazione dello Sceicco Nimr al-Nimr, rapito la scorsa estate dalla sbirraglia di Re Saoud; nessuna misura, nemmeno la crudeltà tirannica del regime saudita di Riyadh riesce a contenere la rabbia e il giusto risentimento dei cittadini sciiti che continuano a sfidare gli editti dei bargelli reali domandando la liberazione del sant'uomo tenuto 'incommunicado'.
La sorella dello Sceicco, in un messaggio mandato su twitter, ha dichiarato che, a quanto riportatole dal 'telefono senza fili' delle voci che escono dalle carceri saudite (a seguito dei colloqui di altri prigionieri sciiti con parenti e/o legali) all'anziano Al-Nimr, sottoposto con regolarità a pesanti torture, starebbero venendo negate le forme più semplici di cura medica. Ma se Re Saoud e i suoi sicofanti pensano di mettere a tacere lo Sceicco lasciandolo morire in carcere vuol dire che non hanno imparato NULLA riguardo la capacità delle masse sciite di incendiarsi e mobilitarsi nel nome di un martire: Iran, Libano, Irak insegnano!
La sorella dello Sceicco, in un messaggio mandato su twitter, ha dichiarato che, a quanto riportatole dal 'telefono senza fili' delle voci che escono dalle carceri saudite (a seguito dei colloqui di altri prigionieri sciiti con parenti e/o legali) all'anziano Al-Nimr, sottoposto con regolarità a pesanti torture, starebbero venendo negate le forme più semplici di cura medica. Ma se Re Saoud e i suoi sicofanti pensano di mettere a tacere lo Sceicco lasciandolo morire in carcere vuol dire che non hanno imparato NULLA riguardo la capacità delle masse sciite di incendiarsi e mobilitarsi nel nome di un martire: Iran, Libano, Irak insegnano!
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mercoledì 6 febbraio 2013
Nuova massiccia manifestazione nelle province sciite per la liberazioe dello Sceicco Al-Nimr!
Dopo settimane di relativa calma veniamo raggiunti dalla notizia che la città di Awamiyah, nel cuore sciita delle province saudite dell'Est, nei terreni da cui la corrotta dinastia di Riyadh estrae la maggior parte del petrolio che finanzia il suo sardanapalesco stile di vita, si é nuovamente infiammata di proteste per la liberazione dello Sceicco Nimr-al-Nimr, prigioniero politico "incommunicado" dei tiranni wahabiti.
Ancora una volta le strade si sono riempite di centinaia e centinaia di manifestanti che inalberavano striscioni, cartelli e poster per l'immediata liberazione del chierico sciita, divenuto uno dei personaggi di punta della protesta della popolazione della costiera orientale saudita. Rapito dopo essere stato ferito a colpi di arma da fuoco, lo Sceicco Al-Nimr é probabilmente tenuto prigioniero a Riyadh, Jeddah o in un'altra città lontana dalle province sciite.
Dopo la sua scomparsa la moglie, anziana e malata, é venuta a mancare, uccisa dallo sconforto e dalla preoccupazione.
Ancora una volta le strade si sono riempite di centinaia e centinaia di manifestanti che inalberavano striscioni, cartelli e poster per l'immediata liberazione del chierico sciita, divenuto uno dei personaggi di punta della protesta della popolazione della costiera orientale saudita. Rapito dopo essere stato ferito a colpi di arma da fuoco, lo Sceicco Al-Nimr é probabilmente tenuto prigioniero a Riyadh, Jeddah o in un'altra città lontana dalle province sciite.
Dopo la sua scomparsa la moglie, anziana e malata, é venuta a mancare, uccisa dallo sconforto e dalla preoccupazione.
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sabato 29 dicembre 2012
Hosseini all'ICANA: "Situazione tragica in Arabia Saudita, la repressione del regime va fermata!"
Poche ore dopo l'arrivo della notizia dell'ennesima vittima civile immolata sull'altare della repressione eretto da Casa Saoud (tranquilla e sicura di poter massacrare quanti civili vuole, essendo garantita e protetta dalle alleanze con Washington e Tel Aviv) é stato un parlamentare iraniano, ai microfoni dell'Agenzia stampa ICANA a lanciare l'allarme umanitario.
Seyyed Sharif Hosseini, membro della Presidenza del Parlamento della Repubblica Islamica, ha dichiarato che "ormai da mesi" le proteste, originatesi nei centri sciiti delle Province Orientali come Qatif e Awamiyah, si sono estese fino a Riyadh ed altre città del paese, vedendo sempre più coinvolti anche cittadini di fede sunnita. La protesta, dichiara Hosseini, non é più (se mai lo sia stata), settaria e confessionale ma esprime la delusione del popolo per una gestione pubblica fallimentare in ogni campo.
In particolare sono scandalosi i rapporti internazionali sulle "enormi somme" versate dalla corte di Al-Saoud ad agitatori, mercenari e terroristi in Siria, quando invece la popolazione saudita chiede investimenti nelle infrastrutture, nello stato sociale, per la creazione di posti di lavoro e per diminuire la dipendenza dalle importazioni estere almeno dal febbraio del 2011.
Seyyed Sharif Hosseini, membro della Presidenza del Parlamento della Repubblica Islamica, ha dichiarato che "ormai da mesi" le proteste, originatesi nei centri sciiti delle Province Orientali come Qatif e Awamiyah, si sono estese fino a Riyadh ed altre città del paese, vedendo sempre più coinvolti anche cittadini di fede sunnita. La protesta, dichiara Hosseini, non é più (se mai lo sia stata), settaria e confessionale ma esprime la delusione del popolo per una gestione pubblica fallimentare in ogni campo.
In particolare sono scandalosi i rapporti internazionali sulle "enormi somme" versate dalla corte di Al-Saoud ad agitatori, mercenari e terroristi in Siria, quando invece la popolazione saudita chiede investimenti nelle infrastrutture, nello stato sociale, per la creazione di posti di lavoro e per diminuire la dipendenza dalle importazioni estere almeno dal febbraio del 2011.
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venerdì 28 dicembre 2012
Un altro ragazzo sciita massacrato a Qatif dagli sgherri del regime Saudita! Dove sono le prefiche occidentali?
Si chiamava Ali al-Marar e aveva soltanto 18 anni l'ennesima vittima della brutalità insensata del regime saudita-wahabita di Riyadh, che mantiene lo sfarzo satrapico della sua corte di principi fannulloni da gerontocomio svendendo alle potenze occidentali la ricchezza del petrolio estratto dal sottosuolo delle province sciite dell'Est.
Ma il giovane Ali Marar non é stata l'unica vittima della valanga di fuoco ad altezza d'uomo riversato dai giannizzeri saudita contro la folla disarmata che protestava contro la corruzione, l'inefficienza, la brutalità del regime; molti altri giovani dimostranti sono stati feriti: non sappiamo precisamente quanti perché da lungo tempo i feriti non vengono più portati in ospedale o ai pronto soccorso, dove potrebbero venire identificati e arrestati dalle autorità.
Il fuoco contro la manifestazione pacifica, secondo testimoni oculari, é partito da due veicoli blindati e da cecchini posizionati sui tetti degli edifici.
Ma il giovane Ali Marar non é stata l'unica vittima della valanga di fuoco ad altezza d'uomo riversato dai giannizzeri saudita contro la folla disarmata che protestava contro la corruzione, l'inefficienza, la brutalità del regime; molti altri giovani dimostranti sono stati feriti: non sappiamo precisamente quanti perché da lungo tempo i feriti non vengono più portati in ospedale o ai pronto soccorso, dove potrebbero venire identificati e arrestati dalle autorità.
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martedì 25 dicembre 2012
In Arabia Saudita manifestante si dà fuoco come Jan Palach, Quang Duc e Bouazizi!
Un uomo dalle generalità ancora sconosciute si é dato fuoco nella giornata di ieri in Arabia Saudita. Nonostante la ferrea cappa di censura che il corrotto regime di Riyadh ha immediatamente fatto calare sull'episodio ci sono buone probabilità che il fatto sia avvenuto nella restiva provincia orientale del paese e che il suo protagonista fosse uno sciita ingiustamente licenziato dal posto di lavoro per lo zelo con cui aveva preso parte alla proteste e alle manifestazioni contro l'autocrazia di Casa Saoud.
La sardanapalesca corte di Re Al-Saoud (probabilmente in coma irreversibile dopo il fallito intervento chirurgico alla schiena di qualche settimana fa) teme ovviamente che l'esempio di quest'uomo incendi le masse sciite invitandole a una rivolta ancora più aperta come quello di Mohamed Bouazizi fece nel due anni fa in Tunisia innescando la rivoluzione che ha cacciato il lacché dell'occidente Ben Ali, latitante proprio in Arabia Saudita!
La sardanapalesca corte di Re Al-Saoud (probabilmente in coma irreversibile dopo il fallito intervento chirurgico alla schiena di qualche settimana fa) teme ovviamente che l'esempio di quest'uomo incendi le masse sciite invitandole a una rivolta ancora più aperta come quello di Mohamed Bouazizi fece nel due anni fa in Tunisia innescando la rivoluzione che ha cacciato il lacché dell'occidente Ben Ali, latitante proprio in Arabia Saudita!
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venerdì 9 novembre 2012
Migliaia di sciiti si riuniscono a Qatif per commemorare i loro fratelli vittime del corrotto regime di Al-Saoud!
Un anno fa gli scherani del regime di Riyadh massacrarono quattordici persone reprimendo una pacifica manifestazione per le Riforme e la Democrazia a Qatif, capoluogo delle province orientali saudite, abitate dalla minoranza sciita che viene costantemente oppressa politicamente, socialmente ed economicamente dalla cleptocrazia di Casa Saoud.
La manifestazione di ieri ha costituito un enorme atto di coraggio da parte degli Sciiti, che hanno sfidato l'interdetto minaccioso pronunciato dal boia saudita Ministro degli Interni che aveva proibito ogni raduno di civili sotto pena delle più atroci rappresaglie, ma il desiderio di fare sentire la propria voce e di chiedere il rilascio delle migliaia e migliaia di detenuti politici (tra cui il coraggioso chierico Sceicco Nimr al-Nimr) é stato più forte di qualunque minaccia.
La manifestazione di ieri ha costituito un enorme atto di coraggio da parte degli Sciiti, che hanno sfidato l'interdetto minaccioso pronunciato dal boia saudita Ministro degli Interni che aveva proibito ogni raduno di civili sotto pena delle più atroci rappresaglie, ma il desiderio di fare sentire la propria voce e di chiedere il rilascio delle migliaia e migliaia di detenuti politici (tra cui il coraggioso chierico Sceicco Nimr al-Nimr) é stato più forte di qualunque minaccia.
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venerdì 21 settembre 2012
Nuova grande manifestazione degli sciiti a Qatif: chiedono la liberazione dei prigionieri politici dalle galere dei Saoud!
In una nuova, grande manifestazione di coraggio civile e politico gli appartenenti alla minoranza sciita stanziata sulla costiera Est dell'Arabia Saudita (oltre il 17 per cento della popolazione, che occupa le province più ricche di petrolio) sono scesi in strada nonostante divieti e minacce per domandare la liberazione immediata di tutti i prigionieri politici.
Il numero dei detenuti nelle carceri saudite per reati d'opinione non é certo, ma potrebbe variare da cinque fino a trentamila persone visto che moltissimi sono gli arrestati semplicemente 'rapiti' per strada senza che il loro fermo venga annunciato o notificato a parenti e familiari. Recentemente anche il coraggioso sceicco sciita Nimr al-Nimr é stato rapito dalla 'Ceka' di Riyadh; lo shock per il suo sequestro é stato tale che la sua moglie é morta di dolore.
Nonostante le repressioni violente, le incarcerazioni, le torture e il fuoco indiscriminato contro i manifestanti disarmati sono ormai oltre 18 mesi che gli sciiti d'Arabia dimostrano e manifestano contro la corrotta corte dei Saoud.
Il numero dei detenuti nelle carceri saudite per reati d'opinione non é certo, ma potrebbe variare da cinque fino a trentamila persone visto che moltissimi sono gli arrestati semplicemente 'rapiti' per strada senza che il loro fermo venga annunciato o notificato a parenti e familiari. Recentemente anche il coraggioso sceicco sciita Nimr al-Nimr é stato rapito dalla 'Ceka' di Riyadh; lo shock per il suo sequestro é stato tale che la sua moglie é morta di dolore.
Nonostante le repressioni violente, le incarcerazioni, le torture e il fuoco indiscriminato contro i manifestanti disarmati sono ormai oltre 18 mesi che gli sciiti d'Arabia dimostrano e manifestano contro la corrotta corte dei Saoud.
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domenica 16 settembre 2012
Violenza sacrilega degli sbirri di Al-Saoud che distruggono moschea sciita ad Awamiyah!
La moschea di Ein Imam Hussein nella cittadina orientale di Awamiyah, focolaio della protesta sciita contro la corruzione del regime di Riyadh, é stata distrutta e rasa al suolo dagli sgherri del Re saudita. La moschea era l'usuale luogo da cui il popolare Sceicco Nimr al-Nimr pronunciava i suoi sermoni elettrizzanti contro l'autoritarismo e l'inefficienza di Casa Saoud, asservita agli interessi Usa e sionisti.
Lo Sceicco Al-Nimr é stato rapito dagli scherani dei Saoud ed é tuttora imprigionato in una galera ignota, dove patisce la negligenza delle sue condizioni di salute. Quanto poco conoscono gli sciiti i corrotti rampolli di Al-Saoud; gli sciiti non si fanno intimidire da attentati, rapimenti o demolizioni: i loro cuori coraggiosi e pervasi dalla fede e dall'esempio del sacrificio di Husayn a Karbala sono spronati a più forte determinazione da questi atti codardi e meschini.
Lo Sceicco Al-Nimr é stato rapito dagli scherani dei Saoud ed é tuttora imprigionato in una galera ignota, dove patisce la negligenza delle sue condizioni di salute. Quanto poco conoscono gli sciiti i corrotti rampolli di Al-Saoud; gli sciiti non si fanno intimidire da attentati, rapimenti o demolizioni: i loro cuori coraggiosi e pervasi dalla fede e dall'esempio del sacrificio di Husayn a Karbala sono spronati a più forte determinazione da questi atti codardi e meschini.
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martedì 11 settembre 2012
Un morto e quattro feriti ad Awamiyah, gli sbirri di Casa Saoud martirizzano ancora gli Sciiti!
Un uomo é stato assassinato e altri quattro feriti nel corso della brutale repressione con cui gli sgherri di Casa Saoud hanno colpito l'ennesima pacifica dimostrazione di cittadini disarmati nella cittadina di Awamiyah, nell'Est dell'Arabia Saudita, da oltre un anno focolaio del malcontento contro la corruzione e l'autoritarismo dei sovrani di Riyadh.
La manifestazione si é tenuta nel quartiere di Al-Deiyrah ed é stata colpita con furia violenta dai militari, reclutati tra i più conservatori tra i clan del paese, permeati di fanatismo wahabita, quindi particolarmente accaniti e crudeli contro gli appartenenti alla minoranza sciita, stanziata lungo la costa orientale che si affaccia sul Golfo Persico.
I militari si sono scatenati anche contro le proprietà dei cittadini, incendiando auto e danneggiando negozi.
La manifestazione si é tenuta nel quartiere di Al-Deiyrah ed é stata colpita con furia violenta dai militari, reclutati tra i più conservatori tra i clan del paese, permeati di fanatismo wahabita, quindi particolarmente accaniti e crudeli contro gli appartenenti alla minoranza sciita, stanziata lungo la costa orientale che si affaccia sul Golfo Persico.
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giovedì 30 agosto 2012
Sicari in motocicletta aprono il fuoco ad Awamiyah, il regime saudita adesso usa gli "Squadroni della Morte" contro gli sciiti!
E' di un morto e un ferito grave il bilancio del 'raid' omicida compiuto da tiratori motorizzati ad Awamiyah, centro della provincia orientale saudita di Qatif, e punto nevralgico della ribellione sciita contro il corrotto e autoritario regime di Re Abdallah al-Saoud. Nella notte tra martedì e mercoledì un gruppo di cittadini stava attraversando la rotonda di Al-Reef quando il pilota e il passeggero di una motocicletta arrivata a tutta velocità hanno messo mano alle pistole aprendo il fuoco contro di essi.
In seguito alle proteste dei parenti del morto e del ferito il locale portavoce della polizia, tale Tenente Colonnello Rukayti, ha 'promesso' che le forze dell'ordine 'faranno il possibile' per individuare i responsabili dell'attentato, ma nessuno si fa soverchie illusioni sull'attendibilità di tale impegno. Anzi, molti abitanti dell'Est saudita pensano che siano stati proprio poliziotti, militari o uomini del Ministero dell'Interno, a preparare e compiere l'attacco, nel tentativo di diffondere timore e paura tra i cittadini della comunità sciita.
E' ormai da oltre diciotto mesi che, sull'onda dei moti in Tunisia, Egitto, Yemen e Barhein, anche in Arabia Saudita la popolazione manifesta insofferenza per il regime di Riyadh e la sua cricca di governanti sclerotici, avidi e venduti agli interessi imperialisti e occidentali. Lo scorso 13 agosto il Ministro della Difesa svedese, Karin Enstrom, aveva definito ufficialmente l'Arabia Saudita "Una monarchia assoluta che viola regolarmente i più elementari diritti umani".
In seguito alle proteste dei parenti del morto e del ferito il locale portavoce della polizia, tale Tenente Colonnello Rukayti, ha 'promesso' che le forze dell'ordine 'faranno il possibile' per individuare i responsabili dell'attentato, ma nessuno si fa soverchie illusioni sull'attendibilità di tale impegno. Anzi, molti abitanti dell'Est saudita pensano che siano stati proprio poliziotti, militari o uomini del Ministero dell'Interno, a preparare e compiere l'attacco, nel tentativo di diffondere timore e paura tra i cittadini della comunità sciita.
E' ormai da oltre diciotto mesi che, sull'onda dei moti in Tunisia, Egitto, Yemen e Barhein, anche in Arabia Saudita la popolazione manifesta insofferenza per il regime di Riyadh e la sua cricca di governanti sclerotici, avidi e venduti agli interessi imperialisti e occidentali. Lo scorso 13 agosto il Ministro della Difesa svedese, Karin Enstrom, aveva definito ufficialmente l'Arabia Saudita "Una monarchia assoluta che viola regolarmente i più elementari diritti umani".
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lunedì 13 agosto 2012
Nell'Est sciita dell'Arabia la popolazione prende le armi contro gli sgherri del regime: é l'inizio di una rivolta armata?
In uno sviluppo che echeggia atti ed eventi finora rimasti episodici e isolati accaduti nel corso degli ultimi mesi, le forze di polizia della corrotta Dinastia Al-Saoud hanno comunicato che una loro pattuglia é recentemente rimasta vittima del fuoco di diversi uomini armati e mascherati che dopo aver sparato e ferito un gendarme hanno fatto perdere le loro tracce.
L'attacco sarebbe avvenuto vicino al villaggio di Tarut, secondo quanto riportato dal Tenente Colonnello Ziyad al-Ruqaiti. Nel corso del week-end un portavoce del Ministero dell'Interno, Mansour al-Turki, aveva comunicato che durante scontri con manifestanti nella cittadina di Qatif una volta tanto era stato un soldato a rimanere esanime al suolo, dopo dozzine e dozzine di civili massacrati e soffocati coi gas dagli sgherri di Riyadh negli ultimi sedici mesi.
Uno degli ultimi martiri della protesta anti-Saoud, il diciottenne Hassan Yusuf al-Qalaf, era nativo proprio di Tarut.
Fonti della protesta sciita hanno comunicato che anche un manifestante é rimasto ferito durante scontri con gli uomini del regime a Tarut e che é stato portato in una località segreta e protetta per ricevere cure mediche visto che spesso polizia ed esercito irrompono in pronto soccorso e ospedali per arrestare chi mostra sintomi da asfissia da gas urticanti o ferite di proiettile.
A più riprese i membri della minoranza sciita in Arabia Saudita si sono detti pronti a iniziare azioni di guerriglia contro poliziotti e soldati e attentati contro oleodotti, raffinerie e infrastrutture petrolifere se Re Al-Saoud e il suo Governo continueranno a tentare di reprimere con la violenza le loro richieste di riforma e democratizzazione della società.
Una vasta ribellione armata potrebbe avere conseguenze gravissime non solo per la sopravvivenza del regime saudita, ma anche per il prezzo del petrolio nei paesi occidentali visto che l'Arabia Saudita e il Qatar stanno disperatamente cercando di tenersi al passo con la domanda dopo che l'UE ha stupidamente accettato di interrompere gli acquisti di petrolio iraniano.
L'attacco sarebbe avvenuto vicino al villaggio di Tarut, secondo quanto riportato dal Tenente Colonnello Ziyad al-Ruqaiti. Nel corso del week-end un portavoce del Ministero dell'Interno, Mansour al-Turki, aveva comunicato che durante scontri con manifestanti nella cittadina di Qatif una volta tanto era stato un soldato a rimanere esanime al suolo, dopo dozzine e dozzine di civili massacrati e soffocati coi gas dagli sgherri di Riyadh negli ultimi sedici mesi.
Uno degli ultimi martiri della protesta anti-Saoud, il diciottenne Hassan Yusuf al-Qalaf, era nativo proprio di Tarut.
Fonti della protesta sciita hanno comunicato che anche un manifestante é rimasto ferito durante scontri con gli uomini del regime a Tarut e che é stato portato in una località segreta e protetta per ricevere cure mediche visto che spesso polizia ed esercito irrompono in pronto soccorso e ospedali per arrestare chi mostra sintomi da asfissia da gas urticanti o ferite di proiettile.
A più riprese i membri della minoranza sciita in Arabia Saudita si sono detti pronti a iniziare azioni di guerriglia contro poliziotti e soldati e attentati contro oleodotti, raffinerie e infrastrutture petrolifere se Re Al-Saoud e il suo Governo continueranno a tentare di reprimere con la violenza le loro richieste di riforma e democratizzazione della società.
Una vasta ribellione armata potrebbe avere conseguenze gravissime non solo per la sopravvivenza del regime saudita, ma anche per il prezzo del petrolio nei paesi occidentali visto che l'Arabia Saudita e il Qatar stanno disperatamente cercando di tenersi al passo con la domanda dopo che l'UE ha stupidamente accettato di interrompere gli acquisti di petrolio iraniano.
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