Poco più di un anno fa la Siria unita piangeva il Martire Generale Dawoud Rajiha, che da Ministro della Difesa dava la vita come tanti altri soldati sul campo di battaglia, vigliaccamente colpito da una bomba terrorista pagata coi dollari e gli shekel di Usa e Israele; adesso il suo successore Fahd al-Freji passeggia liberamente per le viuzze e i viottoli di Khaldiyeh recentemente liberata da ogni ombra di presenza takfira, apprezzando la profondità e la completezza della vittoria delle armi siriane.
"Quello che i nostri uomini hanno compiuto qui é stato un vero e proprio miracolo militare, quando si pensi a quanti eserciti apparentemente invincibili siano stati fermati dalle difficoltà di dover avanzare in territorio urbano, dove a ogni incrocio si può tendere un agguato; che le nostre truppe siano riuscite a sloggiare il nemico da qui é tributo e testimonianza del loro valore e della loro professionalità".
Il Ministro Al-Freji ha perfettamente ragione: la Wehrmacht a Stalingrado, l'Esercito sionazista a Beirut, gli Americani a Fallujah; tutti questi eserciti sono stati fermati nelle loro avanzate dalla natura disperata e sanguinosa della 'Rattenkrieg', la sequela infinita di imboscate, tranelli e trappole che é possibile tendere a un avversario in zone edificate, specialmente quando esse abbiano l'aspetto di Khalidiyeh, sestiere antico fatto di vicoli e piazzette.
Tutto questo non ha fermato l'Esercito Arabo Siriano che, sloggiati i ratti wahabiti da Homs adesso li sta inseguendo e perseguitando nei loro nuovi rifugi tra Al-Raston e Telbiseh in attesa di cacciarli completamente prima dalla Provincia e poi dalla Siria tutta.

