I combattimenti a Zabadani si sono praticamente fermati con la recente conquista di posizioni come il Ponte, la Scuola Al-Idrissi, Viale Al-Raeesi, tutte collocate nel cuore del centro città. Siamo orgogliosi di potervi presentare questo video girato da una troupe di Al-Manar che ha seguito i militari siriani direttamente in prima linea e che dimostra con chiarezza come a Zabadani si sia combattuto come si é combattuto a Stalingrado, a Varsavia e a Berlino nel corso dell'ultimo Conflitto Mondiale.L'ultimo bollettino emesso da Zabadani parlava di diciannove terroristi uccisi, altri otto catturati e quattro veicoli armati neutralizzati o catturati. Con queste perdite si può affermare che ogni tipo di resistenza organizzata sia cessata.
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martedì 1 settembre 2015
Resistenza organizzata ormai finita a Zabadani, eccezionale video di Al-Manar sugli ultimi scontri casa per casa!
venerdì 23 maggio 2014
Immagini esclusive di PALAESTINA FELIX sulla situazione all'interno del Carcere Centrale di Aleppo, totalmente liberato!
Queste foto dimostrano la situazione all'interno della Prigione Centrale di Aleppo negli scorsi giorni quando, dopo le avanzate delle truppe siriane nei quartieri e nelle località circostanti e con l'arrivo di un convoglio di corazzati che ha stabilito il suo QG nella stessa prigione, ogni possibilità di nuovi attacchi terroristici contro la struttura é stata per sempre eliminata.
Finalmente dopo mesi di razioni a lunga conservazione é stato possibile fare affluire generi alimentari freschi per la guarnigione: yogurt, formaggio, frutta...che sono stati immediatamente consumati in una festosa "Colazione della Vittoria".
Resistendo per quasi un anno e mezzo gli uomini di 'Tigre' Suhail al-Hassan hanno rinnovato le glorie dell'Alcazar di Toledo, delle officine 'Barricata' di Stalingrado, aggiungendo i loro nomi e quello della Prigione Centrale di Aleppo all'Olimpo delle "Postazioni Imprendibili" della Storia Militare.
Finalmente dopo mesi di razioni a lunga conservazione é stato possibile fare affluire generi alimentari freschi per la guarnigione: yogurt, formaggio, frutta...che sono stati immediatamente consumati in una festosa "Colazione della Vittoria".
Resistendo per quasi un anno e mezzo gli uomini di 'Tigre' Suhail al-Hassan hanno rinnovato le glorie dell'Alcazar di Toledo, delle officine 'Barricata' di Stalingrado, aggiungendo i loro nomi e quello della Prigione Centrale di Aleppo all'Olimpo delle "Postazioni Imprendibili" della Storia Militare.
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lunedì 6 gennaio 2014
Putin ha le prove: presto una rappresaglia contro i Sauditi per le bombe di Volgograd!
Con una presa di posizione senza precedenti per nettezza il Presidente russo Vladimir Putin ha qualificato come terrorista il regime saudita in relazione ai recenti attentati esplosivi che hanno insanguinato il capoluogo caucasico di Volgograd/Stalingrado, promettendo che
”La nostra risposta non tarderà”.
Putin ha definito gli attentati suicidi di Volvograd 'del tutto identici' a quelli che vengono commessi abitualmente in Irak, in Siria ed in Libano. “Per identificare gli autori criminali di questi attentati non vi è necessità di ulteriore tempo e la Russia risponderà a questi attacchi molto presto. La nostra risposta sarà di una tale importanza che farà cambiare la situazione in Medio Oriente”.
Queste dichiarazioni senza precedeti di Putin hanno luogo in un momento in cui gli attentati terroristici di Volgograd sono stati attribuiti a Bandar bin Sultan, il "figlio della serva", a capo dei servizi di intelligence sauditi. Quest’ultimo aveva evocato la possibilità di ricorrere a tali attentati nel corso di un incontro con Putin nel mese di Settembre, in un momento nel quale gli USA si accingevano ad attaccare militarmente la Siria.
Bandar aveva minacciato Putin di ricorrere ad attentati terroristici da parte di gruppi takfiri in Cecenia se la Russia non avesse rinunciato ad appoggiare Assad. Poco dopo queste minacce, il capo dei gruppi takfiri del Caucaso, Doku Omarov, lanciò un proclama dichiarando di voler attaccare i Giochi Olimpici di Sochi, che avranno luogo in Febbraio.
La Russia ha predisposto un testo scritto per una risoluzione in cui qualifica l’Arabia Saudita di “stato terrorista” e potrebbe presto presentarla al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, anche se, chi conosce la tempra pragmatica del Presidente russo dubiterà certo che la risposta di Mosca si mantenga sui binari tiepidi e spesso inconcludenti del Palazzo di Vetro nuovayorchese.
Putin ha definito gli attentati suicidi di Volvograd 'del tutto identici' a quelli che vengono commessi abitualmente in Irak, in Siria ed in Libano. “Per identificare gli autori criminali di questi attentati non vi è necessità di ulteriore tempo e la Russia risponderà a questi attacchi molto presto. La nostra risposta sarà di una tale importanza che farà cambiare la situazione in Medio Oriente”.
Queste dichiarazioni senza precedeti di Putin hanno luogo in un momento in cui gli attentati terroristici di Volgograd sono stati attribuiti a Bandar bin Sultan, il "figlio della serva", a capo dei servizi di intelligence sauditi. Quest’ultimo aveva evocato la possibilità di ricorrere a tali attentati nel corso di un incontro con Putin nel mese di Settembre, in un momento nel quale gli USA si accingevano ad attaccare militarmente la Siria.
Bandar aveva minacciato Putin di ricorrere ad attentati terroristici da parte di gruppi takfiri in Cecenia se la Russia non avesse rinunciato ad appoggiare Assad. Poco dopo queste minacce, il capo dei gruppi takfiri del Caucaso, Doku Omarov, lanciò un proclama dichiarando di voler attaccare i Giochi Olimpici di Sochi, che avranno luogo in Febbraio.
La Russia ha predisposto un testo scritto per una risoluzione in cui qualifica l’Arabia Saudita di “stato terrorista” e potrebbe presto presentarla al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, anche se, chi conosce la tempra pragmatica del Presidente russo dubiterà certo che la risposta di Mosca si mantenga sui binari tiepidi e spesso inconcludenti del Palazzo di Vetro nuovayorchese.
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martedì 6 agosto 2013
Il Ministro della Difesa Fahd al-Freji visita Homs liberata e loda le truppe: "Avete compiuto un vero miracolo!"
Poco più di un anno fa la Siria unita piangeva il Martire Generale Dawoud Rajiha, che da Ministro della Difesa dava la vita come tanti altri soldati sul campo di battaglia, vigliaccamente colpito da una bomba terrorista pagata coi dollari e gli shekel di Usa e Israele; adesso il suo successore Fahd al-Freji passeggia liberamente per le viuzze e i viottoli di Khaldiyeh recentemente liberata da ogni ombra di presenza takfira, apprezzando la profondità e la completezza della vittoria delle armi siriane.
"Quello che i nostri uomini hanno compiuto qui é stato un vero e proprio miracolo militare, quando si pensi a quanti eserciti apparentemente invincibili siano stati fermati dalle difficoltà di dover avanzare in territorio urbano, dove a ogni incrocio si può tendere un agguato; che le nostre truppe siano riuscite a sloggiare il nemico da qui é tributo e testimonianza del loro valore e della loro professionalità".
Il Ministro Al-Freji ha perfettamente ragione: la Wehrmacht a Stalingrado, l'Esercito sionazista a Beirut, gli Americani a Fallujah; tutti questi eserciti sono stati fermati nelle loro avanzate dalla natura disperata e sanguinosa della 'Rattenkrieg', la sequela infinita di imboscate, tranelli e trappole che é possibile tendere a un avversario in zone edificate, specialmente quando esse abbiano l'aspetto di Khalidiyeh, sestiere antico fatto di vicoli e piazzette.
Tutto questo non ha fermato l'Esercito Arabo Siriano che, sloggiati i ratti wahabiti da Homs adesso li sta inseguendo e perseguitando nei loro nuovi rifugi tra Al-Raston e Telbiseh in attesa di cacciarli completamente prima dalla Provincia e poi dalla Siria tutta.
"Quello che i nostri uomini hanno compiuto qui é stato un vero e proprio miracolo militare, quando si pensi a quanti eserciti apparentemente invincibili siano stati fermati dalle difficoltà di dover avanzare in territorio urbano, dove a ogni incrocio si può tendere un agguato; che le nostre truppe siano riuscite a sloggiare il nemico da qui é tributo e testimonianza del loro valore e della loro professionalità".
Il Ministro Al-Freji ha perfettamente ragione: la Wehrmacht a Stalingrado, l'Esercito sionazista a Beirut, gli Americani a Fallujah; tutti questi eserciti sono stati fermati nelle loro avanzate dalla natura disperata e sanguinosa della 'Rattenkrieg', la sequela infinita di imboscate, tranelli e trappole che é possibile tendere a un avversario in zone edificate, specialmente quando esse abbiano l'aspetto di Khalidiyeh, sestiere antico fatto di vicoli e piazzette.
Tutto questo non ha fermato l'Esercito Arabo Siriano che, sloggiati i ratti wahabiti da Homs adesso li sta inseguendo e perseguitando nei loro nuovi rifugi tra Al-Raston e Telbiseh in attesa di cacciarli completamente prima dalla Provincia e poi dalla Siria tutta.
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giovedì 28 aprile 2011
Israele si prepara alla guerra sotterranea contro Hezbollah. Sarà dunque "Rattenkrieg" nel Libano del Sud?
Con tutti i 'caveat' necessari quando si riprende una notizia da un famigerato "tabloid per semi-analfabeti" registriamo la pubblicazione sull'israeliano "Maariv" di un articolo secondo il quale le forze armate sioniste starebbero esercitandosi al combattimento sotterraneo in una apposita struttura edificata nella parte settentrionale del paese.
| Carro Magach abbandonato da Israele in Libano ed esposto da Hezbollah insieme ad altri trofei catturati nel 2006 |
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