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sabato 17 marzo 2018

Ventisette anni fa il macellaio Saddam massacrava Sciiti in tutto l'Irak col permesso di Usa e NATO!

Ancora una volta la disinformazione mainstream mostra (a chi conosca gli eventi) tutto il suo grugno repellente, marcio di ipocrisia.

Testate stampate e televisive hanno rapsodizzato per tutto ieri sul "trentesimo anniversario del gassamento dei poveri Curdi di Halabja".

Quando avvenne la stampa occidentale ne tacque per settimane fino a che coraggiosi reporter iraniani non ne portarono le prove alle Nazioni Unite!

Ma allora i Curdi potevano pure morire come pidocchi, perché davano fastidio a Saddam Hussein, buon amico di Reagan, della Thatcher, di Mitterand, di Kohl.

Invece oggi PALAESTINA FELIX vuole ricordare una VERA TRAGEDIA di cui nessuno parla.
Ventisette anni fa si consumava in tutto l'Irak una strage di Sciiti al confronto della quale il gassamento dei Curdi scompare.

venerdì 16 gennaio 2015

Come 24 anni di politiche Usa verso l'Irak abbiano finito per favorire immensamente la Repubblica Islamica!

Nel 1991 George Bush Sr. portò avanti l'attacco all'Irak come coronamento della manovra che aveva artatamente convinto i sovrani sauditi (per la prima volta in oltre 40 anni di alleanza con Washington) ad accettare lo schieramento di truppe Usa sul loro territorio in maniera da poter difendere direttamente il flusso di petrolio saudita verso l'economia americana. Saddam venne convinto dalle mendaci parole dell'ambasciatrice Usa a Bagdad April Glaspie che una sua azione militare contro il Kuwait non avrebbe causato reazioni, quando invece, appena le forze di Bagdad ebbero occupato il piccolo emirato, gli Usa lanciarono un'enorme campagna propagandistica contro l'Irak e il suo uomo forte, che venne coronata con il 'ritocco' ad aerografo (allora photoshop non esisteva) delle foto dei tank irakeni schierati sul confine Kuwaito-Saudita. Con nuvolette di sabbia 'artisticamente' aggiunte con l'aeropenna i diplomatici e i generali americani convinsero gli ignoranti e suggestionabili principi sauditi che i panzer irakeni stessero volando verso Riyadh, capitalizzando la loro paura e la loro vigliaccheria per fare accettare lo schieramento militare in terra saudita.