Il Ministro degli Esteri siriano, Fayssal Mikdad, ha discusso con il Ministro iracheno delle risorse idriche, Mahdi Rashid al-Hamdani, le relazioni bilaterali tra i due paesi fratelli, in particolare per quanto riguarda la cooperazione nel campo delle risorse idriche.
venerdì 4 febbraio 2022
Siria e Irak, un tempo nemici, sono ormai membri affratellati ed integrati dell'Asse della Resistenza!
venerdì 21 gennaio 2022
In Irak il dialogo tra forze sciite sta facendo riavvicinare formazioni un tempo ferocemente avverse le une alle altre!
I negoziati inter sciiti in Irak procedono lentamente e positivamente all'interno del “quadro di coordinamento” che rappresenta tutti i partiti sciiti e Sayed Moqtada al-Sadr, che nel recente passato aveva preso le distanze dagli altri gruppi sciiti nel tentativo, fallito, di aumentare il proprio prestigio e clout a discapito delle altre formazioni politiche della stessa corrente religiosa. Tuttavia, la partecipazione del ex Vicepresidente Nouri al-Maliki è ancora in discussione perché al-Sadr si ostinerebbe a rifiutarsi di includerlo in un futuro Governo.
Ma al contrario del 'giovane' (per la media dei leader religiosi sciiti) Al-Sadr, Al-Maliki, PROPRIO per essersi allontanato dal proscenio politico (pur continuando a frequentarne le "quinte") ha visto solo salire il proprio prestigio e la propria influenza, mentre il discendente del famoso martire oppositore di Saddam Hussein, si é "logorato" nel tentativo di rafforzare una supremazia che non ha mai realmente avuto.
Tuttavia, è troppo presto per concludere il percorso negoziale perché c'è ancora tempo per scegliere un blocco sciita unificato che eleggerà il Presidente della repubblica e il prossimo Premier.
domenica 12 settembre 2021
Khadimi vola in Iran per incontrare il nuovo Presidente Raeisi e discutere di Energia e lotta al Terrore!
Il Primo Ministro irakeno Mustafa al-Kadhimi è appena arrivato a Teheran per incontrare il presidente iraniano Ebrahim Raeisi.
Oggi il Premier Mustafa al-Kadhimi si è recato a Teheran per incontrare il presidente iraniano Ebrahim Raeisi.
Questa è la prima visita ufficiale di un funzionario straniero a Teheran dopo l'elezione di Ebrahim Raeisi a presidente dell'Iran.
Un anonimo funzionario del governo irakeno ha dichiarato all'AFP che Mustafa al-Kadhimi dovrebbe discutere le questioni relative alle importazioni di energia dall'Iran, alla sicurezza e all'antiterrorismo e alle relazioni tra Iran e Arabia Saudita.
domenica 4 luglio 2021
L'Iran, superpotenza energetica, riceve la gratitudine irakena per le copiose e puntuali forniture di energia elettrica!
Il vostro modestissimo esperto di geopolitica, valutando i passi da gigante fatti negli ultimi anni dalla Repubblica Islamica Iraniana ha più volte usato per essa l'appellativo di "superpotenza energetica".
Grazie alle illuminate politiche della Rivoluzione l'Iran, impadronendosi della conoscenza e della tecnologia necessaria per trasformare autonomamente la propria immensa ricchezza di idrocarburi in prodotti petroliferi raffinati e in energia si é totalmente reso indipendente dai diktat e dai ricatti dell'occidente sion-imperialista e, generosamente, offre tali risorse a quegli Stati dell'Asse della Resistenza che a loro volta anelano e agognano la vera sovranità.
giovedì 15 aprile 2021
Cellula del Mossad nascosta presso la marmaglia curda di Irbil distrutta dalla Resistenza irakena!
Altro che inesistenti "attentatuni" a Natanz!
I clown di Tel Aviv prendono schiaffi e bastonate in Irak, figuriamoci se possono solo avvicinarsi all'impenetrabile Repubblica Islamica!
L'agenzia criminale sionista nota come 'Mossad' è stata attaccata in Irak, dicono fonti della sicurezza, con un certo numero di persone uccise e ferite in quello che è stato descritto come un "duro colpo" al regime ebraico che occupa la Palestina.
Il quotidiano irakeno Sabereen News, citando fonti di sicurezza, ha riferito martedì in ritardo che una struttura affiliata all'agenzia di spionaggio sionista del Mossad era stata attaccata da "forze di resistenza sconosciute" nel Nord del Paese.
I media iracheni hanno detto che l'attacco ha provocato la morte e il ferimento di un "numero di cospiratori sionisti", infliggendo un "duro colpo" al regime e alla sua agenzia di spionaggio.
Le fonti non sono state in grado di fornire dettagli sulla posizione dell'attacco e sull'entità del danno, tuttavia, Sabereen ha affermato: "Domani condivideremo alcune immagini dell'operazione".
Reagendo all'incidente, un alto comandante militare irakeno ha dichiarato in un'intervista alla rete televisiva russa RT di non aver ricevuto finora alcuna notizia sull'attacco.
martedì 30 marzo 2021
Con l'accordo da un quarto di secolo con l'Iran la Cina ha DEFINITIVAMENTE VINTO la battaglia per la "Nuova Via della Seta"
E' un grande piacere per me trarre queste analisi, che confermano la bontà delle mie analisi strategiche portate avanti vari anni e sfociate nella mia decisione di intraprendere una collaborazione di lungo periodo con le Edizioni Anteo per diffondere in Italia il pensiero strategico cinese sulla Nuova Via della Seta, la Comunità Umana dal Futuro Condiviso e la Cooperazione a Mutuo Vantaggio.
La notizia della firma del Comprehensive Strategic Partnership con scadenza a 25 anni tra Iran e Cina si può riassumere semplicemente con uno scambio: infrastrutture per energia, un classico.
A breve termine, l’Iran che sta sulla faglia Occidente – Oriente come Russia, Turchia, Siria, impedito di volgersi ad Ovest dalla protervia euro-americana (dovuta alla sottomissione sionista che grava su questi Paesi), si volta quindi ad Est, la Cina ottiene alimentazione per il suo frenetico sviluppo che l'ha già portata a superare gli USA.
Ma le cose più interessanti si intravedono a medio-lungo termine.
Pechino ottiene una importante casella nella sua strategia di infrastruttura commerciale nota come Belt and Road Initiative. L’Iran è cerniera fondamentale del progetto (infatti l'accordo giunge dopo cinque anni di trattative, qui non s'improvvisa nulla, come da lungo tempo vi avverte il vostro amabile esperto di Geopolitica).
Vediamo in dettaglio:
giovedì 21 gennaio 2021
L'Irak unito respinge orgogliosamente l'ultima "scorreggia" di Trump e Pompeo!
domenica 10 gennaio 2021
Nouri al-Maliki rivela che l'Esercito Irakeno nel 2014 era pronto a entrare in Siria in aiuto di Assad!
Il leader politico irakeno Nouri Al-Maliki ha dichiarato in un'intervista rilasciata a fine 2020 alla Al-Alam TV (Iran) che il complotto per abbattere il regime di Bashar Al-Assad, covato da Stati Uniti, Israele e alcuni paesi arabi reazionari è risultato nella creazione dell'ISIS e nel massiccio attacco portato da questo contro lo stesso Irak nel 2014. Solo l'attacco generalizzato al Paese mesopotamico infatti avrebbe prevenuto il previsto ingresso delle truppe irakene in Siria, dove avrebbero aiutato l'Esercito Arabo Siriano a combattere i terroristi. Al-Maliki ha affermato che l'esercito iracheno stava per unirsi alla lotta anti-terroristica di Bashar Al-Assad e delle sue truppe qualora la loro situazione avesse indicato un pericolo di collasso. Ha detto che il comandante della Forza Qods dell'IRGC Qasem Soleimani insieme alle milizie volontarie irakene, si é sostituito con successo a questo previsto intervento irakeno, motivo per il quale è stato poi preso di mira dagli Stati Uniti, facilitatori e istigatori sia dell'ISIS che di Al-Nusra ed altri gruppi islamisti.
lunedì 16 novembre 2020
Hatami parla col suo collega irakeno: l'Iran pronto a sostenere l'apparato di Difesa e sicurezza del vicino mesopotamico!
martedì 20 ottobre 2020
Attaché militare cinese in visita ufficiale all'Intelligence irakena a Bagdad!
Questa foto testimonia più di molte altre quanto giustificate siano state diverse mie profezie e previsioni sul Medio Oriente e sull'Eurasia.
In essa vediamo l'attaché militare dell'Ambasciata Cinese di Bagdad in visita ufficiale alla sede centrale dell'intelligence irakena, impegnato in un dialogo diretto con il capo supremo dei servizi mesopotamici.
Che un ufficiale militare cinese possa avere accesso diretto al capo dell'intelligence irakena, quando ancora pochi mesi fa il Paese dei Due Fiumi era ancora occupato da molte migliaia di militari USA, é letteralmente sorprendente.
martedì 13 ottobre 2020
Le poche truppe Usa restate in Irak alla completa mercé della Resistenza locale, chiedono tregua!
Una emittente araba ha riferito che gli Stati Uniti hanno inviato messaggi ai gruppi di resistenza iracheni per chiedere loro di fermare le operazioni militari contro i militari americani.
Il canale di notizie in lingua araba al-Mayadeen ha riferito lunedì che gli Stati Uniti hanno inviato messaggi disperati ai gruppi di resistenza irachena, invitandoli a fermare gli attacchi contro il proprio personale militare di stanza nel Paese arabo.
"Washington sta cercando di fermare gli attacchi contro la propria residuale presenza armat in Irak (meno di 3000 uomini rimasti) e vuole prendere le distanze da una crisi esterna prima delle elezioni presidenziali", ha detto Richard Weitz, Direttore del Center for Political-Military Analysis presso lo Hudson Institute.
mercoledì 1 luglio 2020
Gli ultimi 5000 yankee presenti in Irak hanno i giorni contati! Lo garantisce Hadi al-Ameri!
Hadi al-Ameri, il capo dell'Alleanza Fatah (Conquista) nel Parlamento di Bagdad, ha formulato le osservazioni martedì e ha detto che è giunto il momento di portare stabilità in Irak e che l'obiettivo non sarà raggiunto con la presenza delle truppe statunitensi nel paese, anche se ammontano a poche migliaia.
(Dopo la proditoria aggressione e invasione del 2003 oltre 300mila occupanti stranieri si installarono sul suolo mesopotamico).
Ameri ha anche sottolineato che gli Stati Uniti minacciano di attaccare chiunque non sia affiliato con loro, come il comandante iraniano Qassem Soleimani e il vice capo delle Unità di mobilitazione popolare irachena Abu Mahdi al-Muhandis.
domenica 14 giugno 2020
La milizia popolare irakena "Firqa al-Abbas al-Qitaliyah" adotterà i T-55 modernizzati "Al-Kafeel" nel suo battaglione corazzato!
Come articolato in una nostra precedente inchiesta, la Divisione Al-Abbas é tra le poche forze delle Hashd al-Shaabi a disporre di unità corazzate e meccanizzate.
Adesso, siamo orgogliosi, grazie alle nostre fonti amichevoli e affidabili di poter comunicare al nostro pubblico che la 'brigata Al-Kafeel' della Divisione Al-Abbas é in corso di "upgradare" tutti i propri carri armati T-55, portandoli allo standard della modernizzazione autoctona irakena di quel venerando mezzo, che abbiamo presentato in esclusiva alcuni mesi fa con questo articolo.
giovedì 4 giugno 2020
Colpo da maestro dell'Iran, Superpotenza Energetica, che mette KO gli Usa e offre i suoi MegaWatt all'Irak!
Il ministro iraniano dell'Energia Reza Ardakanian è in Iraq per far progredire la cooperazione elettrica tra i due paesi e sventare così i patetici e inutili sforzi degli Stati Uniti per tenerli separati.
Ardakanian è arrivato a Baghdad mercoledì mattina e avrebbe dovuto incontrare il suo nuovo omologo iracheno Majid Mahdi Hantoush e altri alti funzionari del paese durante la visita di un giorno, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Tasnim.
"Lo sviluppo della cooperazione Teheran-Baghdad nel campo dell'elettricità, la sincronizzazione della rete elettrica Iran-Iraq e la cooperazione nel campo dell'istruzione e dello sviluppo della rete elettrica dei due paesi sono tra gli argomenti di discussione", ha affermato.
L'Iraq si affida all'Iran per le importazioni di elettricità, ma la vasta cooperazione non sta bene con gli Stati Uniti, che da tempo cerca di guidare un cuneo commerciale tra Baghdad e Teheran.
Gli Stati Uniti avrebbero voluto arruolare le loro compagnie e alleati come l'Arabia Saudita per sostituire l'Iran come fonte di energia dell'Iraq, ma l'idea non è mai andata oltre il livello della teoria.
Quindi, nonostante tutto il rumore, l'Iraq continua a comprare gas ed elettricità dall'Iran. Teheran fornisce al paese arabo gas naturale che genera fino al 45% della sua elettricità. L'Iran trasmette direttamente altri 1.000-1.500 megawatt, rendendosi una fonte di energia indispensabile per il suo vicino sud-occidentale.
sabato 23 maggio 2020
Nuovo gruppo di resistenza iracheno dichiara la responsabilità per alcuni attacchi contro le forze yankee!
L'autodichiararo gruppo iracheno di resistenza Thar al-Muhandis ha rilasciato una dichiarazione che chiarisce due operazioni contro le residue forze militari americane in Irak.
Questo gruppo è il quinto gruppo di resistenza che negli ultimi mesi ha dichiarato la sua opposizione contro gli Stati Uniti. Asbat al-Thaerin, Ashab al-Kahf, Saraya Thorat al-Ashrin al-Thaniyah (il cui simbolo si vede nella foto sottostante) e Qabdhat al-Huda sono stati dichiarati con vari comunicati prima di questo gruppo.
venerdì 24 aprile 2020
L'Irak, bisognoso di difese aeree moderne, guarda con speranza agli S-400 di Putin!
La battaglia per liberare l'Iraq dal Daash (il cosiddetto Stato islamico) ha preannunciato una sorta di rinascita per le forze armate irachene all'indomani del disastroso crollo di molteplici divisioni durante l'offensiva del gruppo terroristico durante l'estate del 2014. Derisi e insultati, i diversi rami dell'esercito iracheno, aiutati dalle nuove formazioni Hashd Al-Sha'abi (forze di mobilitazione popolare), si sono ripresi e hanno intrapreso un percorso di redenzione che li ha visti recuperare completamente tutto il terreno perduto entro la fine del 2017. Da allora, l'esercito iracheno è riuscito a tenere a bada i terroristi, ma la rinascita è tutt'altro che terminata.
Assunzioni, formazione, organizzazione e strutture di comando modernizzate sono tutti passi necessari su cui continuare a lavorare, ma un componente chiave che ha un disperato bisogno di attenzione è l'attrezzatura. L'esercito iracheno ha un disperato bisogno di nuovi equipaggiamenti per un valore di miliardi di dollari affinché possa prendere il suo posto tra le forze più forti del Medio Oriente.
Ogni ramo delle forze armate irachene chiede attrezzature moderne, dall'aeronautica (buon 89 ° compleanno!) Che ha meno di 30 jets F-16IQ come punta della lancia alle forze di terra che ancora gestiscono l'era sovietica carri armati. Ma a nessuna parte dell'esercito iracheno mancano attrezzature come il comando di difesa aerea.
In poche parole, le difese aeree dell'Iraq sono inesistenti. Una volta l'Iraq vantava una rete relativamente potente e ben integrata di sistemi di difesa aerea, costruita per il regime di Saddam Hussein dalla Francia e dall'Unione Sovietica. Oggi l'immagine non potrebbe essere più diversa. A parte i 24 sistemi a corto raggio Pantsir-S1 forniti dalla Russia 4 anni fa, il paese di circa 40 milioni di spazi aerei cittadini è aperto a tutti. I sistemi radar di sorveglianza aerea di base e l'aeronautica irachena gravemente mal equipaggiata sono la migliore speranza della nazione per qualsiasi cosa che assomigli da remoto a una capacità di difesa aerea.
venerdì 10 aprile 2020
La Repubblica Islamica Iraniana si congratula con l'Irak per la nomina di Al-Khadimi a Premier in pectore!
L'Iran ha accolto con favore la nomina di Mustafa al-Kadhimi, il capo della forza di intelligence irachena, come nuovo primo ministro designato del paese.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Seyed Abbas Mousavi ha dichiarato in una dichiarazione giovedì che il suo paese accoglie con favore la nomina di al-Mustafa come nuovo designato dal Primo Ministro dal Presidente iracheno Barham Salih, definendo la mossa un passo nella giusta direzione.
Al-Kazemi è stato nominato per la posizione giovedì dopo che l'ex primo ministro iracheno designato Adnan al-Zurfi ha annunciato il suo ritiro dal ruolo di formare un nuovo governo all'inizio della giornata.
lunedì 16 marzo 2020
Sedicente gruppo irakeno rivendica i lanci di razzi contro Al-Taji!
Segue il video di rivendicazione:
In una dichiarazione, questo gruppo si è assunto la responsabilità dei recenti attacchi alle forze di occupazione statunitensi e straniere nella base di Al Taji; e ha anche avvertito loro e i mercenari degli stranieri che questi attacchi continueranno.
domenica 29 dicembre 2019
La 44esima Brigata della Mobilitazione Popolare mette in fuga takfiri dell'ISIS ad Ovest di Hatra!
Nei pressi della zona meridionale di Mosul, dal 23 dicembre ultimo scorso la 44esima Brigata delle Hashd al-Shaabi (le Forze di Mobilitazione Popolare irakene, addestrate e rifornite dalla Repubblica Islamica Iraniana) é stata impegnata in combattimento con elementi del "Daash" (l'ormai estinto 'stato islamico' dell'ISIS/ISIL) che hanno tentato, col favore delle tenebre di attaccare la località di Hatra.
mercoledì 18 dicembre 2019
Quasy al-Souhail ha ricevuto l'incarico di formare il prossimo Governo irakeno!
Questo blog non é un diario personale o la mia posta del cuore.
E' un canale di notizie vere e in presa diretta dal Medio Oriente.
Vi presento quindi la foto del nuovo Premier irakeno in pectore dopo le recenti dimissioni di Adel Abdulmahdi.



















