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martedì 24 marzo 2015

Attacchi aerei in grande stile con jet ed elicotteri sulle posizioni takfire attorno a Tikrit! Tutti ovviamente Made in Irak!!

In una sorta di implicita risposta agli allarmisti che parlavano di 'ritirata irakena da Tikrit' il Ministro della Difesa di Bagdad Khaled Obeidi ha rilasciato numerose foto e registrazioni filmate di attacchi e raid aerei ed elicotteristici compiuti in queste ore contro posizioni dei tagliagole dell'ISIS in città e nei suoi dintorni.

Gli attacchi, tutti compiuti dai 'tank volanti' Sukhoi e dai solidi e affidabili elicotteri d'attacco forniti dalla Russia arrivano poco dopo che il Comandante Hadi al-Ameri aveva dichiarato apertamente che ogni genere di intervento americano nella campagna anti-ISIS é totalmente superfluo e non gradito.

lunedì 23 marzo 2015

Comandante dei volontari irakeni rifiuta ogni genere di 'aiuto' americano: "Non ci sono mai serviti, non ci serviranno mai!"

Hadi al-Ameri, comandante in capo dei volontari che hanno assistito l'Esercito Irakeno nella vasta, impegnativa e in ultimo vittoriosa operazione di liberazione di Tikrit e dintorni dai tagliagole dell'ISIS parlando coi reporter dei media irakeni e regionali ha apertamente rifiutato anche solo di prendere in considerazione l'idea di chiedere aiuto all'aviazione Usa per compiere bombardamenti sulle restanti posizioni terroriste rimaste nell'area.

"Alcuni ufficiali insicuri e debolucci pensano che dobbiamo andare a mendicare dagli Americani chiedendo loro di effettuare qualche bombardamento...io dico che gli Americani non ci sono mai serviti e non ci serviranno mai!".

venerdì 16 gennaio 2015

Come 24 anni di politiche Usa verso l'Irak abbiano finito per favorire immensamente la Repubblica Islamica!

Nel 1991 George Bush Sr. portò avanti l'attacco all'Irak come coronamento della manovra che aveva artatamente convinto i sovrani sauditi (per la prima volta in oltre 40 anni di alleanza con Washington) ad accettare lo schieramento di truppe Usa sul loro territorio in maniera da poter difendere direttamente il flusso di petrolio saudita verso l'economia americana. Saddam venne convinto dalle mendaci parole dell'ambasciatrice Usa a Bagdad April Glaspie che una sua azione militare contro il Kuwait non avrebbe causato reazioni, quando invece, appena le forze di Bagdad ebbero occupato il piccolo emirato, gli Usa lanciarono un'enorme campagna propagandistica contro l'Irak e il suo uomo forte, che venne coronata con il 'ritocco' ad aerografo (allora photoshop non esisteva) delle foto dei tank irakeni schierati sul confine Kuwaito-Saudita. Con nuvolette di sabbia 'artisticamente' aggiunte con l'aeropenna i diplomatici e i generali americani convinsero gli ignoranti e suggestionabili principi sauditi che i panzer irakeni stessero volando verso Riyadh, capitalizzando la loro paura e la loro vigliaccheria per fare accettare lo schieramento militare in terra saudita.

giovedì 28 febbraio 2013

Ministro irakeno dichiara: "Erdogan e Al-Thani aiutando i wahabiti in Siria dichiarano guerra anche a Bagdad!"

Il Ministro dei Trasporti irakeno, già capo dell'Organizzazione Badr, Hadi al-Amiri, ha dichiarato all'agenzia Reuters che "Continuando a sostenere l'insorgenza degli estremisti sunniti in Siria, i Governi di Turchia e Qatar stanno implicitamente dichiarando guerra anche all'Irak, alle sue istituzioni e ai suoi cittadini!".

Amiri ha dichiarato che, nonostante le grandi vittorie riportate dalle forze nazionali siriane, facilitate e rese possibili dall'aiuto e dalla cooperazione con Damasco dei suoi tradizionali e fedeli alleati Russi, Iraniani, Libanesi e anche dalla vigilanza e dal controllo esercitato lungo il confine dell'Anbar dalle forze irakene, l'ostinazione turca e qatariota a "pompare" mercenari, denaro e armi contro Assad rende più difficile il raggiungimento di un'intesa pacifica per la cessazione delle ostilità.

Interessante come, nella sua concione, Amiri non abbia menzionato l'Arabia Saudita, forze un segno ulteriore della posizione "terza", non totalmente coinvolta a livello governativo e dinastico, del regime di Riyadh riguardo il proseguire dell'offensiva terrorista in Siria. Forse é vero quel che ci é stato riferito che a continuare a foraggiare i terroristi siano rimasti alcuni principi a livello 'personale' ma il sostegno ufficiale saudita alla guerriglia sia da considerarsi terminato.