Gli attacchi missilistici yemeniti continuano a dimostrare, con un millesimo dei costi, tutta la precisione e la letalità che l'enorme flotta aerea saudita e delle monarchie reazionarie del petrolio (GCC) non riesce nemmeno lontanamente a raggiungere, pur avendone sulla carta tutte le potenzialità.
Laddove finora i 'centri' più devastanti realizzati dai missilisti dell'Arabia Felix erano stati messi a segno utilizzando complessi OTR-21 di fabbricazione sovietica le operazioni portate a termine ieri hanno visto protagonisti i Qaher-1 di fabbricazione nazionale, risultati dalla conversione in missile balistico del 'guscio' del vettore antiaereo S-75 (secondo un piano esportato in Yemen da ingegneri irakeni nel corso degli anni '90).

