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sabato 8 giugno 2013

Si sgretola in tutta la Siria la struttura terrorista wahabita, la presa di Qusayr lascia i takfiri senza armi e rifornimenti!!

La conquista di Qusayr e del suo hinterland, con la conseguente chiusura di tutti i canali di movimento e di rifornimento di armi, equipaggiamenti e munizioni che attraverso il confine libanese mantenevano efficienti le cellule terroriste wahabite sta causando fortissimi contraccolpi non soltanto nella parte occidentale della Siria, ma anche in province molto distanti.

Si hanno notizie di disperati combattimenti tra gli ultimi rimasugli dell'insorgenza mercenaria takfira e le trionfanti truppe di Assad in numerose località delle province di Homs, ma anche di Damasco, Idlib e Hama: il fatto che spesso questi scontri si concludano con il totale sterminio dei miliziani e la morte dei loro capi dimostra come a questi fanatici ormai non resti altra scelta se non quella di perire con le armi in pugno.

Scontri armati sono stati registrati ultimamente presso Salhiyeh, Masoudiyeh e Buwayda al-Sharqiya, vicino alle fattorie di Al-Rasas (tra Harasta e Douma), a Masraba e Babyla, e anche ad Al-Ziyabiyeh. Durante i combattimenti sarebbero stati uccisi i leader wahabiti Obada Dahdouh e Noureddin Najjar,
Samir Abdullhai e Omar Sallam, nonché il capo del Gruppo Ansar al-Furat, Taher Mandil.

lunedì 7 gennaio 2013

Operazioni ad ampio raggio in tutta la Siria per schiacciare i mercenari terroristi!

 Al-Nabk, Kafr Batna, Al-Meleiha, Sha'aba, Aqraba, Al-Hejjeira, Al-Ziyabiyeh, Yalda, Tasneen, Nawa e Busra al-Hariri: questi i nomi delle località siriane che nelle ultime ore sono state teatro di scontri tra le truppe siriane e quanto rimane delle colonne terroriste già snidate e frantumate nel corso di numerose vaste manovre antiguerriglia portate avanti dagli uomini dell'Esercito siriano.

Invitiamo i nostri lettori a scorrere a ritroso i precedenti aggiornamenti dalla Siria e segnare su una mappa le località via via menzionate: risulterà evidente come l'epicentro degli scontri vada via via allontanandosi dai principali centri urbani, un tempo direttamente sotto la linea del fuoco, quando i criminali qaedisti e wahabiti tentavano di stabilire 'teste di ponte' e basi permanenti nelle città e metropoli del paese. Adesso l'iniziativa delle operazioni é in mano agli uomini di Assad che costringono i mercenari superstiti sempre più con le spalle al muro.

Unica, disperata arma rimasta alle cellule criminali sparpagliate e isolate, come abbiamo già detto, rimane l'opzione crudele e vigliacca dell'autobomba, ma anche qui la prontezza delle forze di sicurezza siriane più spesso che no, riesce a prevenire e sventare attentati sanguinosi, come quello che doveva svolgersi nel Corniche di Daraya dove gli artificieri hanno individuato e disinnescato una carica detonante di ben 30 chili di tritolo.
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