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venerdì 21 febbraio 2020

Shamkhani conferma che la presenza militare iraniana in Siria é destinata a durare!


Il segretario del Supremo Consiglio di sicurezza nazionale iraniano (SNSC) Ali Shamkhani ha affermato che l'Umanità celebrerà l'espulsione degli occupanti sionisti dalla Palestina ancor prima che la missione consultiva della Repubblica islamica in Siria si concluda.

In un post sul suo account Twitter di giovedì sera, Shamkhani ha sottolineato i motivi alla base della presenza militare iraniana in Siria e ha affermato che la Repubblica islamica è nel paese colpito dalla guerra su richiesta ufficiale del legittimo governo di Damasco.

"A Dio piacendo, i musulmani nella regione celebreranno l'espulsione dei sionisti dalla Palestina occupata a Damasco prima della fine della missione dell'Iran in Siria", ha aggiunto nel suo tweet.

Le osservazioni sono arrivate quando l'esercito israeliano ha approvato mercoledì una serie di cambiamenti nello staff, inclusa la creazione di un organo speciale per far fronte alla "crescente minaccia dall'Iran".

I conflitti sono scoppiati in Siria nel 2011, quando un piccolo gruppo di forze di opposizione ha preso le armi contro Damasco.

Presto, tuttavia, un mix di terroristi internazionali e mercenari pagati si mescolò e quindi in gran parte evitò i gruppi armati di opposizione siriana, trasformando efficacemente il paese arabo in un campo di battaglia per i governi stranieri contrari al presidente siriano Bashar al-Assad.

Ma l'esercito siriano, con l'aiuto militare consultivo dell'Iran e della Russia - e una campagna di bombardamenti aerei russi - ha ripreso il controllo di gran parte del paese, e si ritiene che il conflitto si stia risolvendo.

venerdì 8 giugno 2018

Shlomo al-Wahabi? Isidor ben Yahudi? Preoccupante video di ufficiale sionista che utilizza propaganda takfira contro Iraniani e Sciiti: israhell si sta "wahabizzando"?

Vi proponiamo un documento eccezionale di cui ci spiace solo di non avere una versione sottotitolata in Italiano o almeno in Inglese.

Dovrete fidarvi di noi, ma pensiamo in otto anni di blogging  giornalistico indipendente di esserci costruiti una certa fama di affidabilità.

Nel video che mostriamo di seguito, incredibilmente si vede un ufficiale dell'armata sionista, inquadrato nel corpo trasmissioni e propaganda (come si vede dalla mostrina) che, in Arabo, ripete una tirata ridicola di propaganda takfira wahabita insultando Iraniani e Sciiti, oltre ad altre minoranze musulmane.

Che l'Arabia Saudita si stesse rapidamente 'sionistizzando' è ormai da lungo tempo un fatto assodato, ma che israhell si stesse 'wahabizzando' non l'avevamo presentito o calcolato anche se, effettivamente, è solamente logico.

sabato 21 settembre 2013

Il nuovo 'Zar' del Supremo Consiglio di Sicurezza iraniano é Ali Shamkani, che cosa vuol dire la sua nomina?

Ali Shamkani, da poco nominato capo del Supremo Consiglio per la Sicurezza Nazionale, é nato nel 1955 ad Ahwaz e, primo nella storia della Repubblica Islamica a ricoprire un simile ruolo, fa parte dell'etnia araba Khuzestani, eloquente dimostrazione che nella Repubblica Islamica che qualche imbecille settario si diverte (scimmiottando i tiranni sunniti del Golfo) a chiamare 'Safavide' l'origine etnica non preclude il raggiungimento di alcun gradino dell'Amministrazione statale se merito e fedeltà agli ideali della Repubblica sono adeguati.

E certo Ali Shamkani, fondatore e leader carismatico dell'IRGC, eroe della guerra contro Saddam, Vicecomandante Generale dei Pasdaran ad appena 30 anni, ha in abbondanza sia l'uno che l'altra: divenuto Comandante Supremo della Marina dopo la Guerra e quindi Ministro della Difesa dal 1997 al 2005 arriva adesso, alla soglia dei 60 anni, al vertice della sua carriera.

La sua nomina indica la buona volontà del nuovo Presidente Rohani a ingaggiare le retrograde potenze arabe del Golfo, gli emirati petroliferi finanziatori del terrorismo wahabita in Irak, Siria e Libano, sul terreno della diplomazia piuttosto che dello scontro; infatti Shamkani fu il primo Ministro della Difesa iraniano a visitare Riyadh e sembra che goda del rispetto e della stima di vari principi di Casa Saoud, quelli opposti alla linea dello scontro e della destabilizzazione.