I due giovani che vedete in foto hanno sacrificato il loro vigore, il loro sangue, il loro futuro per la salvezza dello Stato che da oltre 60 anni estende al loro popolo la più grande e magnanima ospitalità: laddove in Libano, in Giordania, in Kuwait e altrove i Palestinesi sono trattati con sufficienza e sospetto come 'cittadini di serie B' in Siria essi hanno sempre potuto trovare solidarietà morale, materiale e umana su cui ricostruire le loro vite in attesa del giorno della Riscossa e della Liberazione della loro patria avita.
Se ci é permesso fare una 'graduatoria' del valore e del sacrificio dei Martiri, riterremo quello di Hussein Ibrahim e Luay Rihawi persino più 'disinteressato' di quello del pur valoroso e stimabile Atef Ahmad Jabali, di cui abbiamo tessuto le lodi poche settimane fa.
Questo perché Jabali difendeva la sua gente nel campo profughi di Yarmouk dall'aggressione dei fanatici takfiri wahabiti, mentre Hussein e Luay stavano cooperando con le forze di Difesa Nazionale e le unità dell'Esercito Siriano a un'operazione antiterrorismo non centrata attorno a una comunità palestinese, ma nella zona attorno alla città di Hama.
Per questo motivo li indichiamo a esempi sfolgoranti della riconoscenza della Palestina per tutto il bene e il sostegno ricevuto dalla Siria in queste scorse decadi e siamo certi che il loro sangue versato fertilizzerà ulteriormente il legame fraterno che ormai unisce indissolubilmente i loro due popoli!
Visualizzazione post con etichetta Atef Ahmed Jabali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Atef Ahmed Jabali. Mostra tutti i post
giovedì 1 maggio 2014
Hussein Ibrahim e Luay Rihawi: martiri palestinesi immolatisi per la Siria, onore del PFLP-GC!!!
lunedì 17 marzo 2014
In memoria del sacrificio di Atef Ahmad Jabali, morto un anno fa a Yarmouk difendendo il suo popolo!!
Ieri commemorando l'anniversario del sacrificio di Rachel Aliene Corrie abbiamo "giocato sul sicuro", citando un'icona già assurta a fama mondiale che persino il lettore più cursivo e superficiale del nostro outlet avrà avuto poca difficoltà a riconoscere o comunque a identificare dopo un minimo di sforzo internettiano.
Adesso, pubblicando la foto di Atef Ahmad Jabali, giochiamo "sul difficile" e anticipiamo a tutti che per noi un Atef Jabali conta (senza voler togliere niente al suo impegno sincero e alla sua buona fede) quanto CINQUANTA RACHEL CORRIE, perché Jabali ha fatto la scelta della lotta armata e per lui la morte non é stata il risultato di un 'incidente', ma la logica conseguenza di aver portato la sua scelta di vita fino in fondo, senza tentennamenti, senza ripensamenti, con chiarezza, logica consequenzialità e dignità infinita.
Chi ci legge da tempo già lo sa, "PALAESTINA FELIX" non é un ritrovo di pacifisti benpensanti, agitatori di bandiere arcobaleno, marciatori di Assisi e altre simili comparse da parrocchietta, per noi la bestia imperialista si abbatte armi in pugno e nessun militante é più degno di ammirazione e solidarietà di quello che prende in mano cartucce e fucile d'assalto. Ovviamente mirando ai bersagli giusti.
Quali fossero i bersagli giusti Atef Jabali lo sapeva benissimo visto che militava nel Fronte di Liberazione della Palestina -Comando Generale che mai una volta ha tentennato sulla soglia di 'accordi' 'tregue' 'dialoghi' e altre imposture ma sempre coerentemente ha tenuto nel mirino il regime ebraico, i suoi scherani e i suoi sostenitori, sullo stesso piano con la Siria assadista e baathista, con l'Iran khomeinista, rivoluzionario e con Hezbollah.
Atef Jabali ha difeso la sua gente, generosamente accolta nel 'campo' di Yarmouk, che 'campo' non era, ma ospitava fino al 2011 decenti e dignitosi esempi di edilizia popolare dotati di ogni servizio e quando si sono presentati i mercenari takfiri col loro pseudo-islam eretico da Età della Pietra, al soldo di Israele, NATO, Usa ed emirati del Golfo ha fatto l'unica cosa normale e naturale: ha imbracciato il fucile e ha sparato.
Atef Jabali é morto un anno fa, ma il suo spirito vivrà in eterno; se i Palestinesi avranno ancora un futuro in Siria non sarà grazie ai traditori di Hamas che si sono schierati coi i mercenari wahabiti, ma grazie a lui e a quelli come lui, che hanno saputo ripagare la generosità della Siria e dei Siriani combattendo contro coloro che, su ordine dei sionisti e dei loro alleati, volevano fare strame della Repubblica Araba di Hafez e Bashir Assad!
Adesso, pubblicando la foto di Atef Ahmad Jabali, giochiamo "sul difficile" e anticipiamo a tutti che per noi un Atef Jabali conta (senza voler togliere niente al suo impegno sincero e alla sua buona fede) quanto CINQUANTA RACHEL CORRIE, perché Jabali ha fatto la scelta della lotta armata e per lui la morte non é stata il risultato di un 'incidente', ma la logica conseguenza di aver portato la sua scelta di vita fino in fondo, senza tentennamenti, senza ripensamenti, con chiarezza, logica consequenzialità e dignità infinita.
Chi ci legge da tempo già lo sa, "PALAESTINA FELIX" non é un ritrovo di pacifisti benpensanti, agitatori di bandiere arcobaleno, marciatori di Assisi e altre simili comparse da parrocchietta, per noi la bestia imperialista si abbatte armi in pugno e nessun militante é più degno di ammirazione e solidarietà di quello che prende in mano cartucce e fucile d'assalto. Ovviamente mirando ai bersagli giusti.
Quali fossero i bersagli giusti Atef Jabali lo sapeva benissimo visto che militava nel Fronte di Liberazione della Palestina -Comando Generale che mai una volta ha tentennato sulla soglia di 'accordi' 'tregue' 'dialoghi' e altre imposture ma sempre coerentemente ha tenuto nel mirino il regime ebraico, i suoi scherani e i suoi sostenitori, sullo stesso piano con la Siria assadista e baathista, con l'Iran khomeinista, rivoluzionario e con Hezbollah.
Atef Jabali ha difeso la sua gente, generosamente accolta nel 'campo' di Yarmouk, che 'campo' non era, ma ospitava fino al 2011 decenti e dignitosi esempi di edilizia popolare dotati di ogni servizio e quando si sono presentati i mercenari takfiri col loro pseudo-islam eretico da Età della Pietra, al soldo di Israele, NATO, Usa ed emirati del Golfo ha fatto l'unica cosa normale e naturale: ha imbracciato il fucile e ha sparato.
Atef Jabali é morto un anno fa, ma il suo spirito vivrà in eterno; se i Palestinesi avranno ancora un futuro in Siria non sarà grazie ai traditori di Hamas che si sono schierati coi i mercenari wahabiti, ma grazie a lui e a quelli come lui, che hanno saputo ripagare la generosità della Siria e dei Siriani combattendo contro coloro che, su ordine dei sionisti e dei loro alleati, volevano fare strame della Repubblica Araba di Hafez e Bashir Assad!
Etichette:
Ahmed Jibril,
Anniversario,
Atef Ahmed Jabali,
Comando Generale,
Lotta armata,
Martirio,
Resistenza,
Sacrificio,
Yarmouk
Iscriviti a:
Post (Atom)


