Giusto perché pochi giorni fa parlavamo dei risultati delle elezioni inglesi, torniamo a parlare di Jerry Corbyn.
Nonostante il risultato elettorale laburista abbia avuto il merito di strozzare la ciabatta dell'inventrice di "Errìpòtter", i sinistrati europei, ansiosi di aver trovato un nuovo "guru" da lodare tipo Zapatero e Tsipras non si rendono conto che una parte del consenso elettorale é stato riversato sul partito di "opposizione" dai padroni del vapore mediatico per tentare di mettere i bastoni tra le ruote alla "Brexit", che Theresa May voleva fosse rapida e netta.
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martedì 13 giugno 2017
Ancora su Corbyn, il New York Times e l'insostenibile cretineria dei sinistrati italiani...
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venerdì 24 giugno 2016
"Ma la Brexit é un bene per la Siria e il suo popolo?" Suleiman Kahani dà la sua personale risposta al quesito!
Qualche amico mi ha chiesto stamattina: "Ma la 'Brexit' potrà rivelarsi in qualche modo positiva per la Siria e il suo popolo?"
Io ho risposto che, secondo il mio modesto parere, probabilmente lo sarà.
A parte aver messo con le (s)palle al muro Cameron, aggressore e assassino della Libia insieme a Sarkozy, obbligandolo a prossime dimissioni, la serie di processi che verranno messi in moto dall'esito del referendum britannico causerà forti scossoni e costringerà la classe dirigente inglese che sostituirà il Governo attualmente in carica a concentrarsi sulle questioni interne e sulla gestione delle trattative per l'abbandono dell'UE che dureranno almeno due anni buoni, ma più probabilmente tre, durante i quali l'attenzione e le energie che il regno degli 'eterni pirati' di Sua Maestà britannica potrà dedicare a operazioni di regime change all'estero sarà giocoforza limitato se non addirittura nullo.
Io ho risposto che, secondo il mio modesto parere, probabilmente lo sarà.
A parte aver messo con le (s)palle al muro Cameron, aggressore e assassino della Libia insieme a Sarkozy, obbligandolo a prossime dimissioni, la serie di processi che verranno messi in moto dall'esito del referendum britannico causerà forti scossoni e costringerà la classe dirigente inglese che sostituirà il Governo attualmente in carica a concentrarsi sulle questioni interne e sulla gestione delle trattative per l'abbandono dell'UE che dureranno almeno due anni buoni, ma più probabilmente tre, durante i quali l'attenzione e le energie che il regno degli 'eterni pirati' di Sua Maestà britannica potrà dedicare a operazioni di regime change all'estero sarà giocoforza limitato se non addirittura nullo.
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