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venerdì 21 gennaio 2022

In Irak il dialogo tra forze sciite sta facendo riavvicinare formazioni un tempo ferocemente avverse le une alle altre!

I negoziati inter sciiti in Irak procedono lentamente e positivamente all'interno del “quadro di coordinamento” che rappresenta tutti i partiti sciiti e Sayed Moqtada al-Sadr, che nel recente passato aveva preso le distanze dagli altri gruppi sciiti nel tentativo, fallito, di aumentare il proprio prestigio e clout a discapito delle altre formazioni politiche della stessa corrente religiosa. Tuttavia, la partecipazione del ex Vicepresidente Nouri al-Maliki è ancora in discussione perché al-Sadr si ostinerebbe a rifiutarsi di includerlo in un futuro Governo. 

Ma al contrario del 'giovane' (per la media dei leader religiosi sciiti) Al-Sadr, Al-Maliki, PROPRIO per essersi allontanato dal proscenio politico (pur continuando a frequentarne le "quinte") ha visto solo salire il proprio prestigio e la propria influenza, mentre il discendente del famoso martire oppositore di Saddam Hussein, si é "logorato" nel tentativo di rafforzare una supremazia che non ha mai realmente avuto.

Tuttavia, è troppo presto per concludere il percorso negoziale perché c'è ancora tempo per scegliere un blocco sciita unificato che eleggerà il Presidente della repubblica e il prossimo Premier.

martedì 17 settembre 2019

Segretario della Jihad Islamica Palestinese ammonisce nel ventiseiesimo anniversario della "Truffa di Oslo"

Il 13 settembre di 26 anni fa si compiva, tra grandi fanfare mediatiche, la più grande truffa contro il Popolo di Palestina, la firma dei perniciosi, falsi, bugiardi "Accordi di Oslo".

A oltre un quarto di secolo da quella data, il nuovo Segretario Generale della Jihad Islamica Palestinese ha emanato un comunicato di memoria e di monito.
L'organizzazione di Ziad Nakhala, che mai si é piegata a nessun accordo con le "lingue biforcute" di Tel Aviv e Washington ha dichiarato che:

giovedì 30 maggio 2019

La "super-vittoria del potentissimo Netanyahu" non era tanto 'vittoriosa' come ce la raccontavano i sionisti d'Italia!


Il Parlamento unicamerale del regime invasore della Palestina, la Knesset ha votato ieri a favore del suo scioglimento, che termina i tentativi del Primo Ministro Benji Netanyahu per formare una coalizione e dando via libera alla richiesta di nuove elezioni nel mese di settembre. La decisione è stata presa con 74 voti a favore e 45 contrari.

Le ultime elezioni generali si sono svolte nel paese meno di due mesi fa. Netanyahu ha vinto con la minima differenza, ma il suo partito non ha ottenuto la maggioranza in Parlamento e aveva bisogno di formare una coalizione di Governo. Ora che la Knesset ha scelto di sciogliersi, il primo ministro dovrà riconvalidare il suo mandato nelle prossime elezioni.

lunedì 11 febbraio 2019

L'Ex-generale Benny Gantz fa campagna elettorale sulla pelle dei Palestinesi morti!

Terzo video domenicale del nostro frequentatissimo Canale Youtube.

E' inutile, quando si tratta di rendersi simpatici e benvoluti nessuno batte "gli eletti"! Che idea migliore per risultare da subito apprezzati se non quella di vantarsi di quante donne, bambini, vecchi e altri civili non-combattenti sono stati ammazzati durante i "pogrom" a base di napalm e fosforo bianco contro il ghetto assediato di Gaza? Chiedete a Benny Gantz!

lunedì 7 gennaio 2019

Saad Hariri, vergogna del Libano, non riesce a liberarsi dal guinzaglio dei suoi padroni sauditi!

Il Libano ancora non ha un Governo.

Grazie all'inettitudine del mezzo saudita Saad Hariri.

Questo idiota é stato incaricato di formare un Governo di unità nazionale nonostante la vittoria elettorale dei partiti della Resistenza che, magnanimamente, hanno preferito questa soluzione a un Governo di parte.

martedì 28 agosto 2018

A tre mesi dall'incarico Saad Hariri non ha ancora risolto il 'rebus' del nuovo Governo libanese!

Secondo quanto diffuso dall'emittente televisiva LBCI, il Presidente libanese Michel Aoun ha avuto un colloquio telefonico con Saad Hariri, nel corso del quale lo ha esortato ad accelerare e portare a termine la formazione del nuovo Esecutivo.

Infatti sono oltre tre mesi (24 maggio scorso) che il leader di 'Mustaqbal', nonostante la sonora sconfitta elettorale, ha ricevuto, in segno di volontà collaborativa, l'incarico di formare il nuovo Governo, che dovrebbe essere di Grande Coalizione.

lunedì 20 agosto 2018

A tre mesi dalle elezioni sembra che finalmente la situazione politica in Irak possa chiarirsi!

A tre mesi dalle elezioni, dopo un processo di riconteggio dei voti che ha confermato i risultati emersi dalle urne, sembra che finalmente l'Irak possa emergere dalla stasi che l'aveva immobilizzato (e che, tra l'altro, aveva anche avuto un grande ruolo nel causare le proteste contro la cattiva qualità dei servizi essenziali in diverse città del paese).

mercoledì 13 giugno 2018

Saad Hariri a Mosca per la Coppa del Mondo incontra Vladimir Putin e discute con lui dei rapporti tra Russia e Libano!

Il Premier in pectore libanese, Saad Hariri, ha raggiunto Mosca dove assisterà alla cerimonia d'inaugurazione dei mondiali di calcio Fifa 2018 e ne ha approfittato per un incontro ufficiale col Presidente russo Vladimir Putin.

Dopo l'incontro, rispondendo alle domande dei giornalisti ha dichiarato di aver discusso con Putin gli sviluppi recenti della situazione politica libanese e mediorientale, congratulandosi con lui per gli sforzi profusi dalla Federazione Russa per stabilizzare la situazione in Siria e di avere anche discusso dei futuri rapporti bilaterali Mosca-Beirut.

In Irak si sparigliano le carte, Moqtada al-Sadr e Hadi al-Ameri annunciano di unire le forze per governare il paese!

Con un deciso rivolgimento rispetto a quanto si era profilato nell'immediato epilogo della contesa elettorale in Irak il Blocco Sairoun (alleanza di sadristi e comunisti) e il blocco Fatah (rappresentante delle milizie di mobilitazione popolare Hashd al-Shaabi) hanno annunciato oggi la loro alleanza.

In precedenza sembrava che Hadi al-Ameri foss molto più incline a un'alleanza con Nouri al-Maliki e che stesse cercando la 'sponda' anche dell'Ex-premier Haider Abadi.

martedì 12 giugno 2018

L'Arabia Saudita ha buttato 200 milioni di $ cercando di influenzare le elezioni in Libano, e anche ora sta ostacolando la formazione del Governo!

Parlando a un'assemblea pubblica in Iran il Generale Qassem Soleimani (IRGC) ha espresso la sua "profonda soddisfazione" riguardo ai risultati delle recenti elezioni politiche libanesi, che hanno visto il trionfo dell'Alleanza 8 Marzo  comprendente i partiti sciiti di Amal ed Hezbollah.

Il Generale ha ricordato come l'Arabia Saudita si fosse impegnata in una capillare e multimilionaria campagna di influenza, nel tentativo di prevenire un simile esito, nel corso della quale, secondo fonti a lui note, avrebbe dilapidato qualcosa come 200 milioni di dollari Usa.

Anche PALAESTINA FELIX aveva dato risalto allo 'scoop' dei reporter di Al-Manar (l'emittente radiotelevisiva di Hezbollah) che avevano intercettato e reso pubblica una comunicazione tra il Ministero degli Esteri di Riyadh e l'ambasciatore saudita a Beirut, riguardo le manovre da mettere in atto per ostacolare un'affermazione elettorale dei partiti della Resistenza.

domenica 3 giugno 2018

Auguriamo una buona domenica al 'centrosinistra' liberal-progressista-chic e alle sue composte e misurate reazioni all'insediamento del Governo!

Una piccola, fugace pausa di riflessione sulle vicende di politica interna che ultimamente hanno animato il Bel Paese, tornato finalmente alla Democrazia dopo anni di Governi non eletti da nessuno.

La cosa buffa sono le reazioni adirate e virulente di coloro che si definiscono, fin dal nome, alfieri e lodatori della 'Democrazia'.

A sentire questi signori pare che ai primi di marzo non ci siano state libere elezioni, ma una specie di
"golpe".

Eppure mi ricordo chiaramente che sulla strada per la scuola elementare dove è sita la mia sezione elettorale, non vedevo né carri armati, né autoblinde e tantomeno drappelli di camicie nere a bordo di rombanti Isotta-Fraschini.

Mah, sarò stato disattento.

giovedì 31 maggio 2018

In seguito a indizi di pesanti brogli le autorità irakene si preparano a ricontare manualmente i risultati di 1021 sezioni elettorali, tutte nella zona curda!

"Accarezza i serpenti, tieni stretti al petto gli scorpioni, ma non ti fidare mai di un Curdo".

Citiamo ancora una volta questa piccola perla di saggezza popolare del Medio Oriente per accompagnare l'ultimo sviluppo della vicenda elettorale irakena.

E' infatti emerso che i risultati di ben 1021 sezioni, tutte collocate nell'area del cosiddetto KRG (Governo Regionale Curdo) sarebbero state pesantemente manipolate.

sabato 26 maggio 2018

Inizia a emergere in Irak la possibilità di una Grande Coalizione tra i principali vincitori, mentre Sadr dichiara di non essere mai stato anti-iraniano!

Continua a svilupparsi in Irak la dialettica post-elettorale, che sembra registrare un avvicinamento tra le parti in causa maggiormente premiate alle urne: i quattro partiti più votati, più i seguaci dell'Ex-leader del Supremo Consiglio Islamico Ammar al-Hakim, potrebbero confluire in una 'Grande Coalizione'.

Lo confermano i recenti incontri, tutti all'insegna della cordialità e dello spirito cooperativo, dell'Ex-premier Haider Abadi con Hadi al-Ameri e Nouri al-Maliki e con Moqtada al-Sadr.

giovedì 24 maggio 2018

Di nuovo sulle dichiarazioni del Movimento Sadrista: "Aperti a molte opzioni di alleanza e coalizione governativa; gli Usa devono lasciare l'Irak!"

Nella frenesia del clima post-elettorale la scena politica irakena sta dando segnali molto chiari riguardo al futuro del paese, un paese che ha tutte le intenzioni di mantenere ed espandere i propri rapporti amichevoli con la Repubblica Islamica Iraniana e che non transige sull'immediato ritiro di tutte le forze militari straniere sul proprio territorio, in primis quelle statunitensi.

Ecco una ulteriore testimonianza, questa volta in video, delle recenti dichiarazioni dell'Ufficio Politico del Movimento Sairoun, l'alleanza tra sostenitori di Moqtada al-Sadr e Comunisti uscita premiatissima dalle recenti consultazioni politiche:

Di seguito la traduzione dei passi più importanti:

mercoledì 23 maggio 2018

Il movimento di Moqtada al-Sadr rilascia una dichiarazione che smorza le speranze Usa di farne un 'baluardo anti-Iran'!

Nella delusione per i risultati delle recenti elezioni politiche irakene, alcuni commentatori americani avevano provato a cercare un "silver lining", per dirla in Inglese, cioé un lato positivo in una situazione complessivamente avversa, da cui sperare di poter iniziare a invertire il trend.

Visto che a imporsi alle elezioni è stata soprattutto la coalizione guidata da Moqtada al-Sadr, questi "pundit" americani sono andati a spulciare le cronache recenti trovando qualche dichiarazione del rampollo della celebre 'dinastia' religiosa mesopotamica, che potevano essere lette come blandamente critiche verso la Repubblica Islamica.

domenica 20 maggio 2018

INCREDIBILE! Le due opposte alleanze 'Sadr+Hakim' e 'Ameri+Maliki' ENTRAMBE a 73 seggi! Abadi coi suoi 42 può VERAMENTE essere il 'kingmaker'!

Sono arrivati finalmente i risultati completi, definitivi e confermati delle elezioni irakene della settimana scorsa.

Io sto ancora ridendo.

Sto ridendo perché, nonostante il colossale "flop" rispetto alle aspettative della vigilia, il Primo Ministro uscente Haider al-Abadi, in virtù di una combinazione di circostanze incredibili o di una vera e propria "fortuna sfacciata", si é ritrovato LETTERALMENTE nella posizione di 'ago della bilancia'.

venerdì 18 maggio 2018

In Irak i vincitori delle elezioni politiche "fanno la corte" all'Ex-premier Abadi che, pur da sconfitto, può essere 'ago della bilancia'!

L'Alleanza di Haider Abadi, Premier uscente dell'Irak, é molto "popolare".

No, non nel segreto dell'urna elettorale, dove, anzi, é stata letteralmente 'bastonata' nelle consultazioni politiche dello scorso sabato, ma nelle stanza del Parlamento, dove emissari sia dell'alleanza sadrista che di quella tra Ex-miliziani Hashd al-Shaabi alleatisi con i seguaci di Nouri Al-Maliki hanno offerto ad Abadi e ai suoi di sostenere progetti di Governo alternativi e contrapposti.

lunedì 14 maggio 2018

Ecco, provincia per provincia, i risultati delle elezioni irakene! Confermato il crollo di Abadi, Al-Sadr e Ameri vincitori!

In questa mappa vedete le diciotto province (o governatorati) in cui é diviso l'Irak.

Per ciascuna di esse elencheremo i primi tre partiti per numero di voti raccolti alle elezioni del 12 maggio.

BAGDAD: 1) Sadristi + comunisti 2) Fatah (Alleanza Milizie) 3) Alleanza Al-Maliki
Pessima performance del Premier Abadi nel distretto della capitale, dove riesce ad arrivare addirittura quinto, superato anche dall'Alleanza di Allawi.

BASSORA: 1) Fatah 2) Sadristi+c. 3) Alleanza Abadi (ma con Al-Maliki molto vicino)
A Bassora, metropoli sciita, il partito delle milizie popolari sbaraglia tutti con una performance eccezionale.

In Irak testa a testa tra Moqtada al-Sadr e Hadi al-Ameri, mentre gli Usa preparano una nuova campagna di terrore contro la Mesopotamia!

Preparatevi, amici irakeni: torneranno le autobombe, torneranno i kamikaze, torneranno gli sporchi traffici tra Curdi, ex-baathisti e rimasugli dell'ISIS; dall'Arabia Saudita arriveranno nuovi mercenari raccattati tra le latrine wahabite di tutto il mondo.

Questo perché il popolo ha 'osato' votare i candidati più determinati nel chiedere la partenza delle ultime centinaia di militari americani nel paese, la chiusura di tutte le loro basi e strutture e la rescissione di ogni rapporto col Pentagono.

Infatti, con 10 province scrutinate su 18 (e le metropoli di Bagdad e Basra già conteggiate) é chiaro che i vincitori di queste elezioni irakene sono l'Alleanza Rivoluzionaria per la Riforma (che riunisce gli ultras di Moqtada al-Sadr e i comunisti) e l'Alleanza Fatah di Hadi al-Ameri, che riunisce esponenti delle milizie popolari Hashd al-Shaabi.

martedì 8 maggio 2018

Al sionista biloslavo RODE IL CULO per la vittoria di Hezbollah alle politiche libanesi!

Bizzarre reazioni di buffi personaggi del giornalistame ('giornalismo-letame') del Bel Paese.

Fausto Biloslavo é strisciato fuori dalla fognetta MSI-Nato 'Albatros' e per tutti gli anni '80 ha sparso panzane filo-imperialiste da vari angoli del mondo, facendo il panegirico dei progenitori dei Talebani quando faceva comodo alla CIA e schierandosi sempre e comunque dalla parte degli oppressori.

Anziché combinare qualcosa di utile come arricchire di fosfati qualche metro quadrato di terra del Mozambico, egli é ancora in giro a gorgheggiare menzogne e falsità.