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martedì 5 febbraio 2019

Presidente e rappresentanti irakeni respingono i progetti 'trumpiani' di permanenza nel paese in funzione "anti-Iran"!


I massimi esponenti politici di Baghdad hanno colpito il presidente Donald Trump dopo che il leader degli Stati Uniti ha dichiarato che intende tenere truppe nel paese per spiare l'Iran, con il Presidente Barham Salih che afferma che la missione non ha il permesso di Baghdad.
"La costituzione irakena rifiuta l'uso dell'Irak come base per colpire o attaccare un paese vicino", ha detto Salih, aggiungendo che le forze americane erano nel paese in base a un accordo tra i due paesi, ma che "qualsiasi azione intrapresa al di fuori di questo quadro è inaccettabile ".

Il Presidente irakeno ha insistito sul fatto che il presidente degli Stati Uniti non avesse chiesto il permesso di Baghdad per le truppe statunitensi in Irak di "spiare l'Iran".

"Non sovraccaricare l'Irak dei tuoi stessi problemi: gli Stati Uniti sono una potenza importante ... ma non perseguono le tue priorità politiche, viviamo qui", ha detto Salih, aggiungendo che "è di fondamentale interesse per l'Irak avere buone relazioni con l'Iran "e altri paesi vicini.

lunedì 21 marzo 2011

L'Ammiraglio Mullen alla CBS lancia segnali contrastanti, il Pentagono ha una strategia chiara?


L'Ammiraglio Mike Mullen, Capo degli Stati Maggiori unificati degli Stati Uniti, ha affermato, nel corso del suo intervento al programma "Face the Nation", trasmesso dal network televisivo CBS, che le missioni di attacco aereo sulla Libia, recentemente iniziate sotto l'ombrello diplomatico della Risoluzione ONU 1973 hanno "uno scopo chiaro, definitio e limitato".

Subito dopo, tuttavia, con apparente contraddizione lo stesso ammiraglio si é detto "molto incerto" sul possibile esito dell'intervento armato occidentale, su come, cioé, esso potrà influenzare l'evoluzione della situazione politica del paese nordafricano, azzardando perfino, per quanto 'istigato' dalle domande dell'anfitrione del canale, che "uno stallo con Gheddafi" non é affatto da scartare, come possibilità.

"I nostri attacchi sicuramente scompagineranno le puntate offensive dei lealisti, che ultimamente stavano riguadagnando molto del terreno perduto nella fase iniziale dell'insurrezione, e daranno ai rivoltosi modo e tempo di raggrupparsi e riorganizzarsi ma, tolto questo, qualunque sviluppo ulteriore é materia di congettura".

Forse Mullen inizia a 'preparare il terreno' per una prossima dichiarazione della 'necessità' di scendere coi piedi a terra a finire il lavoro che gli insorti non sembrano preparati a concludere? Una simile iniziativa, ovviamente, andrebbe contro il desiderio, inizialmente reiterato con chiarezza dai ribelli libici di non vedere soldati stranieri sulla loro terra ma, é da notarsi, come gli striscioni "No Foreign Intervention" siano sospettosamente scomparsi da quando le forze di Gheddafi iniziarono a riprendere slancio.


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