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giovedì 24 aprile 2014

Trentaquattresimo anniversario del disastro iraniano di Jimmy Carter: la fallimentare operazione 'Eagle Claw'!!

Piano escogitato da qualche 'testa d'uovo' del Pentagono che poi si sarà riciclato come sceneggiatore per Hollywood l'Operazione Eagle Claw voleva liberare il personale del 'Nido di Spie' scoperto dalla vigilanza rivoluzionaria iraniana e trattenuto a Teheran con un raid di forze speciali che avrebbe dovuto portare con elicotteri i liberati fino a un C-130 equipaggiato con razzi sotto le ali che gli avrebbero dovuto consentire di decollare in uno spazio molto ristretto.

Il piano fallì quasi subito quando una tempesta ingolfò il convoglio di elicotteri e aeroplani facendoli scontrare tra loro e precipitare al suolo.

Anche quest'anno la Repubblica Islamica dell'Iran festeggia l'anniversario di quell'imbarazzante debacle dell'arroganza imperialista yankee, dalla redazione di PALAESTINA FELIX va al Popolo e al Governo dell'Iran un caloroso messaggio di amicizia e solidarietà!

Possa Eagle Claw rimanere per sempre l'ultima occasione in cui un militare Usa abbia messo piede sul sacro suolo di Persia!!!!

lunedì 4 novembre 2013

34 anni fa l'Iran mostrava al mondo che le ambasciate USA sono fogne di spionaggio, oggi il Datagate riprova quella verità!

Nel 1979 la Repubblica Islamica dell'Iran si difendeva dai complotti revanscisti orditi all'interno dell'ambasciata USA occupandola e prendendo in ostaggio il personale presente, tra cui numerosissimi agenti della CIA e di altre agenzie di spionaggio. All'epoca sedicenti 'democratici', filosionisti, imperialisti di ogni colore e 'dirittoumanisti' assortiti saltarono sulle sedie gridando alla 'violazione' di chissà quali principi (la violazione della volontà popolare iraniana che aveva cacciato lo Shah corrotto con la Rivoluzione, evidentemente, per costoro non contava...), ma la giovane repubblica rivoluzionaria tenne duro e difese la propria scelta ribadendo la necessità di interrompere le attività nocive in atto in quella pretesa 'rappresentanza diplomatica'.

Oggi, alla luce delle rivelazioni del 'Datagate' tutto il mondo deve ammettere quanto estese e perniciose siano le attività di spionaggio americane, che, lungi dal concentrarsi solo contro 'nemici' si concentrano anche contro pretesi amici ed alleati come i paesi europei e altri ancora, a dimostrazione che gli Stati Uniti non provano amicizia o lealtà per nessuno.

Nel 34esimo anniversario di quello storico momento in cui il popolo iraniano agì come un sol uomo per difendere le proprie scelte e la sua autonomia nel decidere del proprio destino il resto del mondo deve ammettere, obtorto collo, che quello stesso popolo era oltre trent'anni avanti sul calendario della Storia e, al giorno d'oggi, continua a esserlo nella costruzione di una società più giusta.

venerdì 2 novembre 2012

Celebrazioni in Iran per il 33esimo anniversario dell'irruzione nel "covo di spie" dell'ambasciata Usa!

Iraniani di ogni origine, strato e condizione hanno oggi dato inizio alle celebrazioni che segnano il 33esimo anniversario del glorioso "blitz" contro il nido di vipere dell'ambasciata Usa, divenuta dopo la vittoriosa Rivoluzione Islamica "centrale di sabotaggio e spionaggio" che mirava a far collassare lo sforzo generoso di milioni di cittadini che si erano levati a spodestare in nano Reza Palhavi, burattino di Usa e Israele.
Ridotti all'impotenza i lacché dell'imperialismo a stelle e strisce vennero trattenuti come ostaggi, permanenza durante la quale non mancarono i gesti di umanità della neonata Repubblica Islamica verso i prigionieri: come l'offerta di liberare per primi quelli di etnia nera in quanto essi stessi oppressi e discriminati nella loro stessa patria. L'analisi dei documenti sequestrati nella sede diplomatica dimostrò in seguito come l'intervento degli studenti e degli attivisti arrivò appena in tempo vista la profondità e la gravità degli atti contro-rivoluzionari che in essa si andavano preparando.

Il tentativo cervellotico e velleitario del Presidente Carter (malconsigliato dagli analisti militari) di liberare gli ostaggi con un colpo di mano finito in barzelletta é ancora ricordato come una tra le più gustose debacle dell'arroganza Usa.
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venerdì 27 aprile 2012

La Repubblica Islamica iraniana celebra il 32esimo anniversario del fallito 'raid' Usa contro Teheran

Il 4 novembre 1979 il Popolo dell'Iran, esasperato dai tentativi dell'imperialismo americano di deviare la sua Rivoluzione e riportare sul trono il corrotto Scià Reza Palhevi attaccava il "nido di spionaggio" celato all'interno dell'ambasciata americana e prendeva in ostaggio gli agenti della CIA e il resto del personale in essa presente.
Nella notte tra il 24 e il 25 aprile successivi, malconsigliato da generali che troppo si erano esaltati su film e romanzetti d'azione, il Presidente Carter dava il via a un "raid" armato che avrebbe dovuto permettere di liberare con la forza i prigionieri e farli volare via su un C-130 appositamente modificato con razzi sotto le ali per permettergli un decollo da una pista eccezionalmente stretta.
Ovviamente il tutto si concluse con un disastro, una colossale figuraccia degli imperialisti yankee, otto morti, quattro feriti (tutti americani) e una grande vittoria di immagine per l'Iran che catturò anche 5 elicotteri degli aggressori. Negli scorsi giorni alti rappresentanti delle Forze armate di Teheran hanno celebrato a Tabas, luogo del fallito atterraggio degli attaccanti, il 32esimo anniversario dell'evento, ospitando anche una delegazione della Repubblica Democratica Popolare della Nordkorea, uno dei pochi stati che nel corso della Guerra Iran-Irak si schierò con l'Iran anziché con Saddam Hussein.
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