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mercoledì 5 febbraio 2014

Hamas commenta con favore gli sforzi di disinvestimento europeo dall'economia del regime razzista di Tel Aviv!!

Il Movimento Hamas ha commentato con favore le ultime notizie riguardo l'adesione di grandi istituti creditizi e previdenziali europei al boicottaggio dell'economia sionista che facilita e finanzia le campagne di annessione territoriale, furto di risorse e genocidio culturale nei territori occupali.

"Si tratta di passi positivi per forzare il regime sionista a interrompere i suoi sforzi di insediamento illegale e giudaizzazione forzata in Cisgiordania e a Gerusalemme", ha dichiarato un comunicato stampa di Hamas, che inoltre ha espresso la speranza che l'Europa dia l'esempio ad altri paesi e organizzazioni internazionali.

Il Movimento Hamas ha osservato come, se un gruppo di paesi distanti dal Medio Oriente come quelli europei si trovano d'accordo sull'insostenibilità delle politiche annessioniste di Tel Aviv é inspiegabile come certi paesi arabi o musulmani mantengano relazioni con il paese che quelle stesse politiche escogita e porta avanti.

martedì 4 febbraio 2014

Anche la più grande banca di Danimarca prende parte alla campagna di disinvestimento dall'economia "sporca" di Tel Aviv!!

Danske Bank, colosso creditizio di Kobenhavn, ha interrotto tutti i suoi rapporti con la Hapoalim Bank del regime sionista di occupazione, a causa del sostegno finanziario da questa offerto alla costruzione di colonie illegali in Cisgiordania e alla genocidia campagna di 'giudaizzazione forzata' della città di Al-Quds.

E' il terzo grande "colpo" inflitto da istituti e fondi europei negli ultimi giorni all'economia dell'Apartheid di Tel Aviv, che nel giro di poco più di una settimana si é trovata priva degli investimenti del maggior fondo pensione olandese, del più importante fondo sovrano norvegese e ora anche dei denari della Danske Bank.

Le parole dell'anonimo funzionario degli Esteri sionista che ha previsto come ormai non sarà più possibile 'bilanciare' o 'contrastare' efficacemente i danni all'economia inflitti dalla campagna internazionale di BDS suonano ormai sempre più profetiche e inesorabili.