In compenso, su YouTube, abbiamo ricevuto la prima (maldestramente camuffata) minaccia di violenza fisica!
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martedì 2 aprile 2019
"Gentili" (sarà vero?) commenti pervenuti sul mio Canale Youtube!
Interessante sviluppo sul nostro trafficato Canale Youtube, che forse inizia a dare fastidio a "qualcuno"!
Dopo lunga assenza ritorna un commento 'memorabile' sul nostro blog PALAESTINA FELIX, che puntualmente pubblichiamo con adeguata replica.
In compenso, su YouTube, abbiamo ricevuto la prima (maldestramente camuffata) minaccia di violenza fisica!
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domenica 3 febbraio 2019
Kahani 'kommenta' dei commenti inani!
Il molesto 'troll degli idrocarburi' é sparito, scomparso, volatilizzato, messo in fuga dai salaci commenti rifilatigli dai nostri lettori più accaniti e spiritosi, ma nuovi disturbatori appaiono all'orizzonte!
Divertitevi con questi nuovi strafalcioni internettiani!
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giovedì 31 gennaio 2019
Pressante appello! CHI HA VISTO IL TROLL IGNORANTE "degli idrocarburi"? E' SCOMPARSO!
Lo abbiamo preso in giro.
Lo abbiamo svillaneggiato.
Lo abbiamo "distrutto" con mille salaci battute a cui non sapeva rispondere se non coi suoi ragli ignoranti.
Ma FINORA era sempre tornato.
Parliamo, ovviamente, dello sciocco troll delle "corrazzate" e degli "idrocarburi".
Ora però, sono almeno dieci giorni che non dà più segno di vita.
Che fine avrà fatto? Dovremo contattare CHI L'HA VISTO?
Lo abbiamo svillaneggiato.
Lo abbiamo "distrutto" con mille salaci battute a cui non sapeva rispondere se non coi suoi ragli ignoranti.
Ma FINORA era sempre tornato.
Parliamo, ovviamente, dello sciocco troll delle "corrazzate" e degli "idrocarburi".
Ora però, sono almeno dieci giorni che non dà più segno di vita.
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domenica 13 gennaio 2019
"Karo Kahani, ti Kommento..." risate a profusione procurateci dallo sgrammaticato disturbatore!
"Non é bello prendersela coi piccoli e con gli scemi"
Questo mi é stato insegnato dai miei genitori.
Però a volte succede che qualcuno che si inserisce a pieno diritto in entrambe queste categorie cerchi a tutti i costi di risultare molesto che é meglio fargli fare qualche grossa brutta figura per indurlo a dare fastidio altrove.
Ed é precisamente quel che faccio in questo video.
Questo mi é stato insegnato dai miei genitori.
Però a volte succede che qualcuno che si inserisce a pieno diritto in entrambe queste categorie cerchi a tutti i costi di risultare molesto che é meglio fargli fare qualche grossa brutta figura per indurlo a dare fastidio altrove.
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lunedì 7 gennaio 2019
"Karo Kahani, ti Kommento..." florilegio di 'perle', anzi, di PEERLE dal nostro spazio commenti!
E' possibile prendere un autobus a Teheran senza venire "arrestati per le caviglie"?
Cosa sono i "preti sciiti"?
Avete mai letto "le mie editorials"?
E, soprattutto, chi o cosa sono i MENTEGATTTI????
Scopritelo in questo illuminante video umoristico del vostro sempre affabilissimo SULEIMAN KAHANI!!
Cosa sono i "preti sciiti"?
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domenica 3 giugno 2018
Auguriamo una buona domenica al 'centrosinistra' liberal-progressista-chic e alle sue composte e misurate reazioni all'insediamento del Governo!
Una piccola, fugace pausa di riflessione sulle vicende di politica interna che ultimamente hanno animato il Bel Paese, tornato finalmente alla Democrazia dopo anni di Governi non eletti da nessuno.
La cosa buffa sono le reazioni adirate e virulente di coloro che si definiscono, fin dal nome, alfieri e lodatori della 'Democrazia'.
A sentire questi signori pare che ai primi di marzo non ci siano state libere elezioni, ma una specie di
"golpe".
Eppure mi ricordo chiaramente che sulla strada per la scuola elementare dove è sita la mia sezione elettorale, non vedevo né carri armati, né autoblinde e tantomeno drappelli di camicie nere a bordo di rombanti Isotta-Fraschini.
Mah, sarò stato disattento.
La cosa buffa sono le reazioni adirate e virulente di coloro che si definiscono, fin dal nome, alfieri e lodatori della 'Democrazia'.
A sentire questi signori pare che ai primi di marzo non ci siano state libere elezioni, ma una specie di
"golpe".
Eppure mi ricordo chiaramente che sulla strada per la scuola elementare dove è sita la mia sezione elettorale, non vedevo né carri armati, né autoblinde e tantomeno drappelli di camicie nere a bordo di rombanti Isotta-Fraschini.
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mercoledì 25 aprile 2018
Cronache della decadenza dell'Impero; i Sauditi al Qatar: "Andate avanti voi!"
Lo stupido attacco missilistico contro la Siria di undici giorni fa ha mostrato a tutto il mondo come, di fronte alla ordinata solidarietà della Russia coi suoi alleati euro-asiatici l'imperialismo anglo-american-sionista sia ormai una tigre di carta, non avendo più i mezzi per sottomettere i suoi avversari in violazione del Diritto Internazionale e non potendo, d'altra parte, scatenare confronti militari illimitati per imporsi in teatri regionali e limitati.
La cosa non ha tardato ad avere ripercussioni.
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giovedì 19 aprile 2018
"L'Esercito Egiziano non é una compagnia di mercenari!" Al-Sisi (per interposta persona) 'silura' le lusinghe di Trump!
"Le forze armate egiziane non sono costituite da mercenari e non possono venire 'comprate' o 'affittate' da Stati o entità straniere per fare i loro voleri. La sola idea é totalmente inaccettabile e chiunque covasse l'intenzione di formulare simili richieste dovrebbe capire l'assurdità di tali propositi".
Questa la dichiarazione che l'Ex-sottosegretario egiziano per i Servizi di Informazione, Mohammed Rashad, ha rilasciato ai media nazionali una volta che ha iniziato a diffondersi la voce, riportata dal Wall Street Journal, che la Casa Bianca aveva espresso l'intenzione di "chiedere" al Cairo di inviare truppe in Siria per sostituire le poche centinaia di militari americani presenti nella zona.
Questa la dichiarazione che l'Ex-sottosegretario egiziano per i Servizi di Informazione, Mohammed Rashad, ha rilasciato ai media nazionali una volta che ha iniziato a diffondersi la voce, riportata dal Wall Street Journal, che la Casa Bianca aveva espresso l'intenzione di "chiedere" al Cairo di inviare truppe in Siria per sostituire le poche centinaia di militari americani presenti nella zona.
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lunedì 28 novembre 2016
E adesso..."cari" ratti...che cosa pensate esattamente di fare??
A tutti i nostri lettori consigliamo di guardare questa foto, confrontarla con quella in apertura del nostro articolo precedente e considerare se, in questi ultimi tre anni e mezzo, PALAESTINA FELIX, quando diceva che ad Aleppo la situazione, pur grave e difficile, era in fase di costante miglioramento e si sarebbe conclusa con la vittoria delle forze siriane, stava 'esagerando', stava 'mentendo', oppure stava fornendo un'analisi prosaica e ragionata, che teneva conto della natura delle forze in campo e soprattutto dei fattori morali e psicologici, costantemente male interpretati quando non del tutto ignorati dalle centrali di "intelligence" occidentali e imperialiste.
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mercoledì 17 settembre 2014
Rohani: "Ridicolo che i creatori e sostenitori dell'ISIS oggi pretendano di volerlo combattere!"
Coloro che sono responsabili della creazione e della diffusione di una malattia non possono, una volta che questa è lasciata libera, proporsi come coordinatori o addirittura organizzatori degli sforzi per combatterla; questo é il secco, tranciante commento del Presidente iraniano Hassan Rohani, rilasciato nel corso di un incontro ufficiale con il Vicepremier e Ministro degli Esteri slovacco, Miroslav Lajcak, attualmente in visita a Teheran.
La dichiarazione di Rohani, echeggia, pur con minore ironia, quella della Guida Suprema Ali Khamenei che aveva recentemente confessato come l'ascolto dei pomposi proclami "anti-ISIS" di Obama e soci lo aveva "molto divertito" durante i giorni della sua convalescenza post-operatoria.
"Paesi che per anni e anni hanno organizzato, addestrato, armato, finanziato e rifornito i gruppi terroristi operanti in Siria improvvisamente sentono il richiamo, quasi la necessità di combattere le loro creazioni", ha dichiarato Rohani, che ha aggiunto come tale ipocrita 'necessità' derivi invece dal desiderio di raggiungere con altri mezzi gli obiettivi che i gruppi terroristi hanno fallito in tutto questo tempo.
La dichiarazione di Rohani, echeggia, pur con minore ironia, quella della Guida Suprema Ali Khamenei che aveva recentemente confessato come l'ascolto dei pomposi proclami "anti-ISIS" di Obama e soci lo aveva "molto divertito" durante i giorni della sua convalescenza post-operatoria.
"Paesi che per anni e anni hanno organizzato, addestrato, armato, finanziato e rifornito i gruppi terroristi operanti in Siria improvvisamente sentono il richiamo, quasi la necessità di combattere le loro creazioni", ha dichiarato Rohani, che ha aggiunto come tale ipocrita 'necessità' derivi invece dal desiderio di raggiungere con altri mezzi gli obiettivi che i gruppi terroristi hanno fallito in tutto questo tempo.
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mercoledì 5 febbraio 2014
Hamas commenta con favore gli sforzi di disinvestimento europeo dall'economia del regime razzista di Tel Aviv!!
Il Movimento Hamas ha commentato con favore le ultime notizie riguardo l'adesione di grandi istituti creditizi e previdenziali europei al boicottaggio dell'economia sionista che facilita e finanzia le campagne di annessione territoriale, furto di risorse e genocidio culturale nei territori occupali.
"Si tratta di passi positivi per forzare il regime sionista a interrompere i suoi sforzi di insediamento illegale e giudaizzazione forzata in Cisgiordania e a Gerusalemme", ha dichiarato un comunicato stampa di Hamas, che inoltre ha espresso la speranza che l'Europa dia l'esempio ad altri paesi e organizzazioni internazionali.
Il Movimento Hamas ha osservato come, se un gruppo di paesi distanti dal Medio Oriente come quelli europei si trovano d'accordo sull'insostenibilità delle politiche annessioniste di Tel Aviv é inspiegabile come certi paesi arabi o musulmani mantengano relazioni con il paese che quelle stesse politiche escogita e porta avanti.
"Si tratta di passi positivi per forzare il regime sionista a interrompere i suoi sforzi di insediamento illegale e giudaizzazione forzata in Cisgiordania e a Gerusalemme", ha dichiarato un comunicato stampa di Hamas, che inoltre ha espresso la speranza che l'Europa dia l'esempio ad altri paesi e organizzazioni internazionali.
Il Movimento Hamas ha osservato come, se un gruppo di paesi distanti dal Medio Oriente come quelli europei si trovano d'accordo sull'insostenibilità delle politiche annessioniste di Tel Aviv é inspiegabile come certi paesi arabi o musulmani mantengano relazioni con il paese che quelle stesse politiche escogita e porta avanti.
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sabato 22 settembre 2012
Dall'esperienza di Bint Jbeil nasce il progetto più ambizioso di Hezbollah: "Nella prossima guerra potremmo liberare la Galilea!"
"Liberare Al-Jalil" (cioé la Galilea); questo, in parole semplici, l'obiettivo che il Movimento di Resistenza sciita Hezbollah sembra essersi prefisso per il momento della prossima guerra contro il regime ebraico di occupazione della Palestina; almeno a giudicare da quanto si vede e si legge in questa infografica ufficialmente prodotta e rilasciata dalla divisione comunicazioni dell'organizzazione libanese.
"Pazzia", "Vaniloquio", "Esagerazione" sono soltanto alcune delle stupite reazioni che si sono levate da più di un 'pundit' e commentatore sionista, americano o diversamente 'occidentalista' nel leggere o sentire riportate queste dichiarazioni eppure dobbiamo dire che, persino tra i nostri redattori, non pochi sono rimasti sinceramente sorpresi nell'apprenderle; visto che noi stessi non più tardi di qualche mese fa davamo sì per probabile una presenza in Galilea da parte di uomini di Hezbollah in un prossimo conflitto aperto, ma per minare e sabotare la rete logistica sionista proiettata verso il Libano nuovamente invaso, non certo per liberare la parte Nord della Palestina occupata.
Eppure tale dichiarazione é in linea con gli ultimi messaggi di Hassan Nasrallah ed é noto a tutti che quando Nasrallah parla la sua posizione rappresenta la linea ufficiale di Hezbollah che quindi si sente sufficientemente forte e preparato (o vede Israele abbastanza confuso e indebolito) da mettersi nei panni dell'attaccante nel prossimo "round" sionista-libanese, forse con l'obiettivo di creaee uno spazio sul terreno dove i profughi palestinesi stanziati in Siria e nel Paese dei Cedri possano finalmente ritornare.
"Pazzia", "Vaniloquio", "Esagerazione" sono soltanto alcune delle stupite reazioni che si sono levate da più di un 'pundit' e commentatore sionista, americano o diversamente 'occidentalista' nel leggere o sentire riportate queste dichiarazioni eppure dobbiamo dire che, persino tra i nostri redattori, non pochi sono rimasti sinceramente sorpresi nell'apprenderle; visto che noi stessi non più tardi di qualche mese fa davamo sì per probabile una presenza in Galilea da parte di uomini di Hezbollah in un prossimo conflitto aperto, ma per minare e sabotare la rete logistica sionista proiettata verso il Libano nuovamente invaso, non certo per liberare la parte Nord della Palestina occupata.
Eppure tale dichiarazione é in linea con gli ultimi messaggi di Hassan Nasrallah ed é noto a tutti che quando Nasrallah parla la sua posizione rappresenta la linea ufficiale di Hezbollah che quindi si sente sufficientemente forte e preparato (o vede Israele abbastanza confuso e indebolito) da mettersi nei panni dell'attaccante nel prossimo "round" sionista-libanese, forse con l'obiettivo di creaee uno spazio sul terreno dove i profughi palestinesi stanziati in Siria e nel Paese dei Cedri possano finalmente ritornare.
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sabato 21 luglio 2012
Anche Nabih Berri e l'Ex-presidente Gemayel sull'attacco di Damasco: "Azione compiuta per servire interessi sionisti!"
Nonostante che le fonti di informazione vendute agli interessi del complotto anti-siriano che vede coinvolti Usa, paesi NATO, Israele, Turchia, Qatar e Arabia Saudita parlino ogni giorno di 'defezioni' e 'rivolte' in realtà l'Esercito del Presidente Assad é rimasto fedele alla sua consegna e ha inflitto gravi perdite mese dopo mese ai mercenari e ai terroristi foraggiati dalla cricca imperialista, per questo i servizi segreti occidentali, turchi e sauditi si sono mobilitati a colpire la capitale siriana, tentando disperatamente di indebolire la macchina bellica di Damasco. Nessuno infatti deve dare credito alla versione secondo cui il Ministro della Difesa Rahija e gli altri dignitari sarebbero stati traditi da una loro guardia del corpo. Tale affermazione é destituita di ogni fondamento e costituisce un'ennesimo tentativo di "Psywar" della NATO e dei suoi ascari locali.
Ma se la solidarietà e la denuncia di Amal, formazione da sempre filosiriana, che negli anni '80 non esitò a prendere le armi contro il neonato Hezbollah che inizialmente si opponeva alla presenza delle truppe di Assad padre in Libano, era logica e prevedibile ben maggiore sorpresa a un primo acchito potrebbe suscitare la lettura delle dichiarazioni rilasciate da Amin Gemayel, fratello del falangista Bachir, che, come Piero dé Medici di fronte a Carlo VIII, aprì le porte del Libano all'invasione sionista nel 1982. Già Presidente del Libano tra il 1982 e il 1988 (il periodo più caotico e sanguinoso della tragica Guerra Civile Libanese) Gemayel col suo ultimo atto ufficiale diede il "la" alla (tuttora perdurante) carriera politica di Michel Aoun e certo può considerarsi profondo conoscitore non solo del Paese dei Cedri ma degli schieramenti e delle manovre politiche dell'intera regione.
Gemayel ha candidamente dichiarato ai microfoni dell'iraniana PressTV che l'attacco terroristico di Damasco, così come tutto il sostegno all'insorgenza wahabita nel paese é portato avanti in nome degli interessi sionisti, avendo Tel Aviv ogni interesse a indebolire il vicino di cui ancora occupa le alture del Golan, 45 anni dopo l'attacco a tradimento del 1967. Tale é l'evidenza dei fatti che persino un membro del 'clan' mafioso e fascista dei Gemayel non ha altra scelta se non riconoscerla apertamente.
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martedì 26 giugno 2012
Portavoce siriano dichiara: "I nostri confini sono sacri e inviolabili, le nostre forze armate pronte all'azione per difenderli in ogni momento!"

Del resto a Makdissi é bastato citare le stesse parole di parte turca riguardo all'incidente per ricordare come Ankara stessa abbia già ammesso la violazione dello spazio aereo siriano. Il 'Phantom' turco é finito nei mirini di un complesso antiaereo che ha un raggio efficace massimo di 2500 metri; questo può dare un'idea dell'altitudine molto bassa alla quale stava volando, particolare che rende credibile l'ipotesi di una incursione turca alla ricerca di 'intelligence visiva' sui movimenti dell'Esercito di Assad, da registrare e poi passare alle bande terroriste attive nel paese.
Nella giornata di oggi la NATO terrà a Bruxelles un meeting convocato dalla Turchia durante il quale si discuterà di quanto accaduto. Al Makdissi ha dichiarato: "Se lo scopo dell'incontro NATO sarà quello di calmare la situazione e promuovere la stabilità nella regione evitando ripetizioni dell'accaduto, allora auguriamo ad esso ogni successo; se per contro l'obiettivo della riunione sarà la provocazione e la diffusione della tensione, ripetiamo che le nostre forze armate sono pronte a intervenire a difesa dei nostri confini tanto quanto le forze armate dei paesi NATO lo sarebbero nel caso che i loro confini venissero minacciati!".
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lunedì 18 giugno 2012
Hamas si congratula con Mursi per la vittoria presidenziale ma ripete: "Nessuna ingerenza nella politica interna egiziana!"
La notizia della vittoria di Mohammed Mursi dell'FJP al ballottaggio presidenziale egiziano si diffonde in tutto il Medio Oriente e il Mondo Arabo come un'onda che increspi a cerchi concentrici la superficie di uno stagno, suscitando via via commenti e reazioni; ovviamente, uno dei primi luoghi su cui si é concentrata l'attenzione di analisti e politologi é stata la Striscia di Gaza, dove non é certo un mistero come il locale Governo di Hamas guardasse con fiducia al risultato elettorale nella speranza che la salita di Mursi alla poltrona che fu di Mubarak significhi, una volta per tutte, apertura dei confini e termine dell'assedio sionista, cui il regime autocratico egiziano ha sempre cooperato e a cui nemmeno un anno di "interregno" post-rivoluzionario ha significato altro se non minime concessioni (come l'apertura di Rafah ai passeggeri).
Tuttavia se da una parte il portavoce Sami Abu Zuhri si é congratulato con il popolo egiziano per la sua costanza e perseveranza e per la vittoria del candidato dell'Ikhwan, salutandola come "una vittoria della Rivoluzione e una maniera per onorare le sue centinaia di martiri, recenti e lontani", dall'altra parte il più autorevole leader Salah al-Bardawi ha reiterato come sia intenzione di Hamas "non interferire" direttamente con la politica interna egiziana e che, fermo restando il profondo apprezzamento per il senso di fratellanza e solidarietà verso la Palestina e i Palestinesi che anima gli Egiziani, Hamas non vuole spingersi a indicare o ancor meno a suggerire in quali azioni politiche esso debba tradursi, accettando quelle che i leader liberamente eletti dell'Egitto decideranno di intraprendere in tal senso.
Bardawi ha anche smentito per una volta di più gli assurdi addebiti secondo cui uomini delle Brigate Qassam si troverebbero nel Sinai egiziano per approntarvi basi logistiche, depositi di armi e altre strutture, definendo tali pretese: "Pure e semplici invezioni propagandistiche messe in giro dalla stampa sionista e filosionista per calunniare e mettere in cattiva luce Hamas e i suoi militanti".
Tuttavia se da una parte il portavoce Sami Abu Zuhri si é congratulato con il popolo egiziano per la sua costanza e perseveranza e per la vittoria del candidato dell'Ikhwan, salutandola come "una vittoria della Rivoluzione e una maniera per onorare le sue centinaia di martiri, recenti e lontani", dall'altra parte il più autorevole leader Salah al-Bardawi ha reiterato come sia intenzione di Hamas "non interferire" direttamente con la politica interna egiziana e che, fermo restando il profondo apprezzamento per il senso di fratellanza e solidarietà verso la Palestina e i Palestinesi che anima gli Egiziani, Hamas non vuole spingersi a indicare o ancor meno a suggerire in quali azioni politiche esso debba tradursi, accettando quelle che i leader liberamente eletti dell'Egitto decideranno di intraprendere in tal senso.
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