Intervistatore: "Jumblatt dice che lei sta uccidendo i Siriani..."
Zahr Eddine: "Queste accuse sono false e, semmai, potrebbero venire rivolte verso di lui, Walid Jumblatt".
"Prima di tutto...Walid Jumblatt é un uomo a cui manca ogni senso di equilibrio..."
"...é un uomo, instabile, incoerente, o incostante...si sposta da una posizione all'altra...e questo rende le sue parole vuote e prive di significato..."
Intervistatore: "Quindi non risponderà ai suoi addebiti?"
Zahr Eddine: "Assolutamente no, mi degraderei se lo facessi..."
Intervistatore: "Secondo lei, dai tempi della Guerra Civile Libanese, quanto sangue ha sulle mani Walid Jumblatt?"
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giovedì 19 ottobre 2017
Ecco come il Generale Zahr Eddine rispondeva alle speciose accuse del venduto Jumblatt!
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martedì 25 gennaio 2011
Saad Hariri scatena i suoi teppisti: scontri e danni nelle strade di Beirut
Come molti altri politicanti da quattro soldi Saad Hariri, capo della debole e screditata coalizione di forrze filo-americane e filo-israeliane (l'alleanza 14 marzo) non ha saputo trovare di meglio che scatenare nella serata di ieri i suoi sostenitori per le strade di Beirut e Tripoli siriaca per simulare, con i roghi e il vandalismo, una forza che né lui né i suoi alleati (almeno, quelli rimastigli dopo la defenzione del Partito Socialista Progressista di Waleed Jumblatt) sanno di poter esercitare in Parlamento.
In un paese che ha passato 15 anni di guerra civile come il Libano il ricordo alla violenza di piazza é un atto ancor più grave di quanto potrebbe venire considerato in un altro paese mediorientale e, forse seguendo il consiglio di qualche suggeritore più cauto e accorto, nella mattinata odierna, l'ex Primo Ministro libanese attualmente a capo di un Governo d'interim politicamente all'angolo ha dichiarato che le distruttive dimostrazioni "non sono state ordinate da lui", ripetendo tuttavia che lui e i suoi alleati si rifiuteranno di prendere parte a qualunque Esecutivo guidato da Najib Mikati.
Tuttavia la sdegnosa dichiarazione e la minaccia di nuove violenze non tolgono il fatto che Mikati non avrebbe alcun bisogno del sostegno di Hariri e compagni per vedere un suo possibile esecutivo benedetto dalla maggioranza parlamentare e che, portando la minaccia di violenza alle estreme conseguenze Hariri si dimostrerebbe non solo avventato, ma anche improvvido, visto che poco più di due anni fa, quando i partiti di centro destra tentarono il colpo di mano contro la struttura di telecomunicazioni di Hezbollah, vennero rapidamente e completamente sgominati; solo i Drusi del PSP, all'epoca, diedero un po' di filo da torcere ai sostenitori dell'alleanza 8 marzo, rinserrandosi nella loro tradizionale roccaforte dello Chouf, e, da allora, le loro posizioni si sono via via alienate da quelle del fronte sunnita/maronita di centrodestra.
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mercoledì 17 novembre 2010
Vittoria decisiva per Hezbollah: Hariri disinnesca il "Tribunale speciale"
Questo post costituisce la terza e ultima parte del nostro reportage sulla situazione interna libanese, sulle minacce che gravano sul Paese dei cedri e sul suo futuro ed è, lo diciamo con sincera soddisfazione, una delle prime volte che la nostra redazione si trova superata dagli eventi.
Lo diciamo con soddisfazione perché, lungi dall'essere stati "bucati" da un incrinarsi del delicato equilibrio interno libanese o peggio, da un nuovo precipitare verso la violenza e la guerra civile, una volta tanto é stata la ragione e la saggezza ad avere la meglio sul settarismo e sul "tanto peggio tanto meglio".
Il settarismo e l'estremismo che minacciavano il Libano erano, ovviamente, a marca rigorosamente statunitense e israeliana (col vigliacco e supino appoggio delle cricche di cacicchi e satrapi arabi asserviti agli interessi occidentali), visto che né la Casa Bianca né Tel Aviv sembravano disposte a "perdonare" ai libanesi il "grave peccato" di aver reso Hezbollah il partito politico principale del paese, centro di una vasta coalizione di interessi patriottici che si oppone (insieme ai cristiani dell'ex-generale Aoun, agli sciiti filosiriani di Amal, al Partito socialista della Nazione siriana e ad altre formazioni di Sinistra) all'armata brancaleone che vede uniti i fascisti della Falange cristiana, i sunniti a libro paga di Sauditi ed emiri del Golfo e altri gruppi di Destra e conservatori.
Fedeli al motto "La democrazia vale solo finché ci fa comodo" Usa e sionisti, alla disperata ricerca di qualunque modo per minare e screditare il prestigio del partito di Nasrallah, dopo il fallimento dell'aggressione armata e del colpo di mano violento pensavano di aver trovato la carta vincente nel rapporto, di prossima pubblicazione, del Tribunale speciale per il Libano, che era stato creato per far luce sull'assassinio esplosivo dell'ex primo ministro, il businessman Rafik Hariri.
Attraverso un sottile lavorio di manovre poco chiare e false testimonianze (ormai scoperte e riconosciute come tali) il Tribunale speciale è stato plasmato e limato fino ad assumere la forma di quella che avrebbe dovuto essere l'arma anti-Hezbollah definitiva: un organismo che avrebbe "sparato" contro Nasrallah un pesantissimo documento che avrebbe incriminato per l'omicidio non meno di quattro dirigenti del movimento sciita.
Ma, precorrendo i tempi e giocando d'anticipo (il Tribunale emetterà il velenoso frutto della sua digestione non prima di Dicembre) l'attuale Premier libanese Sa'ad Hariri, figlio della stessa vittima dell'attentato, ha dichiarato la prossima pubblicazione di un contro-documento che scagionerebbe Hezbollah dall'omicidio Hariri. Saad, secondo il quotidiano As-safir, si appresterebbe a diffondere cinque punti che liberano il movimento sciita dall'accusa di omicidio di suo padre.
Questo testo sarebbe il risultato degli sforzi di mediazione compiuti dalla Siria, paese arabo vicinissimo agli sciiti e il cui prestigio internazionale è in continua e rapida crescita.
Il documento prevederà anche un prossimo meeting fra Sa'ad Hariri e Nasrallah, durante il quale si discuterà dell'integrazione dell'ala militare del partito nel sistema di difesa nazionale libanese (visto che senza Hezbollah le truppe sioniste stazionerebbero ancora nel paese).
Hariri, con tutta la lungimiranza e la saggezza che soprattutto nel Levante fanno la differenza fra un Uomo di Stato e un pupazzo (o un cadavere) si é reso conto che il Libano si trasformerebbe in una polveriera in qualunque caso di confronto diretto con la comunità sciita (fortemente intrecciata e identificata col movimento Hezbollah e col suo leader).
Il rischio che i partiti asserviti agli Usa e a Israele scatenassero nel paese le loro milizie, come le squadre armate addestrate da istruttori egiziani nel nord del Libano o i contractors della ditta privata "Security Plus" finanziata dai Sauditi e denominata sarcasticamente 'security minus' dopo la debacle del fallito colpo di mano del 2008 sembra quasi del tutto scongiurato e, se Israele e Washington vorranno di nuovo colpire Nasrallah, sembra che non rimanga loro altra scelta se non preparare contro il Libano una nuova guerra.
Lo diciamo con soddisfazione perché, lungi dall'essere stati "bucati" da un incrinarsi del delicato equilibrio interno libanese o peggio, da un nuovo precipitare verso la violenza e la guerra civile, una volta tanto é stata la ragione e la saggezza ad avere la meglio sul settarismo e sul "tanto peggio tanto meglio".
| Beirut ieri e oggi. I fomentatori delle accuse Anti-Hezbollah non avrebbero esitato a riportare il Libano nell'incubo della Guerra civile che ha sconvolto il paese tra il 1975 e il 1991. |
Attraverso un sottile lavorio di manovre poco chiare e false testimonianze (ormai scoperte e riconosciute come tali) il Tribunale speciale è stato plasmato e limato fino ad assumere la forma di quella che avrebbe dovuto essere l'arma anti-Hezbollah definitiva: un organismo che avrebbe "sparato" contro Nasrallah un pesantissimo documento che avrebbe incriminato per l'omicidio non meno di quattro dirigenti del movimento sciita.
Ma, precorrendo i tempi e giocando d'anticipo (il Tribunale emetterà il velenoso frutto della sua digestione non prima di Dicembre) l'attuale Premier libanese Sa'ad Hariri, figlio della stessa vittima dell'attentato, ha dichiarato la prossima pubblicazione di un contro-documento che scagionerebbe Hezbollah dall'omicidio Hariri. Saad, secondo il quotidiano As-safir, si appresterebbe a diffondere cinque punti che liberano il movimento sciita dall'accusa di omicidio di suo padre.
Questo testo sarebbe il risultato degli sforzi di mediazione compiuti dalla Siria, paese arabo vicinissimo agli sciiti e il cui prestigio internazionale è in continua e rapida crescita.
| "Ben giocato, Mr. Assad", il presidente siriano, figlio ed erede di Hafez, il Leone di Damasco, sta quietamente costruendo un prestigio e un'influenza di cui suo padre sarebbe certo orgoglioso, senza bisogno di spargere sangue o dichiarare guerre, ma anzi, evitandole. |
Il documento prevederà anche un prossimo meeting fra Sa'ad Hariri e Nasrallah, durante il quale si discuterà dell'integrazione dell'ala militare del partito nel sistema di difesa nazionale libanese (visto che senza Hezbollah le truppe sioniste stazionerebbero ancora nel paese).
Hariri, con tutta la lungimiranza e la saggezza che soprattutto nel Levante fanno la differenza fra un Uomo di Stato e un pupazzo (o un cadavere) si é reso conto che il Libano si trasformerebbe in una polveriera in qualunque caso di confronto diretto con la comunità sciita (fortemente intrecciata e identificata col movimento Hezbollah e col suo leader).
Il rischio che i partiti asserviti agli Usa e a Israele scatenassero nel paese le loro milizie, come le squadre armate addestrate da istruttori egiziani nel nord del Libano o i contractors della ditta privata "Security Plus" finanziata dai Sauditi e denominata sarcasticamente 'security minus' dopo la debacle del fallito colpo di mano del 2008 sembra quasi del tutto scongiurato e, se Israele e Washington vorranno di nuovo colpire Nasrallah, sembra che non rimanga loro altra scelta se non preparare contro il Libano una nuova guerra.
venerdì 5 novembre 2010
Hezbollah si attrezza contro nemici interni ed esterni (Parte 1)
Hezbollah, il popolare movimento politico nato nella comunità sciita libanese come reazione alle violenze degli occupanti israeliani negli anni '80 (ma ormai sostenuto anche da altre sette e minoranze del variegato mosaico etnico/religioso che chiamiamo Libano), si trova a un bivio; davanti a lui, da ambo le parti, lo attendono sfide diverse e molto impegnative e non é detto che, qualunque strada scelga di percorrere il movimento di Nasrallah, in definitiva non debba trovarsi ad affrontarle entrambe.
Da una parte, infatti, lo attende l'insidioso tranello del "Tribunale speciale sul Libano", lo strumento appositamente "cucinato" da Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita ed emirati sunniti del Golfo per contrastare la crescente popolarità del partito di resistenza sciita (addossandogli la colpa dell'attentato che uccise l'ex primo ministro Rafiq Hariri); dall'altro lato, addirittura, si profila la possibilità di un nuovo confronto armato con Israele, questa volta gravato da nuove minacce interne, che potrebbero far riprecipitare l'intero Libano nel vortice insanguinato della guerra civile.
| Cratere lasciato dall'ordigno che ha ucciso Hariri. La profondità dello stesso lascia intendere che l'ex politico libanese sia stato ucciso con un'arma sganciata da un aereo, probabilmente israeliano. |
| Nel Luglio 2010 una cellula di spie israeliane in Libano é stata smantellata con oltre 70 arresti. Alcuni agenti erano attivi nel Paese dei cedri fin dal 1984. |
Da allora, prosegue le sue inchieste il "Tribunale speciale per il Libano", che, pezzo dopo pezzo, mentre Hezbollah era impegnato ad aiutare le popolazioni del sud del Libano colpite dall'aggressione israeliana e ricostruire la sua ala militare (sola garanzia contro nuovi e più feroci attacchi sionisti) é stato lentamente trasformato in un nuovo mezzo di offensiva "morbida" contro il partito sciita e i suoi alleati...probabilmente dalle stesse mani che hanno armato la bomba contro Hariri; le stesse mani che hanno importato il suo SUV da Sharjah, negli Emirati Arabi (uno stato notoriamente nemico degli sciiti e allineato con gli Usa).
Tali disonesti maneggi sono ormai evidenti all'opinione pubblica libanese che, secondo un sondaggio del quotidiano As-Safir si é espressa secondo le seguenti percentuali: al 60% in favore dell'idea che il Tribunale sia parziale e politicizzato, in un altro quesito il 43% del campione ha espresso il desiderio che i dossier del Tribunale siano cancellati e che venga indetta una nuova inchiesta e, a una terza domanda, oltre il quaranta per cento degli intervistati ha dichiarato di essere certo che Hariri sia stato ucciso dalla CIA, in eventuale cooperazione col Mossad.
Per ora Hezbollah sta resistendo alle invadenti richieste degli "investigatori" del tribunale in maniera pacifica e passiva, rifiutando di cooperare con un organismo che cerca in ogni modo di provare suoi presunti collegamenti con un presunto "attentato tramite autobomba" e invitando tutti i Libanesi che amano l'indipendenza della loro nazione a fare altrettanto, ma non é detto che in un prossimo futuro la situazione non si evolva verso un confronto diretto.
Già nel recente passato le forze filo-Usa e anti-siriane hanno provato a danneggiare l'immagine di Hezbollah attaccando le sue strutture o i suoi uomini e poi cercando di stigmatizzarne la reazione, come nel caso degli scontri del 2008. In un paese duramente provato da quindici anni di guerra civile il ricorso alla violenza politica potrebbe essere devastante e danneggiare per sempre la popolarità accumulata da Hezbollah per la sua vittoria contro Israele, ma finora tutti i tentativi di indurre Nasrallah alla forza sono stati vani e il partito sciita continua a essere al centro del complesso palcoscenico libanese, in attesa, forse di misurarsi con il nemico di sempre...(FINE PRIMA PARTE, il reportage CONTINUA in un ALTRO POST).
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