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domenica 3 novembre 2013

La Resistenza armata di Hamas ABBATTE UN DRONE SIONISTA nei cieli di Gaza!! Bravi Ragazzi!!

Ci perdonino i nostri lettori il paragone "Hollywoodiano" ma, appena siamo stati raggiunti dalla notizia, l'immagine ci é balenata in mente con tale forza da rendere impossibile scrivere queste brevi righe senza riferirvela: nei cieli del Nord della Striscia di Gaza, dove si combatte l'impari battaglia tra le forze umane Palestinesi e l'impero dei droni assassini di Tel Aviv, i militanti delle Brigate Qassam sono riusciti, con l'ingegno, con l'astuzia e con le armi provviste dall'Asse della Resistenza, ad abbattere un velivolo sionista senza pilota, esattamente come i combattenti di John Connor contro gli Hunter-Killer di Skynet nella franchise cinematografica di "Terminator".

E' la seconda volta che un UAV sionista cade vittima della Resistenza (la prima volta, documentata, fu durante la Guerra degli Otto Giorni di quasi un anno fa); questo dimostra che i robot assassini volanti non sono affatto invincibili, proprio come le macchine dello Skynet, e che presto potremmo vederne cadere non solo su Gaza, ma in tanti altri scenari del Medio Oriente, dell'Africa, dell'Asia.

 Persino le fonti militari sioniste hanno dovuto ammettere che il loro drone ha cessato di rispondere ai comandi cadendo nella Striscia, omettendo, per rabbia, di riconoscere l'abbattimento.

lunedì 10 ottobre 2011

Epidemia di 'malware' tra i droni-terminator del Pentagono, intanto ne cadono tre in Somalia...coincidenza?


 "Predator" e "Reaper", nomi inquietanti che sembrano uscire dritti dritti dalle saghe di fantascienza hollywoodiane, nomi scelti per battezzare i droni senza pilota, i robot-terminator dell'Impero a stelle e strisce che, pilotati da migliaia di chilometri di distanza lanciano morte e distruzione su civili incapaci di difendersi, senza creare al 'pilota remoto' nemmeno l'incomodo di annusare l'odore del sangue e udire le grida di agonia delle sue vittime, come erano invece costretti a fare invece i suoi meno tecnologici 'antenati' in Korea e Vietnam.

Ma adesso i robot assassini di Washington sono in pericolo, lo riporta l'autorevole rivista 'Wired' e la minaccia é rappresentata da un malware, una sorta di virus informatico che, anziché mandarli in 'crash' ha diligentemente registrato ogni loro spostamento e ogni comando loro impartito dalla base aerea di Creech, nel deserto del Nevada. Il software, comunemente chiamato 'keylogger' é parente di quelli usati da genitori apprensivi per monitorare le scorribande internettiane dei pargoli e dai capufficio tirannici per controllare che i dipendenti non si diano a usi dispersivi o personali delle connessioni internet lavorative.

La tecnologizzazione della guerra e la sua crescente informatizzazione lascia infatti il fianco scoperto alle rappresaglie e alle contromisure di esperti hacker a cui spesso non servono i budget miliardari del Pentagono per assestare colpi formidabili al Behemoth d'oltreoceano; a fine 2009 alle forze di Resistenza attive in Irak é bastato un software commerciale del valore di appena 26 dollari per 'crackare' il software dei droni senza pilota e scaricare ore e ore di riprese dei Predator.

Il 'colpo' attuale tuttavia é molto maggiore, visto che, senza farsi notare, il malware ha consentito ai suoi controllori di conoscere in tempo reale le mosse dei robot assassini, dando loro un vantaggio identico a quello di avere una 'talpa' nella stessa stanza di controllo remoto del Nevada. Sarà un caso ma, recentemente, ben tre droni senza pilota sono precipitati in Somalia, una coincidenza? Oppure dopo il keylogger gli hacker anti-terminator hanno trovato il modo di colpire i cervelli elettronici dei velivoli, dopo aver loro 'letto nella mente'?
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