Le forze lealiste fedeli al Colonnello Gheddafi, stupendo quegli osservatori che consideravano l'insurrezione libica come ormai vincente e inarrestabile, sono riuscite a spezzare l'assedio a Sirte, città natale del leader alla macchia, ricacciando indietro con perdite considerevoli le truppe del Consiglio nazionale di Transizione, recentemente trasferitosi da Bengasi alla capitale Tripoli.
Intanto, forse per distrarre l'attenzione dei media occidentali dall'imbarazzante debacle, il Governo ad interim dell'NTC ha annunciato di aver "trovato le prove" di un presunto massacro avvenuto in una prigione tripolina, durante il quale le forze di Gheddafi avrebbero giustiziato sommariamente 1200 detenuti.
Secondo il Dottor Ibrahim abu Sahima, del comitato d'inchiesta nominato dal Consiglio nazionale, il fatto avrebbe avuto luogo nella prigione di Salim, nel 1996. Tornando alla situazione sui campi di battaglia; nonostante il continuo supporto aereo della NATO sono ormai oltre due settimane che gli insorti annunciano come 'imminente' la caduta di Sirte e Bani Walid; ormai gli unici centri di una qualche importanza rimasti in mano ai lealisti, senza tuttavia riuscire a tradurre concretamente i loro proclami.
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