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sabato 15 ottobre 2011

Riesplodono a Tripoli pesanti scontri a fuoco tra insorti e partigiani di Gheddafi!


Il Consiglio nazionale di Transizione riporta che scontri a fuoco sarebbero in corso nella capitale libica, Tripoli, tra 'gruppi fedeli a Muammar Gheddafi' e miliziani ribelli; le due fazioni si sarebbero bersagliate con fuoco di armi leggere, razzi spalleggiabili e granate tra le strade e le piazze del distretto di Abu Salim, la cui popolazione si é sempre distinta per il sostegno all'ex uomo forte.

Bollettini medici parlano di 'numerosi' morti e feriti senza scendere in dettagli, forse costretti dal Consiglio di Transizione a non fornire elementi da cui si possa evincere l'entità della battaglia riaccesasi nella capitale, data per conquistata ormai diverse settimane fa, ad agosto. Questa é la prima occasione in cui sostenitori di Gheddafi tornano a impugnare le armi in una zona controllata dagli insorti.

La notizia arriva poco dopo la comunicazione che le forze militari del CNT hanno subito una nuova disfatta attorno a Sirte, dovendo abbandonare il centro città dove erano riuscite a mettere piede dopo settimane di assedio facilitato dall'ombrello protettivo delle sortite aeree NATO, mentre anche l'altra roccaforte lealista di Bani Walid continua ostinatamente a resistere agli attacchi dei ribelli.
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lunedì 26 settembre 2011

Le forze di Gheddafi cacciano i ribelli da Sirte, il Consiglio di Transizione: "Ritorneremo!"


Le forze lealiste fedeli al Colonnello Gheddafi, stupendo quegli osservatori che consideravano l'insurrezione libica come ormai vincente e inarrestabile, sono riuscite a spezzare l'assedio a Sirte, città natale del leader alla macchia, ricacciando indietro con perdite considerevoli le truppe del Consiglio nazionale di Transizione, recentemente trasferitosi da Bengasi alla capitale Tripoli.

Intanto, forse per distrarre l'attenzione dei media occidentali dall'imbarazzante debacle, il Governo ad interim dell'NTC ha annunciato di aver "trovato le prove" di un presunto massacro avvenuto in una prigione tripolina, durante il quale le forze di Gheddafi avrebbero giustiziato sommariamente 1200 detenuti.

Secondo il Dottor Ibrahim abu Sahima, del comitato d'inchiesta nominato dal Consiglio nazionale, il fatto avrebbe avuto luogo nella prigione di Salim, nel 1996. Tornando alla situazione sui campi di battaglia; nonostante il continuo supporto aereo della NATO sono ormai oltre due settimane che gli insorti annunciano come 'imminente' la caduta di Sirte e Bani Walid; ormai gli unici centri di una qualche importanza rimasti in mano ai lealisti, senza tuttavia riuscire a tradurre concretamente i loro proclami.
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mercoledì 16 febbraio 2011

Scontri a Bengasi, inzia a incrinarsi anche il potere del Colonnello Gheddafi?



Dimostranti riunitisi alle prime luci del giorno davanti al Quartier generale della polizia di Bengasi si sono scontrati violentmente coi gendarmi del Colonnello Gheddafi, come riportato dalla rete satellitare qatariana Al-Jazeera. Gli scontri sarebbero scoppiati quando contro i dimostranti, che stavano intonando canti e slogan su quello che definivano "il corrotto regime libico", si sono scatenate le cariche dei reparti antisommossa, che hanno fatto largo uso di gas urticanti, manganelli, granate stordenti e getti di acqua bollente ad alta pressione.

Quattordici dimostranti sarebbero rimasti seriamente feriti; secondo l'edizione online del quotidiano libico Qurnya, non direttamente legato all'establishment di Gheddafi, alcuni dimostranti avrebbero risposto agli assalti della polizia con spranghe, bastoni e molotov, ma la notizia non trova per ora riscontri altrove. Il romanziere e giornalista Idris al-Mesmari, in conversazione telefonica, avrebbe riportato che gli scontri sarebbero stati innescati da provocatori in abiti civili che si erano mescolati alla folla.

L'origine della protesta é da ricercarsi nell'arresto di Fatih Terbil, procuratore legale incaricato di portare avanti l'azione collettiva delle famiglie di 14 dei prigionieri uccisi il 29 giugno 1996 durante la repressione di una protesta carceraria nella prigione di Abu Salim. Il leader della Jahmahiryia araba, Muammar Gheddafi, non ha mai voluto ascoltare le richieste dei congiunti e lanciare una seria inchiesta sui fatti in questione.
Gheddafi é sempre stato noto per il suo carattere stravagante e mercuriale, tale da far sospettare a volte del suo equilibrio psichico.
Tanto dalla Tunisia che dall'Egitto, paesi che si trovano sui confini di Nordovest e ad Est della Libia, sono già arrivate le prime dichiarazioni di solidarietà da parte dei movimenti popolari che, nelle ultime settimane, sono riusciti a schiantare autocrazie pluridecennali come quelle di Mubarak (32 anni al potere) e Ben Ali (24 anni in sella).
Una foto di dell'ex monarca Idris scattata poco prima della sua morte, avvenuta nel 1983
Il Colonnello Gheddafi, che prese il comando del paese detronizzando il monarca filoamericano Re Idris, é al potere da 41 anni.