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domenica 23 agosto 2015

La Repubblica Islamica presenta la nuova versione del missile "Fateh" con raggio aumentato a 500 Km!

Un nuovo vettore balistico a propellente solido é entrato a far parte dell'arsenale della Repubblica Islamica dell'Iran; stiamo parlando del Fateh ('Conquistatore') 313, versione raffinata e migliorata del precedente Fateh-110.
Il missile 'Fateh' aveva avuto una grande importanza alla sua introduzione, perché portava nel campo dei vettori tattici da campo di battaglia i miglioramenti del combustibile solido e di un avanzato sistema di guida, anche se il suo raggio rimaneva relativamente limitato (circa 200 Km).

mercoledì 10 settembre 2014

Il Pentagono ammette che i nuovi missili antinave iraniani pongono una letale minaccia alla flotta Usa!!


La versione anti-nave del missile balistico a propellente solido Fateh-110, denominata Khalij Fars (Golfo Persico), é ormai disponibile in gran numero alle unità operative della Guardia Rivoluzionaria iraniana, mettendo un importante peso sulla bilancia del vantaggio strategico nel teatro operativo del Golfo a favore delle forze della Repubblica Islamica.

Tale affermazione é copiata quasi pedissequamente da un documento del Ministero della Difesa Usa, emesso a favore del Congresso, che valuta come "estremamente incrementate" le capacità difensive di Teheran rispetto alla invasiva e minacciosa presenza della flotta americana schierata a difesa delle tirannie sunnite del Golfo come Arabia Saudita, Qatar e Barhein.

Con 300 Km di raggio e 650 Kg di testata esplosiva, il Khalij Fars rappresenta una mortale minaccia per ogni genere di vascello di superficie; essendo capace di viaggiare a 3.5 mach é praticamente immune ai normali sistemi di intercettazione della marina americana.


venerdì 23 settembre 2011

Un nuovo Cacciatorpediniere e nuovi missili antinave per la Marina della Repubblica Islamica!


Il Comandante supremo delle Forze navali iraniane, Contrammiraglio Habibollah Sayyari ha dichiarato, durante le manifestazione della "Settimana Sacra della Difesa" (la ricorrenza che ogni settembre celebra gli eroici sforzi compiuti dalle Forze armate della Repubblica iraniana per bloccare e respingere l'invasione irachena che scatenò la Guerra del Golfo dal 1980 al 1988) che il Cacciatorpediniere 'Velayat', unità gemella della 'Jamaran' varata nel 2007 e in servizio attivo dal 2010, si unirà presto alla flotta della Repubblica islamica.

La notizia, ripresa e diffusa dall'Agenzia di stampa ufficiale IRNA, segnala un nuovo importante traguardo dell'industria navale iraniana, che sembra ormai in grado di impostare e completare moderne unità navali che hanno poco o punto da invidiare a quelle prodotte da nazioni con una ben più lunga storia cantieristica alle spalle; dopo i sistemi terrestri, aerei e missilistici, quindi, anche il know-how marittimo di Teheran ha fatto imponenti passi avanti, nell'ottica di quella "Jihad per l'Autosufficienza militare" che deve garantirne la totale indipendenza della politica difensiva, al contrario di quanto accadde nei primi anni '80, quando l'arsenale militare iraniano, pieno zeppo di articoli 'Made in Usa' acquistati con eccessiva prodigalità dal corrotto sovrano Reza Palhevi, venne quasi reso inutilizzabile dal rifiuto americano di provvedere parti di ricambio e munizioni alla Repubblica islamica impegnata nella difesa contro le armate di Saddam Hussein.

Pesante 1420 tonnellate ed equipaggiata con strumenti all'avanguardia per la guerra elettronica e la rilevazione radar precoce la 'Velayat' sarà come la 'Jamaran' dotata di piattaforma elicotteristica, cannoni a tiro rapido derivati dal leggendario 76mm navale della OTO-Melara, siluri, armi antisom e missili antiaerei e antinave. Proprio nel campo dei missili antinave un nuovo modello di vettore, battezzato "Khalij Fars" (cioé 'Golfo Persico'), capace di un raggio di circa 300 chilometri e di complesse evoluzioni contro ogni tentativo di abbattimento o evasione, testato per la prima volta nel 2008, verrà presto prodotto in serie e aggiunto al già ragguardevole arsenale missilistico di Teheran.

Il Khalij Fars sarà capace di portare sul bersaglio un'ogiva bellica di 650 chili di esplosivo ad alto potenziale alla ragguardevole velocità di Mach 3. Oltre a questi annunci Sayyari ha anche previsto il prossimo avvicendamento nelle acque del Golfo di Aden delle unità navali attualmente presenti in operazioni di pattugliamento e contrasto della pirateria con quelle della Sedicesima Flottiglia dell'IRIN; nell'ambito degli sforzi della Repubblica Iraniana per garantire la libertà di transito e commercio in un tratto di mare strategico per gli interessi del paese e della regione.
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mercoledì 6 luglio 2011

Si conclude l'esercitazione balistica dell'IRGC: "Il nostro potenziale di rappresaglia non si limita alla chiusura del Golfo Persico!"


Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Xinhua della Repubblica Popolare Cinese le massicce esercitazioni missilistiche "Piambar Azam 6" (Grande Profeta 6) iniziate dieci giorni orsono sotto l'egida della Guardia Rivoluzionaria Iraniana si sono concluse con "un totale successo e la più grande soddisfazione dei supervisori"; dopo una prima fase centrata attorno ai vettori balistici terra-terra di corto e medio raggio e alla rivelazione che l'Iran dispone di silos verticali e a controllo remoto per i suoi missili a combustibile solido, l'attenzione degli ufficiali dell'IRGC si é spostata sui missili costieri in funzione antinave, armi fondamentali per l'interdizione del traffico nel Golfo Persico, strategica arteria per il commercio mondiale di idrocarburi.

Le Guardie Rivoluzionarie hanno lanciato missili Tondar e Khalije Fars contro una serie di bersagli fissi e mobili, ottenendo ratei di successo lusinghieri e incoraggianti, dimostrando che nessun traffico navale al di qua dello Stretto di Ormuz é possibile senza il beneplacito di Teheran. Tuttavia, come reiterato dal Brigadier Generale dell'IRGC Mohammed Ali Jafari la chiusura di Ormuz non é l'unica opzione di rappresaglia in mano a Teheran; al contrario, come dimostrato proprio nelle recenti esercitazioni, la crescente panoplia balistica della Repubblica Islamica le consente, qualora minacciata nei suoi interessi vitali, di colpire con forza devastante le infrastrutture di potenze ostili, tanto in Irak, quanto in Afghanistan ma anche in Israele.

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