E' di due feriti il bilancio degli attacchi con razzi sparati da droni telecomandati che hanno colpito nelle ultime ore il centro e il Sud della Striscia di Gaza.
La notizia secondo la quale i feriti sarebbero militanti delle Brigate Ezzedine al-Qassam non é stata ancora confermata da fonti indipendenti.
Intanto la Resistenza armata palestinese ha replicato alla proditoria rottura della Tregua da parte del regime ebraico col lancio di sei razzi contro le colonie sioniste illegali.
L'ultimo intenso scambio di fuoco tra regime sionista di occupazione e milizie palestinesi della Striscia liberata di Gaza si era avuto circa a metà dello scorso mese di marzo.
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lunedì 21 aprile 2014
Due palestinesi feriti da attacchi di droni sionisti contro la Striscia di Gaza: la Resistenza risponde con sei razzi!
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sabato 15 marzo 2014
Mentre la Jihad Islamica prende il controllo della Resistenza militare contro Tel Aviv Hamas vede eclissare la sua popolarità!
Era inevitabile; dopo il brusco rovesciamento del Governo Mursi in Egitto che offriva una sponda islamista e un facile canale per le relazioni con Erdogan e gli Emiri del Qatar, dopo la formidabile resistenza del Governo di Assad che da tre anni infligge sconfitte su sconfitte ai mercenari stranieri istigati contro la Siria e i suoi cittadini; dopo le parole di fuoco e le retromarcie a mezza bocca scambiate con Hezbollah era solo questione di tempo prima che Hamas, isolato politicamente, finanziariamente e militarmente cominciasse a perdere terreno rispetto ad altre organizzazioni palestinesi.
Se ancora ancora al tempo della Guerra degli Otto Giorni nel novembre 2012 Hamas e la Jihad Islamica Palestinese erano riusciti a spartirsi equamente il palcoscenico (cosa comunque rilevante per il grande passo in avanti fatto dall'organizzazione di Ramadan Shallah, che ancora al tempo di 'Piombo Fuso' nel 2008-09 aveva ancora un ruolo marginale) adesso nell'ultimo scambio di fuoco tra Striscia di Gaza e occupazione sionista lo "show" é stato guidato in toto dai ragazzi in nero e oro delle Brigate Al-Quds e Hamas si é messa in azione troppo tardi, risultando in secondo piano persino rispetto al PFLP e alle Brigate Al-Aqsa.
Per ora la Jihad Islamica sembra contenta del suo zenit di esposizione, e sembra voler capitalizzare il suo rapporto esclusivo con Iran ed Hezbollah per confermare e ampliare la sua supremazia militare; non sembra per ora interessata a strappare ad Hamas il controllo politico dell'enclave, posto che l'autorità del gruppo di Haniyeh e Mishaal si tenga ben lontana dalle sue enclavi e dalle sue basi; per domani, si vedrà.
Se ancora ancora al tempo della Guerra degli Otto Giorni nel novembre 2012 Hamas e la Jihad Islamica Palestinese erano riusciti a spartirsi equamente il palcoscenico (cosa comunque rilevante per il grande passo in avanti fatto dall'organizzazione di Ramadan Shallah, che ancora al tempo di 'Piombo Fuso' nel 2008-09 aveva ancora un ruolo marginale) adesso nell'ultimo scambio di fuoco tra Striscia di Gaza e occupazione sionista lo "show" é stato guidato in toto dai ragazzi in nero e oro delle Brigate Al-Quds e Hamas si é messa in azione troppo tardi, risultando in secondo piano persino rispetto al PFLP e alle Brigate Al-Aqsa.
Per ora la Jihad Islamica sembra contenta del suo zenit di esposizione, e sembra voler capitalizzare il suo rapporto esclusivo con Iran ed Hezbollah per confermare e ampliare la sua supremazia militare; non sembra per ora interessata a strappare ad Hamas il controllo politico dell'enclave, posto che l'autorità del gruppo di Haniyeh e Mishaal si tenga ben lontana dalle sue enclavi e dalle sue basi; per domani, si vedrà.
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giovedì 13 marzo 2014
PFLP, Brigate Al-Aqsa e (forse) Brigate Qassam si uniscono alla Jihad Islamica per far pagare ai sionisti la rottura della tregua!!
In risposta al raid assassino che ha ucciso tre militanti delle Brigate Al-Quds vicino a Sufa, nel Sud della Striscia di Gaza, la Jihad Islamica Palestinese ha dichiarato tramite il proprio portavoce militare di avere definitivamente "rotto il silenzio"; dal tardo pomeriggio di ieri oltre 90 razzi tra cui due "Grad" da 130mm sono piovuti sugli insediamenti illegali di miliziani sionisti a "Netivot," "Sderot,", "Shaer Negev" ed "Eshkol."
Si segnala ancora una volta l'inefficacia del sistema sionista 'iron dome' che dei novanta proiettili lanciati dai militanti palestinesi ne avrebbe intercettati a dir tanto tre. Subito dopo le Brigate Abu Ali Mustafa del PFLP hanno dichiarato di essersi mobilitate a fianco dei camerati della Jihad.
Nella notte vi sono stati attacchi aerei indiscriminati e sorvoli quasi continui delle aree urbane della Striscia da parte di droni e velivoli sionisti, apparentemente senza perdite per i militanti della Resistenza, ma sembra con vittime civili. Le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, in serata, hanno a loro volta aderito alla controffensiva della Resistenza e sembra che anche le Brigate Al-Qassam di Hamas siano sul punto di farlo.
Ci teniamo in contatto come possiamo con le nostre fonti di Gaza pronti ad aggiornarvi su ogni ulteriore sviluppo.
Si segnala ancora una volta l'inefficacia del sistema sionista 'iron dome' che dei novanta proiettili lanciati dai militanti palestinesi ne avrebbe intercettati a dir tanto tre. Subito dopo le Brigate Abu Ali Mustafa del PFLP hanno dichiarato di essersi mobilitate a fianco dei camerati della Jihad.
Nella notte vi sono stati attacchi aerei indiscriminati e sorvoli quasi continui delle aree urbane della Striscia da parte di droni e velivoli sionisti, apparentemente senza perdite per i militanti della Resistenza, ma sembra con vittime civili. Le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, in serata, hanno a loro volta aderito alla controffensiva della Resistenza e sembra che anche le Brigate Al-Qassam di Hamas siano sul punto di farlo.
Ci teniamo in contatto come possiamo con le nostre fonti di Gaza pronti ad aggiornarvi su ogni ulteriore sviluppo.
domenica 26 maggio 2013
L'arsenale balistico della Repubblica Islamica Iraniana diventa sempre più mobile e flessibile grazie ai nuovi TEL di produzione autonoma!
Per celebrare il 31esimo anniversario della liberazione di Khorramshahr, punto di svolta della Guerra Imposta del 1980-1988, i vertici della Difesa iraniana, capeggiati dal Ministro Generale Ahmad Vahidi hanno preso parte alla cerimonia di consegna alle forze aerospaziali dell'IRGC, la Guardia Rivoluzionaria Islamica, della prima serie di produzione di un nuovo modello di TEL (Trasporto-Erettore-Lanciatore) per vettori balistici a lungo raggio, come gli ultimi modelli di MRBM e IRBM entrati in linea nelle forze armate della Repubblica Iraniana.
Parlando alle maestranze della fabbrica che ha prodotto i mezzi in questione Vahidi, affiancato dal Generale Amir Ali Hajizadeh dell'IRGC, ha lodato i loro sforzi, sottolineando come, grazie al successo della 'Jihad per l'Autosufficienza Militare' la Repubblica Islamica possa dotarsi a piacimento di tutti i mezzi necessari a rendere il suo potenziale difensivo sempre più flessibile, articolato, difficile da prendere a bersaglio e capace di colpire con potenza devastante anche dopo un "first strike" nemico.
La dottrina dei missili balistici sviluppata nei decenni della Guerra Fredda tra USA e URSS dimostra che, quanto più uno Stato riesce a rendere il proprio payload missilistico mobile e riposizionabile a piacere tanto più proibitivo diventa il compito dell'avversario che volesse colpirlo a tradimento (come Israele fece con successo nel 1967 contro i paesi arabi vicini) visto che il potenziale di rappresaglia così munito sfugge facilmente alla prima offesa e può portare a termine una risposta devastante.
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domenica 18 novembre 2012
La Jihad Islamica manda SMS ai soldati sionisti e si dichiara "pronta a riceverli" in caso di attacco di terra contro Gaza!
Mentre continuano i raid del nuovo 'pogrom' militare sionazista contro il ghetto assediato di Gaza i militanti del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina mettono a segno una importante vittoria mediatica e tecnologica contro il regime ebraico di occupazione riuscendo a penetrare il sistema di comunicazioni sionista e inviando a circa 5000 telefoni cellulari di soldati di Tel Aviv un messaggio testuale che recita:
"Trasformeremo Gaza nel vostro cimitero e daremo alle fiamme Tel Aviv se oserete farvi vedere".
Parlando coi redattori del sito-web "Paltoday" il portavoce dell'organizzazione Abu Ahmad ha dichiarato che i militanti della Jihad 'hanno molte sorprese in serbo' in caso di una incursione militare di terra contro Gaza, un passo che finora Netanyahu, Barak e i generali ai loro ordini non si sono ancora sentiti di intraprendere, al contrario dei dirigenti sionisti che circa quattro anni orsono ordinarono l'operazione 'Piombo Fuso' contro la Striscia costiera. Nel caso che si arrivi a uno scontro militare terrestre la Jihad Islamica e il suo braccio militare, le Brigate Al-Quds hanno dichiarato che la loro prima e principale priorità diventerà quella di catturare soldati sionisti da usare quindi come pedine di scambio per un cessate il fuoco e per una definitiva cessazione dello shylockiano strangolamento di Gaza.
"Trasformeremo Gaza nel vostro cimitero e daremo alle fiamme Tel Aviv se oserete farvi vedere".
Parlando coi redattori del sito-web "Paltoday" il portavoce dell'organizzazione Abu Ahmad ha dichiarato che i militanti della Jihad 'hanno molte sorprese in serbo' in caso di una incursione militare di terra contro Gaza, un passo che finora Netanyahu, Barak e i generali ai loro ordini non si sono ancora sentiti di intraprendere, al contrario dei dirigenti sionisti che circa quattro anni orsono ordinarono l'operazione 'Piombo Fuso' contro la Striscia costiera. Nel caso che si arrivi a uno scontro militare terrestre la Jihad Islamica e il suo braccio militare, le Brigate Al-Quds hanno dichiarato che la loro prima e principale priorità diventerà quella di catturare soldati sionisti da usare quindi come pedine di scambio per un cessate il fuoco e per una definitiva cessazione dello shylockiano strangolamento di Gaza.
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sabato 17 novembre 2012
Mentre al Cairo si sbrodolano parole vane i beduini del Sinai attaccano il regime ebraico: razzi dall'Egitto piovono su Eshkol!
Una volta archiviata la breve visita a Gaza del Premier egiziano Qandil che per quanto generosa, ha fornito un 'break' di appena poche ore al ghetto palestinese martirizzato dal nuovo "pogrom" sionazista le iniziative ufficiali del Cairo in favore della popolazione civile palestinese sottoposta alla ferocia genocida di Tel Aviv sembrano essere arrivate a un punto morto, a meno di non considerare una "iniziativa" il recente discorso pronunciato dal Presidente Mursi che ha minacciato "reazioni" contro il regime sionista, senza tuttavia scendere nel dettaglio di quali queste possano essere o quando dovrebbero scattare.
Invece gli abitanti del Sinai egiziano, appartenenti alle tribù beduine più volte protagoniste di azioni armate contro gli interessi sionisti, si sono mobilitati molto più rapidamente ed efficacemente e, tra ieri e oggi, hanno lanciato varie raffiche di razzi oltre il confine con la Palestina occupata, colpendo ripetutamente le installazioni sioniste a Eshkol. A quanto riportato i proiettili piovuti dal Sinai sarebbero razzi da battaglia di 107mm di calibro, più potenti dei Qassam e dei Quds artigianali ma meno dei 'Grad' da 122mm forniti dalla Siria e da Hezbollah.
Le armi probabilmente sono state contrabbandate dalla Libia, dove il crollo di Gheddafi ha lasciato molto hardware militare in mano a miliziani e trafficanti di varie tendenze e affiliazioni.
Invece gli abitanti del Sinai egiziano, appartenenti alle tribù beduine più volte protagoniste di azioni armate contro gli interessi sionisti, si sono mobilitati molto più rapidamente ed efficacemente e, tra ieri e oggi, hanno lanciato varie raffiche di razzi oltre il confine con la Palestina occupata, colpendo ripetutamente le installazioni sioniste a Eshkol. A quanto riportato i proiettili piovuti dal Sinai sarebbero razzi da battaglia di 107mm di calibro, più potenti dei Qassam e dei Quds artigianali ma meno dei 'Grad' da 122mm forniti dalla Siria e da Hezbollah.
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giovedì 3 novembre 2011
Ancora due morti a Gaza! Le vittime dei pirati aerei sionisti sono poco più che ventenni
Si chiamano Mahmoud Abu Hilmiyya, 22 anni, e Nasr Oleyyan, di 23, le ultime due vittime del regime ebraico; abitanti di Gaza rimasti coinvolti nell'ultimo, cieco e insensato attacco aereo scatenato nelle scorse ore contro la Striscia, di Gaza, ghetto palestinese che ogni giorno di più ricorda Varsavia, la città martire del nazismo durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nemmeno la solita, frusta e ritrita "giustificazione" accampata dai pettoruti e microcefali generali sionisti a ogni loro strage di civili é applicabile in questa occasione; infatti tutti i gruppi della Resistenza palestinese da martedì rispettano scrupolosamente un appello alla tregua lanciato dal Governo del Cairo e nessun proiettile di mortaio o razzo artigianale é stato da allora lanciato contro le caserme e gli acquartieramenti dei fanatici miliziani ebrei che si assiepano attorno alla Striscia liberata da Hamas.
Adesso però, di fronte a questo ennesimo massacro, anche la pazienza e la buona volontà palestinese non bastano di fronte all'ottusità bellicista di Tel Aviv: per insegnare all'occupazione che le azioni hanno conseguenze i miliziani palestinesi si sono riservati di "rispondere a tono" a questa ennesima provocazione armata, adottando le tecniche e i mezzi necessari alla bisogna.
Dallo scorso week end sono stati quindici gli abitanti di Gaza uccisi dal regime di Apartheid.
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domenica 30 ottobre 2011
Nuovi attacchi sionazisti contro la Striscia di Gaza, bombardamento contro Zeitoun!
Sono stati nove e non sei come avevamo comunicato in precedenza i morti causati dai banditeschi attacchi aerei del regime ebraico contro la Striscia di Gaza, ancora una volta le critiche condizioni del settore sanitario nel ghetto palestinese assediato hanno aggravato il bilancio di sangue della scorribanda sionazista, causando la morte di tre feriti che molto probabilmente, senza lo shylockiano strangolamento economico, si sarebbero potuti salvare.
La Resistenza comunque non é restata inerte e, incaricandosi di far pagare all'occupazione sionista il prezzo per i suoi indiscriminati attacchi contro la popolazione della Striscia, le Brigate Al-Quds, braccio armato del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina, hanno lanciato due razzi da 122 millimetri contro le colonie dei miliziani ebrei che stringono da presso il territorio liberato grazie alla dedizione e al sacrificio di anni di lotta e contro cui, per puro sfogo di malvagità insensata, l'occupazione incrudelisce quasi quotidianamente con i suoi attacchi e le sue provocazioni militari.
Fonti del regime sionista riportano che almeno un miliziano degli insediamenti sarebbe morto in seguito a questo contrattacco. Nelle prime ore di oggi, invece, é toccato a Zeitoun, nel nord della Striscia, di venire bersagliata dagli aerei con la 'svastica a sei punte', ma, fortunatamente, nessun abitante é rimasto colpito dai loro ordigni; il bilancio di questo week end di bombardamenti, per ora, rimane quindi fermo a nove morti e sei feriti, nella speranza che nessuno di questi ultimi (sempre a causa dell'emergenza sanitaria e umanitaria che affligge la Striscia) non debba andare invece ad aumentare il numero dei caduti.
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domenica 4 settembre 2011
Anche la Jihad Islamica apprezza le misure turche contro Israele!
Il Movimento per la Jihad islamica in Palestina ha salutato le recenti decisioni del Governo turco di adottare misure punitive contro l'entità dell'Occupazione sionista in seguito alla mancanza di scuse ufficiali per l'aggressione armata contro la motonave Mavi Marmara; in un comunicato stampa rilasciato sabato l'organizzazione definisce le decisioni di Ankara "un importante passo sulla strada dell'isolamento internazionale di quest'entità sionista, aliena e nociva per l'intera regione".
Il movimento ha esteso un richiamo a tutti i paesi arabi e musulmani che continuano a intrattenere rapporti diplomatici e commerciali con il Regime ebraico a prendere misure simili e ad affrettarne così il collasso. "Tali decisioni dovrebbero venire annunciate il prima possibile e tradotte in azione senza indugi, affinché raggiungano il loro effetto in maniera coordinata e possano massimizzare il loro potere deterrente e dissuasivo".
In una notizia correlata, commentando le misure prese contro Israele il Presidente turco Abdullah Gul ha voluto precisare: "Alcuni osservatori hanno espresso stupore alla severità delle nostre reazioni per quello che consideravano un incidente ormai distante; a queste persone voglio dire che lo Stato turco non dimentica le vite dei suoi cittadini e che le nostre misure sono arrivate ora perché fino all'ultimo abbiamo sperato in una condotta responsabile e accettabile da parte di Israele, che non si é manifestata, causando la nostra risposta".
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mercoledì 24 agosto 2011
Erdogan pronto a passare alla "Fase 2" delle ritorsioni contro Israele: i rapporti Ankara-Tel Aviv sull'orlo del collasso!
Il Primo Ministro turco Recep Erdogan ha lasciato intendere che, vista la mancanza di progressi seguita all'approccio "morbido" per ottenere scuse ufficiali ed assunzione di responsabilità da parte dei governanti sionisti per l'aggressione in mare aperto alla nave di aiuti umanitari "Mavi Marmara", nel quale vennero massacrati a sangue freddo nove cittadini di Ankara, é sempre più probabile che l'Esecutivo monocolore del partito AK si veda costretto a passare alla "Fase 2" delle rappresaglie diplomatiche verso lo Stato ebraico, che potrebbe segnare un definitivo deterioramento dei rapporti con la Turchia.
Secondo le indiscrezioni, il Governo di Erdogan, rafforzato dall'indiscutibile trionfo elettorale riportato lo scorso giugno, sarebbe pronto ad attuare una serie di misure punitive che andrebbero dalla cancellazione di ogni progetto congiunto, all'interruzione del commercio bilaterale, alla formazione di un pannello internazionale di sostegno alle istanze di riconoscimento palestinese in sede ONU, fino alla cancellazione dell'ambasciata a Tel Aviv, che sarebbe sostituita da una rappresentanza minore, presidiata da un semplice segretario.
Man mano che procede la ventata di cambiamenti portati dalla "Primavera Araba" con le folle che in massa chiedono la chiusura delle sedi diplomatiche sioniste al Cairo e ad Amman e l'espulsione degli ambasciatori, quello che proprio non servirebbe al Regime dell'Apartheid é di deteriorare ulteriormente i rapporti con altri paesi mediorientali, ma, persistendo nella linea tracciata da Netanyahu e Lieberman, sembra proprio che questo sarà il fato dei rapporti Ankara-Tel Aviv.
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domenica 21 agosto 2011
Si riunisce oggi la Lega Araba per discutere dell'escalation tra Gaza, Egitto e stato sionista!
Si terrà nelle prime ore di domenica 21 agosto il meeting d'emergenza della Lega Araba che dovrà discutere del recente aumento della tensione tra Israele, Gaza ed Egitto conseguente alla violenta e sproporzionata rappresaglia sionista contro la Striscia assediata e le forze di confine del Cairo stanziate nel Sinai, risultata nell'uccisione di diverse guardie doganali egiziane da parte di un elicottero.
Ahmed Ben Hili (foto sopra), vice-segretario dell'organizzazione ha dichiarato che i rappresentanti permanenti della Lega discuteranno le ripercussioni delle sconsiderate azioni di Tel Aviv, possibilmente riattivando progetti di risoluzione in favore di Gaza, del suo rifornimento e della sua ricostruzione, scambiandosi inoltre idee su come rispondere agli attacchi israeliani e su come coinvolgere l'ONU nella cornice degli ultimi, drammatici avvenimenti.
Gli attacchi sionisti contro Gaza hanno ucciso finora circa sedici persone e lasciato sul campo almeno 40 feriti.
Intanto, in due comunicati separati, le Brigate Ezzedine al-Qassam e le Brigate Salah ad-Din, avanguardie armate di Hamas e dei Comitati di Resistenza Popolare hanno dichiarato ufficialmente che qualunque tregua esistesse in precedenza con Israele é saltata definitivamente e che d'ora in porta il regime di Tel Aviv dovrà sopportare adeguate e puntuali rappresaglie a ogni sua provocazione armata. In precedenza il Governo di Hamas si era impegnato, dalla fine del brutale 'pogrom' militare sionista contro Gaza, a tenere sotto controllo non solo le sue brigate, ma anche quelle di altri movimenti di Resistenza presenti e attivi a Gaza.
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mercoledì 6 luglio 2011
Si conclude l'esercitazione balistica dell'IRGC: "Il nostro potenziale di rappresaglia non si limita alla chiusura del Golfo Persico!"
Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Xinhua della Repubblica Popolare Cinese le massicce esercitazioni missilistiche "Piambar Azam 6" (Grande Profeta 6) iniziate dieci giorni orsono sotto l'egida della Guardia Rivoluzionaria Iraniana si sono concluse con "un totale successo e la più grande soddisfazione dei supervisori"; dopo una prima fase centrata attorno ai vettori balistici terra-terra di corto e medio raggio e alla rivelazione che l'Iran dispone di silos verticali e a controllo remoto per i suoi missili a combustibile solido, l'attenzione degli ufficiali dell'IRGC si é spostata sui missili costieri in funzione antinave, armi fondamentali per l'interdizione del traffico nel Golfo Persico, strategica arteria per il commercio mondiale di idrocarburi.
Le Guardie Rivoluzionarie hanno lanciato missili Tondar e Khalije Fars contro una serie di bersagli fissi e mobili, ottenendo ratei di successo lusinghieri e incoraggianti, dimostrando che nessun traffico navale al di qua dello Stretto di Ormuz é possibile senza il beneplacito di Teheran. Tuttavia, come reiterato dal Brigadier Generale dell'IRGC Mohammed Ali Jafari la chiusura di Ormuz non é l'unica opzione di rappresaglia in mano a Teheran; al contrario, come dimostrato proprio nelle recenti esercitazioni, la crescente panoplia balistica della Repubblica Islamica le consente, qualora minacciata nei suoi interessi vitali, di colpire con forza devastante le infrastrutture di potenze ostili, tanto in Irak, quanto in Afghanistan ma anche in Israele.
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