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giovedì 14 maggio 2020

Gli S-400 russi "abbattono" i primi F-35...senza dover sparare nemmeno un missile!

La grande saggezza cinese a cui cerco modestamente di dare diffusione in lingua italiana coi miei sforzi di traduttore, nel seminale testo del Maestro Sun Zi recita che la migliore vittoria non é quella conquistata sul campo di battaglia con sforzo di mezzi e sacrificio di sangue, ma quella che si ottiene senza nemmeno dover combattere.

Ankara è stata cacciata senza tante cerimonie dal programma di caccia F-35 a luglio 2019 dopo aver rifiutato di rinunciare ai suoi sistemi di difesa aerea S-400 di fabbricazione russa. Il Pentagono afferma che l'S-400 è incompatibile con gli standard di difesa aerea della NATO e afferma che rappresenta una potenziale minaccia non specificata per l'F-35.

La produzione tempestiva di componenti chiave per il velivolo da combattimento multiruolo di quinta generazione F-35 Lightning II Lockheed Martin è stata messa fuori combattimento grazie alla decisione dei legislatori statunitensi di cacciare fuori dal programma i partner di sviluppo Turchi, ha riferito Breaking Defence, citando un nuovo rapporto dell'Ufficio di Responsabilità del governo.

sabato 23 febbraio 2019

Trump "tiene dritto il timone" e smentisce quanti al Campidoglio parlavano di mantenere quote di truppe in Siria!

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che non modificherà la sua decisione sul ritiro delle truppe americane dalla Siria, smentendo così la voce che 400 soldati rimarranno nel Paese.

A dicembre, Trump ordinò ai suoi comandanti di eseguire un ritiro "completo" e "rapido" delle forze americane dalla Siria entro la primavera 2019, sostenendo che Daesh era stato sconfitto.

Giovedì, tuttavia, il segretario della Casa Bianca Sarah H. Sanders ha affermato che "un piccolo gruppo di peace-keeping di circa 200 persone rimarrà in Siria per (a) un periodo di tempo".

lunedì 11 febbraio 2019

Confermato entro aprile il totale ritiro USA dalla Siria nordorientale!

Un altro video per il nostro trafficatissimo Canale Youtube, vera "locomotiva" delle iniziative giornalistiche di SULEIMAN KAHANI/PALAESTINA FELIX
Puntualmente viene confermato che le fonti che avevano informato PALAESTINA FELIX e SULEIMAN KAHANI della finestra temporale per il ritiro completo degli Americani dalla Siria avevano completamente ragione mentre allo "Zoo di 105" che parlava di doppi e tripli giochi e di intese segrete "Putin-Trump" si assisteva all'ormai triste, consueto spettacolo di glossolalia compulsiva...

mercoledì 19 dicembre 2018

Sembra ormai confermato, a ogni livello, il prossimo ritiro delle forze Usa dal Nord-Est della Siria!


Mercoledì, il principale portavoce del Dipartimento della Difesa americano, Dana White, ha confermato il prossimo ritiro delle forze Usa nel Nord-Est della Siria.

"La Coalizione ha liberato il territorio detenuto dall'ISIS, ma la campagna contro l'ISIS non è finita: abbiamo avviato il processo di rimpatrio delle truppe americane dalla Siria mentre passiamo alla fase successiva della campagna", ha osservato.

domenica 2 dicembre 2018

Gli Usa, sempre più servi della lobby a sei punte, regaleranno a Tel Aviv un minimo di 38 miliardi di $ per spese militari!


In un caso sbalorditivo di negligenza mediatica, testate e canali statunitensi non stanno dicendo agli Americani che il Congresso sta per emanare una legislazione per il più grande pacchetto di aiuti militari ad un paese straniero nella storia degli Stati Uniti.

Questo pacchetto di aiuti sarebbe probabilmente di interesse per gli Americani, molti dei quali stanno riducendo le proprie spese personali nonostante il 'boom' dell'economia (che però non ha portato soldi nelle tasche dei lavoratori, ingrassando coloro che già stavano bene e lasciando non scalfito il fenomeno dei "poveri che lavorano").

domenica 2 settembre 2018

Continua la ridicola politica delle 'ripicche' di Trump contro il Pachistan!

Gli Stati Uniti di Donald Trump, "piccati" del fatto che il Pachistan si stia sempre più chiaramente schierando con Cina e Russia, hanno dichiarato che cancelleranno 300 milioni di dollari di 'aiuti militari'.

Gli 'aiuti militari' Usa sono una cosa tutta particolare; praticamente sono mazzette che vengono versate dal Pentagono alle industrie militari americane "rigirate" tramite un paese terzo...praticamente il Pachistan riceveva ogni anno 300 mln di $ per comprare armi alla Raytheon o alla Boeing o alla Mc-Donnel Douglas.

Le armi americane sono così scadenti che l'unico modo di collocarle all'estero é quello, praticamente, di darle via gratis facendole pagare con denaro-fiat che esce dal Pentagono e viene poi rimbalzato su un paese estero e incassato dalle corporazioni del militare.

venerdì 24 agosto 2018

Mike Pompeo offende ed accusa il nuovo Premier pachistano Imran Khan, che fa replicare a stretto giro!

Imran Khan, vincitore delle ultime elezioni politiche pachistane, ha prestato giuramento ed é diventato il nuovo Primo Ministro di Islamabad.

Mr. Khan ha dichiarato in termini inequivoci che sotto la sua guida il paese cesserà di obbedire agli ordini di Washington nella cosiddetta "Guerra al Terrorismo" che egli ha più volte indicato come la principale causa del peggioramento verticale delle condizioni di vita nel paese a dal 2000 a questa parte.

Per tutta risposta gli Usa, confermandosi "grande potenza diplomatica", cosa hanno deciso di fare? Di insultare e attaccare Mr. Khan e il Pachistan e i Pachistani tutti.

domenica 12 agosto 2018

Lo "Split Usa-Pachistan" sconvolge e spariglia le carte della diplomazia nell'Asia Meridionale!

Sempre più in crisi le relazioni Usa-Pachistan; il Pentagono ha cancellato 97 corsi di specializzazione che avrebbero dovuto venire seguiti da ufficiali di Islamabad in accademie e centri d'addestramento a stelle e strisce.

Il motivo? Una infantile 'ripicca' per il fatto che il Pachistan ha siglato un accordo con Mosca, per far seguire addestramenti e perfezionamenti ai suoi cadetti nelle più prestigiose istituzioni militari russe, a partire dall'Accademia Frunze.

lunedì 9 ottobre 2017

Il Comando Siriano accusa gli Stati Uniti di continuare a fornire armi a ISIS e Al Nusra!

In una nota ufficiale dell'Esercito Arabo Siriano il Capo del Dipartimento Operativo Principale, Ali al-Ali, ha accusato esplicitamente gli Stati Uniti di continuare a fornire armi ai gruppi terroristici attivi in Siria, ivi compresi l'ISIS e Al Nusra.

"Conosciamo bene le modalità con cui gli Stati Uniti tra il 5 giugno e il 15 settembre scorso hanno fornito ai gruppi estremisti esattamente 1421 camion di armi e munizioni".

Gli Usa pretendono che tali spedizioni siano dirette alla "curdaglia" dell'SDF, ma in realtà buona parte di esse finisce in mani molto diverse.

giovedì 28 settembre 2017

"L'Impero Scompiscia Ancora"! Nati vecchi, ben cento F-35 verranno lasciati a terra o usati per test, perché non vale la spesa aggiornarli!

Relazioni del Pentagono indicano come il Dipartimento della Difesa degli USA stia seriamente considerando una misura estrema riguardo al fato di ben 100 cacciabombardieri F-35; essi verrebbero infatti ritirati dalla prima linea piuttosto che aggiornati con un nuovo software, la cui implementazione oltre che lunga e difficile farebbe ulteriormente levitare il loro già elefantiaco costo-per-unità.

Tra i quasi duemila apparecchi destinati ad entrare in servizio nelle forze armate Usa (risultato della scelta incredibilmente cretina di selezionare un'unica piattaforma per USAF, USN e Marines), ben 108 (quindi più di un ventesimo dell'intera flotta) abbisognano ormai di un aggiornamento della piattaforma software, da Block 2B a Block 3F, per risultare operativi.

domenica 18 settembre 2016

"Gola Profonda" dal Pentagono: "Era ovvio che i bersagli indicati per gli attacchi aerei fossero posizioni siriane e non dell'ISIS!"

Dai tortuosi corridoi del Pentagono, sede centrale del Dipartimento della Difesa Usa, emerge sussurrante la voce di un ufficiale statunitense che, dietro una maschera di anonimato, conferma come fosse chiaro fin dall'inizio che i bersagli dei jet lanciati ieri sera sopra Deir Ezzour fossero posizioni dell'Esercito Siriano e non dell'ISIS.
"Era piuttosto evidente, dal loro posizionamento e da altri indizi impossibili da ignorare, che la lista di bersagli evidenziati come primari e secondari per i nostri piloti fosse stata compilata con la precisa intenzione di colpire l'Esercito Siriano".

sabato 10 settembre 2016

Il Pentagono costretto a smentire suo coinvolgimento nello strike decapitante di Aleppo: é stato un bombardiere russo!

Come qualche lettore aveva notato nei commenti sotto la nostra notizia riguardo alla strage di comandanti di Al Nusra recentemente avvenuta ad Aleppo, dopo poche ore si erano diffuse notizie pretestuose che attribuivano tale raid a un jet americano.

Tutti sanno che gli Usa non bombardano i terroristi wahabiti se non con armi, munizioni, dollari, rifornimenti ed ordini di attaccare tutti gli stati ostili al regime sionista.

Alla fine il Dipartimento della Difesa Usa ha dovuto emettere una nota ufficiale in cui, ovviamente, smentiva ogni suo coinvolgimento in tale "strike".

sabato 20 agosto 2016

I curdi le prendono sonoramente dalle forze governative, nemmeno i loro 'amici' yankee li salvano dalle bombe siriane!

Questo articolo é originariamente apparso sul quotidiano-web "L'Opinione Pubblica" dove il vostro affezionato caporedattore scrive regolarmente e sul quale potete consultare l'intera mia produzione di articoli (non solamente sul Medio Oriente) comodamente indicizzati a questa pagina.
La situazione nel Nord-Est assiro della Siria si è improvvisamente riscaldata nelle ultime 48 ore, quando unità di milizie collegate ai movimenti curdi hanno ripreso ad attaccare postazioni e sedi di organizzazioni governative siriane, in primis l’Esercito regolare e la milizia popolare NDF (Comitati Popolari di Difesa).

Simili scontri si erano verificati anche nei mesi precedenti e avevano creato un certo grado di allarme nel campo governativo che, dopo aver speso denaro, armi e munizioni per sostenere i Curdi in funzione anti-ISIS, ha iniziato a temere che costoro mirassero a creare una “zona franca” nella speranza di fondare un embrione di “Stato”.

L’interesse americano al sostegno delle aspirazioni curde, del resto, andava nel senso di una continua ricerca di parcellizzazione e settarizzazione della Siria, quantomeno nella sua parte ‘curda’, qualora il disegno dell’instaurazione di un califfato sunnita al posto del Governo laico, socialista e nazionale di Assad non fosse andato in porto (ipotesi ormai quasi irrealizzabile visto il forte sostegno dato a Damasco da Mosca, Teheran e, recentemente, anche da Beijing).

giovedì 11 febbraio 2016

Il Generale dell'USAF James Martin Jr. sviene di fronte ai giornalisti che dovevano interrogarlo sui 'progressi' dell'F-35!

Il Generale dell'USAF James Martin Jr, mentre si apprestava a prendere la parola di fronte a un 'panel' di giornalisti e cronisti che dovevano porgli domande sullo sviluppo del disastro con le ali conosciuto come F-35, ha pensato bene di "fare l'Opossum" come dicono nel West per sottrarsi alla 'grigliatura' che lo aspettava: piuttosto che affrontare gli scomodi quesiti dei rappresentanti del Quarto Potere, si é accasciato sul leggio, apparentemente perdendo i sensi. Lo shock e l'imbarazzo della sua robusta assistente sono ben visibili nel clip video che siamo riusciti a linkare qui sotto, purtroppo il cameraman che inquadrava la scena frontalmente ha cessato le riprese (evidentemente su ordine della regia), così i tentativi di soccorso di ben tre "aide" (che sono riusciti a sostenerlo, offrigli da bere e collocarlo su una seggiola con tutta la rapidità e l'efficienza dei 'Tre Stooges') non sono ben documentati come invece dalle foto (evidentemente scattate dai reporter privati del loro 'question time').

giovedì 17 dicembre 2015

Vladimir Putin dichiara: "I Turchi provino a entrare nei cieli siriani ora!" E Obama ritira in fretta i suoi F-15!

Sono totalmente cambiati i rapporti di forza nei cieli della Siria; ancora pochi mesi fa l'Aviazione Turca poteva impunemente violare i cieli della Repubblica Araba; adesso questo non é più possibile. In particolare, dopo la crisi generata dall'abbattimento del Su-24 russo, le forze di Mosca hanno steso una rete di difesa aerea a maglie strettissime lungo tutto il confine settentrionale siro-turco, che ha convinto persino i generali dell'USAF a fare rapidamente fagotto e ritirare gli F-15 che provocatoriamente erano stati mandati in Turchia all'indomani dell'intervento dei jet di Mosca contro ISIS e Al-Nusra.

Infatti gli americani ritireranno i dodici caccia inviati il mese scorso per proteggere lo spazio aereo turco nella base di Incirlik. E’ quanto hanno comunicato poche ore fa dal Ministero della Guerra. Quest’ultimo minimizza la decisione, affermando che i caccia erano semplicemente “dispiegamento temporaneo in Europa” (secondo gli americani l'Anatolia é in Europa). Ha aggiunto il portavoce del Pentagono Jeff Davis: "Non vorrei che leggeste qualcosa che non c’è. La nostra capacità di colpire lo Stato islamico resta immutata”.

venerdì 14 agosto 2015

Abadi castiga verbalmente il generale americano che vorrebbe dividere l'Irak!

Tant'é l'obiettivo inconfessato della (confusionaria e inefficace) politica americana in Irak é sempre lo stesso: dividere il paese per linee etnico-settarie per impedire che un Irak unito, forte, democratico si allinei stabilmente con l'Iran grazie alla sua classe dirigente prevalentemente sciita (guardacaso, emersa proprio in seguito all'invasione Usa del 2003, quando si parla di fare le pentole ma non i coperchi).

Recentemente il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Usa, Generale Raymond Odierno, ha ripetuto che "sarebbe necessario" dividere l'Irak in una zona curda e una sunnita, separandole dalla parte sciita del paese.

martedì 18 novembre 2014

Insofferenza e ammutinamento serpeggiano nell'Aeronautica di Riyadh, tra 'ammiratori' dell'ISIS e scontenti anti-Saoud!!

Preoccupazione e sfiducia nei confronti dei 'nostri alleati arabi del Golfo' sono sempre più diffusi nel Pentagono, da quando prove satellitari hanno dimostrato che molti piloti Sauditi e Qatarioti impegnati nella ridicola 'Campagna di bombardamenti anti-ISIS' si limitano a decollare, arrivare nei pressi dell'obiettivo assegnato loro dalle 'teste d'uovo' a stelle e strisce e poi scaricare bombe e missili contro qualche duna o qualche collina prima di far dietro-front e tornare alla base.

Inizialmente si era pensato a casi di incapacità di compiere correttamente la missione, visto che é noto che le forze armate dei paesi sunniti del Golfo siano usate come "deposito" dei membri delle famiglie reali (o dei loro sostenitori, clienti e alleati) troppo SCEMI per vedersi affidare ministeri o sottosegretariati e in particolare proprio nelle aeronautiche (che dovrebbero richiedere personale specializzato, tecnicamente capace, addestratissimo) si concentrino moltissimi "figli di papà" che hanno visto troppe volte 'Top Gun' e pensano di usare un cacciabombardiere come una fuoriserie volante.

Ma col moltiplicarsi dei casi anche da parte di piloti in passato mostratisi capaci é stato chiaro che ci si trovava di fronte a veri e propri casi di sabotaggio della missione: i piloti del Golfo non VOLEVANO colpire i loro obiettivi (il che spiega anche l'absimale tasso di danni inferti all'ISIS, visto che Washington non può finanziare una prolungata campagna aerea per ristrettezze di bilancio e deve 'subappaltare' sempre più incursioni ai piloti di Riyadh, Doha, Dubai eccetera...).

Infine, negli ultimi giorni di ottobre scorso, addirittura due piloti sauditi si sono ammutinati rifiutando proprio di salire a bordo dei loro cacciabombardieri e di eseguire gli ordini ricevuti, citando la loro 'contrarietà' a bombardare 'mujaheddin islamici', come loro vedevano gli sgozzatori dell'ISIS.

Che piloti qatarioti non eseguano gli ordini o facciano finta di eseguirli si capisce e si spiega benissimo, visto che l'emirato degli Al-Thani é il primo finanziatore del 'califfato' del fu Bagdadi e soci, ma che tale 'simpatia' per i takfiri del Daash si sia diffusa in Arabia Saudita e addirittura tra i membri di una forza armata ritenuta "fedelissima" è molto, molto preoccupante.

I due sono stati immediantamente imprigionati in totale isolamento e le loro famiglie temono che possano venire condannati a morte per Alto Tradimento.

mercoledì 10 settembre 2014

Il Pentagono ammette che i nuovi missili antinave iraniani pongono una letale minaccia alla flotta Usa!!


La versione anti-nave del missile balistico a propellente solido Fateh-110, denominata Khalij Fars (Golfo Persico), é ormai disponibile in gran numero alle unità operative della Guardia Rivoluzionaria iraniana, mettendo un importante peso sulla bilancia del vantaggio strategico nel teatro operativo del Golfo a favore delle forze della Repubblica Islamica.

Tale affermazione é copiata quasi pedissequamente da un documento del Ministero della Difesa Usa, emesso a favore del Congresso, che valuta come "estremamente incrementate" le capacità difensive di Teheran rispetto alla invasiva e minacciosa presenza della flotta americana schierata a difesa delle tirannie sunnite del Golfo come Arabia Saudita, Qatar e Barhein.

Con 300 Km di raggio e 650 Kg di testata esplosiva, il Khalij Fars rappresenta una mortale minaccia per ogni genere di vascello di superficie; essendo capace di viaggiare a 3.5 mach é praticamente immune ai normali sistemi di intercettazione della marina americana.


lunedì 26 agosto 2013

Ecco come 'Barack Obomba', Nobel per la Pace, rifornisce di armi proibite le tirannie del Golfo!

Mentre cerca ingenuamente e con somma ipocrisia di accusare la Repubblica Araba di Siria dei crimini di guerra commessi dai wahabiti che lui stesso sostiene l'inquilino nero della Casa Bianca, Barack Obama, non smette nemmeno per un secondo di rifornire e infoltire gli arsenali delle tirannie wahabite del golfo, monarchie ed emirati dove la parola 'democrazia' é sconosciuta e le folle che si azzardano a domandarla con manifestazioni pubbliche sono soggette (loro sì) ad attacchi chimici a base di "Gas CS" (made in usa!) e a repressioni medioevali.

Adesso il Pentagono programma di vendere 1300 bombe cluster CBU-15 all'Arabia Saudita, le micidiali 'munizioni a grappolo' sono in grado di uccidere e mutilare civili anni dopo essere state lanciate. Le disumane testate sono state condannate da tutto il mondo civile e messe al bando con una convenzione internazionale ovviamente non firmata da Washington e Tel Aviv.

Daryl Kimball, della Arms Control Association di Washington e Sarah Blakemore della Cluster Munition Coalition hanno nettamente condannato la mossa della Casa Bianca sottolineando come simili esportazioni di armi proibite non facciano altro che alimentare l'instabilità regionale, costringendo anche altri stati della regione a dotarsene.

giovedì 6 giugno 2013

"Scoop" della CNN "Le navi russe 'potrebbero' portare armi ad Assad!" In altre notizie: "L'acqua 'potrebbe' essere bagnata!"

La ricerca di un facile sensazionalismo col quale cercare di tener desta l'attenzione letargica di un pubblico ansioso di distrazioni dopo essere stato sottoposto a diluvi di fasulla propaganda sulla questione siriana ha portato recentemente l'emittente usa CNN a citare con clamore immotivato un rapporto del Pentagono nel quale si esprime il 'sospetto' che le navi da sbarco russe nel Mediterraneo Orientale in rotta verso il porto siriano di Tartous "potrebbero" essere cariche di armi per Assad e le sue truppe.

Ovviamente chiunque abbia letto su queste pagine la cronaca dei ripetuti attracchi in terra siriana delle potenti unità anfibie di Mosca sa benissimo come questa, lungi dall'essere una possibilità ipotetica é pressoché una certezza, visto che tali navi si prestano benissimo al trasporto non solamente di casse e container ma persino all'imbarco diretto (roll-on, roll-off) di veicoli blindati e carri armati, fondamentali per mantenere la supremazia tecnologica su terroristi e mercenari wahabiti.

Ovviamente noi di PALAESTINA FELIX speriamo che sulle tre navi diretta alla Siria vi siano anche caricati i nuovi scaglioni delle batterie missilistiche S-300V che contribuiranno a rendere lo spazio aereo di Damasco e di altre località strategiche impermeabile a qualunque tentativo sionista o NATO di attacco aereo.