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sabato 26 maggio 2012

Munizioni dell'Esercito del Qatar trovate nel carico della Lutfallah II destinato ai terroristi wahabiti!

Casse di munizioni riconducibili a stock dell'Esercito del Qatar sono state ritrovate dagli inquirenti che stanno analizzando il carico della Lutfallah II, la nave mercantile intercettata nel Mediterraneo Orientale dalla Marina libanese il mese scorso prima che potesse consegnare 150 tonnellate di munizioni, esplosivi e armamenti ai terroristi attivi in Siria.
Nel carico del bastimento sono stati trovati lanciarazzi anticarro, mitragliatrici pesanti, mortai e bombe e quintali di esplosivi e dozzine di detonatori. La nave doveva attraccare a Tripoli siriaca dopo essersi fermata in Libia. Il ritrovamento delle munizioni qatariote conferma il ruolo motore della dinastia Al-Thani nel rifornire e istigare i mercenari stranieri in Siria ad attacchi sempre più sanguinosi non solo contro l'Esercito e le forze di sicurezza ma anche contro la popolazione civile che é rimasta fedele al Governo legittimo di Bashir Assad.
Il quotidiano egiziano Al-Ghomouria, citando fonti giudiziarie libanesi ha dichiarato che insieme al terrorista sunnita Shadi al-Mawlawi, arrestato recentemente in Libano per traffico di armi, anche il cittadino qatariota Abdul Aziz Atiyeh é stato tratto in custodia; i primi riscontri dopo l'arresto avrebbero confermato come Atiyeh fosse, in effetti, uno dei principali animatori della rete wahabita nella regione.
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mercoledì 9 maggio 2012

Franklin Lamb dal Libano: "La nave Lutfallah II é stata caricata di armi nel porto libico di Bengasi!"

Il corrispondente americano dal Libano Franklin Lamb ha riportato in un suo recente articolo che vi sarebbe un testimone oculare in Libia pronto a confermare di aver visto, insieme a tre altre persone, la nave da trasporto "Lutfallah II" venire caricata di armi e munizioni provenienti dagli ex-arsenali di Gheddafi, acquistate a peso d'oro da mediatori sauditi e qatarioti e sostituite in dodici TEU da sei metri ad altrettanti container carichi di "mercanzie generiche" affidati al mercantile battente bandiera della Sierra Leone.
Le informazioni più rilevanti sarebbero già state acquisite dal Giudice Militare Saqr, che sta perseguendo per direttissima tutti gli arrestati (che rischiano fino alla pena di morte per contrabbando d'armi dirette a forze nemiche dello Stato libanese) e contemporaneamente porta avanti le indagini per scoprire tutti i livelli del traffico mirato a sostenere e rifornire i terroristi takfiri in Siria nella speranza di provocare la caduta del Presidente Bashir Assad.
Secondo quanto trapelato finora i committenti della spedizione sarebbero due uomini d'affari sunniti di nazionalità siriana ma residenti in Arabia Saudita e, nonostante le disperate asserzioni di un sempre meno credibile Mustafa Alloch, protavoce del 'Movimento Futuro', i legami di questi due individui col mezzo saudita Saad Hariri, il Renzo Bossi libanese, sarebbero a un passo dal venire provati al di là di ogni ragionevole dubbio. Tutta la coalizione al Governo, Alleanza 8 Marzo, che riunisce sciiti, armeni, alawiti, drusi e cristiani progressisti, comunisti e nazionalisti pansiriani preme per un'indagine profonda e coraggiosa che sveli una volta per tutte come l'Alleanza rivale, filosionista e filoamericana, stia progettando di trasformare il Libano in un 'trampolino' i terroristi wahabiti e le loro armi.
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sabato 28 aprile 2012

Immagini esclusive della nave carica di armi per i terroristi sequestrata dai Libanesi!

Dobbiamo innanzitutto scusarci coi nostri affezionati lettori per un errore commesso sia pure in buona fede nell'articolo precedente su questo evento, nel quale abbiamo usato una incorretta trascrizione del nome del bastimento incriminato, che in realtà é "Lutf-Allah II" e non "Luftallah II" come avevamo scritto noi.
E' interessante notare che la "Lutf-Allah II" era transitata di fronte alle coste dell'entità sionista di occupazione della Palestina eppure non é stata fermata dalle lance di Tel Aviv, così solerti nel bloccare ogni tipo di mercantile che transiti tra Libano ed Egitto e viceversa, anche quando essi non trasportano niente di sospetto.
Si notino nelle foto del carico sequestrato i contenitori impermeabili di plastica che, come da noi riportato, avrebbero consentito di scaricare le armi in mare poco distante dalla costa.
Il Presidente del Libano, l'Ex-Generale Michel Suleiman ha dichiarato che questo grande successo nella sorveglianza contro il traffico e il contrabbando di armi deve spronare i servizi di intelligence e le forze dell'ordine di Beirut a intensificare ancora di più la vigilanza, consci che ogni arma sottratta ai terroristi in Siria é una futura minaccia sventata contro la pace e la stabilità dello stesso Libano.
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La Marina di Beirut blocca nave carica di armi destinate ai terroristi in Siria!

La Marina libanese ha intercettato una nave cargo proveniente dall'Egitto sulla base di fondati rapporti dei servizi di informazione che indicavano come a bordo si sarebbero trovate armi per i terroristi attualmente attivi in Siria. La "Luftallah II" nella serata di ieri é stata intercettata e condotta all'attracco nel porto di Selaata, 50 chilometri a nord di Beirut.

Proveniente da Alessandria la nave é stata sottoposta ad accurata perquisizione risultando carica di armamenti tra cui bombe da mortaio, esplosivi e detonatori, fucili da assalto, mitragliatrici, migliaia di pallottole di ogni calibro e anche sistemi satellitari di comunicazione.

Parte delle armi erano già confezionate in involucri impermeabili, probabilmente per venire gettate in mare lungo la costa in località preordinate, in maniera che i terroristi potessero recuperarle in un secondo tempo. I terroristi attivi negli ultimi mesi in Siria possono godere di un network di sostegno che unisce Turchia, Arabia Saudita, Qatar, Usa e Israele.

Nonostante le loro attività la popolazione siriana si é stretta attorno al Governo legittimo e al Presidente Assad, accogliendo con favore il suo programma di riforme, anche per questo, avendo fallito nel suscitare una ribellione dall'interno, i mercenari e i provocatori infiltrati in Siria si sono dati ad atti di violenza indiscriminata contro la popolazione, tagliandosi ulteriormente l'erba sotto i piedi.
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