Lo Sceicco Naim Qassem, Vicesegretario generale di Hezbollah,celebrando il funerale di un martire al complesso Imam Hasan al-Askari ha toccato, nella sua orazione, il tasto della continuata presenza in Siria dei militanti della Resistenza libanese. Mentre alcuni outlet mediatici legati all'imperialismo occidentale e sionista cercano tuttora di accusare il movimento sciita di 'interferenza' con le attività terroriste dei gruppi di mercenari takfiri (ricorrendo anche a menzogne prontamente smentite) Hezbollah ritiene di stare soltanto facendo il suo dovere difendendo un cardine dell'Asse della Resistenza (la Siria baathista di Assad) dagli scherani della reazione wahabita e dai suoi marionettisti americani e sionisti.
Qassem ha dichiarato che non esiste differenza tra la mano sionista che nel 2006 ha colpito direttamente il Libano e la Resistenza col suo esercito e quella che oggi, con un 'esercito a noleggio' di rozzi e ignoranti estremisti stranieri avrebbe voluto trasformare la Siria in uno stato-vassallo amico di Tel Aviv e Washington e alleato di Saad Hariri e dei suoi politicanti corrotti e collegati con gli 'imam' wahabiti di Tripoli Siriaca e Bab al-Tabaneh.
Qassem ha detto: "Ancora una volta Hezbollah ha combattuto con onore, apertamente, senza nascondersi e senza nascondere il motivo profondo della sua presenza in Siria, chi vuole combattere il regime sionista, chi vuole aiutare i Palestinesi, dovrebbe chiudere le sue ambasciate con Tel Aviv, non con Damasco, dovrebbe consegnare fondi e armi a chi si oppone alla presenza sionista in Palestina, non darli a chi vuole solo insanguinare la Siria".
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giovedì 20 giugno 2013
Il Vice di Nasrallah: "Hezbollah non ha niente da nascondere o di cui vergognarsi! Hezbollah continua la sua battaglia di Resistenza!"
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venerdì 12 ottobre 2012
Il Presidente libanese dichiara: "Hezbollah coi suoi droni fa parte della nostra linea di difesa contro Israele!"
Poco dopo il discorso del Segretario di Hezbollah Hassan Nasrallah, col quale la Resistenza sciita libanese ha rivendicato la paternità del drone inviato in volo in profondità sul territorio della Palestina occupata dai sionisti il Presidente Suleiman, dal suo Palazzo della Baabda ha dichiarato ufficialmente la necessità per lo Stato libanese di lanciare un programma di Difesa che integri le capacità dell'Armee Libanaise in via di ricostruzione e potenziamento con quelle sviluppate da Hezbollah e dai suoi militanti.
La crociera del drone di Hezbollah lungo centinaia di chilometri di spazio aereo sionista é eccezionale e mostra le profonde debolezze di un sistema militare efficientissimo quando si tratta di mutilare e massacrare civili inermi e innocenti e capace di imbarazzanti sconfitte e debacle quando si trovi di fronte non tanto un nemico dotato di pari mezzi ed equipaggiamenti ma anche solo una Resistenza partigiana e popolare mimimamente coesa ed organizzata.
Secondo quanto dichiarato da Nasrallah il nome in codice dell'operazione-drone era "Hussein Ayub" e rappresenta una prima e parziale risposta alle continue violazioni sioniste dello spazio aereo libanese, in flagrante e violento contrasto con i termini della Risoluzione ONU 1701 con la quale venne raggiunto l'armistizio dopo i 33 giorni di guerra aperta tra esercito di Tel Aviv e militanti sciiti nell'estate del 2006.
La crociera del drone di Hezbollah lungo centinaia di chilometri di spazio aereo sionista é eccezionale e mostra le profonde debolezze di un sistema militare efficientissimo quando si tratta di mutilare e massacrare civili inermi e innocenti e capace di imbarazzanti sconfitte e debacle quando si trovi di fronte non tanto un nemico dotato di pari mezzi ed equipaggiamenti ma anche solo una Resistenza partigiana e popolare mimimamente coesa ed organizzata.
Secondo quanto dichiarato da Nasrallah il nome in codice dell'operazione-drone era "Hussein Ayub" e rappresenta una prima e parziale risposta alle continue violazioni sioniste dello spazio aereo libanese, in flagrante e violento contrasto con i termini della Risoluzione ONU 1701 con la quale venne raggiunto l'armistizio dopo i 33 giorni di guerra aperta tra esercito di Tel Aviv e militanti sciiti nell'estate del 2006.
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