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lunedì 27 gennaio 2014

Esplosione lungo il confine meridionale libanese lascia un militare sionista gravemente ferito a Adaisseh!

Siamo in grado di confermare, attraverso il canale libanese Al-Manar, che almeno un militare delle forze sioniste di occupazione della Palestina sia rimasto gravemente ferito nella giornata di ieri presso la barriera di confine vicino Adaisseh.

La redazione di Al-Manar conferma che il militare sionista era impegnato in lavori di scavo per penetrare la barriera e permettere così l'inserzione illegale di suoi commilitoni in territorio libanese. Già diverse settimane fa si erano notati lavori di scavo nella zona, che però poi erano stati interrotti.
Forse lo scavatore sionista ha incontrato un congegno esplosivo lasciato dalla Resistenza, oppure collocato a bella posta nel luogo precedentemente soggetto a scavi, approfittando della pausa degli stessi. Già in passato pattuglie sioniste sono state bloccate dalle mine di Hezbollah.

martedì 13 agosto 2013

Al-Akhbar denuncia: "Ipocrisia Europea nel non denunciare la recente violazione sionista del confine libanese!"

Troviamo in rete un interessante scritto di Assad Abu Khalil, redattore di Al-Akhbar che fa notare il complice, omertoso e vigliacco silenzio della stampa occidentale (in particolare europea) rispetto alla recente violazione sionista del cessate-il-fuoco e del confine col Libano, interrotta e respinta soltanto grazie al pronto intervento delle forze della Resistenza Armata che hanno collocato a tempo di record un congegno esplosivo sul percorso della pattuglia, causandole quattro perdite e facendola rapidamente ritirare.

L'Europa che si é permessa di definire "terrorista" l'organizzazione armata di Hezbollah ha poi l'impudenza di tacere questa grave invasione del territorio sovrano del Libano, che rappresenta benissimo il MOTIVO per cui Hezbollah é una fazione armata, necessaria a mantenere inviolata l'autonomia e l'indipendenza del Paese dei Cedri.

L'UNIFIL non é mai intervenuta a fermare le violazioni e le provocazioni sioniste e l'Armee Libanaise, purtroppo, finora non é equipaggiata in modo tale per poter contrastare l'esercito di occupazione della Palestina. Hezbollah ancora una volta dimostra la sua essenzialità e costituisce una garanzia e un baluardo di difesa per tutti i Libanesi, a prescindere dalla setta, dall'etnia o dall'affiliazione politica.

sabato 10 agosto 2013

ECCEZIONALE! Il ferimento dei quattro sionisti a Labbouneh risultato di un agguato di Hezbollah a difesa del confine!

Riceviamo e immediatamente riportiamo dall'edizione araba del quotidiano libanese "Al-Akhbar", firmata di persona dal Caporedattore Ibrahim al-Amin la notizia che, al contrario di quanto ipotizzato in un primo momento, quando si era diffusa la notizia del ferimento di quattro militari sionisti che avevano violato il confine col Libano nei pressi di Labbouneh, l'esplosione che ha posto fine alla loro incursione non é stata dovuta a un 'residuato' dell'occupazione israeliana o della guerra del 2006 ma a un Device Esplosivo appositamente collocato dalle forze militari della Resistenza di Hezbollah pochi minuti prima del passaggio dei militari invasori.

Il congegno, una mina in grado di proiettarie in aria quattro diverse cariche esplosive ripiene di biglie d'acciaio, preparate per deflagrare ad altezza d'uomo, ha "ferito gravemente" tre sionisti e solo lievemente il quarto, ed é stata più che sufficiente a ricacciare indietro l'intera pattuglia che ha lasciato dietro di sé evidenti tracce del proprio passaggio, non avendo tempo di rimuoverle come da protocollo.

Si tratta senza dubbio del più grande successo di Hezbollah nel respingere un'incursione sionista dai tempi dell'incidente di Ansariyeh nel 1997, quando un commando di Tel Aviv venne letteralmente distrutto con ben dodici morti tra le sue fila; purtroppo questa volta gli invasori non hanno subito perdite ma sono comunque stati costretti a una rapida e ingloriosa ritirata, un ottimo modo per Hezbollah di festeggiare la fine del Ramadan!

La perizia di Hezbollah nel tendere l'imboscata con pochissimo preavviso é degna di lode soprattutto perché vicino alla zona dell'agguato si trovava un distaccamento dell'UNIFIL e una postazione dell'Armee Libanaise. I militari internazionali non si sono accorti di nulla mentre non si sa se l'Esercito regolare avesse ricevuto notizia di quel che stava per accadere, con i rapporti tra Armee e Resistenza che si fanno giorno dopo giorno più stretti non sarebbe strano supporlo.

mercoledì 7 agosto 2013

Pattuglia sionista viola il confine libanese e incappa dritta dritta in una mina: quattro i feriti!

Le violazioni del confine meridionale del Libano da parte delle truppe dell'illegittimo regime ebraico di Occupazione della Palestina sono tutt'altro che rare nonostante l'armistizio del 2006 (quando le forze della Resistenza libanese respinsero e costrinsero al ritiro gli invasiori sionisti) e nonostante lo schieramento delle truppe dell'UNIFIL che di quell'armistizio dovrebbero essere garanti.

La scorsa notte, alle 00.24, una pattuglia di soldati di Tel Aviv che aveva violato il confine col Paese dei Cedri nei pressi di Labbouneh ha avuto una sgradita sorpresa quando, procedendo al buio nella macchia mediterranea, é incappata dritta in una mina o un congegno esplosivo che é detonato ferendo quattro componenti della 'spedizione'.

Presi dal panico i sionisti hanno immediatamente acceso le torce elettriche e sono tornati rapidamente sui loro passi non prima che i Militanti della Resistenza e gli uomini dell'Armee libanaise presenti nei dintorni si rendessero conto della loro presenza.

Anche su questo incidente il Governo di Beirut compilerà un accurato rapporto che si aggiungerà a tutti quelli già consegnati (inutilmente) all'ONU riguardo precedenti violazioni dei confini e dell'Armistizio. Speriamo che in futuro altre mine e altri strumenti "dissuasivi" persuadano i sionisti a rimanere dalla loro parte della frontiera.

venerdì 12 ottobre 2012

Il Presidente libanese dichiara: "Hezbollah coi suoi droni fa parte della nostra linea di difesa contro Israele!"

Poco dopo il discorso del Segretario di Hezbollah Hassan Nasrallah, col quale la Resistenza sciita libanese ha rivendicato la paternità del drone inviato in volo in profondità sul territorio della Palestina occupata dai sionisti il Presidente Suleiman, dal suo Palazzo della Baabda ha dichiarato ufficialmente la necessità per lo Stato libanese di lanciare un programma di Difesa che integri le capacità dell'Armee Libanaise in via di ricostruzione e potenziamento con quelle sviluppate da Hezbollah e dai suoi militanti.

La crociera del drone di Hezbollah lungo centinaia di chilometri di spazio aereo sionista é eccezionale e mostra le profonde debolezze di un sistema militare efficientissimo quando si tratta di mutilare e massacrare civili inermi e innocenti e capace di imbarazzanti sconfitte e debacle quando si trovi di fronte non tanto un nemico dotato di pari mezzi ed equipaggiamenti ma anche solo una Resistenza partigiana e popolare mimimamente coesa ed organizzata.

Secondo quanto dichiarato da Nasrallah il nome in codice dell'operazione-drone era "Hussein Ayub" e rappresenta una prima e parziale risposta alle continue violazioni sioniste dello spazio aereo libanese, in flagrante e violento contrasto con i termini della Risoluzione ONU 1701 con la quale venne raggiunto l'armistizio dopo i 33 giorni di guerra aperta tra esercito di Tel Aviv e militanti sciiti nell'estate del 2006.
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sabato 14 luglio 2012

Dahiyeh "Fenice" del Libano: dove le bombe di Sion uccisero innocenti oggi risorgono case e vita!

La "Dottrina Dahyieh" é quella 'strategia' delle forze armate sioniste secondo la quale sarebbe possibile 'piegare' i Movimenti popolari di Resistenza (come Hezbollah e Hamas) prendendo VOLONTARIAMENTE di mira con artiglierie e bombardamenti le infrastrutture civili, per causare gravi perdite e sofferenze alle popolazioni civili e mettere quindi queste contro i partiti e le fazioni della Resistenza popolare.
Le immagini in bianco e nero mostrano con quanta sadica ferocia veramente fascista e nazista i generali di Sion abbiano applicato tale 'dottrina' nel corso della loro ultima guerra di sei anni fa contro il Libano, colpendo il sobborgo meridionale di Beirut che ha dato poi il nome a questa disumana 'strategia'
Le immagini a colori mostrano invece come, a sei anni di distanza da quella dimostrazione di ferocia insensata, che rivaleggia col bombardamento franchista di Guernica i palazzi di appartamenti, i negozi, i campi giochi e i centri sportivi siano stati ordinatamente e laboriosamente ricostruiti e come, a ricordo delle sofferenze passate ma anche della grande vittoria a esse seguita, dai balconi e dalle finestre, a memento e memoria, pendano i vessilli della Resistenza sciita e i ritratti del suo leader Hassan Nasrallah.
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giovedì 7 giugno 2012

Il kolossal libanese sulla guerra del 2006 contro Israele é campione di incassi a Beirut e Teheran!

Un cittadino libanese esce con la moglie e i suoi tre bambini dal foyer dell'Arbaj, uno dei cinema della capitale Beirut dove si trasmette "33 Days", il kolossal della Farabi Productions che narra alcuni momenti della guerra dell'estate 2006 durante la quale l'ennesimo tentativo sionista di invadere e occupare il Libano é stato bloccato e respinto dalle forze della Resistenza capitanate dal movimento sciita Hezbollah (ma comunque non limitate solo a questa, pur fondamentale, organizzazione). All'avvicinarsi del cronista l'uomo, di nome Abu Asim Bazzeh, accetta di buon grado di scambiare qualche parola sullo spettacolo cui ha appena assistito insieme alla moglie e ai suoi tre figli di 14, 12 e cinque anni.
"Quello che mi ha veramente impressionato é la maniera naturale in cui viene descritta la determinazione degli abitanti del Sud a tenere duro e resistere; é convincente, né retorica né artificiosa, e dà una buona approssimazione di quello che effettivamente é successo in quei giorni". Salutandolo e ringraziandolo per il suo parere il giornalista rivolge un'ultima domanda al piccolo Mahdi chiedendo a lui quale parte del film sia piaciuta di più e, con gli occhi che brillano come quelli di qualunque bambino che abbia appena visto un film ricco di azione e momenti eccitanti lui risponde sorridendo: "I missili!".
 Che Mahdi si riferisse ai razzi anticarro, che fanno la parte del leone nelle scene di battaglia campale contro i 'Merkava' e i 'Sabra' dell'esercito sionista (imitati con buona approssimazione sulla base di vecchi carri ceduti dall'Armee Libanaise alla compagnia produttrice del film), o ai proiettili lanciati dai combattenti di Hezbollah contro le città israeliane come rappresaglia per i selvaggi bombardamenti su obiettivi civili (il cui fragoroso fischio sottolinea sinistramente il discorso alle truppe con cui il 'villain' Colonnello Avi cerca di invitare i suoi uomini a non avere pietà dei libanesi, come un presagio di sconfitta) é indubbio che nell'immaginario visivo di '33 Days' questi due elementi siano in netta evidenza e, come la silohuette dello Spitfire rimase indissolubilmente legata a livello di cultura popolare alla Battaglia d'Inghilterra (anche se gli 'Spit' erano una parte minore della RAF all'epoca) così non abbiamo dubbio che gli ATGM e gli MRL di Hezbollah rimarrano il simbolo della vittoria del 2006 contro Israele.
Campione di incassi per il 2012 in Iran e in Libano, dove é molto improbabile che un qualunque film possa superarne le entrate al botteghino da qui a sei mesi, '33 Days' sta per uscire in Turchia e verrà presto distribuito in Siria, Egitto e Tunisia e poi in altri paesi arabi e islamici, dove però é già disponibile sottoforma di download elettronico e sta generando un "passaparola" sempre più intenso e pervasivo. Ali Bouzeid, CEO della Farabi Productions, sostiene che pur ispirato da un recentissimo avvenimento, il film fa del suo meglio per evitare una lettura eccessivamente didascalica o politica, anche se individua chiaramente gli Israeliani come aggressori e invasori e le forze della Resistenza come legittimi difensori della libertà e dell'indipendenza del Libano, come converrà chiunque che abbia un minimo di onestà intellettuale.

"Se mi portassero un filmato dove si vedono clienti e impiegati di una banca che si uniscono per cacciare e mettere in fuga dei rapinatori arrivati per derubarla, facendone un film sarebbe un film politico? No, sarebbe un film ispirato a un fatto di cronaca!", sostiene Bouzeid e con le sue parole in mente non ci resta di aspettare di poter trovare il film presto visionabile in streaming o scaricabile con sottotitoli in francese o inglese.
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mercoledì 4 aprile 2012

Nuova violazione sionista dello spazio aereo libanese in spregio alla Risoluzione ONU 1701!


Tre aeroplani sionisti hanno nuovamente violato lo spazio aereo libanese in aperta violazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU 1701, che stabiliva i termini per l'armistizio dopo la guerra dei 33 giorni del luglio-agosto 2006, quando la Resistenza di Hezbollah e di altri gruppi libanesi ebbe la meglio sul quinto tentativo del regime ebraico di invadere militarmente il Paese dei Cedri.

Secondo quanto riportato da fonti militari libanesi gli apparecchi sionisti hanno incrociato sopra la cittadina di confine di Naqoura dandosi via via il cambio fino a che l'ultimo di essi non ha fatto ritorno a Sud del confine dopo ben sei ore a partire dall'inizio della violazione. Evidentemente gli aerei cercavano di fotografare o individuare qualcosa che ha a lungo eluso i loro obiettivi e, vista la lunga durata della loro violazione, non é detto che siano riusciti nella loro missione.

Nel 2009, tre anni fa e tre anni dopo la fine del conflitto con Israele, il Governo libanese ha presentato un reclamo all'ONU sostanziato da ben settemila documenti riguardanti violazioni della propria sovranità territoriale da parte del regime sionista.
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venerdì 16 marzo 2012

Lo Sceicco Mohammad Alaedin Madhi dichiara: "Sauditi e Qatariani? Traditori e servi di Israele e Usa!"


Un noto e autorevole chierico egiziano, lo Sceicco Mohammad Aledin Mahdi ha dichiarato in una intervista rilasciata ai microfoni dell'emittente iraniana PRESSTV che i governanti di Arabia Saudita e Qatar, costantemente impegnati a tentare di soffocare le ribellioni contro i leader venduti all'Occidente imperialista e contemporaneamente schierati contro quei regimi che cercano di portare avanti politiche di Resistenza come la Siria di Assad o l'Iran della Repubblica Islamica, non rappresentano altro che i limitati interessi delle loro case regnanti, legate a doppio filo alle potenze arroganti e succubi di esse.

"Servitori di Usa e Israele"; questo il poco lusinghero giudizio espresso dallo Sceicco, "Esiste forse democrazia o rappresentatività popolare in Qatar? In Arabia Saudita? Non penso proprio...eppure queste monarchie hanno sostenuto i bombardamenti occidentali sulla Libia, bombardamenti che hanno causato migliaia di morti più di qualunque azione dei seguaci di Gheddafi. Sauditi e Qatariani non rappresentano nulla per l'Islam o anche solo per la Sunnah, nessun ruolo, nessuna rappresentatività. Acquistano ogni anno armi per miliardi dagli Usa; contro chi le usano? Contro i nemici dell'Islam? No, le usano contro gli sciiti in Yemen e in Bahrein, contro i loro stessi cittadini sciiti nell'Est, finanziano terroristi che uccidono civili in Siria, perché?".

"Perché glielo ordina Israele...Israele non ha digerito la sconfitta del 2006 patita da Hezbollah; ha provato ad attaccare Hezbollah col tribunale internazionale, ma la caduta del Governo Hariri ha bloccato quel piano; allora hanno deciso di colpire Hezbollah cercando di rovesciare Assad, alleato del gruppo libanese e hanno usato ogni astuzia: terroristi, provocatori, menzogne sui loro canali tv, sanzioni illegali, ma stanno fallendo. Perché non iniziano a combattere Israele? Perché non colpiscono chi opprime e occupa la Palestina anziché i loro fratelli arabi e musulmani?".
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domenica 4 marzo 2012

Il Presidente libanese Suleiman avverte il regime sionista: "Giù le mani dai nostri giacimenti di metano!"


Nella scorsa giornata di venerdì Michel Suleiman, Presidente libanese; si é augurato "per il bene della Pace e della stabilità della regione" che il regime ebraico di Tel Aviv "non prenda alcuna iniziativa aggressiva e avventata riguardo l'esplorazione dei giacimenti di metano e petrolio del Mediterraneo orientale nelle zone di pertinenza libanese". Suleiman ha chiarito che ogni violazione della porzione libanese dei giacimenti porterebbe a "pronte e severe reazioni" da parte di Beirut, che non tollererebbe quella che considererebbe "l'ennesima aggressione sionista contro il Libano" dopo quelle del 1978, del 1982 e del 2006.

Suleiman ha rilasciato questi ammonimenti nel corso della sua recente visita in Repubblica Ceca, poco dopo essersi incontrato col Ministro degli Esteri boemo Karel Schwarzenberg. Dibattendo di altre questioni con i rappresentanti della stampa continentale e internazionale il Presidente libanese ha dichiarato di "sperare ardentemente che la Lega Araba ritorni a occuparsi delle questioni più urgenti dell'arena mediorientale, in primis la Questione Palestinese, dopo un periodo nel quale una lobby di pochi paesi la ha distratta e deviata su questioni di interesse particolare di pochi governi" (Evidente riferimento alle prese di posizione anti-Assad fomentate dagli sceiccati petroliferi del Golfo).

Suleiman ha ricordato come l'atteggiamento arrogante e unilaterale di Tel Aviv riguardo alla Questione Palestinese sia la causa prima di tutte le tensioni e le instabilità mediorientali e come quindi sarà impossibile arrivare a una Pace e a una stabilità duratura nella regione senza un cambiamento radicale di atteggiamento da parte del regime sionista.

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sabato 3 marzo 2012

Due impiegati delle telecomunicazioni libanesi arrestati e accusati di attività spionistiche a favore di Israele!


Due impiegati della compagnia statale di telecomunicazioni libanese, la Ogero, sono stati arrestati con l'accusa di spionaggio a favore del regime sionista per ordine di un tribunale militare di Beirut; secondo quanto riportato dai media del Paese dei Cedri, i due accusati, Shawqi Zantout e Walid Qaddoura sono stati sorvegliati per lungo tempo, quando le prove delle loro attività sospette sono risultate sufficienti a far stilare mandati di cattura nei loro confronti le forze della sicurezza interna li hanno prelevati e perquisito le loro abitazioni, rinvenendo parecchie prove indiziarie a sostegno delle imputazioni.

Ieri mattina, poco dopo l'arresto i due sono comparsi di fronte al Procuratore militare libanese Giudice Saqir Saqir il quale li ha formalmente accusati di avere sollecitato ricompense e bustarelle da parte sionista in cambio di presunte "informazioni" sulla sorte e sulla località di sepoltura del pilota Ron Arad, abbattuto dalla contraerea siriana nel 1986 e catturato dai miliziani di Amal. Arad morì due anni dopo la sua cattura e il luogo della sua sepoltura é, apparentemente, ignoto.

L'arresto dei due individui rafforza l'impressione che una vasta operazione antispionaggio sia in corso in Libano, molto probabilmente grazie alla fattiva e fruttifera collaborazione tra i servizi di informazione di Hezbollah e l'intelligence civile e militare. Negli ultimi giorni diversi imputati di attività spionistiche a favore del regime ebraico hanno ricevuto sentenze capitali una volta appurato che le loro attività hanno condotto, nel corso della guerra di cinque anni fa, alla morte di numerosi civili libanesi.
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lunedì 27 febbraio 2012

Altre tre condanne a morte in Libano per agenti al servizio dello Stato sionista!


Un tribunale militare libanese ha condannato alla pena capitale tre uomini accusati di spionaggio a favore dello Stato sionista dell'Apartheid, attraverso attività portate avanti tra il 2000 e il 2010, che hanno portato, nel corso della guerra dei 33 giorni dell'estate 2006, alla morte di numerosi civili.

Dei tre uomini, Ali Sweid e Ahmed Hussein Abdullah, sono latitanti e sono stati condannati a morte in contumacia mentre il terzo imputato, Moussa Ali Moussa é stato sentenziato "in praesentia" e subirà nelle prossime settimane l'applicazione della pena.

Grazie alla collaborazione tra le organizzazioni della Resistenza e l'intelligence dell'Esercito libanese sono stati circa cento gli informatori e le spie di Israele arrestate negli ultimi due anni, specialmente da quando il Governo del Libano é passato in mano all'Alleanza 8 Marzo, di cui fanno parte Amal, Hezbollah e il Partito Socialista della Nazione Siriana.
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venerdì 24 febbraio 2012

Volano gli stracci nel regime sionista! Barak, lo sconfitto del Sud del Libano, accusa il criminale di guerra Peres di "disfattismo"!


Negli scorsi giorni il criminale di guerra Shimon Peres, che occupa la carica di 'presidente' del regime ebraico di occupazione della Palestina, ha rilasciato dichiarazioni in cui stigmatizzava l'eccessiva loquela di parte governativa su possibili o eventuali 'attacchi all'Iran' da parte dello stato sionista, castigando chi si lasciava andare a rapsodie in merito come "fomentatore di inutili intimidazioni" e raccomandando piuttosto di "lasciare la questione dell'Iran agli Stati Uniti". Criminale ma scaltro, Peres aveva ragione nei suoi ammonimenti, visto che ogni annuncio di "possibili attacchi" non fa che rafforzare la determinazione del popolo e della nazione iraniana a perseguire il suo innegabile diritto al programma nucleare; Peres inoltre, conscio della forza della lobby sionista che ormai condiziona fin nei più minuti dettagli la politica Usa, fida che al momento adatto sia possibile "puntare" gli Usa contro Teheran esattamente come i lobbisti di AIPAC e altre organizzazioni ebraiche filoisraeliane sono riusciti a "puntare" gli Usa contro l'Irak, provocando l'invasione del 2003, portata a termine solo ed esclusivamente per compiacere gli interessi israeliani (visto che l'idea che gli Usa potessero occupare in eterno un paese arabo ostile e farne la loro riserva di petrolio a basso costo nei secoli dei secoli era tanto ingenua e stupida che solo i politici e generali americani hanno mai potuto crederci).

Non si é fatta attendere la concitata, sguaiata e confusa replica del 'Fantozzi di Tel Aviv', quell'Ehud Barak che, un tempo compagno di partito di Peres prima di staccarsi dal partito 'laburista' per formare un proprio gruppuscolo nazionalista e guerrafondaio, ha affastellato contro quelli che a rigore é sempre il suo Presidente, una serie di accuse che vanno dal calunnioso, al ridicolo, all'assurdo. Particolarmente gustosa é quella secondo la quale Peres sarebbe 'troppo prudente' e mancherebbe di quella 'lungimiranza' che contraddistinse invece l'ex-terrorista assassino di civili Menahem Begin, altro criminale diventato politico di primo piano nel regime ebraico, quando nel 1981 ordinò l'atto di pirateria aerea risultato nella distruzione della struttura che avrebbe dovuto ospitare una centrale nucleare per uso civile vicino a Bagdad ("Osirak").

L'aggressione israeliana, condotta proditoriamente e fuori da ogni regola del Diritto Internazionale ebbe successo perché spaventò i contractors francesi e tedeschi dell'impianto, ma bisognerebbe ricordare a Barak che l'Iran é autonomo in ogni fase del processo nucleare grazie alla letterale "esplosione" del suo settore scientifico di ricerca e sviluppo e quindi non vi é alcuna speranza che un attacco, anche se articolato in molti bombardamenti, possa mai bloccare o anche solo rallentare significativamente i progressi di Teheran nel campo. Inoltre, per parlare di "lungimiranza" il 'marasma allucinante' che invade la mente (se così si può chiamare) di Barak deve avere iniziato a eroderne anche la memoria visto che non sono passati ancora dodici anni da quando, con una decisione autonoma e personale egli stesso decretò, in tutta fretta e senza coordinarsi con la milizia-vassalla dell'SLA di ritirare tutte le truppe di occupazione dal Libano del Sud, consegnando chiavi in mano la zona a Hezbollah che prima fece fuori senza problemi i collaborazionisti locali e quindi si diede da fare a trasformare tutta la regione in un unico bunker imprendibile che puntualmente, nell'estate 2006, é servito a rifilare un memorabile e micidiale 'calcio in faccia' al regime ebraico, al cui Governo, all'epoca della guerra era ridiventato Ministro della Guerra proprio l'Ehud Barak che in ruolo di premier aveva preso quella fenomenale cantonata!

Speriamo che, nuovamente Ministro della Guerra col suo nuovo partitino di Estrema Destra, Barak ci riservi nuove simili "perle"!
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Suleiman: "Il Libano con la sua pluralità e diversità é il naturale avversario di Israele, Stato razzista e brutale"


Non si é fatta attendere la risposta libanese alle oltraggiose, assurde e incredibili dichiarazioni di Benji Netanyahu, il figurante collocato sulla poltrona di Premier (anche se il suo effettivo potere é quasi nullo) dalla 'junta' di Estrema Destra che controlla il regime ebraico dell'Apartheid, il quale, nel corso di una sua visita in Svizzera, ha pensato bene di minacciare il vicino Libano dichiarando che "In futuro non esisterà il Libano sulla mappa del mondo" e che "La prossima guerra di Israele contro il Libano avrà il sostegno degli Usa e degli emirati del Golfo Persico".

Immaginate la cagnara, la canea, il bailamme che la stampa sionista internazionale avrebbe sollevato se Ahmadinejad o Nasrallah avessero dichiarato la stessa cosa riguardo all'entità sionista, i Mentana, i Lerner, i Colombo, i Mineo, si sarebbero SCA-TE-NA-TI a ululare "Vogliono distruggere Israele!" "Gli Ebrei minacciati di sterminio!" "Il nuovo olocausto!" e via delirando. Ma se un sionista minaccia di distruzione uno stato le cui radici affondano nell'humus della Storia fino ai tempi dell'antica Fenicia di Tiro e Sidone, va tutto bene, vero?

Il Presidente del Paese dei Cedri, Michel Suleiman, Ex-Generale, non ha preso bene la sparata di Benji e si é incaricato di ricordare, in una dichiarazione ufficiale, che "Solo cinque anni fa il Libano ha sconfitto militarmente gli invasori sionisti, sventando il loro tentativo di invasione dei suoi confini. Il Libano é una nazione che ha migliaia di anni di Storia e non si cura delle dichiarazioni di un regime di occupazione che ha solo pochi decenni di abusi e prevaricazione dietro di sé". Suleiman ha altresì notato che la diversità e la pluralità della società libanese ne fanno il diretto contraltare 'positivo' alla brutalità razzista di Tel Aviv, costantemente impegnata a perseguitare e tormentare le proprie minoranze etniche e religiose.

"Il Libano, fondatore dell'ONU e sottoscrittore della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ha specie delle dichiarazioni di Netanyahu, intrise di cinismo e disprezzo per i più basilari sentimenti di umanità, solidarietà e fratellanza".
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lunedì 20 febbraio 2012

Nuovi dettagli sulle sentenze capitali inflitte alle spie libanesi che passavano informazioni al Mossad!


Abbiamo segnalato nei giorni scorsi che un cittadino libanese di nome Haitham Sahmarany, ex-sottufficiale della Sicurezza Interna, era stato condannato a morte per spionaggio a favore di Israele; attività che avrebbe portato avanti dal 2004 fino al momento del suo arresto da parte delle autorità del Paese dei Cedri, nel 2009. Adesso siamo venuti a conoscenza di circostanze e particolari più dettagliati riguardo alla vicenda e, constatato il vivo interesse che la notizia originaria aveva suscitato nel nostro pubblico, veniamo prontamente a fornirgli un aggiornamento.

Haitham Sahmarany operava di concerto con la sorella, Sahira Sahmarany, con la moglie Raghida Daher e con il cognato Mohammed Amin Khazaal; come diverse celebri "talpe" della storia dello spionaggio aveva trasformato la famiglia in una casalinga, forse, ma sicuramente efficiente cellula di intelligence. La sorella di Sahramarany e il marito di lei vivevano nel regime sionista fin dal 2000, quando la Resistenza cacciò gli occupanti dal Sud del Libano. Anch'essi sono stati condannati a morte, ma in absentia, la condanna penderà sulle loro teste e verrà eseguita solo se le autorità giudiziarie libanesi riusciranno a metterli in stato di arresto.

La moglie di Sahmarany, Raghida Daher, é stata invece condannata a due anni di lavori forzati per complicità nelle attività spionistiche del marito. Tutte le sentenze sono state emesse dalla Corte Militare Permanente presieduta dal Brigadier Generale Nezar Khalil, che, consegnando i verdetti, ha così concluso la sua carriera, avendo raggiunto l'età della pensione proprio in questi giorni.
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sabato 18 febbraio 2012

Condanna a morte per Haitham al-Sahmarani, libanese che spiava a favore di Israele!


L'Alta Corte Libanese ha condannato a morte Haitham al-Sahmarani, cittadino del Paese dei Cedri arrestanto nel 2009 per le sue attività di spionaggio a favore del regime ebraico; la notizia é arrivata nella notte tra venerdì e sabato.

Sahmarani era Sergente Maggiore nelle Forze di Sicurezza e iniziò a fornire al Mossad informazioni nel 2004. Durante il suo processo la pubblica accusa é riuscita a dimostrare al di là di ogni ragionevole dubbio come le sue attività di spionaggio abbiano contribuito a causare gravi danni e vittime civili nel corso dell'invasione sionista dell'estate 2006, riuscendo così a ottenere per l'accusato il massimo della pena.

Finora circa 100 persone sono state arrestate in Libano per spionaggio e collaborazione con il Mossad; tra di esse si contano membri delle Forze di Sicurezza, militari, impiegati delle ditte di telecomunicazioni e impiegati pubblici. Molte figure politiche, specialmente tra i ranghi della coalizione di Governo 'Alleanza 8 marzo' avevano chiesto per Sahmarani e altri agenti israeliani responsabili di vittime civili la pena capitale.
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sabato 4 febbraio 2012

Ahmadinejad incontra Shallah, leader della Jihad Islamica; Khamenei dichiara: "Interventi in Libano e Gaza gli anni scorsi!"




Il Presidente della Repubblica Iraniana Mahmoud Ahmadinejad si é incontrato, a latere dei lavori della conferenza apertasi a Teheran sul Risveglio Islamico nel Medio Oriente e nel Nordafrica, con il Segretario Generale del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina Ramadan Shallah, sottolineando come l'esempio e l'abnegazione della Resistenza palestinese siano stati di esempio tanto agli iraniani trentatre anni al momento della loro Rivoluzione fa quanto al resto delle popolazioni musulmane che recentemente si sono levate contro governi e tiranni asserviti all'arroganza imperialista.

Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale 'Fars' Ahmadinejad avrebbe dichiarato: "La vigilanza della nazione a difesa degli ideali rivoluzionari farà da volano e da moltiplicatore per i cambiamenti regionali e globali che porteranno, in ultimo, alla caduta e alla disgregazione del regime ebraico di occupazione della Palestina". Ahmadinejad ha anche significato tutto il sostegno materiale e morale dell'Iran nei confronti del Governo e del popolo siriano, sotto attacco da parte delle potenze imperialiste che vorrebbero cercare di recuperare in Siria quelle posizioni che hanno perso in Egitto, in Yemen, in Libia e in Tunisia.

In una notizia correlata la Guida Suprema della Repubblica Islamica, Ayatollah Ali Khamenei ha dichiarato che l'Iran si schiererà sempre e comunque a fianco di qualunque gruppo, organizzazione o Stato che deciderà di sfidare l'arroganza americana e sionista: "Lo faremo sempre e comunque e non siamo spaventati dal dichiararlo pubblicamente", ha articolato Khamenei nel corso del suo sermone del venerdì. Khamenei ha anche dichiarato che attualmente l'Iran non sta avendo alcuna parte attiva negli avvenimenti che scuotono il Medio Oriente, ma ha invece rivendicato un ruolo attivo dei suoi apparati nella guerra dei 33 giorni della Resistenza libanese contro Israele e anche nella Resistenza palestinese tre anni fa contro il brutale 'pogrom' militare sionista di Piombo Fuso.

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mercoledì 25 gennaio 2012

Ex-generale spia di Israele condannato a due anni di prigione a Beirut, gli é andata bene, rischiava la forca!


Un tribunale militare dell'Armee Libanaise ha condannato l'ex-Brigadier Generale Fayez Karam, a due anni di reclusione per spionaggio a favore del regime ebraico; Karam era stato arrestato nel 2009 e, scontando dalla pena i periodi di carcerazione preventiva dovrà trascorrere ancora sei mesi in cella.

La corte ha appurato al di là di ogni ragionevole dubbio che Karam si fosse recato all'estero (soprattutto a Cipro) per incontrarsi con esponenti del Mossad cui, in cambio di versamenti di denaro, avrebbe girato informazioni sensibili sulla struttura delle forze armate libanesi e delle organizzazioni di Resistenza attive nel Sud del paese, in special modo Hezbollah.

Negli ultimi mesi grazie alla fattiva e feconda cooperazione tra l'Esercito nazionale e il controspionaggio di Hezbollah la maggior parte degli agenti e degli operativi americani e sionisti in Libano é stata "bruciata" e sono state individuate anche postazioni elettroniche di spionaggio attorno a Tiro e ad altri centri del Sud.

Israele e Libano sono in stato di armistizio ma a livello diplomatico la fine della guerra non é mai stata ratificata, in base a ciò l'ex-Generale Karam rischiava l'impiccagione, in quanto collaboratore di uno stato nemico in guerra con Beirut.
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venerdì 20 gennaio 2012

Kolossal cinematografico sulla vittoria di Hezbollah fa il pienone nei cinema iraniani!


Si chiama "Trentatré Giorni" il film diretto da Jamal Shurjeh e realizzato con una fastosa co-produzione Iraniano-Libanese che da oltre un mese furoreggia nella capitale Teheran (dove é in programmazione in ben otto sale che fanno registrare il tutto esaurito a ogni spettacolo) e nei cinema dell'intera Repubblica Islamica; la pellicola, che in origine doveva chiamarsi "Il Paradiso del Sud" racconta con ricchezza di accenti, registri e punti di vista l'epopea nazionale libanese dell'aggressione sionista del luglio 2006 e dei successivi 33 giorni di lotta, conclusisi con la ritirata degli invasori e il trionfo delle Forze della Resistenza capeggiate dal Movimento sciita Hezbollah.

Il cast comprende la star egiziana Hanan Turk, la siriana Kinda Alloush, i libanesi Carmen Lebbos, Darin Hamzah, Pierre Dagher e Youssef el-Khal, che hanno girato completamente "in location" nel Libano meridionale, a volte negli stessi luoghi degli eventi storici in un esempio da manuale di "cinema-verità". Il film, che oltre che i favori del pubblico pagante ha raccolto anche il plauso della critica, ricevendo un Premio Speciale al 29esimo Festival filmico "Fajr" tenutosi a Teheran lo scorso anno, ruota attorno alle vicende di alcuni cittadini di Ayta-a-Shaab le cui vite vengono sconvolte dall'attacco israeliano.

"All'inizio del film si vedono i preparativi di un matrimonio, ma la cerimonia non riesce a svolgersi come previsto a causa dello scoppio delle ostilità, lo sposo, militare di Hezbollah, viene richiamato alla sua unità e prende parte agli scontri più duri contro gli attaccanti israeliani; nel climax drammatico del film la famiglia della sposa, rifugiatasi in un bunker per sfuggire agli indiscriminati attacchi aerei sionisti deve assistere una partoriente che dà alla luce il suo bambino letteralmente sotto le bombe israeliane, quasi nello stesso momento in cui suo padre, anche lui parte della Resistenza, trova il martirio sul campo di battaglia. Il contrasto tra il sacrificio e la nuova speranza rappresentata dalla nascita sintetizzano mirabilmente il significato della vittoria libanese del 2006".

Maryam, una giovane ragazza di Teheran, intervistata all'uscita del cinema, si dice elettrizzata dallo spettacolo e in grado di tracciare un parallelo tra l'esperienza libanese del 1982 e del 2006 e quella iraniana del 1980-88, quando la neonata Repubblica Islamica venne attaccata dalle forze di Saddam Hussein; lo studente di Sociologia Mohammad, critica la caratterizzazione, secondo lui un po' troppo stilizzata, ancorché efficace; l'amico che lo accompagna, infine, loda la cura profusa nelle scene corali e la spettacolarità degli effetti, in grado di reggere il confronto con le produzioni cinematografiche occidentali.

Il regista Shurjeh, in una recente intervista ha dichiarato: "Il film é stato scritto prima degli eventi della Primavera Araba e realizzato quasi contemporaneamente a essi, attraverso esso volevamo mostrare al pubblico potenziale come la Lotta e la Resistenza siano le vie maestre per conquistare e difendere i propri Diritti; la successione dei fatti ha dimostrato la pognanza e l'importanza di un simile messaggio...speriamo che la visione del film serva a rafforzare e diffondere ulteriormente questa consapevolezza!"

Il film dopo l'Iran e il Libano prossimamente "aprirà" anche in Siria, Egitto, Turchia, Tunisia, mentre si cercano accordi di distribuzione anche in altri paesi.
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sabato 24 dicembre 2011

Vertice di Capi di Stato Maggiore a Yarze, tra libanesi, francesi e UNIFIL!


Il Capo di SM dell'Armee Libanaise, Generale Jean Qahwaji ha discusso a lungo col collega francese Bertrand Ract-Madoux a proposito di possibilità e tecniche di rafforzamento della cooperazione militare, secondo quando riportato dall'agenzia stampa ufficiale NNA nella giornata di ieri. Il meeting si sarebbe svolto nell'ufficio di Qahwaji a Yarze e avrebbe visto la partecipazione del Brigadier Generale Olivier dela Maisonneuve, capo di SM dell'UNIFIL.

L'Esercito libanese si é impegnato a prevenire attacchi proditori come quello che recentemente ha colpito i militari francesi sotto egida ONU, per fortuna senza conseguenze luttuose, assicurando che i buoni rapporti con la popolazione locale e con le forze della Resistenza saranno fondamentali per venire a capo del caso ed evitare che attentati simili possano ripetersi in futuro.

Il Movimento di Resistenza sciita Hezbollah, poco dopo l'attacco, aveva condannato aspramente i responsabili dichiarando il proprio pieno sostegno a qualunque inchiesta ufficiale mirata a portare alla giustizia i colpevoli. Più tardi é emersa con sempre più forza l'ipotesi che gli attentatori facciano parte di quei partiti di opposizione che vorrebbero riportare l'occupazione sionista nei territori meridionali della nazione.
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