Il Presidente della Repubblica libanese Michel Sleiman e il Premier in pectore ormai da dieci mesi, Tammam Salam hanno finalmente annunciato la nascita del nuovo esecutivo bipartisan e di transizione che dovrà traghettare il Paese dei Cedri verso nuove elezioni.
Il Governo che sostituirà quello dimissionario di Najib Mikati ha finalmente visto la luce quando, vedendo l'ormai irreversibile situazione militare in Siria, dove non vi é traccia dell'indebolimento della posizione di Bashir el-Assad, il leader dell'Alleanza 14 Marzo (il Renzo Bossi libanese Saad Hariri) si é rassegnato a condividere i portafogli ministeriali con la coalizione filosiriana di Hezbollah, Amal, LMP, Marada, SSNP e altri partiti minori.
Di seguito la lista dei Ministri.
Tammam Salam - Premier.
Samir Mokbel - Vicepremier e Difesa.
Boutros Harb - Telecomunicazioni.
Mohammad Fneish - Rapporti col Parlamento.
Wael Abou Faour - Sanità.
Ali Hassan Khalil - Finanze .
Gebran Bassil - Ministro degli Espatriati.
Ghazi Zaiter appointed - Trasporti e Lavori Pubblici.
Arthur Nazarian - Energia e Risorse Idriche.
Michel Pharaon - Turismo.
Hussein Haj Hassan -Industria.
Akram Shouhayib - Agricoltura.
Ashraf Rifi - Giustizia.
Elias Abou Saab - Istruzione, Educazione e Ricerca.
Nouhad Machnouk - Interni e Municipalità.
Sejaan Azzi - Ministero del Lavoro.
Ronnie Arayji - Ministro della Cultura.
Alice Shabatiny - Ministero per gli Affari dei Profughi.
Rashid Derbass - Affari Sociali.
Ramzi Jreij appointed - Informazione.
Abed Al Moutaleb Hennaoui - Ministero per la Gioventù e lo Sport.
Nabil De Freige - Ministro della Funzione Pubblica.
Alain Hakim - Economia e Commercio.
Mohammad Machnouk - Ministro dell'Ambiente.
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domenica 16 febbraio 2014
Dopo dieci mesi di attese e rinvii viene alla luce a Beirut il Governo bipartisan di Tammam Salaam!
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martedì 20 agosto 2013
Gli uomini arrestati in Libano con l'Audi-bomba sono legati al vile attentato di Ruwais!
Riceviamo notizia e immediatamente la ritrasmettiamo, che il "colpo" delle forze di sicurezza libanesi che hanno intercettato avantieri una Audi ripiena d'esplosivo ha spezzato la schiena al complotto anti-hezbollah che aveva collocato l'autobomba di Ruwais, che aveva fatto più di venti morti nel centro del quartiere sciita di Beirut Sud.
Le autorità hanno anche pubblicato le foto segnaletiche di altri due membri del commando terrorista, tali Mohammad Qassem al-Ahmad e Saeed Mohammad Bahri che sono tuttora latitanti.
Gli arrestati, tra cui si trovano due uomini di cittadinanza libanese e due fratelli palestinesi (Ahmed Saeed e Khaled Saeed), stanno venendo interrogati dagli inquirenti che sperano di arrivare presto ai loro mandanti e procedere quindi a nuovi arresti. L'operazione, oltre a risparmiare nuove decine di vittime tra i cittadini libanesi, dimostra l'alto livello di professionalità ed efficienza raggiunto dalle agenzie di sicurezza di Beirut.
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| (Mohammad Qassem al-Ahmad, Saeed Mohammad Bahri) |
Le autorità hanno anche pubblicato le foto segnaletiche di altri due membri del commando terrorista, tali Mohammad Qassem al-Ahmad e Saeed Mohammad Bahri che sono tuttora latitanti.
Gli arrestati, tra cui si trovano due uomini di cittadinanza libanese e due fratelli palestinesi (Ahmed Saeed e Khaled Saeed), stanno venendo interrogati dagli inquirenti che sperano di arrivare presto ai loro mandanti e procedere quindi a nuovi arresti. L'operazione, oltre a risparmiare nuove decine di vittime tra i cittadini libanesi, dimostra l'alto livello di professionalità ed efficienza raggiunto dalle agenzie di sicurezza di Beirut.
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venerdì 16 agosto 2013
Nasrallah: "Chi pensa di intimidirci con una bomba non conosce la storia della nostra determinazione!"
Una semplice frase, che però, pronunciata da quel mago di carisma oratorio che risponde al nome di Sayyed Hassan Nasrallah é stata capace, anche nel profondo cordoglio per le decine di vittime del vigliacco attentato esplosivo di ieri, di ispirare un vero e proprio tornado di devozione nei cuori degli abitanti di Ruwaiss e di Dahyieh, degli Sciiti, dei Libanesi, degli Arabi che non vogliono chinare la testa di fronte alle minacce sioniste e imperialiste.
"Chi crede di poterci intimidire con una bomba farebbe meglio a studiare la storia di Trentuno anni di lotta portati avanti dalla Resistenza Islamica in Libano!"
Questo il messaggio oggi consegnato dal leader di Hezbollah ai 'padrini' di Tel Aviv della bomba che ieri ha fatto strage in un tranquillo pomeriggio d'agosto nel quartiere sciita di Beirut Sud, ma i destinatari erano anche altri: erano gli eunuchi di Bruxelles, che si sono piegati al ricatto di Sion dichiarando una parte di Hezbollah 'terrorista', sono i grassi e senili emiri conservatori del Golfo, che fomentano il settarismo contro gli Sciiti e contro l'Asse della Resistenza, sono i curatori fallimentari dell'imperialismo Usa nella regione, le cui fortune vanno sempre più in bancarotta grazie al rinnovato vigore della lotta che si stende dall'Asia Centrale alle rive del Mediterraneo.
Hezbollah ha anche ringraziato le attestazioni di stima e cordoglio che sono arrivate al popolo libanese e al suo movimento da tutti i paesi della regione, stigmatizzando fortemente la mancanza di un commento da parte della dinastia di Riyadh.
"Chi crede di poterci intimidire con una bomba farebbe meglio a studiare la storia di Trentuno anni di lotta portati avanti dalla Resistenza Islamica in Libano!"
Questo il messaggio oggi consegnato dal leader di Hezbollah ai 'padrini' di Tel Aviv della bomba che ieri ha fatto strage in un tranquillo pomeriggio d'agosto nel quartiere sciita di Beirut Sud, ma i destinatari erano anche altri: erano gli eunuchi di Bruxelles, che si sono piegati al ricatto di Sion dichiarando una parte di Hezbollah 'terrorista', sono i grassi e senili emiri conservatori del Golfo, che fomentano il settarismo contro gli Sciiti e contro l'Asse della Resistenza, sono i curatori fallimentari dell'imperialismo Usa nella regione, le cui fortune vanno sempre più in bancarotta grazie al rinnovato vigore della lotta che si stende dall'Asia Centrale alle rive del Mediterraneo.
Hezbollah ha anche ringraziato le attestazioni di stima e cordoglio che sono arrivate al popolo libanese e al suo movimento da tutti i paesi della regione, stigmatizzando fortemente la mancanza di un commento da parte della dinastia di Riyadh.
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Ventuno i morti a Beirut nell'attentato di Ruwais, il Presidente Suleiman denuncia: "Bomba a matrice sionista!"
Siamo purtroppo costretti ad aggiornare al rialzo il bilancio del vigliacco attentato esplosivo che nel pomeriggio di ieri ha colpito il quartiere sciita di Beirut, roccaforte del Movimento Hezbollah. Secondo le ultime stime sono ben ventuno le vittime e non meno di 330 i feriti. La recente, vigliacca decisione dell'UE di indicare una parte di Hezbollah come 'gruppo terrorista' ha giocato sicuramente un ruolo nella genesi di questo attacco, i mandanti sionisti di questa bomba codarda avranno inteso la decisione dei politicanti di Bruzelles mosci e senza palle come una 'luce verde' per questo loro attacco, che si sia manifestato per opera di una branca del Mossad o attraverso uno dei tanti gruppetti wahabiti al soldo di Tel Aviv (come quelli che operano in Siria).
Del resto, la matrice sionista dell'attentato é stata messa in rilievo persino dal Presidente libanese Michel Suleiman che in un suo messaggio alla nazione ha giustamente indicato che solo Israele può essere interessato, con questi mezzi vigliacchi a colpire la Resistenza libanese e a incitare diffidenza e settarismo nel tessuto sociale del Paese dei Cedri. Il Primo Ministro uscente Najib Mikati e il suo successore, l'incombente Tammam Salam, si sono uniti nel cordoglio alle famiglie delle vittime, dichiarando la giornata di oggi un venerdì di lutto nazionale.
Del resto, la matrice sionista dell'attentato é stata messa in rilievo persino dal Presidente libanese Michel Suleiman che in un suo messaggio alla nazione ha giustamente indicato che solo Israele può essere interessato, con questi mezzi vigliacchi a colpire la Resistenza libanese e a incitare diffidenza e settarismo nel tessuto sociale del Paese dei Cedri. Il Primo Ministro uscente Najib Mikati e il suo successore, l'incombente Tammam Salam, si sono uniti nel cordoglio alle famiglie delle vittime, dichiarando la giornata di oggi un venerdì di lutto nazionale.
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lunedì 11 febbraio 2013
Prime dichiarazioni del nuovo Patriarca Greco Ortodosso di Damasco: "Cristiani e Musulmani di Siria fratelli nelle sofferenze e nelle lotte!"
Dopo la commovente cerimonia di investitura tenutasi ieri nella Chiesa della Santa Croce a Qassaa, Damasco, il nuovo Patriarca della Chiesa Greco-Ortodossa, Giovanni Decimo Yazigi, succeduto a Ignazio Quarto Hazim, ha iniziato ad assolvere i propri compiti pastorali in un momento quanto mai difficile, quando la lotta del popolo siriano contro la violenza terrorista straniera sta arrivando, forse, al punto culminante, ma ancora non tutte le sfide sono vinte.
In un messaggio rilasciato ai media Yazigi ha ricordato come Siriani cristiani e musulmani debbano sempre ricordare di essere fratelli e di avere ciascuno contribuito alla lunga, gloriosa e splendida storia della nazione, soprattutto cooperando e aiutandosi nei momenti di crisi, difficoltà e bisogno; in questo spirito il Patriarca si é augurato che una soluzione che riporti pace e stabilità nel paese venga presto trovata, proprio grazie alla solidarietà e alla cooperazione inter-confessionale e nazionale.
Yazigi ha anche inviato un "saluto speciale" all'attuale Presidente del Libano Michel Sleiman, ricordando che "ogni cosa che minaccia e urta e ferisce la Siria automaticamente minaccia e promette di urtare e ferire anche il Libano". Libano e Siria sono Stati artificialmente ricavati da uno stesso territorio dai passati colonizzatori francesi che artificiosamente separarono le provincie (allora) a maggioranza cattolico-maronita (o comunque cristiana) da quelle a maggioranza musulmana ai tempi del loro Mandato Sykes-Picot.
Yazigi ha anche inviato un "saluto speciale" all'attuale Presidente del Libano Michel Sleiman, ricordando che "ogni cosa che minaccia e urta e ferisce la Siria automaticamente minaccia e promette di urtare e ferire anche il Libano". Libano e Siria sono Stati artificialmente ricavati da uno stesso territorio dai passati colonizzatori francesi che artificiosamente separarono le provincie (allora) a maggioranza cattolico-maronita (o comunque cristiana) da quelle a maggioranza musulmana ai tempi del loro Mandato Sykes-Picot.
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giovedì 22 novembre 2012
Il Paese dei Cedri festeggia il 69esimo anniversario della propria indipendenza! Auguri a tutti i Libanesi!!
Con una parata militare che ha attraversato il centralissmo corso di Shafiq al-Wazzan nella capitale Beirut e un concerto di musica patriottica le massime autorità istituzionali libanesi hanno commemorato pubblicamente il sessantanovesimo anniversario dell'indipendenza del paese, raggiunta dopo il termine dell'occupazione militare francese seguita alla fine della Prima Guerra Mondiale e al Trattato di Sykes-Picot.
Il Presidente Michel Sleiman, il Premier sostenuto dall'Alleanza 8 Marzo Najib Mikati, il Presidente del Parlamento Nabih Berri, il Generale Jean Qawajhi e il Ministro della Difesa Fayez Ghosn erano presenti alla cerimonia che ha assunto un particolare significato dopo il fallimento dei tentativi di rovesciamento violento delle istituzioni democratiche portati nelle scorse settimane dai politicanti del "14 Marzo" legati a Saad Hariri e complici, spalleggiati dagli estremisti wahabiti che vorrebbero trasformare il Libano in un campo di battaglia Anti-siriano, Anti-iraniano e Anti-sciita.
Il Presidente Michel Sleiman, il Premier sostenuto dall'Alleanza 8 Marzo Najib Mikati, il Presidente del Parlamento Nabih Berri, il Generale Jean Qawajhi e il Ministro della Difesa Fayez Ghosn erano presenti alla cerimonia che ha assunto un particolare significato dopo il fallimento dei tentativi di rovesciamento violento delle istituzioni democratiche portati nelle scorse settimane dai politicanti del "14 Marzo" legati a Saad Hariri e complici, spalleggiati dagli estremisti wahabiti che vorrebbero trasformare il Libano in un campo di battaglia Anti-siriano, Anti-iraniano e Anti-sciita.
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venerdì 12 ottobre 2012
Il Presidente libanese dichiara: "Hezbollah coi suoi droni fa parte della nostra linea di difesa contro Israele!"
Poco dopo il discorso del Segretario di Hezbollah Hassan Nasrallah, col quale la Resistenza sciita libanese ha rivendicato la paternità del drone inviato in volo in profondità sul territorio della Palestina occupata dai sionisti il Presidente Suleiman, dal suo Palazzo della Baabda ha dichiarato ufficialmente la necessità per lo Stato libanese di lanciare un programma di Difesa che integri le capacità dell'Armee Libanaise in via di ricostruzione e potenziamento con quelle sviluppate da Hezbollah e dai suoi militanti.
La crociera del drone di Hezbollah lungo centinaia di chilometri di spazio aereo sionista é eccezionale e mostra le profonde debolezze di un sistema militare efficientissimo quando si tratta di mutilare e massacrare civili inermi e innocenti e capace di imbarazzanti sconfitte e debacle quando si trovi di fronte non tanto un nemico dotato di pari mezzi ed equipaggiamenti ma anche solo una Resistenza partigiana e popolare mimimamente coesa ed organizzata.
Secondo quanto dichiarato da Nasrallah il nome in codice dell'operazione-drone era "Hussein Ayub" e rappresenta una prima e parziale risposta alle continue violazioni sioniste dello spazio aereo libanese, in flagrante e violento contrasto con i termini della Risoluzione ONU 1701 con la quale venne raggiunto l'armistizio dopo i 33 giorni di guerra aperta tra esercito di Tel Aviv e militanti sciiti nell'estate del 2006.
La crociera del drone di Hezbollah lungo centinaia di chilometri di spazio aereo sionista é eccezionale e mostra le profonde debolezze di un sistema militare efficientissimo quando si tratta di mutilare e massacrare civili inermi e innocenti e capace di imbarazzanti sconfitte e debacle quando si trovi di fronte non tanto un nemico dotato di pari mezzi ed equipaggiamenti ma anche solo una Resistenza partigiana e popolare mimimamente coesa ed organizzata.
Secondo quanto dichiarato da Nasrallah il nome in codice dell'operazione-drone era "Hussein Ayub" e rappresenta una prima e parziale risposta alle continue violazioni sioniste dello spazio aereo libanese, in flagrante e violento contrasto con i termini della Risoluzione ONU 1701 con la quale venne raggiunto l'armistizio dopo i 33 giorni di guerra aperta tra esercito di Tel Aviv e militanti sciiti nell'estate del 2006.
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giovedì 15 marzo 2012
Il mafioso fascista Samir Geagea vorrebbe insegnare al Cardinale Al-Rahi come fare il suo lavoro!
Samir Geagea é un criminale condannato che soltanto grazie a un'amnistia ingiusta, politicamente motivata e imposta a una magistratura (all'epoca) succube dei 'diktat' della Casa Bianca e di Israele é riuscito a farsi liberare dalla galera dove, in uno Stato di Diritto, avrebbe dovuto marcire per tutto il resto della sua miserabile vita. Che un individuo simile pretenda di contestare le scelte di un leader religioso come il Patriarca maronita di Antiochia Cardinal Beshar al-Rahi é non solamente assurdo e inaccettabile, ma anche insopportabilmente grottesco, come se Totò Riina o Giovanni Brusca pretendessero di insegnare al Papa come interpretare il proprio ruolo!
Eppure, per quanto incredibile, é proprio questo quel che é successo, con l'assassino di Rashid Karami e di Dany Chamoun (nonché della moglie e dei due figli di quest'ultimo) che in una recente dichiarazione ha detto di sentirsi "infuriare" alle dichiarazioni del Cardinale, il quale si é semplicemente limitato a notare come una rovesciamento violento del legittimo governo siriano del Presidente Assad avrebbe messo tutti i cristiani (tra cui anche i Maroniti) in grave pericolo. Speriamo che Geagea non si sia 'infuriato' come quando, nel febbraio 1994, guidò i suoi squadroni mafiosi della morte a compiere una strage (11 morti) tra i fedeli riuniti in preghiera alla Chiesa di Nostra Signora del Perdono. Questo é Samir Geagea! Un killer mafioso e fascista che non ha esitato a far sparare su fedeli cristiani in preghiera, che oggi pretende di dire a un Cardinale cosa dovrebbe o non dovrebbe dire!
Puntuale e pungente é arrivata la replica del Cardinale maronita che ha semplicemente fatto notare come Samir Geagea abbia offerto una lettura tutta personale e distorta delle sue dichiarazioni: "Come si possono commentare e prendere sul serio le conclusioni di qualcuno che, di fronte alla frase: 'Non vi é nessun Dio all'infuori di Dio', decide di leggerla come 'Non vi é nessun Dio'?". Al-Rahi ha poi ricosso la solidarietà del leader del Libero Movimento Patriottico Michel Aoun (ex-Generale ed ex-Presidente del Libano) e anche dell'attuale Presidente (e a sua volta ex-Generale) Michel Suleiman che hanno fatto notare come le parole del Cardinale siano state del tutto conseguenti e coerenti col suo ruolo di pastore dei Cristiani Maroniti nel Levante.
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domenica 4 marzo 2012
Il Presidente libanese Suleiman avverte il regime sionista: "Giù le mani dai nostri giacimenti di metano!"
Nella scorsa giornata di venerdì Michel Suleiman, Presidente libanese; si é augurato "per il bene della Pace e della stabilità della regione" che il regime ebraico di Tel Aviv "non prenda alcuna iniziativa aggressiva e avventata riguardo l'esplorazione dei giacimenti di metano e petrolio del Mediterraneo orientale nelle zone di pertinenza libanese". Suleiman ha chiarito che ogni violazione della porzione libanese dei giacimenti porterebbe a "pronte e severe reazioni" da parte di Beirut, che non tollererebbe quella che considererebbe "l'ennesima aggressione sionista contro il Libano" dopo quelle del 1978, del 1982 e del 2006.
Suleiman ha rilasciato questi ammonimenti nel corso della sua recente visita in Repubblica Ceca, poco dopo essersi incontrato col Ministro degli Esteri boemo Karel Schwarzenberg. Dibattendo di altre questioni con i rappresentanti della stampa continentale e internazionale il Presidente libanese ha dichiarato di "sperare ardentemente che la Lega Araba ritorni a occuparsi delle questioni più urgenti dell'arena mediorientale, in primis la Questione Palestinese, dopo un periodo nel quale una lobby di pochi paesi la ha distratta e deviata su questioni di interesse particolare di pochi governi" (Evidente riferimento alle prese di posizione anti-Assad fomentate dagli sceiccati petroliferi del Golfo).
Suleiman ha ricordato come l'atteggiamento arrogante e unilaterale di Tel Aviv riguardo alla Questione Palestinese sia la causa prima di tutte le tensioni e le instabilità mediorientali e come quindi sarà impossibile arrivare a una Pace e a una stabilità duratura nella regione senza un cambiamento radicale di atteggiamento da parte del regime sionista.
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mercoledì 29 febbraio 2012
Il Presidente libanese Suleiman dichiara: "Il processo di riforma portato avanti da Assad salverà la Siria; presto Damasco rientrerà nella Lega Araba!"
Nel corso della sua visita ufficiale in Romania il Presidente libanese Michel Suleiman ha dichiarato, nel corso di una conferenza stampa congiunta tenuta a fianco del collega balcanico Traian Basescu ha espresso piena fiducia negli sviluppi positivi della situazione in Siria ora che il processo di riforma istituzionale lanciato dal Governo del Presidente Assad é in pieno svolgimento, con l'approvazione della nuova Costituzione e la preparazione delle prossime elezioni politiche.
Certo l'ex-Generale Suleiman doveva stare anche pensando alla benefica azione della decisa controffensiva militare contro i terroristi asserragliati nella loro ultima roccaforte di Homs, giacché senza la certezza della totale e definitiva eliminazione delle cellule provocatrici infiltrate e rifornite dall'estero non vi sarebbe speranza di poter riportare la pace e la tranquillità tra i cittadini siriani, ma comunque non ha esteso le considerazioni a questo ambito.
Ha invece garantito che il suo paese farà "i più ampi sforzi" per garantire il pronto rientro della Siria nella Lega Araba, organismo da cui, con una procedura irregolare e pretestuosa, i paesi petroliferi del Golfo Persico, complici degli imperialisti occidentali e sionisti nel complotto contro Damasco, l'avevano estromessa alcune settimane addietro. "Il Libano attenderà la prossima riunione della Lega e prenderà le posizioni appropriate".
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venerdì 24 febbraio 2012
Suleiman: "Il Libano con la sua pluralità e diversità é il naturale avversario di Israele, Stato razzista e brutale"
Non si é fatta attendere la risposta libanese alle oltraggiose, assurde e incredibili dichiarazioni di Benji Netanyahu, il figurante collocato sulla poltrona di Premier (anche se il suo effettivo potere é quasi nullo) dalla 'junta' di Estrema Destra che controlla il regime ebraico dell'Apartheid, il quale, nel corso di una sua visita in Svizzera, ha pensato bene di minacciare il vicino Libano dichiarando che "In futuro non esisterà il Libano sulla mappa del mondo" e che "La prossima guerra di Israele contro il Libano avrà il sostegno degli Usa e degli emirati del Golfo Persico".
Immaginate la cagnara, la canea, il bailamme che la stampa sionista internazionale avrebbe sollevato se Ahmadinejad o Nasrallah avessero dichiarato la stessa cosa riguardo all'entità sionista, i Mentana, i Lerner, i Colombo, i Mineo, si sarebbero SCA-TE-NA-TI a ululare "Vogliono distruggere Israele!" "Gli Ebrei minacciati di sterminio!" "Il nuovo olocausto!" e via delirando. Ma se un sionista minaccia di distruzione uno stato le cui radici affondano nell'humus della Storia fino ai tempi dell'antica Fenicia di Tiro e Sidone, va tutto bene, vero?
Il Presidente del Paese dei Cedri, Michel Suleiman, Ex-Generale, non ha preso bene la sparata di Benji e si é incaricato di ricordare, in una dichiarazione ufficiale, che "Solo cinque anni fa il Libano ha sconfitto militarmente gli invasori sionisti, sventando il loro tentativo di invasione dei suoi confini. Il Libano é una nazione che ha migliaia di anni di Storia e non si cura delle dichiarazioni di un regime di occupazione che ha solo pochi decenni di abusi e prevaricazione dietro di sé". Suleiman ha altresì notato che la diversità e la pluralità della società libanese ne fanno il diretto contraltare 'positivo' alla brutalità razzista di Tel Aviv, costantemente impegnata a perseguitare e tormentare le proprie minoranze etniche e religiose.
"Il Libano, fondatore dell'ONU e sottoscrittore della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ha specie delle dichiarazioni di Netanyahu, intrise di cinismo e disprezzo per i più basilari sentimenti di umanità, solidarietà e fratellanza".
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sabato 28 gennaio 2012
Cambio della guardia all'UNIFIL, al comando si avvicendano spagnoli e italiani, con il Generale Paolo Serra!
Sarà un Alpino, il Generalmaggiore Paolo Serra, a guidare nei prossimi mesi la Forza ONU di Interposizione in Libano (UNIFIL), dopo avere ricevuto nella giornata di oggi il comando delle truppe internazionali dal suo predecessore, lo spagnolo Generale Alberto Asarta. All'evento hanno presenziato anche il Ministro della Difesa libanese Fayez Ghosn, in rappresentanza del Presidente Michel Suleiman, il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate spagnole Ammiraglio Fernando Garcia Sanchez e il suo pari grado italiano Ammiraglio Giampaolo di Paola, Ministro della Difesa del Governo Monti.
Ghosn, salutando il Generale Asarta ne ha lodato gli sforzi che si sono tradotti in "Un lungo periodo di tranquillità sul confine", augurando che anche sotto il comando del suo successore italiano simili risultati possano essere mantenuti. "Dopo cinque anni esatti dall'adozione della Risoluzione ONU 1701 le condizioni sul terreno sono significativamente migliorate, la Linea Blu é stata quasi sempre rispettata, almeno da terra, con l'eccezione di un paio di incidenti minori per i quali il Governo libanese ha già sporto adeguati reclami". Ghosn in chiusura ha comunque indicato come l'UNIFIL non possa rimanere in eterno sul terreno e come sia necessario "prendere adeguate misure" per costringere l'entità sionista a rispettare il confine e a non ripetere le aggressioni armate che hanno punteggiato gli ultimi 30 anni di storia della regione.
Da parte sua il Generale Serra ha dichiarato di essere perfettamente conscio delle sfide e dei pericoli che la situazione presenta, che lavorerà con costanza a fianco dei militari libanesi promettendo di sviluppare ulteriormente la partnership strategica per raggiungere uno stato perdurante di pace e stabilità.
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martedì 24 gennaio 2012
Il Presidente libanese ad Ahmadinejad: "Siamo con voi, il Sud del Libano e tutto l'Irak vi sono debitori!"
Il Presidente libanese Michel Suleiman, in occasione di un incontro con l'ambasciatore iraniano in Libano Ghazanfar Roknabadi, ha consegnato agli ospiti un messaggio personale per Mahmoud Ahmadinejad nel quale si esprime tutta la solidarietà e la vicinanza di Beirut alla Repubblica Islamica, sottoposta a una campagna di aggressione vergognosa da parte delle potenze imperialistiche guidate da Usa e Israele.
Ricevendo gli ospiti al Palazzo presidenziale della Baabda ha discusso con l'ambasciatore Roknabadi anche del piccolo malinteso riguardante la cattiva traduzione di una recente dichiarazione del Brigadier Generale della 'Quds Force' Qassem Soleimani le cui parole riguardo il fatto che "Il Sud del Libano e l'Irak sono dimostrazioni pratiche della maniera di pensare e di agire che ha plasmato la Repubblica Islamica" erano state malamente rese in arabo come se egli avesse voluto dire che la Repubblica Islamica plasmava il Sud del Libano e l'Irak.
Suleiman ha riconosciuto tuttavia che il Sud del paese, così come l'Irak, siano pesantemente debitori all'Iran, anche solo per aver fornito un esempio pratico di Resistenza e autodeterminazione di fronte a pressioni, spionaggio, aggressioni e violazioni da parte imperialista, attraverso tutto il corso della sua Storia. Dall'affare dell'ambasciata Usa alla guerra contro l'Irak, dall'abbattimento del jet civile Aribus (distrutto da una nave da guerra americana) fino alla recente cattura del drone 'stealth'.
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mercoledì 14 dicembre 2011
Il Presidente libanese accusa: "Il concetto occidentale di 'Democrazia' é ipocrita e fallace, va rivisto e aggiornato!"
Il Presidente del Libano, Michel Suleiman, ha evidenziato nel corso del suo ultimo discorso come la pretesa 'superiorità morale' di certi paesi occidentali che si dipingono e si proiettano come i 'campioni' della Democrazia e dei Diritti in realtà non sia che un'affermazione assoluta e ipocrita, priva di collegamenti con la realtà e peggio ancora priva di una propria coerenza interna, dovendo venire stiracchiata e adattata come paravento e giustificazione dell'atteggiamento miope e contraddittorio di quanti pretendono di laurearsi da sé stessi 'Paladini del Diritto' quando poi sono i primi ad agire in base all'esclusiva bussola di interessi, e convenienze le più grette ed egoiste.
"Le nazioni occidentali fanno vista di voler 'sostenere la Democrazia' nel Mondo Arabo, ma noi ci chiediamo come mai i loro pretesi 'alti standard democratici' non vengono mai reclamati, meno che mai 'imposti' nei confronti della Palestina occupata da Israele?", ha domandato il Presidente Suleiman nel corso della sua orazione. Elaborando oltre il concetto l'inquilino della Baabda ha evidenziato come per essere veramente 'giusta' la Democrazia deve essere applicata ovunque con gli stessi criteri, qualunque discriminazione in merito la inficia e la rende la parodia, la caricatura di sé stessa.
Suleiman ha fatto notare come oltre 130 nazioni abbiano finora riconosciuto lo Stato Palestinese ma che, grazie all'ostruzionismo di poche potenze arroganti, i Diritti innegabili e non-negoziabili dei cittadini palestinesi non trovano tuttoggi riconoscimento e protezione in quell'Organizzazione delle Nazioni Unite che del concetto occidentale di Democrazia dovrebbe essere il primo e più sfavillante esempio.
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mercoledì 16 novembre 2011
La nazionale libanese batte la Sudkorea nelle qualificazioni mondiali, il Premier e il Presidente premiano la squadra!
La rappresentativa calcistica libanese ieri ha mandato in visibilio i quarantamila supporter assiepati sugli spalti dello stadio Camille Chamoun, a Beirut, battendo per due reti a uno la più quotata squadra Sudkoreana, in un match valido per le qualificazioni del Gruppo B asiatico alla Coppa del Mondo 2014. I goal di Ali al-Saadi su azione e il rigore realizzato con freddezza da Abbas Ali Atwi hanno consentito al team allenato da Theo Buecker (ex-stella del Duisburg negli anni '70) di avere la meglio contro l'unico penalty realizzato dai coreani, messo a segno da Ja Cheol Koo.
Le più alte cariche dello Stato si sono congratulate con gli atleti per la loro vittoria: il Premier Najib Mikati ha invitato la rappresentativa a un incontro di ringraziamento al Grand Serail, con tutta la 'squadra' di Governo al completo, dove oltre alle numerose strette di mano da parte dei ministri i membri del team hanno ricevuto uno speciale premio da dieci milioni di lire libanesi (poco meno di 5000 Euro). Mikati aveva acconsentito ad accorciare l'orario di apertura di negozi, uffici e scuole, per consentire praticamente a tutta la popolazione libanese di godersi l'attesissimo match. Dopo l'incontro col Primo Ministro e il Governo i calciatori sono stati accompagnati alla Baabda dove hanno incontrato anche il Presidente Michel Suleiman.
La vittoria consente al Libano di raggiungere con dieci puntu proprio il team di Seoul in cima alla classifica del girone, dvanti ak Kuwait e agli Emirati Arabi Uniti, per differenza reti, però, la Sudkorea é sempre prima, mentre il Libano viene considerato secondo. Il prossimo 29 febbraio, però, il Libano dovrà affrontare gli UAE, totalmente fuori dai giochi e demoralizzati dall'impressionante serie di sconfitte (a zero punti dopo cinque match disputati), mentre ai Sudkoreani toccherà misurarsi contro un Kuwait che, battendoli, potrebbe ancora avere la speranza di conquistare un biglietto per i mondiali.
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sabato 17 settembre 2011
Anche il Premier Najib Mikati apprezza le coraggiose parole del Patriarca maronita Al-Rahi!
Dopo il Presidente libanese Michel Suleiman anche il Premier Najib Mikati, capo del Governo sostenuto dalla coalizione progressista "Alleanza 8 Marzo" (che vede la collaborazione degli sciiti di Hezbollah e Amal, dei maroniti del LMP di Aoun e del Marada di Frangieh, del Partito Socialista della Nazione siriana, della Federazione armena e di altre forze minori) ha espresso il suo apprezzamento per le coraggiose parole del Patriarca maronita di Antiochia, Beshara Al-Rahi.
Mikati si é recato a Diman per confrontarsi col Patriarca, riportandone "una completa e profonda soddisfazione: sua Eminenza ha espresso le posizioni che derivano dalle sue personali convinzioni e anche dalla sua missione storica e pastorale di difensore dei migliori interessi della comunità cristiana libanese"; tali parole suonano come una precisa e sferzante frecciata rivolta al falangista fascista Nadem Gemayel, che, attaccando nei giorni scorsi le dichiarazioni di Al-Rahi ha posto i propri interessi personali e di famiglia di fronte a quelli generali della sua comunità confessionale ed etnica che, come testimonia l'entusiasta adesione dell'LMP e del Marada alla coalizione 8 marzo preferiscono un Libano autonomo e indipendente amministrato insieme a sciiti, drusi, armeni e cristiani ortodossi, piuttosto che un Libano prostituito a Israele e Usa sotto la ferula mafiosa della falange fascista targata 'Gemayel'.
Il Premier Mikati ha dichiarato ai rappresentanti dei media che il suo dialogo col Patriarca Al-Rahi ha spaziato "in lungo e in largo" su tutti gli argomenti di recente attualità, senza però specificare quali siano stati. Al-Rahi, come da tradizione, é in procinto di lasciare la residenza estiva di Diman per tornare alla sua usuale sede pastorale, a Bkirki.
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mercoledì 14 settembre 2011
Conferenza internazionale a Beirut contro le Cluster Bomb, le munizioni a grappolo usate da Usa e Israele!
La Conferenza internazionale contro le Cluster Bomb si é aperta a Beirut davanti a una platea di delegati provenienti da più di cento paesi dei cinque continenti, al centro della quale, come risulta dalla foto mostrata qui sopra spiccavano le massime cariche dello Stato libanese: il Premier Najib Mikati, dell'alleanza progressista '8 marzo', il Presidente Michel Suleiman e il Presidente del Parlamento Nabih Berri del movimento sciita Amal. Il Libano ha lamentato ben 400 morti negli ultimi 5 anni a causa dell'esplosione di munizioni a grappolo e bomblet disseminate in tutto il paese dall'aviazione e dall'artiglieria sionista durante la fallita invasione dell'estate 2006.
E' ormai appurato con prove inconfutabili che Israele lanci appositamente bombe cluster con inneschi appositamente manomessi in maniera che non esplodano all'impatto ma rimangano "in agguato" per mesi e anche per anni pronte a esplodere appena toccate da un bambino, da un passate, da una macchina agricola, perché agiscano come "mine a effetto ritardato" per continuare a perseguitare i sopravvissuti delle guerre e delle aggressioni scatenate dal regime ebraico.
Finora le squadre di emergenza di Hezbollah e dell'Esercito libanese hanno rimosso oltre 200.000 ordigni a grappolo inesplosi dal territorio, ma la bonifica completa é ancora molto lontana. I paesi civili del mondo hanno firmato l'anno scorso una moratoria internazionale contro la manifattura e l'impiego di simili armi inumane; ovviamente Israele e gli Usa, se ne sono ben guardati, dimostrando una volta di più la loro ipocrisia sfacciata quando si parla di "Diritto Internazionale" e "Diritti Umani".
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giovedì 16 giugno 2011
Prima riunione a Beirut per il Governo di Najib Mikati!
Il nuovo Governo libanese di centro-sinistra, presieduto da Najib Mikati ha tenuto ieri la sua prima seduta ufficiale nel Palazzo di Baabda, sotto l'egida del Presidente Michel Suleiman, durante l'incontro é stata nominata la commissione incaricata di redigere il manifesto programmatico del nuovo esecutivo, composta dai ministri Charbel Nahhas (Lavoro), Shakib Qartabawi (Giustizia), Ali Kanso (Senza Portafoglio), Ali Hasan Khalil (Salute), Mohammad Safadi (Finanze), Nazem al-Khouri (Ambiente) e Wael Abu Faour (Affari Sociali).
Il Presidente Suleiman ha aperto la sessione con una dichiarazione che ha sottolineato doveri e sfide che il neonato gabinetto dovrà affrontare e risolvere, quindi il Premier Mikati ha preso la parola annunciando i punti salienti del programma di Governo. Ovviamente la riunione é stata disertata dal Segretario del Partito Democratico Libanese Talal Arslan, avendo questi rassegnato le proprie dimissioni appena annunciata la lista dei ministri. Arslan non era soddisfatto del Ministero di Stato senza Portafoglio che gli era stato riservato ed ha annunciato che non sosterrà Mikati durante il voto di fiducia, facendo scendere la sua maggioranza da 68 a 66 voti (su 128 deputati).
Secondo quanto riportato dal Ministro per l'Informazione Walid al-Daouk Mikati ha esordito assicurando che il suo Esecutivo non condurrà una politica partigiana, ma opererà nell'interesse della comunità nazionale, ha poi espresso il suo apprezzamento per l'opera di sostegno e facilitazione alle trattative per la formazione del gabinetto svolta dal Presidente della Camera Nabih Berri e le comunità sciita e sunnita per avere mantenuto un atteggiamento costruttivo e positivo per tutta la durata dei negoziati. Il neo-Premier ha indicato nelle "sfide economiche e sociali del prossimo futuro" la prima arena in cui la squadra di Governo sarà chiamata a dar prova di sé, invitando tutti i ministri a impegnarsi al massimo delle loro capacità fin dai primi giorni di incarico.
Il Presidente Suleiman ha aperto la sessione con una dichiarazione che ha sottolineato doveri e sfide che il neonato gabinetto dovrà affrontare e risolvere, quindi il Premier Mikati ha preso la parola annunciando i punti salienti del programma di Governo. Ovviamente la riunione é stata disertata dal Segretario del Partito Democratico Libanese Talal Arslan, avendo questi rassegnato le proprie dimissioni appena annunciata la lista dei ministri. Arslan non era soddisfatto del Ministero di Stato senza Portafoglio che gli era stato riservato ed ha annunciato che non sosterrà Mikati durante il voto di fiducia, facendo scendere la sua maggioranza da 68 a 66 voti (su 128 deputati).
Secondo quanto riportato dal Ministro per l'Informazione Walid al-Daouk Mikati ha esordito assicurando che il suo Esecutivo non condurrà una politica partigiana, ma opererà nell'interesse della comunità nazionale, ha poi espresso il suo apprezzamento per l'opera di sostegno e facilitazione alle trattative per la formazione del gabinetto svolta dal Presidente della Camera Nabih Berri e le comunità sciita e sunnita per avere mantenuto un atteggiamento costruttivo e positivo per tutta la durata dei negoziati. Il neo-Premier ha indicato nelle "sfide economiche e sociali del prossimo futuro" la prima arena in cui la squadra di Governo sarà chiamata a dar prova di sé, invitando tutti i ministri a impegnarsi al massimo delle loro capacità fin dai primi giorni di incarico.
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martedì 14 giugno 2011
Nasce il Governo Mikati: "Tutto per il Libano, tutto per i suoi Lavoratori" (Ma l'LDP brontola e pesta i piedi)
Con lo slogan "Tutto per il Libano, tutto per i suoi Lavoratori" il Premier designato Najib Mikati ha presentato finalmente, quattro mesi e mezzo dopo il rovesciamento dei rapporti di forza parlamentari, la lista dei ventinove ministri del suo Esecutivo, sancendo così il 'requiem' definitivo per l'interregno di Saad Hariri, Primo Ministro giubilato che, dietro la scusa di gestire l'interim non ha cessato un solo giorno di brigare e tramare per destabilizzare il Libano e portare avanti l'agenda dei suoi padroni yankee e sionisti, interessati soprattutto a usare il Paese dei Cedri come una sorta di Pachistan da cui destabilizzare la vicina Siria, una 'staging area' per terroristi e provocatori che tanti lutti e devastazioni hanno causato in questi ultimi mesi nel tentativo di minare il potere del Presidente Bashir Assad.
NOME SETTA PARTITO INCARICO
Najib Mikati Sunnita
Samir Mokbel Sunnita Indipendente2 Vicepremier
Mohammad Fneish Sciita Hezbollah Ministro della PA e dello Sviluppo
Wael Abu-Faour Druso PSP Ministro degli Affari Sociali
Gebran Bassil Maronita LMP Ministro dell'Energia e dell'Acqua
Hussein Al-Hajj Hasan Sciita Hezbollah Ministro dell'Agricoltura
Charbel Nahhas Cattolico LMP Ministro del Lavoro
Fahdi Abboud Maronita LMP Ministro del Turismo
Talal Arslan Druso LDP Ministro di Stato senza Portafoglio
Nicolas Fattoush Cattolico Indipendente1 Ministro per gli Affari Parlamentari
Ghazi Al-Aridi Druso PSP Ministro dei Lavori Pubblici
Ali Kanso Sciita SSNP Ministro di Stato senza Portafoglio
Ali Hasan Khalil Sciita Amal Ministro della Salute
Mohammad Safadi Sunnita Indipendente1 Ministro delle Finanze
Salim Karam Maronita Marada Ministro di Stato senza Portafoglio
Alaa El-Din Terro Sunnita PSP Ministro delle Politiche Migratorie e dei Rifugiati
Ahmad Karameh Sunnita Indipendente1 Ministro di Stato senza Portafoglio
Nazem Al-Khouri Maronita Indipendente2 Ministro dell'Ambiente
Fayez Ghoson Greco Ortodosso Marada Ministro della Difesa
Shakib Qartabawi Maronita LMP Ministro della Giustizia
Adnan Mansour Sciita Amal Ministro degli Esteri
Nicolas Nahhas Greco Ortodosso Indipendente1 Ministro dell'Economia
Marwan Charbel Maronita Indipendente2 Ministro dell'Interno
Elias Sabounjian Armeno Tashnaq Ministro dell'Industria
Walid Al-Daouk Sunnita Indipendente1 Ministro dell'Informazione
Panos Manjian Armeno Tashnaq Ministro di Stato senza Portafoglio
Hassan Diab Sunnita Indipendente1 Ministro dell'Educazione
Gaby Layoun Greco Ortodosso LMP Ministro della Cultura
Nicolas Sahnawi Cattolico LMP Ministro delle Telecomunicazioni
Faisal Karameh Sunnita Alleanza 8/3 Ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili
A dire la verità a coprire parzialmente il sole che pareva splendere radioso su una giornata storica per il Libano sono arrivati i 'mal di pancia' di Talal Arslan, leader del partner di minoranza del Partito Democratico Libanese che, scontento del ruolo 'poco prestigioso' riservatogli (un Ministero di Stato senza Portafoglio, ma che pretendeva coi suoi due miseri deputati su una coalizione di 68?), non ha aspettato tempo ad annunciare le sue dimissioni e l'uscita dell'LDP dalla coalizione di Governo, pur specificando che la sua formazione sarà sempre "legata a Hezbollah e ai valori della Resistenza". Arslan e i suoi si asterranno dal voto di Fiducia ma i numeri della compagine di Mikati non sono in pericolo, potendo la sua maggioranza contare comunque su 66 deputati fedeli contro i 60 della coalizione conservatrice.
Il Libero Movimento Patriottico dell'ex-Generale Aoun fa il pieno di poltrone, Hezbollah e Amal cedono un gabinetto a favore dei sunniti (mossa essenziale per garantirsi il loro appoggio), ma vengono compensati con dicasteri di primo piano (Pubblica Amministrazione, Agricoltura, Salute, Esteri, più un Ministero di Stato a uno sciita dell'SSNP), la Difesa va al Marada di Frangieh, che porta a casa solo un altro Ministero, peraltro senza Portafoglio, così come gli Armeni del Tashnaq (che inoltre ricevono l'Industria), Lavori Pubblici, Affari Sociali e Politiche dei Migranti e Rifugiati ai Drusi del PSP, con le altre cariche divise tra indipendenti fedeli al Premier (Affari Parlamentari, Finanze, Economia e Commercio, Informazione, Educazione), fedeli al Presidente Sleiman (Vicepremier, Ambiente, Interno), Ministero dello Sport a un rappresentante 'di coalizione' non affiliato ad alcun partito.
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lunedì 24 gennaio 2011
Hezbollah fa tre nomi per rompere l'impasse politica libanese
In un intervento trasmesso nella giornata di ieri dal network televisivo Al-Manar il leader del Movimento sciita Hezbollah ha dichiarato che, al fine di far uscire il Libano dalla crisi politica attuale (in cui l'hanno precipitato l'irresolutezza e la mancanza di dedizione agli interessi superiori del Paese dell'ex-premier Saad Hariri), il suo partito ha indicato una triade di possibili Primi Ministri al Presidente della Repubblica Michel Suleiman, che finora non ha saputo fare altro che offrire al dimissionario Hariri la guida di un Governo di transizione che si é segnalato soltanto per la propria inazione.
I tre nomi, oltre al già ipotizzato ex-Primo Ministro Omar Karami, sono quelli di Najib Mikati (anche lui ex-Premier e capo del colosso delle Telecomunicazioni Investcom) e Mohamad el-Safadi, tripolino eletto nei ranghi della coalizione 14 marzo ma in odor di cambio di casacca (come da noi precedentemente riportato). Tutti questi tre candidati, in omaggio ai bizantini equilibri delle posizioni di potere libanesi, fanno parte della comunità sunnita (visto che attualmente il Presidente, Suleiman, é un Cristiano e il Portavoce del Parlamento é uno Sciita).
Poco dopo il discorso Omar Karami, pur ringraziando lo Sceicco Nasrallah per l'onore di essere stato incluso nel trio di papabili, ha comunicato che non accetterà una nomina a Primo Ministro, vista la sua età avanzata e alcuni recenti problemi di salute; i soliti bene informati però, ponderano che, se la nomina fosse sostenuta da un accordo bipartisan e da concrete possibilità di sopravvivenza politica, Karami potrebbe ance ritrattare il suo 'rifiuto preventivo'.
Con l'apparente rottura degli indugi in senso pro-Hezbollah e pro-Centrosinistra da parte di Waleed Jumblatt e del suo PSP (forti di dieci seggi), la bilancia dei rapporti di forza parlamentari penderebbe decisamente a favore dell'alleanza dell'8 marzo, che avrebbe 67 voti contro 61, che potrebbero diventare 69 contro 59 con la defezione di El-Safadi e dell'altro deputato tripolino; tuttavia la coalizione dell'8 marzo preferirebbe, se possibile, coinvolgere l'alleanza avversaria in un governo condiviso, per continuare a omaggiare l'accordo di Doha con il quale si mise fine alle violenze seguite al maldestro tentativo dei partiti di centrodestra di distruggere la rete di Resistenza di Hezbollah (che insieme alle forze armate nazionali ha il compito di preservare l'autonomia e l'indipendenza del Paese).
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