Non solo i nuovi armamenti presentati a inizio marzo dal Presidente Putin costituiscono un salto tecnologico incredibile per l'arsenale difensivo della Federazione Russa; anche il loro 'battesimo' con nomi in codice ufficiali si é avvalso di nuove procedure e tecnologie.
Infatti sul sito-web del Ministero della Difesa i Russi hanno potuto votare in queste settimane per scegliere i nomi più appropriati.
E' la prima volta che tale metodo viene applicato e dal numero di voti pervenuti, ha riscosso un notevole successo.
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venerdì 23 marzo 2018
I cittadini russi hanno scelto per la prima volta grazie a un 'referendum' online i nomi in codice delle nuove armi presentate da Putin a inizio mese!
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venerdì 17 maggio 2013
Si concentra nel Mediterraneo orientale la potenza della flotta che Putin schiera a difesa della Siria!!
Come avevamo già segnalato al momento della loro mobilitazione fin dai più lontani approdi della Flotta del Pacifico le navi della 'Task Force' che il Cremlino per diretto ordine del Presidente Putin ha deciso di inviare di fronte alle coste siriane sono finalmente entrate nel Mediterraneo e hanno iniziato le manovre di concentramento.Durante gli anni del confronto Usa-Urss era normale che in ogni dato momento dai trenta ai cinquanta vascelli della Marina di Mosca incrociassero le tiepide acque del Mediterraneo; dal 1992 in poi, a causa dello sciagurato crollo dell'URSS causato dalle fallimentari e illusorie 'riforme' gorbacioviane, tale presenza si era assottigliata fino a diventare sporadica ed episodica.
La necessità di proteggere gli interessi del Cremlino in Medio Oriente e di dare all'alleato Assad il tempo di debellare l'insorgenza terrorista fomentata nel suo paese dall'asse qaedista Turchia-Qatar-Arabia Saudita-Usa-Israele ha dato modo agli ammiragli russi di dimostrare al mondo come, grazie all'accorta politica putiniana, i "tempi bui" siano finiti e la flotta russa sia tornata a essere flessibile ed efficace come una volta.
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lunedì 22 aprile 2013
Il comandante della flotta russa ferma a Bandar Abbas incontrerà i vertici della Marina Iraniana!
Riceviamo la notizia che, nel corso della sua sosta di cortesia e di avvicinamento politico-strategico nel porto iraniano di Bandar Abbas, il comandante della flotta da combattimento russa dispacciata dal Pacifico verso il Mediterraneo Orientale e le coste della Siria, utilizzerà il suo tempo per incontrare una delegazione "di altissimo livello" della Marina di Teheran che con ogni probabilità sarà guidata dal Comandante in Capo dell'IRIN, Contrammiraglio Habibollah Sayyari.Con cinque navi e complessivi 712 uomini di equipaggio la task force russa rappresenta la più grande forza da combattimento di Mosca che sia mai entrata in un porto dell'Iran, paese che sotto il giogo del burattino filo-Usa e filosionista Palhevi era totalmente asservito ai desideri dell'Occidente e subito dopo la Rivoluzione Islamica covava tanta animostià contro Mosca che contro Washington.
Adesso i flutti della situazione geopolitica mondiale hanno sospinto Teheran e Mosca vicine; per sapere quanto vicine possano diventare seguire da vicino i prossimi sviluppi dei rapporti bilaterali, soprattutto dopo le incipienti elezioni presidenziali iraniane.
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domenica 21 aprile 2013
Flotta russa in viaggio per la Siria fa scalo al porto iraniano di Bandar Abbas!
Come avevamo già annunciato a suo tempo, per esplicito ordine del Presidente Putin un sostanzioso contingente di navi da guerra della Flotta russa del Pacifico ha puntato la prua verso il Mediterraneo Orientale, proprio davanti alle coste della Siria, dove andrà a costituire uno speciale squadrone da combattimento incaricato di sorvegliare le coste del paese arabo e garantire gli interessi di Mosca nell'area.
Avendo già coperto più di metà del lunghissimo tragitto da Vladivostok a Tartous in pochi giorni di navigazione le navi russe si sono concesse una sosta nel porto iraniano di Bandar Abbas ripetendo una visita di cortesia di cui già si era avuto un esempio a fine 2012.
La squadra navale russa che ha calato l'ancora a Bandar Abbas comprende il vascello antisom "Ammiraglio Panteleyev", le navi da sbarco "Ammiraglio Nevelsky" e "Peresvet", la nave-soccorso "Foty Krylov" e la nave cisterna "Pechenga". Solamente alcuni anni fa l'idea di navi russe che attraccassero in un porto iraniano era confinata nel campo della fantapolitica ma con le mosse provocatorie e destabilizzanti dell'Occidente imperialista i rapporti tra Mosca e l'Asse della Resistenza si fanno sempre più stretti.
Avendo già coperto più di metà del lunghissimo tragitto da Vladivostok a Tartous in pochi giorni di navigazione le navi russe si sono concesse una sosta nel porto iraniano di Bandar Abbas ripetendo una visita di cortesia di cui già si era avuto un esempio a fine 2012.
La squadra navale russa che ha calato l'ancora a Bandar Abbas comprende il vascello antisom "Ammiraglio Panteleyev", le navi da sbarco "Ammiraglio Nevelsky" e "Peresvet", la nave-soccorso "Foty Krylov" e la nave cisterna "Pechenga". Solamente alcuni anni fa l'idea di navi russe che attraccassero in un porto iraniano era confinata nel campo della fantapolitica ma con le mosse provocatorie e destabilizzanti dell'Occidente imperialista i rapporti tra Mosca e l'Asse della Resistenza si fanno sempre più stretti.
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