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sabato 3 gennaio 2015

Finalmente domato il disastroso incendio al terminal petrolifero di Sidra, che ha divorato quasi due milioni di barili di greggio!!

Nove giorni e un milione e ottocentomila barili dopo l'inizio dell'incendio al terminal di Sidra finalmente gli eroici pompieri libici, malissimo attrezzati e poco addestrati se non nell'uso del proprio coraggio e del loro ingegno sono riusciti ad avere ragione delle fiamme appiccate da un attacco dei miliziani islamisti di 'Fajr Libya' che evidentemente ormai disperano di poter entrare in possesso delle strutture petrolifere di Al-Hilal (Sidra, appunto, Mersa el-Brega e Ras Lanuf) e quindi cercano di danneggiarle o distruggerle per impedire che il Governo legittimo e le truppe del Generale Haftar possano usarle per finanziarsi.

Due mega-cisterne delle diciassette che erano presenti in loco sono andate totalmente in fumo e altre quattro sono rimaste meno gravemente danneggiate; quindi un parziale successo l'attacco dei terroristi sostenuti da Erdogan e dal sovrano di Doha lo ha ottenuto.

I dati sono stati confermati da Al-Mabrook al-Buseif, dirigente della Corporazione Nazionale Petrolifera della Libia, che ha ribadito l'appello all'Italia e agli Usa affinché forniscano personale specializzato e attrezzature avanzate alle autorità competenti, in maniera da poter fronteggiare con maggiore rapidità e minori costi eventuali nuove, future emergenze.

venerdì 17 dicembre 2010

Pompieri palestinesi aiutano Israele a vincere le fiamme di Haifa: non sono ammessi alla cerimonia di Ringraziamento.

Netanyahu e Peres con delegazioni di pompieri stranieri intervenuti a spegnere l'incendio del Carmelo...ovviamente i Palestinesi, primi ad accorrere, non erano presenti!
 Il capo dei servizi anti-incendio cisgiordani, Ahmed Riziq, stava recandosi con dieci dei suoi uomini alla cerimonia ufficiale di ringraziamento organizzata in Israele per il contributo dato da loro e dai loro colleghi dei Territori Occupati nel contrastare e domare le fiamme che, originatesi sulle pendici del Monte Carmelo, hanno incenerito ettari ed ettari di bosco nella parte settentrionale di Israele; grande é stato il suo stupore quando, al posto di blocco che separa la West Bank da Israele, i militari sionisti hanno costretto tre membri del gruppo a rimanere al di là del confine, non essendo perventua l'autorizzazione al loro transito.
L'Apartheid israeliano non conosce pause o eccezioni, nemmeno per gratitudine o riconoscenza.
"O tutti o nessuno" é stata la determinata risposta di Riziq e colleghi, quindi, la programmate kermesse di ringraziamento é stata cancellata. A stretto giro é arrivata un tardivo tentativo di giustificazione da Tel Aviv, che indica un banale errore 'clericale' come causa dell'incidente e prega che questo: "Non venga distorto o ingigantito dai media". L'accaduto, se ve ne fosse bisogno, dimostra chiaramente quanto ormai sia profondo e istituzionalizzata la pratica del razzismo segregazionista nella società israeliana.

In seguito, per cercare in qualche modo di limitare e contenere il danno derivato da questo "faux pas" Riziq é stato convocato per un colloquio presso l'ufficio del Capo dell'Amministrazione civile israeliana, dal quale é emerso con la seguente dichiarazione: "Quanto successo non impedirà ai miei uomini di prestare la loro opera per cercare di salvare vite umane ovunque ci sia bisogno di loro, tanto di qua che al di là del confine con Israele".

Il deputato israeliano di etnia araba Ahmad Tibi, fondatore e leader del partito Ta'al, che si era personalmente impegnato per pianificare e organizzare la cerimonia cancellata ha definito l'accaduto: "Una vergogna", sperando che sia possibile 'recuperarla' nel prossimo futuro.