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venerdì 9 dicembre 2011

Esclusivi video del canale Al-Manar mostrano come Israele ha valutato la recente apparizione pubblica di Nasrallah!



La lotta contro il regime ebraico di occupazione non si porta avanti solo con i razzi, i missili e gli uomini armati, la lotta al sionismo passa anche attraverso i canali dei media: radio, televisione, internet e web 2.0, campi nei quali gli israeliani, sostenuti e aiutati da una enorme e pervasivamente capillare lobby internazionale e da una oliatissima macchina della propaganda partivano con un vantaggio immenso, che ancora pochi anni fa poteva sembrare incolmabile.

Ma gli uomini e le donne dell'organizzazione sciita Hezbollah non si sono scoraggiati, non si sono persi d'animo e hanno perseverato nella loro apparentemente disperata missione con zelo, impegno e dedizione e, puntualmente, come sui campi di battaglia del 2000 e del 2006 arrivarono, finalmente i frutti della vittoria, così anche nel 'battleground' mediatico Hezbollah sta diventando sempre più avvezzo ad avere la meglio su un nemico che, pur poderoso, non mostra nemmeno una frazione della sua arguzia, del suo entusiasmo, della sua inventiva, che, come sempre figlia della necessità, deve trarre il massimo e il meglio possibile da mezzi limitati, mentre gli estensori dell'Hasbara sionista, con a disposizione un incredibile potere di fuoco mediatico, non sembrano capaci altro che di riciclare vecchi stereotipi e solleticare i più bassi e volgari istinti razzisti  e islamofobi del loro pubblico.


Esempio lampante di una ottima organizzazione comunicativa e di una eccellente coordinazione coi settori di intelligence e sicurezza del Movimento é stato il recente discorso pubblico di Hassan Nasrallah in occasione dell'Ashoura, nei sobborghi sciiti di Beirut Sud. Sua Eminienza non solo si é mostrato all'aperto di fronte a una folla adorante, ma ogni suo gesto, ogni sua frase, ogni suo atteggiamento sono riusciti a dare a tutti l'idea di una leadership forte, generosa, carica di ottimismo e aspettative per il futuro. In questi video vediamo come il canale TV di Hezbollah, Al-Manar, abbia raccolto e commentato le reazioni israeliani all'evento, intervallandole con giudizi e apprezzamenti di esperti libanesi.
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sabato 26 marzo 2011

Continua la campagna di pirateria aerea israeliana su Gaza: adesso non sono al sicuro nemmeno i cartelloni!


Un velivolo da guerra israeliano ha attaccato, distruggendolo, nelle scorse ore un cartellone celebrativo eretto da Hamas, il Movimento musulmano di Resistenza, che effigiava fianco a fianco il leader storico Sceicco Ahmed Yassin e Ismail Hanyieh, Primo Ministro del legittimo Governo palestinese, stabilendo una linea di continuità fra la leadership dei fondatori e i successi dei continuatori della loro opera.

Si ricorderà che, dopo numerosi tentativi, alle forze terroriste dello Stato ebraico riuscì finalmente di assassinare lo Sceicco Yassin il 22 marzo del 2004, poco più di 7 anni orsono, con un missile vigliaccamente sparato contro un uomo in carrozzella da un elicottero d'assalto Apache. Nove fedeli che stavano uscendo con lui dalla Moschea vennero trucidati dallo stesso colpo, insieme ai suoi due accompagnatori.

Ci si chiederà come mai, dopo le carneficine dell'ultima settimana, Palaestina Felix riporti una notizia se si vuole "minore", non essendo la perdita di un placard di propaganda politica comparabile alla distruzione della famiglia Al-Halw o alla morte delle altre numerosissime vittime dei bombardamenti israeliani.

Ebbene, secondo la nostra redazione persino questo attacco ci dice qualcosa sulla mentalità delle forze militari sioniste, le quali sono mosse da un odio tanto cieco e da una volontà di sterminio tanto radicata nei confronti dei Palestinesi, che, conseguentemente con l'ideologia sionista vogliono vedere tutti morti o sradicati fuori dalla terra che hanno sempre occupato, da essere capaci perfino di usare armi da aereo del costo di centinaia di migliaia di dollari Usa per incrudelire scioccamente contro un simbolo inanimato, che testimonia però la radicata determinazione palestinese di non cedere nemmeno di un millimetro, a costo di replicare all'infinito il martirio dello Sceicco Yassin.

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