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domenica 30 ottobre 2011

Delegazione di alto livello della Fratellanza Musulmana egiziana visita Gaza e incontra i prigionieri liberati!


Nella giornata di ieri una delegazione di alto livello dell'Ikhwan, la Fratellanza Musulmana egiziana, é arrivata nella Striscia di Gaza per una visita ufficiale: come prima tappa i delegati hanno visitato il Quartier Generale del Consiglio dei Ministri, dove hanno lodato il Governo espresso dal Movimento islamico di Resistenza per la sua grande vittoria culminata nella liberazione di oltre mille prigionieri politici in cambio dell'Ebreo francese che si era arruolato nelle truppe di occupazione sioniste.

La delegazione, che includeva il Vice della Guida Suprema del movimento, Jumu'a Amin, oltre ad altri importanti dignitari come Muhammad Wahdan e Hazim Mansour é stata accolta dal Governo palestinese al completo e da alcuni alti funzionari di Hamas come il leader storico Zahar (di madre egiziana) e diversi altri ancora. Il Premier Ismail Haniyeh ha offerto un segno tangibile dell'apprezzamento di tutti gli abitanti di Gaza e di tutti i Palestinesi per gli sforzi e la solidarietà mostrati verso la Striscia e la Palestina occupata dagli egiziani e dai membri dell'Ikhwan in particolare.

La delegazione egiziana ha quindi visitato la sede del Parlamento e ha incontrato i prigionieri liberati che sono da poco tornati a Gaza; Jumu'a Amin ha quindi espresso le proprie congratulazioni a tutti loro e ha espresso l'augurio che molto presto almeno altrettanti loro compagni di carcerazione e di lotta possano venire liberati, grazie ai successi della Resistenza e al sostegno convinto di tutti gli arabi e tutti i musulmani.

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lunedì 29 agosto 2011

Il Primo Ministro Hanyieh chiede aiuto alla Turchia per sventare l'emergenza sanitaria che incombe su Gaza!


Il Primo Ministro palestinese Ismail Haniyeh ha chiesto al suo collega turco Recep Erdogan di provvedere a rifornire di medicine, articoli medicali e apparecchiature le cliniche e gli ospedali di Gaza, portati sul punto del collasso dalle tragiche conseguenze del brutale strangolamento economico sionista, con cui il regime ebraico vorrebbe "punire" la voglia di Resistenza della popolazione della Striscia, nella fallace speranza di rendere l'amministrazione di Hamas invisa agli abitanti.

Lo abbiamo già detto, ma vale la pena di ripeterlo, non é possibile piegare popolazioni coese e determinate tramite le angherie, gli abitanti di Sarajevo non hanno spalancato le porte a cecchini e miliziani serbi, gli inglesi non hanno cacciato Churchill da Downing Street sotto le bombe del 'Blitz', gli abitanti di Leningrado hanno preferito morire a migliaia piuttosto che cedere ai nazisti; pensare di piegare Gaza con l'assedio é un'allucinazione, una chimera.

Tornando alla richiesta di Haniyeh, l'appello all'aiuto turco é stato lanciato poco dopo l'arrivo dei convogli di aiuto dal Sudafrica e da Khartoum, che, per quanto generosi, hanno solamente fatto fronte a necessità immediate, mentre per un vero miglioramento della situazione sono necessarie quantità di farmaci e materiali almeno dieci, forse venti volte maggiori di quante non ne arrivino attualmente. Dopo aver ringraziato personalmente i cooperanti africani e aver ricordato gli sforzi di tutti coloro che hanno reso possibile l'arrivo degli ultimi convogli Haniyeh ha ricordato gli sforzi e i sacrifici (anche di sangue) spesi dal Popolo turco per aiutare la Striscia, augurandosi che presto grazie agli sforzi di Ankara il settore sanitario di Gaza possa finalmente uscire dall'emergenza.
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giovedì 4 agosto 2011

Hanyieh visita una famiglia palestinese e consuma con gli ospiti il pasto dell'Iftar


Il Primo Ministro palestinese Ismail Hanyieh nella nottata di ieri ha reso visita a una delle più povere famiglie di Gaza, portando con sé pacchi di aiuto forniti dal Governo e consumando coi suoi ospiti l'Iftar, il pasto che rompe il digiuno diurno del Ramadan. L'evento ha fatto seguito a un appello lanciato dallo stesso Hanyieh ai membri del proprio esecutivo di moltiplicare i propri sforzi per entrare in contatto con le mille sofferenze della popolazione della Striscia.

Hanyieh, prima della cena, si é trattenuto col capofamiglia Ayman ar-Rawadi, ascoltando la cronaca delle difficoltà in cui egli si é trovato dopo aver perso il lavoro in seguito ai bombardamenti israeliani di due anni e mezzo fa; nel corso del brutale 'pogrom' militare contro l'enclave palestinese assediata, infatti, gli aggressori sionisti hanno distrutto la maggior parte delle industrie, delle fabbriche, delle officine, gettando sul lastrico migliaia e migliaia di famiglie.

Rawadi, la moglie e i loro tre figli si sono ridotti a vivere in una 'casa' costituita da una stanza comune, un cucinino e un piccolo bagno; Hanyieh, dopo avere ascoltato la sua storia, ha promesso un intervento edilizio pubblico per offrirgli un alloggio più degno e un impegno per trovare un posto nell'amministrazione pubblica per lui. "Per il mio esecutivo, per la responsabilità che provo nei confronti di ogni abitante di Gaza, venire incontro alle loro difficoltà e ai loro bisogni é più che un dovere, é una necessità".

A quel punto il Primo Ministro e i suoi ospiti si sono seduti a tavola, rompendo il digiuno del mese sacro e passando una serata tranquilla, la prima in casa Rawadi dopo tanti, troppi mesi di incertezza e sconforto.
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mercoledì 3 agosto 2011

"Miles of Smiles" prepara per la Striscia di Gaza i convogli di aiuto umanitario numero cinque, sei e anche sette!


Il Dr. Issam Youssef, Coordinatore Generale della carovana umanitaria "Miles of Smiles 4", recentemente arrivata a portare nella Striscia di Gaza medicine, attrezzature mediche e soprattutto chili e chili di latte in polvere rinforzato necessario a salvare la vita dei neonati prematuri, nati già denutriti da madri che soffrono le privazioni imposte al ghetto di Gaza dagli Shylock di Tel Aviv, ha portato agli abitanti dell'enclave palestinese la lieta notizia che, dopo il quarto convoglio, la sua organizzazione ne sta allestendo un quinto, un sesto e un settimo, che arriveranno a destinazione nelle prossime dodici settimane.

"Miles for Smiles 5", in particolare, dovrebbe già giungere a Gaza prima della fine di agosto. Youssef, parlando a un incontro tra il Premier palestinese Ismail Hanyieh e una delegazione di giovani che sono entrati a Gaza insieme agli aiuti umanitari ha chiesto che tutte le ONG e le associazioni per i Diritti Umani compiano "ogni sforzo" per incrementare l'invio di beni essenziali al popolo di Gaza, per vanificare e sconfiggere l'arroganza israeliana e far crollare i suoi propositi di assedio e di manipolazione politica tramite la fame e le privazioni.

Issam Youssef ha aggiunto che, per dare più valore simbolico ai convogli, la sua organizzazione sta studiando il modo di fare arrivare "Miles of Smiles 6" tra le ricorrenze musulmane di Eidul Fitr e Eidul Ahda e "Miles of Smiles 7" proprio durante la prossima Eidul Adha. Hanyieh, ringraziandolo, ha anche lodato i giovani volontari notando come la loro presenza confermi che, in tutto il mondo, la gioventù internazionale si schiera con solidarietà e simpatia a fianco del popolo palestinese, contro i soprusi e gli affronti delle forze imperialiste e sioniste.

"La vostra presenza, e il continuo arrivo di aiuti e solidarietà, parla chiaro, parla ai politici e generali israeliani, dice loro che chi attacca Gaza attacca tutta l'Umanità e da tutta l'Umanità verra combattuto e sconfitto".
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venerdì 22 luglio 2011

Via libera alla visita del Primo Ministro Erdogan alla Striscia di Gaza, si terrà la settimana prossima!


La Giunta militare di Transizione egiziana ha acconsentito a che, dopo aver terminato la propria visita al Cairo, il Primo Ministro turco Recep Erdogan, recentemente riconfermato al potere da un vero e proprio plebiscito che ha consegnato al Partito AK la maggioranza assoluta per la terza volta in dodici anni, possa attraversare la penisola del Sinai col suo seguito ed entrare nell'enclave palestinese di Gaza attraverso il varco di confine di Rafah.

Erdogan aveva pubblicamente annunciato di voler raggiungere la Striscia "il prima possibile" e, dovendo nei prossimi giorni recarsi in visita ufficiale in Egitto, non pochi erano stati coloro che avevano previsto un suo successivo spostamento verso Gaza, visto che l'Egitto controlla l'unico accesso 'libero' al territorio costiero altrimenti strettamente assediato dalle forze sioniste.

Erdogan in questo modo tiene fede alla parola data a una delegazione egiziana che aveva visitato la Turchia poco prima delle elezioni, cui aveva promesso che, se fosse risultato di nuovo vittorioso, avrebbe immediatamente visitato l'Egitto per spronare la sua classe dirigente a continuare sulla strada della solidarietà con Gaza e della rescissione di tutti i legami col regime sionista, quindi avrebbe visitato Gaza stessa.

L'osservatore politico e giornalista egiziano Ibrahim Darrawy, direttore del Centro Studi Palestinesi, ha annunciato che la visita a Gaza e l'incontro già annunciato col Primo Ministro Ismail Hanyieh costituiranno un forte colpo vibrato contro Mahmoud Abbas, il quale, dopo aver firmato ad aprile il Protocollo di Riconciliazione con Hamas lo ha poi a tutti gli effetti sabotato insistendo ostinatamente sulla nomina di Salam Fayyad a Primo Ministro, facendo arenare ogni trattativa.
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sabato 9 luglio 2011

Il Primo Ministro palestinese ringrazia i volontari internazionali che stanno pacificamente invadendo l'aeroporto di Lod


In un recente messaggio il Primo Ministro palestinese Ismail Hanyieh ha elogiato il coraggio e la determinazione dei volontari internazionali che stanno entrando in Israele tramite l'aeroporto di Lod per testimoniare la propria solidarietà col popolo assediato di Gaza e più in generale contro tutte le vittime dell'Apartheid sionista.

E' una vera e propria "Freedom Flytilla" quella che si é riversata contro lo Stato ebraico proprio quando i suoi dirigenti e la lobby sionista internazionale pensavano di avere avuto successo nel bloccare le navi di aiuti umanitari alla fonda in Grecia.

Comportandosi da piccolo paese meschino e tremebondo qual'é Israele ha cercato di bloccare l'afflusso di attivisti e di espellere o imprigionare quelli già arrivati, mostrando di non avere ancora capito che ogni reazione violenta, antidemocratica, inconsulta non fa che esporre sempre di più al mondo l'ipocrisia del regime ebraico.
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Hanyieh chiede all'Egitto di aprire Rafah al transito delle merci per porre fine all'emergenza umanitaria di Gaza!


Il Primo Ministro palestinese Ismail Hanyieh, accogliendo con gratitudine la carovana di solidarietà medica recentemente entrata nel ghetto assediato di Gaza grazie agli sforzi dell'Unione Medici Arabi ha invitato ufficialmente le autorità del Cairo a rimuovere qualunque restrizione al traffico di merci attraverso il varco di Rafah, l'unico non sottosposto al controllo sionista, che tuttavia dalla caduta del tiranno Mubarak (che lo manteneva chiuso) é stato riaperto soltanto al traffico di passeggeri e non di beni.

"Non vi é alcun dubbio che qui a gaza siamo impegnati in una sfida triforme: militare, viste le continue aggressioni armate condotte da Israele contro le nostre strutture economiche e la nostra popolazione civile, economica, visto il perdurante stato di assedio col quale ci confrontiamo ormai da quattro anni e infine politica, visto che l'assedio é stato lanciato in primo luogo per completare l'aggressione contro il legittimo e democratico risultato della consultazione elettorale di cinque anni fa" ha dichiarato Hanyieh, aggiungendo che la battaglia scatenata contro la popolazione di Gaza si é risolta in una nuova sconfitta israeliana, vista la pazienza, la sopportazione e il coraggio degli abitanti della Striscia, che si sono stretti attorno ai loro rappresentanti e governanti invece di disaffezionarsi da essi come Tel Aviv sperava che avrebbero fatto.

"La completa riapertura di Rafah é questione vitale per noi, visto che, una volta ottenutala, l'assedio israeliano perderà completamente significato e, sgravato dalle preoccupazioni economiche, alimentari e sanitarie il Governo Palestinese potrà dedicarsi con più intensità e costanza alle altre gravi questioni che richiedono la sua attenzione".
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martedì 21 giugno 2011

Rimandato il vertice Hamas-Fatah previsto per oggi!


Il programmato incontro tra Mahmud Abbas e Khaled Mishaal, previsto per oggi al Cairo e mirato al raggiungimento di un'intesa su un possibile Premier per un Governo palestinese di unità nazionale non si terrà a causa della perdurante distanza tra le parti riguardo al nome del nuovo Primo Ministro; parlando con inviati dell'Agenzia Reuters alcuni rappresentanti di Fatah hanno ribadito che il vertice é stato aggiornato "a data da destinarsi", con il pieno sostegno della Giunta egiziana, che avrebbe dovuto ospitarlo.

Tanto Azzam al-Ahmed di Fatah quanto Taher al-Nunu di Hamas si sono detti "fiduciosi" e sicuri che, una volta che verrà riconvocato, l'incontro non soltanto si terrà ma segnalerà l'uscita dall'impasse attuale nel riempimento del gap che ancora divide il Movimento di Resistenza musulmano dall'ex-organizzazione di Arafat. Già nella giornata di ieri un accenno contenuto all'interno di una dichiarazione-stampa del Governo Hanyieh accennava, con preoccupazione, alla possibilità che l'incontro al Cairo potesse venire rimandato.

Hamas ha già dichiarato che non ricandiderà Hanyieh alla carica di Premier, ma Fatah non ha compiuto un gesto equivalente, anzi, continua a insistere sul nome di Salam Fayyad, finora "capo" dell'amministrazione 'de facto' di Hamas in Cisgiordania, come possibile nome del nuovo Primo Ministro, senza considerare la grande impopolarità di questo nome presso la maggior parte dell'opinione pubblica palestinese, soprattutto nella West Bank.
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mercoledì 1 giugno 2011

Ismail Hanyieh inaugura al Porto di Gaza un monumento alla memoria dei caduti della "Mavi Marmara"!


Il Primo Ministro Ismail Hanyieh ha inaugurato nella giornata di oggi un monumento commemorativo nel Porto di Gaza in onore delle vittime della Freedom Flotilla, il convoglio internazionale di aiuti umanitari che esattamente un anno fa vide la propria ammiraglia (la motonave 'Mavi Marmara') abbordata piratescamente in acque internazionali dai 'commando' israeliani che, dopo avere aggredito e immobilizzato gli attivisti che portavano cibo, farmaci, apparati medicali e materiali didattici alla Striscia di Gaza ne uccisero una decina con colpi sparati alla schiena e alla nuca.

La cerimonia si é svolta solennemente tra il garrire dei vessilli di tutte le nazioni che hanno preso parte al nobile sforzo umanitario soffocato nel sangue dal brutale Regime dell'Apartheid tra cui era annoverato anche il tricolore italiano grazie alla presenza tra gli attivisti diretti verso l'enclave assediata di Gaza anche del volontario e attivista Vittorio Arrigoni, che poco più di un mese fa é arrivato a dare la stessa vita per la Causa che aveva deciso di sostenere e portare avanti.
Haniyeh ha dato voce al convincimento di tutti i Palestinesi e dei loro sostenitori che ritengono impossibile arrivare all'affermazione dei loro innegabili e inalienabili Diritti attraverso una via diversa da quella della Lotta e della Resistenza; tramite questo sentiero aspro, impervio e troppo spesso sanguinoso, ha articolato Hanyieh e con il sostegno della Comunità musulmana internazionale, del Mondo Arabo e di tutti quegli uomini di buona volontà che riconoscono le ragioni storiche della Palestina e dei Palestinesi sarà possibile affermare e far riconoscere lo Stato palestinese e far rientrare entro i suoi confini tutti i profughi del 1948, del 1967 e i loro discendenti.

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Le strutture sanitarie di Gaza al collasso per mancanza di carburante!


Il Ministro della Salute del Governo Hanyieh, Basim Na'im ha dichiarato che, a causa della scarsità di combustibile, una maggiore crisi sanitaria nella Striscia di Gaza, le cui conseguenze comprenderanno certamente la morte di dozzine di pazienti, é "pressoché inevitabile". I continui devastanti attacchi israeliani alla rete elettrica di Gaza e all'unica, già insufficiente centrale elettrica hanno avuto come conseguenza il rendere le strutture ospedaliere dell'enclave palestinese assediata dipendenti da generatori autonomi a diesel e a nafta, che richiedono l'afflusso costante di "almeno" 200000 litri di combustibile al mese.

Lo strangolamento economico cui lo Stato ebraico sottopone gli abitanti del ghetto costiero di Gaza impedisce l'approvvigionamento regolare e costante di una quantità di carburanti così ingente, costringendo cliniche e ospedali a rivolgersi al mercato nero dei beni contrabbandati attraverso i tunnel, con gravi esborsi economici che potrebbero altrimenti essere investiti in farmaci o attrezzature sanitarie. Il Ministro Na'im ha fatto appello alle ONG umanitarie e alla Comunità internazionale affinché si mobilitino per fornire agli ospedali di Gaza il combustibile necessario a tenere in funzione strutture salvavita come i reparti di rianimazione, quelli di dialisi e le banche del sangue.
Fino a che era al potere Hosni Mubarak l'Egitto collaborava con l'assedio israeliano, ora la giunta militare di transizione ha aperto Rafah al traffico passeggeri, ma non ancora a quello di merci...
Il Ministero si é anche appellato all'Egitto affinché, dopo l'apertura incondizionata di Rafah al traffico passeggeri (cosa che ha permesso a molti gazesi bisognosi di esami o terapie mediche impossibili a svolgersi nella Striscia di andare a cercarli al Cairo o ad Alessandria), permetta anche il libero traffico di beni e merci, ponendo così praticamente fine all'assedio illegale dichiarato da Israele nel 2006 come 'misura punitiva' contro la popolazione palestinese che aveva dato il suo convinto sostegno alle liste elettorali di Hamas durante le regolari e democratiche elezioni politiche palestinesi.

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lunedì 30 maggio 2011

Shaath e Hanyieh si accordano sulla definitiva chiusura del "Dossier dei prigionieri" nel quadro della riconciliazione Hamas-Fatah


In un vertice tenuto ieri, domenica 29 maggio, l'esponente del Comitato Centrale di Fatah Nabil Shaath e il Premier palestinese Ismail Hanyieh (in rappresentanza del Movimento Hamas) hanno convenuto sulla urgente necessità di chiudere il dossier degli arresti politici avvenuti nei confronti di membri e simpatizzanti della fazione di Mahmoud Abbas e del Movimento religioso di Resistenza all'epoca della divisione politica e territoriale tra Striscia di Gaza e Cisgiordania, conseguita al tentativo fallito di Fatah di rovesciare con le armi il risultato delle democratiche e regolari elezioni politiche palestinesi tenutesi nel 2006.

Shaath ha assicurato il Primo Ministro Hanyieh che "la questione degli arresti politici sarà completamente chiusa in Gaza come nella West Bank e che, col numero dei detenuti in costante discesa il dossier potrà presto essere archiviato". In una conferenza stampa tenuta dopo il meeting il rappresentante di Fatah ha voluto sottolineare come la 'stella polare' del processo di normalizzazione attualmente in corso con Hamas é sempre stato il protocollo d'intesa cairota siglato il 3 maggio scorso, che "ha fornito indicazioni e procedure chiare per lo scioglimento di tutti i nodi e i punti di contesa".

Da parte sua Hanyieh ha tenuto a sottolineare l'importanza dell'immediato inizio delle procedure di costruzione della fiducia e di smorzamento della tensione, a partire dalla liberazione dei prigionieri, dall'abbassamento delle misure di sicurezza dall'addolcimento dei toni di messaggi e comunicati, "che abbiamo iniziato ad apprezzare da parte dei nostri interlocutori cisgiordani fin dai giorni immediatamente successivi alla firma". Il Premier ha concluso il suo intervento esprimendo la certezza che l'evitare del ripetersi di divisioni geografiche o politiche nell'arco delle organizzazioni palestinesi costituirà il prerequisito fondamentale per la difesa e la conquista di tutti i Diritti della Nazione palestinese: dall'Indipendenza entro confini statali certi e sicuri al Diritto al Ritorno per i profughi della Nakba e tutti i loro discendenti.
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martedì 17 maggio 2011

Dal Governo Hanyieh cinquanta nuove barche per i pescatori di Gaza perseguitati dalla marina sionista!!


Il Ministro dell'Agricoltura del Governo Hanyieh, il Dottor Mohamed Ramadan al-Agha, ha annunciato la prossima implementazione di un piano dell'Esecutivo per fornire ai pescatori dell'enclave costiera assediata, colpiti dalle aggressioni armate della marina sionista, ben cinquanta nuove e moderne imbarcazioni da pesca totalmente gratis, di cui quaranta verranno assegnate a vittime dei cannoneggiamenti e dei mitragliamenti israeliani che hanno perso il loro natante e altre dieci a pescatori particolarmente indigenti che non riescono a riparare o sostituire il loro vecchio barcone.

Annunciando il progetto, Al-Agha ha dichiarato che il suo Ministero ha cercato di accelerare al massimo le procedure di consegna in modo da permettere ai pescatori di ricominciare quanto prima il lavoro, che permette di mantenere le loro famiglie e porta pesce fresco sulle tavole di Gaza, ancora duramente colpita dalle disumane misure di strangolamento economico applicate contro di essa dal Regime dell'Apartheid. Questo spiega l'accanimento della marina ebraica contro i pescatori di Gaza: perseguitando loro essa cerca di affamare ancor peggio la popolazione della Striscia.


Nel contempo il Primo Ministro Ismail Hanyieh, partecipando alla cerimonia durante la quale é stata presentata l'iniziativa, ha duramente condannato il codardo attacco alla Motonave Finch che, recando con sé un carico di tubature fognarie, é stata aggredita e fatta segno di fuoco dalel motovedette di Tel Aviv. Il Primo Ministro ha lodato il coraggio dell'equipaggio di volontari malesi, irlandesi, indiani e canadesi e ha invitato le ONG di tutto il mondo a continuare a inviare imbarcazioni umanitarie a Gaza per mettere sempre più in crisi la macchina dell'assedio sionista.

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Ghazi Hamad: "Mettetevi il cuore in pace, Hamas non riconoscerà MAI Israele!!"


Ghazi Hamad, Segretario dell'Autorità di Confine del Governo Hanyieh, già caporedattore dei quotidiani Al-Watan e Ar-Risala, da oltre un quarto di secolo attivo nelle fila del Movimento musulmano di Liberazione Hamas ha rilasciato una netta quanto chiara intervista all'emittente internazionale iraniana PressTV, durante la quale ha recisamente negato che possa esistere la benché minima possibilità che la sua organizzazione riconosca mai alcun "diritto all'esistenza" dello Stato ebraico dell'Apartheid, impiantato 63 anni fa su terra palestinese occupata.

"La Palestina appartiene ai Palestinesi, integralmente, non 'un poco', non 'una parte'; non é assolutamente pensabile o figurabile che Hamas rinunci a questo assunto, non é assolutamente possibile che Hamas permetta un'altra sovranità diversa da quella palestinese su alcuna parte del territorio, che sia Gaza, la West Bank, la Valle del Giordano o altrove.

"Gli sviluppi che ci sono stati recentemente (chiaro riferimento alla piattaforma di riconciliazione nazionale siglata al Cairo lo scorso 27 aprile insieme ai dignitari di Fatah e delle altre fazioni palestinesi minoritarie) non tolgono né cambiano niente alla determinazione di Hamas di perseguire i suoi obiettivi originari, anzi, sono da inquadrarsi nella strategia che Hamas ha seguito coerentemente dal 2000: integrarsi nell'OLP per riformarla dall'interno, prendere legittimamente e democraticamente il controllo dell'Autorità nazionale palestinese con la partecipazione e la vittoria elettorale, rafforzare i legami con ONG internazionali e altri Stati arabi e musulmani".

I sognatori della "Soluzione a due Stati" sono avvertiti, in Hamas non troveranno sponde o sostegno ai loro sogni stuporosi di lotofagi e mangiatori d'oppio.

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mercoledì 4 maggio 2011

Khaled Mishaal incontra Nabil Arabi, Hanyieh affronta la stampa internazionale


Come in precedenza annunciato su queste stesse pagine, oggi una delegazione di dignitari di Hamas guidata dal leader del Movimento, Khaled Mishaal, ha incontrato il Ministro degli Esteri egiziano Nabil el-Arabi e una delegazione di diplomatici del Cairo.

Il reporter dell'agenzia stampa palestinese "Palestine Info Center" cha ha assistito al meeting ha dichiarato che tra i temi sollevati ci sono state le future prospettive di cooperazione egiziano-palestinesi, l'apertura definitiva del confine di Rafah e scenari a breve e medio termine nella politica regionale.

Una volta sciolto l'incontro la delegazione del Movimento di Resistenza musulmano si é incontrata con Amr Moussah della Lega Araba.

Mentre questi importanti incontri avevano luogo il Primo Ministro del legittimo Governo palestinese, Ismail Hanyieh, ha incontrato una delegazione della stampa regionale e internazionale discutendo il raggio e la profondità degli sforzi compiuti per addivenire allo storico documento di intesa firmato ieri con la fazione Fatah.

Hanyieh ha messo in guardia tutti i sinceri amici della Palestina dal pericolo che gli Usa e altri stati occidentali asserviti agli interessi israeliani e sionisti ritirino il loro sostegno a Fatah ora che la fazione di Abbas ha scelto di stare con il suo popolo e non con i suoi oppressori: una minaccia che bisogna sventare col sostegno politico, diplomatico e anche finanziario dei paesi arabi e musulmani.



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