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martedì 9 agosto 2011

Israele continua ad avvelenare i detenuti politici palestinesi servendo loro cibo avariato!


Il Dipartimento degli Affari dei Prigionieri della fazione Fatah, basato a Ramallah, ha denunciato che per la seconda volta in quaranta giorni nelle carceri israeliane si é verificato un episodio di avvelenamento alimentare che, questa volta, ha coinvolto quaranta detenuti politici palestinesi, ricoverati d'urgenza con sintomi di diarrea e vomito dopo aver consumato latticini scaduti acquistati a prezzo ribassato dall'amministrazione carceraria israeliana.

L'episodio, avvenuto nel carcere di Nafha, nel deserto del Negev, segue quello che vide, come vivanda 'incriminata' un preparato di carne servito come ripieno di sandwich. Le prigioni israeliane, per massimizzare i profitti, ricorrono spesso all'acquisto di vivande scadute non più commercializzabili; in Israele le garanzie a tutela dei consumatori sono da terzo mondo, ben lontane dai rigidi standard di qualità europei; in supermarket e centri commerciali dello Stato ebraico é usuale recarsi a fare spesa dalle sei di sera in poi visto che i punti vendita organizzano 'sconti speciali' poco prima della chiusura per quegli articoli che altrimenti dovrebbero venire buttati. Se questo é l'andazzo nei confronti dei 'normali' consumatori, figuriamoci cosa possa avvenire dietro le sbarre e i cancelli di una prigione!

Il responsabile degli Affari dei Prigionieri di Fatah, Issa Qaraqei ha dichiarato di ritenere l'amministrazione carceraria sionista "pienamente responsabile" di deliberate negligenze sanitarie e profilattiche nei confronti dei prigionieri, chiedendo che la Croce Rossa invii immediatamente un pannello di esperti a verificare le condizioni di vita e di mantenimento dei detenuti politici palestinesi. Dall'interno del carcere di Nafha il prigioniero Amgad Abu Latifah, comunicando tramite il proprio legale ha dichiarato che le vittime dell'avvelenamento alimentare hanno intenzione di sporgere ufficialmente reclamo contro la direzione carceraria.
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domenica 24 luglio 2011

Prigioniero politico palestinese impazzisce in carcere dopo vent'anni di completo isolamento, la famiglia ne chiede il rilascio!


La famiglia del prigioniero politico palestinese Owadiah Kullab, che dopo aver trascorso quasi un quarto di secolo in prigione di cui due decadi in totale e completo isolamento ha subito danni psicologici irreparabili perdendo del tutto la ragione, ha emesso uno straziante appello alla comunità internazionale e alle organizzazioni di difesa dei diritti umani affinché esercitino pressioni determinate su Israele e sul suo sistema carcerario per ottenerne una pronta liberazione.

Kullab, arrestato nel 1988, nel corso della Prima Intifada, venne condannato all'ergastolo da una corte militare secondo una procedura del tutto in contrasto con le più elementari norme di Diritto e, nel corso della sua sentenza é stato perdipiù tenuto quasi costantemente in isolamento solitario, senza poter godere nemmeno di quel minimo di calore umano e cameratismo che esiste fra i carcerati.

Asef, figlio di Kullab, che, avendo da poco compiuto 23 anni non ha mai potuto incontrare suo padre in un ambiente diverso dalla prigione, dichiara che sono ormai anni che il suo genitore, minato nella salute psichica, non lo riconosce più: "Le forze di occupazione israeliane hanno tolto a tutti i Palestinesi una terra e una patria, a me hanno tolto anche di più visto che mi hanno privato per sempre di mio padre; mio padre é ormai una larva d'uomo, che pericolo può rappresentare per il potente stato ebraico? Dov'é la Croce Rossa? Dove sono i difensori dei diritti umani? Cosa aspettano a fare qualcosa?".
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lunedì 20 giugno 2011

E' arrivato a Gaza il convoglio di aiuti medici "Miles of Smiles 3"!



Il convoglio di aiuti umanitari "Miles of Smiles 3" é entrato ieri nell'enclave palestinese assediata da Israele recando con sé trenta tonnellate di medicinali urgentemente necessari, attrezzature ortopediche e medicali e latte in polvere per i neonati di Gaza. Insieme agli aiuti sono arrivati 53 volontari europei di diverse etnie e nazionalità che hanno viaggiato migliaia e migliaia di chilometri per portare finalmente un sorriso sul volto dei bambini della Striscia, i primi a venire colpiti dalla disumana crudeltà dei politici e dei militari sionisti.

"E' molto importante dimostrare al mondo la sofferenza causata dalle politiche di Israele e la necessità di infrangere e spezzare la morsa dell'assedio contro Gaza, per restituire la pace e la normalità alla vita dei suoi abitatti", ha dichiarato Ibrahim Hewitt, Segretario dell'ONG umanitaria britannica "Interpal". Israele ha dichiarato un assedio unilaterale contro la Striscia di Gaza nel 2007, dopo che Fatah, istigata dal Regime dell'Apartheid e dagli Usa fallì nel tentativo di rovesciare il legittimo Governo di Hamas, risultato dall'esito delle elezioni democratiche del 2006.

Oltre 360 pazienti sono morti negli ultimi 4 anni a causa della mancanza di medicinali essenziali e di risorse mediche con cui effettuare esami e interventi; adesso che l'Egitto ha parzialmente aperto il varco di Rafah la situazione é marginalmente migliorata, ma gli intoppi burocratici e una non sempre perfetta coordinazione tra autorità palestinesi ed egiziane sottolineano comunque la necessità di aprire incondizionatamente i confini della Striscia e di continuare a sostenere gli sforzi dei volontari internazionali che si impegnano a rompere lo strangolamento sionista, come quell di "Miles of Smiles" e della prossima "Freedom Flotilla 2 - Stay Human".
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mercoledì 20 aprile 2011

E' quasi pronta a partire la carovana solidale per Gaza "Miles of Smiles 3"!


Diverse organizzazioni internazionali per i Diritti umani, in coordinazione con istituzioni umanitarie e mediche dei territori palestinesi stanno cooperando per aumentare il più possibile la qualità della vita dei bambini della Striscia di Gaza e, nell'ambito di questo sforzo, stanno mettendo a posto gli ultimi dettagli per il lancio del terzo convoglio "Miles of Smiles".
"Miles of Smiles 1" trasportò a Gaza ben 279 sedie a rotelle per i feriti e i mutilati del brutale 'pogrom' militare sionista
"Dopo le precedenti carovane 'Miles of Smiles' che raggiunsero il territorio assediato di Gaza rispettivamente nel novembre 2009 e nell'agosto 2010 siamo molto felici di provare per la terza volta a far fiorire un sorriso sulle labbra dei bambini palestinesi", così recita un entusiastico comunicato stampa rilasciato nella giornata di ieri dal comitato promotore dell'iniziativa.

Il convoglio é sostenuto dall'ex Primo Ministro libanese Salim al-Hoss, che presiede anche la Campagna internazionale per la Fine dell'Assedio a Gaza, e vede la partecipazione dei Partner europei per la Pace e lo Sviluppo per la Palestina e diverse altre sigle, fra cui spicca la Croce Rossa/Mezzaluna Rossa internazionale. Ogni data tra il 21 e il 26 aprile 2011 potrebbe vedere la partenza della carovana, che trasporta principalmente attrezzature e rifornimenti medici, per sostenere il settore peggio colpito dalle disumane politiche di assedio imposte contro la popolazione civile dalle autorità sioniste.

L'assedio israeliano non ha alcuna giustificazione se non la volontà persecutoria di "punire" la popolazione di Gaza per accettare la legittima autorità di Hamas, vincitore delle elezioni del 2006 e unica forza politica legittimata ad esercitare autorità di Governo non solo nella Striscia di Gaza, ma anche in Cisgiordania (dove invece vige 'de facto' la legge di Fatah, basata solo sulla sua forza militare e priva di ogni giustificazione legale).

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