
Ancora una volta l'accortezza e la prontezza di risposta degli operatori della difesa aerea iraniana si sono rivelate ostacolo proibitivo per i tentativi degli 'occhi elettronici' dell'imperialismo a stelle e strisce di carpire informazioni sulla Repubblica Islamica dell'Iran.
Solamente a pochi giorni dalla fallita incursione dell'aereo-spia U-2 penetrato nello spazio arero iraniano all'altezza dello Stretto di Ormuz e ben presto ritiratosi sul Mar dell'Oman una volta che il suo equipaggio si é resto conto di essere stato avvistato dai radaristi di Teheran che un nuovo tentativo di incursione é stato affidato questa volta a un UAV senza pilota.
Secondo le parole del comandante della Base Aerea di Khatam al-Anbiya, Generale Ismaili, un F-4 Phantom dell'IRIAF é stato subito mandato a intercettare il 'Predator' americano, ma, prima ancora di poterlo avere nei propri mirini quest'ultimo é stato richiamato dai suoi controllori al di fuori dello spazio aereo iraniano.
Solo la pronta ritirata ha impedito che l'UAV della General Atomics si unisse ai due ScanEagle, all'RQ-170 e agli altri cinque 'droni' Usa già in possesso degli ingegneri iraniani.




