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sabato 16 agosto 2014

Continua in Cisgiordania il terrorismo sionista: dozzine di Palestinesi sequestrati con la complicità di Fatah e Anp!!

L'ufficio gerosolimitano della Società per il Sostegno ai Prigionieri Palestinesi ha riportato che nelle ultime quarantotto ore militari e paramilitari sionisti si sono letteralmente scatenati in un'orgia di violazioni, invasioni di case, pestaggi, saccheggi, violenze e soprattutto rapimenti, che hanno colpito 64 cittadini della Cisgiordania, molti di loro ex-prigionieri politici liberati grazie alla Resistenza.

Quasi tutti i Palestinesi rapiti sarebbero stati portati nel "lager" di Ramleh, struttura tristemente nota per le torture e gli abusi che vi compiono: una vera Via Tasso sionazista. Tra i rapiti menzioniamo Mohammed al-Hathaleen, Farid Zghayyar, Tarek Qawasmi, Luay al-Uweiwy, di Al-Khalil,

Mohammed Ekhlayyel, già liberato nel 2011, é stato rapito dai sionisti e portato in una base militare vicino Etzion; a Betlemme quattro ragazzi meno che diciotteni sono stati rapiti nelle loro stesse case: Haidar Hamamra, Mohammed Hamamra, Firas Hamamra e Bakr Shousha. A Jenin sono stati rapiti Usama Kamil e Ahmad Kamil.

Nessuna forza palestinese si é mobilitata per difendere questi legittimi abitanti della West Bank: ecco i risultati del "dialogo" e del 'riconoscimento di israele' che si vorrebbero imporre ad Hamas. Ma il vigliacco regime razzista di Tel Aviv capisce solo la forza armata.

venerdì 1 marzo 2013

Appena scoperti gli "altarini" del traffico d'armi gli Ustasa croati al servizio di Israele fuggono dal Golan occupato!

Non appena si é diffusa nel mondo la notizia dei massicci acquisti di armi croate da parte dei sostenitori delle bande mercenarie terroriste in Siria il comando delle forze ONU stazionanti nel Golan occupato militarmente (in contravvenzione col Diritto Internazionale) da Israele é stato avvertito che tutte le forze croate presenti nella zona verranno "ritirate il prima possibile".

Non é chiaro quale "genio" abbia pensato di schierare nel Golan siriano truppe di uno Stato che si é reso colpevole di innumerevoli crimini di guerra contro musulmani durante la Guerra Civile Jugoslava; molto probabilmente la presenza dei militari croati eredi degli Ustasha fascisti e filonazisti era gradita agli occupanti sionisti.

Durante gli anni '90 molti militari israeliani in attività e a riposo andarono a Zagabria ad addestrare le forze regolari croate ma anche le milizie più sanguinarie ed estremiste come l'HVO, col beneplacito di CIA e Casa Bianca, e senza dubbio avranno anche loro insegnato le tecniche di "pulizia etnica", massacro e tortura raffinate dai sionisti in decenni di crimini contro la Palestina, il Libano e tutti gli Stati circostanti.

Comunque ora, a passo di corsa e con la coda tra le gambe per il timore di rappresaglie i nipotini degli Ustasa fuggono dal Golan Siriano...nessuno davvero ne sentirà la mancanza!!!

mercoledì 27 febbraio 2013

Gli emiri del petrolio comprano in Croazia le armi per i terroristi wahabiti!

Le continue sconfitte subite dalle cellule cancerose dell'insorgenza terrorista foraggiata contro la Siria dai forzieri dei petrodollari sauditi e qatarioti, con il loro corollario di sequestri e confische di arsenali anche estremamente ingenti hanno messo seriamente "in panne" le possibilità operative dei vari gruppi estremistici e qaedisti attivi nella Repubblica del Presidente Assad (brigata tawheed, fronte al-nusra, brigata jundullah...).

Per ovviare alla penuria di armi e munizioni rappresentanti di Casa Saoud si sarebbero precipitati a Zagabria con valige piene di dollari per comprare a qualunque prezzo residuati delle guerre balcaniche della prima metà degli anni '90 da far filtrare in Siria attraverso il confine giordano per rimpinguare gli esausti arsenali wahabiti.

La Croazia ricevette aiuti tedeschi e americani per combattere la sua sanguinosa guerra di scessione contro la Jugoslavia, durante la quale non si contarono i crimini di guerra a sfondo etnico, convenientemente "dimenticati" da ogni tribunale internazionale asservito ai desideri della NATO e di Washington.

Le sue santabarbare, però, possono fornire principalmente armi leggere individuali e di squadra, e costituiscono un palliativo temporaneo e limitato di fronte a una deficienza dell'apparato di sostegno ai terroristi in Siria che possiamo definire più che sistemica e che forse si rivelerà fatale a una loro sopravvivenza a medio-lungo termine.