Due famigerati terroristi dell'ISIS che hanno commesso esecuzioni di massa sono stati arrestati a Mosul e Diyala, riferiscono fonti irakene.
Le forze di polizia irakene nella provincia di Ninive hanno arrestato un leader chiave del 'Daash' della cosiddetta corte religiosa del gruppo terroristico nella città di Achhaleh nella parte meridionale di Mosul, Sumeriya News ha dichiarato il portavoce del Ministro degli Interni irakeno Sa'ad Ma'an.
Il terrorista catturato dall'ISIS era stato incaricato dell'esecuzione di un gran numero di civili e forze di sicurezza irakene, ha aggiunto.
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domenica 7 luglio 2019
Arresti 'eccellenti' in Irak: catturati a Mosul e Diyala due ex-leader dell'ISIS responsabili di stragi e massacri!
domenica 10 agosto 2014
Volontari iraniani scrivono alla Guida Suprema: "Ci permetta di raggiungere Gaza per unirci alla lotta dei Palestinesi!!"
In questi giorni in cui, seppure a ritmo incredibilmente rallentato rispetto alle stragi delle settimane scorse il regime illegale dell'Apartheid ha ripreso i suoi raid assasini su Gaza gruppi spontanei di volontari iraniani si sono rivolti collettivamente alla Guida Suprema della Rivoluzione Islamica tramite una lettera nella quale chiedono il 'placet' per potersi recare nel ghetto palestinese assediato.
"Noi, combattenti della Rivoluzione Islamica, condannando i selvaggi crimini del regime illegittimo sionista che gode del sostegno di Usa ed Europa e dei regimi arabi reazionari Le domandiamo il permesso di raggiungere Gaza per prestare assistenza a ogni livello al popolo palestinese".
L'aiuto che i volontari si dichiarano pronti a prestare potrà essere medico, umanitario o militare secondo le richieste e le necessità della popolazione della Striscia e dei suoi legittimi rappresentanti, attualmente impegnati ad affrontare l'aggressione sionista.
"Noi, combattenti della Rivoluzione Islamica, condannando i selvaggi crimini del regime illegittimo sionista che gode del sostegno di Usa ed Europa e dei regimi arabi reazionari Le domandiamo il permesso di raggiungere Gaza per prestare assistenza a ogni livello al popolo palestinese".
L'aiuto che i volontari si dichiarano pronti a prestare potrà essere medico, umanitario o militare secondo le richieste e le necessità della popolazione della Striscia e dei suoi legittimi rappresentanti, attualmente impegnati ad affrontare l'aggressione sionista.
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giovedì 27 marzo 2014
Terroristi in moto assassinano ufficiale dell'Esercito libanese a Tripoli Siriaca!!
Ancora una volta dobbiamo registrare un grave episodio di violenza nella metropoli del Nord del Libano, negli ultimi due anni periodicamente scossa da scontri armati tra i miserabili del quartiere di Bab al-Tabaneh (sunniti egemonizzati da predicatori fanatici di ispirazione saudita) e gli Alawiti di Jabal Mohsen, fedeli sostenitori dell'alleanza Siro-Libanese.
Questa volta però i terroristi armati si sono rivolti contro un ufficiale dell'Armee Libanaise, che con il suo schieramento tra i due quartieri rivali garantisce che gli episodi di violenza non sfocino mai nel caos e nella carneficina generalizzata. Fadi al-Jbaili, graduato dell'Esercito, é caduto alle sei e mezza di stamattina sotto i colpi di due sicari a bordo di una moto che si sono subito dati alla fuga dopo averlo vigliaccamente preso di mira.
Questo episodio dimostra che le istituzioni statali devono fare quadrato con quelle forze politiche che vogliono preservare la tolleranza e la coesistenza pacifica tra le varie etnie e confessioni religiose nazionali ed escludere dal consesso politico e sociale quelle forze che intendono invece fomentare il settarismo per portare avanti i loro interessi particolari.
Questa volta però i terroristi armati si sono rivolti contro un ufficiale dell'Armee Libanaise, che con il suo schieramento tra i due quartieri rivali garantisce che gli episodi di violenza non sfocino mai nel caos e nella carneficina generalizzata. Fadi al-Jbaili, graduato dell'Esercito, é caduto alle sei e mezza di stamattina sotto i colpi di due sicari a bordo di una moto che si sono subito dati alla fuga dopo averlo vigliaccamente preso di mira.
Questo episodio dimostra che le istituzioni statali devono fare quadrato con quelle forze politiche che vogliono preservare la tolleranza e la coesistenza pacifica tra le varie etnie e confessioni religiose nazionali ed escludere dal consesso politico e sociale quelle forze che intendono invece fomentare il settarismo per portare avanti i loro interessi particolari.
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venerdì 3 maggio 2013
Le frange terroriste in Siria pressate dall'Esercito e dilaniate dai conflitti interni sempre più vicine al punto di rottura!!
Mentre la saggezza comune vorrebbe che un movimento sfrangiato e diviso in correnti e fazioni, di fronte a una vasta ed efficace azione offensiva da parte del proprio principale nemico, mettesse da parte le differenze interne per serrare i ranghi e affrontare meglio la sfida esterna, la realtà dei fatti in Siria dimostra che, più le truppe regolari del Governo infliggono sconfitte e rovesci alle varie 'anime' dell'insorgenza terrorista mercenaria pagata da Usa, Israele, NATO, Turchia ed emirati del Golfo, più le varie organizzazioni in cui essa é divisa si muovono guerra sanguinosa anche tra loro stesse, facilitando grandemente il compito delle truppe di Assad.
Siamo in grado di confermare che pochi giorni fa un alto dirigente della cosiddetta 'Brigata Tawheed' (gruppo filoturco tra l'alleanza terroristica wahabita) sia stato eliminato con un attentato esplosivo dal gruppo rivale 'Brigata Sawt al-Haq', mentre in un vasto scontro armato la cosiddetta 'Brigata Farouk' sia stata pressoché annientata da terroristi qaedisti del 'Fronte al-Nusra' che nel fare ciò avrebbero però subito a lora volta gravi perdite. Un altro scontro é stato registrato tra i terroristi del 'Battaglione Muawya' e quelli di 'Deree Duma', che si sono affrontati armi in pugno lasciando sul terreno decine di morti nelle campagne della Provincia di Damasco.
Speriamo che il tasso degli scontri e dei morti nelle lotte intestine tra terroristi continui ad aumentare in modo che l'Esercito siriano trovi ancora più facile eliminare i malconci sopravvissuti di queste diatribe interne.
Siamo in grado di confermare che pochi giorni fa un alto dirigente della cosiddetta 'Brigata Tawheed' (gruppo filoturco tra l'alleanza terroristica wahabita) sia stato eliminato con un attentato esplosivo dal gruppo rivale 'Brigata Sawt al-Haq', mentre in un vasto scontro armato la cosiddetta 'Brigata Farouk' sia stata pressoché annientata da terroristi qaedisti del 'Fronte al-Nusra' che nel fare ciò avrebbero però subito a lora volta gravi perdite. Un altro scontro é stato registrato tra i terroristi del 'Battaglione Muawya' e quelli di 'Deree Duma', che si sono affrontati armi in pugno lasciando sul terreno decine di morti nelle campagne della Provincia di Damasco.
Speriamo che il tasso degli scontri e dei morti nelle lotte intestine tra terroristi continui ad aumentare in modo che l'Esercito siriano trovi ancora più facile eliminare i malconci sopravvissuti di queste diatribe interne.
domenica 10 marzo 2013
Emergono sempre più dettagli sul traffico di armi tra Croazia, Giordania, Arabia Saudita e terroristi wahabiti!
Si approfondisce la 'connection' tra Arabia Saudita e Croazia riguardo lo 'shopping' di armi dagli ex-arsenali delle milizie fasciste croate (i cui innumerevoli crimini contro Serbi e Musulmani sono stati 'convenientemente' dimenticati dalle strabiche corti 'umanitarie' europee per assecondare la voglia dei cancellieri berlinesi -di ogni sfumatura politica- di includere Zagabria nell'UE) effettuato dai principi di Casa Saoud a favore dei mercenari wahabiti attivi in Siria contro il popolo e il Governo della Repubblica Araba.
Il quotidiano croato "Jutarnji List" in una sua recente edizione ha calcolato in circa 3000 tonnellate spedite verso la Giordania con ben 75 aeroplani la "lista della spesa" che da novembre scorso ha alimentato la guerriglia terrorista wahabita in Siria. Diversi paesi NATO come Usa e Inghilterra sarebbero stati 'perfettamente al corrente' delle attività saudite in Croazia e avrebbero cercato di facilitarle fornendo appoggio bancario e finanziario alle transazioni, il tutto mentre la NATO applicava 'sanzioni' contro la Siria per impedire al Governo legittimo di difendere sé stesso e i suoi cittadini dai terroristi!
Il Governo di Zagabria ha cercato disperatamente di negare le allegation ma, di fronte alla mole di prove che sta emergendo in questi giorni, nessuno più é in grado di accettare la sua versione. Eliot Miggins, esperto di armi e traffici internazionali, ha identificato in numerosi video di terroristi in Siria le armi croate, leggermente diverse da quelle di origine sovietica e russa, testimoniando come negli ultimi mesi la frequenza con cui appaiono sia grandemente incrementata.
Il quotidiano croato "Jutarnji List" in una sua recente edizione ha calcolato in circa 3000 tonnellate spedite verso la Giordania con ben 75 aeroplani la "lista della spesa" che da novembre scorso ha alimentato la guerriglia terrorista wahabita in Siria. Diversi paesi NATO come Usa e Inghilterra sarebbero stati 'perfettamente al corrente' delle attività saudite in Croazia e avrebbero cercato di facilitarle fornendo appoggio bancario e finanziario alle transazioni, il tutto mentre la NATO applicava 'sanzioni' contro la Siria per impedire al Governo legittimo di difendere sé stesso e i suoi cittadini dai terroristi!
Il Governo di Zagabria ha cercato disperatamente di negare le allegation ma, di fronte alla mole di prove che sta emergendo in questi giorni, nessuno più é in grado di accettare la sua versione. Eliot Miggins, esperto di armi e traffici internazionali, ha identificato in numerosi video di terroristi in Siria le armi croate, leggermente diverse da quelle di origine sovietica e russa, testimoniando come negli ultimi mesi la frequenza con cui appaiono sia grandemente incrementata.
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venerdì 1 marzo 2013
Appena scoperti gli "altarini" del traffico d'armi gli Ustasa croati al servizio di Israele fuggono dal Golan occupato!
Non appena si é diffusa nel mondo la notizia dei massicci acquisti di armi croate da parte dei sostenitori delle bande mercenarie terroriste in Siria il comando delle forze ONU stazionanti nel Golan occupato militarmente (in contravvenzione col Diritto Internazionale) da Israele é stato avvertito che tutte le forze croate presenti nella zona verranno "ritirate il prima possibile".Non é chiaro quale "genio" abbia pensato di schierare nel Golan siriano truppe di uno Stato che si é reso colpevole di innumerevoli crimini di guerra contro musulmani durante la Guerra Civile Jugoslava; molto probabilmente la presenza dei militari croati eredi degli Ustasha fascisti e filonazisti era gradita agli occupanti sionisti.
Durante gli anni '90 molti militari israeliani in attività e a riposo andarono a Zagabria ad addestrare le forze regolari croate ma anche le milizie più sanguinarie ed estremiste come l'HVO, col beneplacito di CIA e Casa Bianca, e senza dubbio avranno anche loro insegnato le tecniche di "pulizia etnica", massacro e tortura raffinate dai sionisti in decenni di crimini contro la Palestina, il Libano e tutti gli Stati circostanti.
Comunque ora, a passo di corsa e con la coda tra le gambe per il timore di rappresaglie i nipotini degli Ustasa fuggono dal Golan Siriano...nessuno davvero ne sentirà la mancanza!!!
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sabato 10 novembre 2012
Lo stato-fallito voluto da Sion colpito da una devastante epidemia di epatite!
Più volte abbiamo portato all'attenzione dei nostri lettori le tribolazioni del Sud-Sudan: terra disgraziata dove accurate campagne di terrorismo mediatico orchestrate dai burattinai sionisti dell'informazione, aiutati dalle imbecilli 'star' di Hollywood, hanno imposto la crudele dittatura filoisraliana del sanguinario Salva Kiir, pagliaccio che va in giro vestito da cowboy e che preferisce aggredire e provocare il Sudan indipendente e svendere le risorse naturali del suo paese alle compagnie controllate dal Ministero della Guerra del regime ebraico piuttosto che occuparsi dei problemi contingenti del popolo.
Il Sud-Sudan é uno 'stato fallito' dove le varie tribù e clan si affrontano in stragi etniche che sono costate finora decine di migliaia di morti, mentre nella sua reggia il corrotto satrapo Kiir si dà a orge e festini che hanno suscitato lo sdegno della stampa locale, prontamente intimidita con arresti e torture; a questo scenario medioevale si accompagna ora un'epidemia di epatite che finora ha colpito più di mille persone tra le masse di abitanti delle province dell'Alto Nilo e di Unity. Carestia, Guerra, Pestilenza e Morte, al dittatore di Juba, Idi Amin del terzo millenio, bisognerebbe riservare il titolo di "Cavaliere dell'Apocalisse!".
Il Sud-Sudan é uno 'stato fallito' dove le varie tribù e clan si affrontano in stragi etniche che sono costate finora decine di migliaia di morti, mentre nella sua reggia il corrotto satrapo Kiir si dà a orge e festini che hanno suscitato lo sdegno della stampa locale, prontamente intimidita con arresti e torture; a questo scenario medioevale si accompagna ora un'epidemia di epatite che finora ha colpito più di mille persone tra le masse di abitanti delle province dell'Alto Nilo e di Unity. Carestia, Guerra, Pestilenza e Morte, al dittatore di Juba, Idi Amin del terzo millenio, bisognerebbe riservare il titolo di "Cavaliere dell'Apocalisse!".
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mercoledì 20 giugno 2012
La "Culona" ancora all'opera: dopo aver regalato sommergibili atomici ai Sionisti vuol vendere 'panzer' ai tiranni sauditi!
Angela Merkel continua a dimostrarsi il leader politico europeo più pericoloso e irresponsabile del momento e, dopo avere stupidamente messo in mano allo Stato-canaglia ebraico sottomarini in grado di venire armati con missili atomici (in modo da moltiplicare dozzine di volte la pericolosità dell'arsenale nucleare illegale di Tel Aviv) la "culona inchiavabile" (come genialmente la definì l'Ex-primo ministro italiano Silvio Berlusconi) continua a trescare coi senili e corrotti emiri sauditi per mettere in mano loro "panzer" tedeschi di ultima generazione.
Non soltanto Dama Merkel vorrebbe dare all'ultima monarchia assoluta rimasta sulla terra accesso alla tecnologia bellica tedesca, nonostante questo paese sia impegnato in repressioni antidemocratiche interne ed esterne e contribuisca attivamente a sostenere il terrorismo dei mercenari di Al-Qaeda in Siria, ma, incurante delle proteste di leader politici, civili e religiosi che tale progetto va suscitando da mesi, starebbe preparando un contratto "monstre" non da 200 "Leopard 2A7", ma da 600 o addirittura 800 carri armati!

La notizia sarebbe stata confermata dal "Bild am Sonntag", tabloid espressione della più retriva e ignorante stampa tedesca conservatrice, da sempre schieratissimo a favore della 'culona'. Con la situazione politica in Arabia Saudita sempre più instabile e vicina ad esplodere (per le continue proteste della minoranza sciita, la disintegrazione dell'ultimo gruppo di eredi diretti rimasti al trono di Riyadh e il crescere di movimenti di protesta antimonarchici anche nell'Ovest del paese) la possibilità che i 'panzer' tedeschi molto presto possano rendersi protagonisti di stragi e carneficine di civili é molto probabile, ma credete che importi qualcosa di ciò a Madama Merkel?
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martedì 10 gennaio 2012
Altri morti in Sud-Sudan, la popolazione inizia a risentirsi per l'estrema corruzione e inefficienza del 'governo' del cowboy Salva Kiir!
Sembrava che, con la rivelazione dell'immensa strage avvenuta giorni fa a Pibor, il 'termometro' dei massacri etnici in Sud-Sudan, dove per giorni e giorni i miliziani Lou Nuer hanno dato la caccia ai Murle nella regione di Jonglei fosse, giocoforza, destinato a "scendere", visto che ormai chi poteva essere massacrato lo era stato e, salvo le inevitabili morti per denutrizione, epidemie e mancanza di cure mediche, chi si era trasformato in profugo a costo di abbandonare casa, averi, greggi e d armenti poteva essere relativamente sicuro di avere salvato la pelle.
Invece no.
Invece arriva la notizia che oltre 20 persone sarebbero state assassinate tra le cittadine di Denjok (nella Contea di East Akobo) e il villaggio di Kaikuin (che si trova invece nella regione di West Akobo), campi sarebbero stati dati alle fiamme insieme a diverse case e mandrie di vacche e buoi razziate di rei degli assassinii. La notizia é stata confermata dal Governatore (per modo di dire) dello Jonglei, Kuol Manyang, che ha dovuto anche aggiungere che circa 11 bambini sarebbero stati rapiti. Spesso i guerriglieri rapiscono giovinetti che poi costringono, traumatizzandoli con violenze inaudite, a diventare 'bambini soldato'.
Intanto nella capitale del Sud-Sudan, lo stato-fantoccio voluto da Israele come burattino per minacciare Khartoum e Il Cairo, una vasta manifestazione di protesta ha avuto luogo per denunciare l'ignavia del governo del cowboy Salva Kiir, che si é dimostrato totalmente incapace di provvedere a mantenere un minimo di sicurezza nel territorio sottoposto al suo controllo in conseguenza del referendum-trappola che ha sancito la secessione unilaterale della parte meridionale del Sudan.
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sabato 7 gennaio 2012
Il corrotto governo sud-sudanese costretto ad ammettere: "Nello Jonglei un disastro inenarrabile", almeno 3000 morti!
![]() |
| Moses Obi, comandante delle forze ONU costrette a supplire alla criminale negligenza delle 'truppe regolari' Sud-Sudanesi. |
![]() |
| Il "motivo" delle stragi e dei massacri... |
Lentamente, gli uomini e le donne del Coordinamento Umanitario ONU per il Sud-Sudan, della Missione ONU (UNMISS) e dell'Ufficio ONU per il Coordinamento degli Affari Umanitari stanno cercando di supplire all'inanità e alla colpevole assenza di ogni struttura 'ufficiale', essendosi il Governo di Giuba rivelato per quel che é di fronte a questa emergenza umanitaria: nient'altro che l'ennesima cleptocrazia africana da 'Repubblica del Cocco'. Circa 60 mila persone sono fuggite di fronte all'avanzare dei Lou Nuer negli scorsi giorni. Adesso alcuni di loro cercano di rientrare a Pibor, ma vi sono parecchi villaggi e comunità circostanti (Boma, Likuangole, il villaggio di Walgak nella confinante Contea di Akobo, sempre nella regione di Jonglei) che sono stati totalmente distrutti e bruciati, dove i profughi non troveranno nulla a cui tornare.
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martedì 27 settembre 2011
Stragi e massacri in Yemen mentre il dittatore "ringrazia" Usa e Arabia Saudita!
Il rientro dello screditato dittatore Ali Saleh in Yemen é coinciso con una serie inaudita di violenze contro la popolazione civile, segno che i lanzichenecchi del regime si sentono autorizzati a qualunque eccesso pur di tentare di sostenere il padre-padrone di Sanaa, spalleggiato da Stati Uniti e dalla Casa di Saoud.
Ed é proprio ai suoi 'protettori' vicini e lontani che si é rivolto Saleh, immancabile 'turbante' ben calato in testa a nascondere la sfigurante cicatrice che nemmeno i chirurghi americani a libro paga dei sauditi sono riusciti a cancellare, nel suo primo 'messaggio pubblico' trasmesso in diretta dal suo rientro in patria.
Ma anche l'opposizione ha inviato un messaggio a Saleh, per bocca di Walid al-Amari, leader della protesta giovanile e membro di spicco del Consiglio provvisorio di Transizione: "Il popolo, e specialmente i giovani, non accetteranno mai alcun richiamo alla 'normalizzazione', non indietreggeranno e non rientreranno nei ranghi fino a che tutti gli obiettivi della Rivoluzione, a partire dalle dimissioni e dal processo per i crimini ordinati ad Ali Saleh, non saranno stati raggiunti!".
Saleh nel suo messaggio aveva fatto ripetuti richiami alle urne, promettendo elezioni politiche e presidenziali secondo il profilo tracciato dal Consiglio di Cooperazione dei Paesi arabi del Golfo Persico, ma evidentemente rifiutando dimissioni anticipate e inchieste o processi a suo carico.
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martedì 2 agosto 2011
Non bastano i sauditi! Il corrotto Re del Bahrein cerca di arruolare anche mercenari pachistani per reprimere il suo popolo!!!
Mentre tutto il "giornalistume" occidentalista si sbizzarrisce in fantasiose invenzioni sulla Siria (dove ricordiamo, c'é un Presidente che ha il 'torto' di essere sostenuto dal 90% della popolazione e di volerla proteggere da assassini e provocatori prezzolati che da alcuni mesi agiscono agli ordini di Cia e Mossad), nemmeno un rigo viene scritto su "Repubblica", sulla "Stampa", sul "Giornale" e su "Libero" (organi 'bipartisan' che diffondono la stessa propaganda variando solamente i toni) su quanto accade in Bahrein dove, invece, le stragi e la repressione ci sono veramente ma siccome vengono da un regime amico di Usa e Israele tutto deve essere tenuto sotto silenzio.
Siccome il sovrano Al-Khalifa non é riuscito a sottomettere il suo popolo con le violenze, gli arresti, le torture, gli stupri e le mitragliate ad altezza d'uomo sulla folla, nemmeno dopo l'intervento di truppe Saudite e degli UAE nella piccola isola del Golfo Persico, adesso sui quotidiani del lontano Pachistan cominciano ad apparire annunci che invitano "persone con esperienza militare e di polizia" ad "arruolarsi nella Guardia Nazionale del Bahrein.
Notare come, nell'annuncio che qui riportiamo le parole "con esperienza" e "bisogno urgente" siano sottolineate; evidentemente il corrotto Al-Khalifa sente il trono barcollare anche con l'aiuto degli 'amici' sauditi e di Abu Dhabi e non vuole correre rischi.
Comandato per la maggior parte della sua storia da una casta militare antidemocratica e dittatoriale il Pachistan ha sempre "esportato" mercenari in Asia e Africa; durante la strage di Palestinesi voluta nel 1970 dal nano ascemita Re Hussein le truppe più feroci erano comandate dal pachistano Zia ul-Haq, poi divenuto dittatore di Karachi fino a quando la CIA non decise di assassinarlo con una bomba temendo che si stesse avvicinando troppo a Pechino.
Nel Mondo Arabo erano già diversi mesi che si parlava della presenza di pachistani in Bahrein per la repressione delle sommosse: questo video caricato su Youtube ad aprile lo dimostra. Ora, gli "annunci economici" di Casa Al-Khalifa dimostrano con piena certezza quello che i più perspicaci e informati osservatori di cose mediorientali già sospettavano da tempo.
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giovedì 21 luglio 2011
Gli ammiragli yankee preparano la ritirata dal Bahrein: "Le manifestazioni mettono in pericolo le nostre basi nell'isola"
In Bahrein la popolazione continua imperterrita a scendere in piazza contro la tirannia della corrotta dinastia Al-Khalifa, schiatta di sunniti messi al potere su una popolazione a stragrande maggioranza sciita dai diktat dell'imperialismo britannico, che voleva una monarchia debole e traballante costretta ad attaccarsi a Londra per rimanere al potere. Nonostante l'invasione da parte delle truppe Saudite e di Dubai, nonostante le stragi, le devastazioni, gli arresti e le torture ogni giorno migliaia e migliaia di cittadini continuano a manifestare a Manama, a Diraz, a Nuwaidrat, a Sitra e nelle altre località dell'Isola delle Perle.
| Che ci frega delle dimostrazioni (vere) in Bahrein, dobbiamo inventarci quelle finte in Siria, per far piacere a Israele! |
Che i rappresentanti del più devastante e prepotente imperialismo militare che la Storia ricordi si sentano minacciati dalle dimostrazioni dei cittadini del Bahrein deve dare la misura di quanto esse siano colossali e determinate, l'abbandono della strategica isoletta nel Golfo Persico sarebbe devastante per Washington che dovrebbe scegliere se spostarsi in Arabia Saudita o negli EAU (con il rischio di far scoppiare violente manifestazioni anche lì) o abbandonare, forse per sempre, uno specchio d'acqua tramite il quale transita la maggior parte del greggio destinato ai consumi occidentali.
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lunedì 4 luglio 2011
La Germania fornisce di armi i tiranni del petrolio! 200 carri Leopard in arrivo per Ryiadh!
Il magazine tedesco 'Der Spiegel' ha riportato durante il week-end scorso la notizia che la Repubblica Federale Tedesca ha intenzione di vendere 200 carri armati Leopard 2A7 al regime saudita, l'ultima monarchia assoluta ancora esistente al mondo. La decisione é sorprendente e dimostra una volta per tutte che di fronte al potere del denaro ogni presunta 'remora' occidentale ad armare con ordigni avanzati le dittature e i regimi illiberali si scioglie come neve al sole, esponendo al ludibrio pubblico ogni pretesa moralistica dell'avido e ipocrita Mondo Occidentale.
L'Arabia Saudita soltanto poche settimane fa si é segnalata per aver inviato truppe in Bahrein a compiere vere e proprie stragi contro i dimostranti che a Manama, in Piazza delle Perle e altrove, dimostravano e protestavano contro il Monarca locale e la sua cricca di parenti e generali. Le altre reazionarie monarchie del Golfo si adeguarono presto, rendendosi complici di un vero e proprio bagno di sangue.
![]() |
| Madama Merkel cerca di risollevare l'economia tedesca vendendo armi a tiranni assassini...altre cose, invece, non potranno MAI venire 'tirate su'... |
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martedì 17 maggio 2011
Il giorno dopo le stragi l'ONU condanna senza appello la condotta delle truppe israeliane!
Nella giornata di lunedì le Nazioni Unite hanno fermamente e irrevocabilmente condannato l'uso israeliano della forza militare contro le folle di manifestanti disarmati, definendolo "Una condotta sproporzionata e letale". I "moralissimi" soldati dell'IDF hanno aperto il fuoco contro profughi palestinesi presso il villaggio libanese di Maroun al-Ras e quello druso sulle alture del Golan di Majdal Shams, uccidendo almeno 22 persone e ferendone altre dozzine.
"Sono scioccato dal numero delle morti provocate da Israele e dallo sproporzionato uso di forza militare che le ha causate, segno certo che le truppe dello Stato ebraico si sono fatte prendere dal panico e hanno iniziato a sparare alle cieca"; queste le parole del Coordinatore delle Attività ONU per il Libano, Michael Williams.(foto sopra)
"Reitero fortemente la necessità che tutte le parti in causa esercitino responsabilità e cautela per prevenire il ripetersi di tale violenza e per il totale e completo rispetto della risoluzione 1701", Williams si riferisce alla Risoluzione ONU che pose fine all'aggressione sionista contro il Libano nell'estate 2006, quando le truppe di Hezbollah costrinsero l'IDF a una umiliante ritirata senza che avessero raggiunto nessun obiettivo apprezzabile.
Intanto, nei campi profughi palestinesi di Sidone e Tiro, si sono già tenute le cerimonie funebri per i caduti del 15 maggio, le prime vittime della Terza Intifada, le vittime sulla strada del "Diritto al Ritorno".
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martedì 3 maggio 2011
Gli studenti dell'Università di Teheran costruiscono un loro monumento alla lotta e al sacrificio del popolo del Barhein, che continua tutt'ora
La mattina del 18 marzo 2011, dopo avere massacrato con piena impunità uomini, donne, vecchi e bambini che chiedevano più giustizia e libertà, nel silenzio complice dei media e dei governi occidentali ipocriti e venduti le truppe Saudite intervenute nella piccola isola di Bahrein per aiutare la corrotta casa regnante sunnita a reprimere il moto di rivolta della popolazione si scatenavano contro il simbolo iconico di quella rivolta: il 'Monumento ai Pescatori di Perle' di Lulu Square, dove per giorni e giorni il popolo del Bahrein si era riunito per chiedere al sovrano Al-Khalifa di ascoltare le sue richieste.
Naturalmente, quel gesto gratuito e incivile non ha sottomesso l'ansia di libertà della popolazione di Manama, visto che a oltre un mese da quella distruzione proteste e manifestazioni (anche con nuovi morti) continuano, sempre nel silenzio ipocrita dell'Occidente, che é capacissimo di armare qualche gruppo di terroristi, incoraggiare generali golpisti e inventarsi "rivoluzionari colorati" quando vuole mettere in difficoltà paesi che sfuggono alla sua sfera di influenza ma che chiude volentierissimo gli occhi se da massacri e repressioni esce rafforzato il tiranno amico.
Per rimarcare la solidarietà e la vicinanza con chi nella vicina isola lotta per la democrazia gli studenti dell'Università di Teheran, ragazzi che possono studiare grazie alle conquiste della Rivoluzione del 1979 che cacciò lo Shah filoamericano e filosionista, hanno eretto nel cortile della facoltà di Scienze e Tecnologie una replica in scala del monumento distrutto a Manama dagli sgherri di Casa Saoud; durante la sua inagurazione si sono agitate bandiere iraniane, del Bahrein ma anche di Hezbollah, il movimento sciita libanese, a testimoniare come gli sciiti siano in prima linea nella lotta per la libertà in tutto il Medio Oriente, si sono cantati inni e slogan e si sono alzati pugni al cielo scandendo parole d'ordine che auspicano un domani privo di satrapi imperialisti a Manama come a Teheran e Beirut.
Parlando di satrapi: effigi di Hosni Mubarak, di Ben Ali, di Muammar Gheddafi, ma anche dei re di Casa Saoud e Al-Khalifa sono state srotolate a terra e date alle fiamme mentre qualche dimostrante più anziano si raccoglieva in preghiera con l'Assubha, il 'rosario' sciita fatto di novantanove perle avvolto attorno alle dita.
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venerdì 25 marzo 2011
Il Centro Al-Mezan per i Diritti umani: "Basta al doppio standard dell'occidente sui crimini israeliani contro Gaza!"
Il Centro Al-Mezan per il Rispetto dei Diritti umani a Gaza ha dichiarato che la distrazione e il disinteresse della Comunità internazionale a perseguire Israele per la continua serie di attacchi a obiettivi civili nella Striscia costiera assediata stanno portandola sull'orlo del disastro.
La Comunità internazionale deve cessare una volta per tutte di applicare due pesi e due misure agli eventi dell'arena mediorientale: laddove vi sono possibilità per i paesi occidentali di migliorare le loro posizioni e portare avanti i propri interessi vediamo che essi sono prontissimi a intervenire, persino con le armi, come attualmente accade in Libia; quando invece aggressioni e stragi sono compiute da alleati e fantocci degli interessi occidentali, allora i massacri possono andare avanti indisturbati, coperti dal complice silenzio dei media occidentali, che però saltano su a strillare non appena i perseguitati e gli sterminati reagiscono, colpendo i loro tormentatori.
Solo martedì scorso una scarica di colpi di artiglieria pesante si é abbattuta contro un edificio di Al-Shajaa'iyya, nella parte orientale di Gaza, uccidendo un bambino, due adolescenti e un uomo adulto, oltre a ferire dozzine di altre persone. "Questa é stata solo l'ennesima strage compiuta a sangue freddo dai militari israeliani contro la popolazione di Gaza", ha commentato il portavoce di Al-Mezan, che ha affermato, altresì, che la comunità internazionale abbia il dovere morale di mantenere nei confronti dei Palestinesi di Gaza gli stessi standard di Diritti umani che l'hanno portata a intervenire contro altre minoranze perseguitate, oppresse e sterminate altrove nel mondo.
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