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lunedì 7 gennaio 2019

Saad Hariri, vergogna del Libano, non riesce a liberarsi dal guinzaglio dei suoi padroni sauditi!

Il Libano ancora non ha un Governo.

Grazie all'inettitudine del mezzo saudita Saad Hariri.

Questo idiota é stato incaricato di formare un Governo di unità nazionale nonostante la vittoria elettorale dei partiti della Resistenza che, magnanimamente, hanno preferito questa soluzione a un Governo di parte.

martedì 12 giugno 2018

L'Arabia Saudita ha buttato 200 milioni di $ cercando di influenzare le elezioni in Libano, e anche ora sta ostacolando la formazione del Governo!

Parlando a un'assemblea pubblica in Iran il Generale Qassem Soleimani (IRGC) ha espresso la sua "profonda soddisfazione" riguardo ai risultati delle recenti elezioni politiche libanesi, che hanno visto il trionfo dell'Alleanza 8 Marzo  comprendente i partiti sciiti di Amal ed Hezbollah.

Il Generale ha ricordato come l'Arabia Saudita si fosse impegnata in una capillare e multimilionaria campagna di influenza, nel tentativo di prevenire un simile esito, nel corso della quale, secondo fonti a lui note, avrebbe dilapidato qualcosa come 200 milioni di dollari Usa.

Anche PALAESTINA FELIX aveva dato risalto allo 'scoop' dei reporter di Al-Manar (l'emittente radiotelevisiva di Hezbollah) che avevano intercettato e reso pubblica una comunicazione tra il Ministero degli Esteri di Riyadh e l'ambasciatore saudita a Beirut, riguardo le manovre da mettere in atto per ostacolare un'affermazione elettorale dei partiti della Resistenza.

venerdì 10 maggio 2013

L'Imam wahabita Qaradawi contestato a Gaza dai sostenitori di Assad, di Hezbollah e dell'Iran!

Una massiccia protesta popolare che ha dimostrato come, tra l'umanità brulicante del ghetto assediato di Gaza, tra le famiglie che ogni giorno rischiano la vita sotto i bombardamenti e i cannoneggiamenti sionisti, tra i lavoratori che combattono una quotidiana odissea per la sopravvivenza, tra tutti coloro, insomma, che non si sono presi "sbandate" per i petrodollari sauditi e qatarioti, il sentimento di solidarietà e lealtà verso l'Asse della Resistenza sia più forte che mai, ha accolto, contestandolo, l'imam wahabita egiziano Yousuf Qaradawi arrivato nella Striscia dietro invito dei traditori Marzouk e Mishaal.

Tra vessilli nazionali, di Hezbollah, Siriani e Iraniani, ritratti di Assad, Nasrallah, Ahmadinejad e Khamenei i Palestinesi leali di Gaza hanno fatto capire che il religioso del Cairo, con i suoi messaggi di 'solidarietà' ai terroristi takfiri mercenari presenti in Siria, non era affatto il benvenuto e che, proseguendo nel corteggiamento degli esponenti dell'Islam americano, fondamentalista a parole, ma poi complice dell'oppressione imperialista e sionista contro il Mondo Arabo e islamico, Hamas sta soltanto scrivendo la propria parabola di declino e condannando il proprio futuro, come fece Fatah accettando i fallaci 'negoziati' di Oslo.


mercoledì 27 febbraio 2013

Gli emiri del petrolio comprano in Croazia le armi per i terroristi wahabiti!

Le continue sconfitte subite dalle cellule cancerose dell'insorgenza terrorista foraggiata contro la Siria dai forzieri dei petrodollari sauditi e qatarioti, con il loro corollario di sequestri e confische di arsenali anche estremamente ingenti hanno messo seriamente "in panne" le possibilità operative dei vari gruppi estremistici e qaedisti attivi nella Repubblica del Presidente Assad (brigata tawheed, fronte al-nusra, brigata jundullah...).

Per ovviare alla penuria di armi e munizioni rappresentanti di Casa Saoud si sarebbero precipitati a Zagabria con valige piene di dollari per comprare a qualunque prezzo residuati delle guerre balcaniche della prima metà degli anni '90 da far filtrare in Siria attraverso il confine giordano per rimpinguare gli esausti arsenali wahabiti.

La Croazia ricevette aiuti tedeschi e americani per combattere la sua sanguinosa guerra di scessione contro la Jugoslavia, durante la quale non si contarono i crimini di guerra a sfondo etnico, convenientemente "dimenticati" da ogni tribunale internazionale asservito ai desideri della NATO e di Washington.

Le sue santabarbare, però, possono fornire principalmente armi leggere individuali e di squadra, e costituiscono un palliativo temporaneo e limitato di fronte a una deficienza dell'apparato di sostegno ai terroristi in Siria che possiamo definire più che sistemica e che forse si rivelerà fatale a una loro sopravvivenza a medio-lungo termine.