Si approfondisce la 'connection' tra Arabia Saudita e Croazia riguardo lo 'shopping' di armi dagli ex-arsenali delle milizie fasciste croate (i cui innumerevoli crimini contro Serbi e Musulmani sono stati 'convenientemente' dimenticati dalle strabiche corti 'umanitarie' europee per assecondare la voglia dei cancellieri berlinesi -di ogni sfumatura politica- di includere Zagabria nell'UE) effettuato dai principi di Casa Saoud a favore dei mercenari wahabiti attivi in Siria contro il popolo e il Governo della Repubblica Araba.
Il quotidiano croato "Jutarnji List" in una sua recente edizione ha calcolato in circa 3000 tonnellate spedite verso la Giordania con ben 75 aeroplani la "lista della spesa" che da novembre scorso ha alimentato la guerriglia terrorista wahabita in Siria. Diversi paesi NATO come Usa e Inghilterra sarebbero stati 'perfettamente al corrente' delle attività saudite in Croazia e avrebbero cercato di facilitarle fornendo appoggio bancario e finanziario alle transazioni, il tutto mentre la NATO applicava 'sanzioni' contro la Siria per impedire al Governo legittimo di difendere sé stesso e i suoi cittadini dai terroristi!
Il Governo di Zagabria ha cercato disperatamente di negare le allegation ma, di fronte alla mole di prove che sta emergendo in questi giorni, nessuno più é in grado di accettare la sua versione. Eliot Miggins, esperto di armi e traffici internazionali, ha identificato in numerosi video di terroristi in Siria le armi croate, leggermente diverse da quelle di origine sovietica e russa, testimoniando come negli ultimi mesi la frequenza con cui appaiono sia grandemente incrementata.
Visualizzazione post con etichetta Al-Saoud. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Al-Saoud. Mostra tutti i post
domenica 10 marzo 2013
Emergono sempre più dettagli sul traffico di armi tra Croazia, Giordania, Arabia Saudita e terroristi wahabiti!
Etichette:
Al-Saoud,
Arabia Saudita,
Armi,
Assad,
Brown Moses,
Confine,
Crimini di Guerra,
Croazia,
Eliot Miggins,
Giordania,
Jutarnji List,
Mercenari,
NATO,
Rifornimenti,
Siria,
Stragi,
Terroristi,
Usa,
Ustasa,
Wahabiti
venerdì 1 marzo 2013
Appena scoperti gli "altarini" del traffico d'armi gli Ustasa croati al servizio di Israele fuggono dal Golan occupato!
Non appena si é diffusa nel mondo la notizia dei massicci acquisti di armi croate da parte dei sostenitori delle bande mercenarie terroriste in Siria il comando delle forze ONU stazionanti nel Golan occupato militarmente (in contravvenzione col Diritto Internazionale) da Israele é stato avvertito che tutte le forze croate presenti nella zona verranno "ritirate il prima possibile".Non é chiaro quale "genio" abbia pensato di schierare nel Golan siriano truppe di uno Stato che si é reso colpevole di innumerevoli crimini di guerra contro musulmani durante la Guerra Civile Jugoslava; molto probabilmente la presenza dei militari croati eredi degli Ustasha fascisti e filonazisti era gradita agli occupanti sionisti.
Durante gli anni '90 molti militari israeliani in attività e a riposo andarono a Zagabria ad addestrare le forze regolari croate ma anche le milizie più sanguinarie ed estremiste come l'HVO, col beneplacito di CIA e Casa Bianca, e senza dubbio avranno anche loro insegnato le tecniche di "pulizia etnica", massacro e tortura raffinate dai sionisti in decenni di crimini contro la Palestina, il Libano e tutti gli Stati circostanti.
Comunque ora, a passo di corsa e con la coda tra le gambe per il timore di rappresaglie i nipotini degli Ustasa fuggono dal Golan Siriano...nessuno davvero ne sentirà la mancanza!!!
Etichette:
Al-Saoud,
Arabia Saudita,
Armi,
Assad,
Confine,
Crimini di Guerra,
Croazia,
Giordania,
Mercenari,
NATO,
Rifornimenti,
Sconfitte,
Sequestri,
Siria,
Stragi,
Terroristi,
Usa,
Ustasa,
Wahabiti
mercoledì 27 febbraio 2013
Gli emiri del petrolio comprano in Croazia le armi per i terroristi wahabiti!
Le continue sconfitte subite dalle cellule cancerose dell'insorgenza terrorista foraggiata contro la Siria dai forzieri dei petrodollari sauditi e qatarioti, con il loro corollario di sequestri e confische di arsenali anche estremamente ingenti hanno messo seriamente "in panne" le possibilità operative dei vari gruppi estremistici e qaedisti attivi nella Repubblica del Presidente Assad (brigata tawheed, fronte al-nusra, brigata jundullah...).Per ovviare alla penuria di armi e munizioni rappresentanti di Casa Saoud si sarebbero precipitati a Zagabria con valige piene di dollari per comprare a qualunque prezzo residuati delle guerre balcaniche della prima metà degli anni '90 da far filtrare in Siria attraverso il confine giordano per rimpinguare gli esausti arsenali wahabiti.
La Croazia ricevette aiuti tedeschi e americani per combattere la sua sanguinosa guerra di scessione contro la Jugoslavia, durante la quale non si contarono i crimini di guerra a sfondo etnico, convenientemente "dimenticati" da ogni tribunale internazionale asservito ai desideri della NATO e di Washington.
Le sue santabarbare, però, possono fornire principalmente armi leggere individuali e di squadra, e costituiscono un palliativo temporaneo e limitato di fronte a una deficienza dell'apparato di sostegno ai terroristi in Siria che possiamo definire più che sistemica e che forse si rivelerà fatale a una loro sopravvivenza a medio-lungo termine.
Etichette:
Al-Saoud,
Arabia Saudita,
Armi,
Assad,
Confine,
Confische,
Croazia,
Giordania,
NATO,
Petrodollari,
Rifornimenti,
Sconfitte,
Sequestri,
Siria,
Terroristi,
Usa,
Wahabiti
sabato 29 dicembre 2012
Hosseini all'ICANA: "Situazione tragica in Arabia Saudita, la repressione del regime va fermata!"
Poche ore dopo l'arrivo della notizia dell'ennesima vittima civile immolata sull'altare della repressione eretto da Casa Saoud (tranquilla e sicura di poter massacrare quanti civili vuole, essendo garantita e protetta dalle alleanze con Washington e Tel Aviv) é stato un parlamentare iraniano, ai microfoni dell'Agenzia stampa ICANA a lanciare l'allarme umanitario.
Seyyed Sharif Hosseini, membro della Presidenza del Parlamento della Repubblica Islamica, ha dichiarato che "ormai da mesi" le proteste, originatesi nei centri sciiti delle Province Orientali come Qatif e Awamiyah, si sono estese fino a Riyadh ed altre città del paese, vedendo sempre più coinvolti anche cittadini di fede sunnita. La protesta, dichiara Hosseini, non é più (se mai lo sia stata), settaria e confessionale ma esprime la delusione del popolo per una gestione pubblica fallimentare in ogni campo.
In particolare sono scandalosi i rapporti internazionali sulle "enormi somme" versate dalla corte di Al-Saoud ad agitatori, mercenari e terroristi in Siria, quando invece la popolazione saudita chiede investimenti nelle infrastrutture, nello stato sociale, per la creazione di posti di lavoro e per diminuire la dipendenza dalle importazioni estere almeno dal febbraio del 2011.
Seyyed Sharif Hosseini, membro della Presidenza del Parlamento della Repubblica Islamica, ha dichiarato che "ormai da mesi" le proteste, originatesi nei centri sciiti delle Province Orientali come Qatif e Awamiyah, si sono estese fino a Riyadh ed altre città del paese, vedendo sempre più coinvolti anche cittadini di fede sunnita. La protesta, dichiara Hosseini, non é più (se mai lo sia stata), settaria e confessionale ma esprime la delusione del popolo per una gestione pubblica fallimentare in ogni campo.
In particolare sono scandalosi i rapporti internazionali sulle "enormi somme" versate dalla corte di Al-Saoud ad agitatori, mercenari e terroristi in Siria, quando invece la popolazione saudita chiede investimenti nelle infrastrutture, nello stato sociale, per la creazione di posti di lavoro e per diminuire la dipendenza dalle importazioni estere almeno dal febbraio del 2011.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Al-Saoud,
Ali al-Marar,
Awamiyah,
Demonstration,
House of Saoud,
Oppression,
Protests,
Qatif,
Regime,
Riyadh,
Saudi Arabia,
Shia
venerdì 28 dicembre 2012
Un altro ragazzo sciita massacrato a Qatif dagli sgherri del regime Saudita! Dove sono le prefiche occidentali?
Si chiamava Ali al-Marar e aveva soltanto 18 anni l'ennesima vittima della brutalità insensata del regime saudita-wahabita di Riyadh, che mantiene lo sfarzo satrapico della sua corte di principi fannulloni da gerontocomio svendendo alle potenze occidentali la ricchezza del petrolio estratto dal sottosuolo delle province sciite dell'Est.
Ma il giovane Ali Marar non é stata l'unica vittima della valanga di fuoco ad altezza d'uomo riversato dai giannizzeri saudita contro la folla disarmata che protestava contro la corruzione, l'inefficienza, la brutalità del regime; molti altri giovani dimostranti sono stati feriti: non sappiamo precisamente quanti perché da lungo tempo i feriti non vengono più portati in ospedale o ai pronto soccorso, dove potrebbero venire identificati e arrestati dalle autorità.
Il fuoco contro la manifestazione pacifica, secondo testimoni oculari, é partito da due veicoli blindati e da cecchini posizionati sui tetti degli edifici.
Ma il giovane Ali Marar non é stata l'unica vittima della valanga di fuoco ad altezza d'uomo riversato dai giannizzeri saudita contro la folla disarmata che protestava contro la corruzione, l'inefficienza, la brutalità del regime; molti altri giovani dimostranti sono stati feriti: non sappiamo precisamente quanti perché da lungo tempo i feriti non vengono più portati in ospedale o ai pronto soccorso, dove potrebbero venire identificati e arrestati dalle autorità.
Il fuoco contro la manifestazione pacifica, secondo testimoni oculari, é partito da due veicoli blindati e da cecchini posizionati sui tetti degli edifici.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Al-Saoud,
Ali al-Marar,
Awamiyah,
Demonstration,
House of Saoud,
Oppression,
Protests,
Qatif,
Regime,
Riyadh,
Saudi Arabia,
Shia
sabato 8 dicembre 2012
Continua la repressione anti-sciita nell'Est dell'Arabia Saudita: giovani rapiti alle loro famiglie dagli sbirri di Riyadh!
Sayyid Aqeel Alawi e Rabee' Salah al-Khoneisi sono i due giovani che vedete raffigurati in foto, entrambe abitanti della città di Qatif, il primo nel quartiere di Debabiya e il secondo in quello di Qalaa; nella giornata di ieri essi sono stati rapiti ai loro genitori, ai loro parenti, ai loro amici dagli sbirri di Re Saoud, che continuano nell'ipocrita silenzio della comunità internazionale a reprimere le proteste e il malcontento dell'etnia sciita.
Gli sciiti rappresentano quasi il 15 per cento della popolazione saudita e non sono mai stati soggetti all'autorità di Riyadh fino a quando le loro terre non furono arbitrariamente annesse dal predone capostipite della dinastia Al-Saoud protetto e foraggiato dal Dipartimento di Stato americano che voleva un capotribù rozzo e ignorante come 'guardiano' dei giacimenti di petrolio strategici per Washington: infatti oltre l'80 per cento del greggio che finanzia le stravaganze sardanapalesche della corte saudita si trova sotto i piedi degli sciiti che odiano la dominazione sunnita-wahabita di Casa Saoud e guardano invece all'Iran come naturale sostegno alla loro lotta di liberazione.
Rapimenti, attentati, pestaggi, assassini, torture, sono impiegati comunemente dai servizi segreti e dalla polizia saudita contro la minoranza sciita: recentemente persino figure di primo piano come lo Sceicco Nimr al-Nimr sono "scomparse" nelle galere di Re Abdallah (attualmente in coma attaccato alle macchine)
Gli sciiti rappresentano quasi il 15 per cento della popolazione saudita e non sono mai stati soggetti all'autorità di Riyadh fino a quando le loro terre non furono arbitrariamente annesse dal predone capostipite della dinastia Al-Saoud protetto e foraggiato dal Dipartimento di Stato americano che voleva un capotribù rozzo e ignorante come 'guardiano' dei giacimenti di petrolio strategici per Washington: infatti oltre l'80 per cento del greggio che finanzia le stravaganze sardanapalesche della corte saudita si trova sotto i piedi degli sciiti che odiano la dominazione sunnita-wahabita di Casa Saoud e guardano invece all'Iran come naturale sostegno alla loro lotta di liberazione.
Rapimenti, attentati, pestaggi, assassini, torture, sono impiegati comunemente dai servizi segreti e dalla polizia saudita contro la minoranza sciita: recentemente persino figure di primo piano come lo Sceicco Nimr al-Nimr sono "scomparse" nelle galere di Re Abdallah (attualmente in coma attaccato alle macchine)
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Al-Saoud,
Debabiya,
Incommunicado,
Proteste,
Qalaa,
Qatif,
Rabee' Salah al-Khoneisi,
Repressione,
Sayyid Aqeel Alawi,
Sciiti,
Torture
sabato 27 ottobre 2012
Netanyahu si compiace dei legami tra israhell e sauditi: ci pensi Hamas prima di schierarsi con Al-Saoud!
In una intervista visibile anche sulla piattaforma video "Youtube" il Premier sionista Benji Netanyahu loda i "forti e amichevoli" rapporti tra Tel Aviv e il reame dei Saoud, indicando i "numerosi punti di contatto" tra il regime ebraico di occupazione e la corte degli usurpatori dei Luoghi Sacri islamici, indicando i reciproci interessi economici e politici.
La dichiarazione, lungi dallo stupirci o dal meravigliarci non fa che confermare il ruolo subalterno di paggio e cameriere dell'imperialismo occidentale delle monarchie petrolifere sunnite, che a più riprese abbiamo denunciato da queste pagine; mesi addietro una serie di documenti 'leakati' dichiarava che, di fronte alla restività delle masse in numerosi paesi arabi i gerarchi sionazisti speravano nell'intervento 'calmante' del denaro saudita, per evitare che paesi come l'Egitto, lo Yemen o altri ancora si unissero all'Asse della Resistenza.
Il quotidiano libanese "Al-Akhbar" ha rivelato che secondo fonti vicine a Riyadh i responsabili dei servizi segreti sauditi avrebbero a più riprese contattato tramite parti terze (verosimilmente politici dell'Alleanza 14 Marzo, guidata da un mezzo saudita e collegata ad alto livello ai servizi di Tel Aviv) i 'colleghi' del Mossad per chiedere loro aiuto, soprattutto riguardo a stime e valutazioni degli assetti di intelligence iraniani nella regione.
La dichiarazione, lungi dallo stupirci o dal meravigliarci non fa che confermare il ruolo subalterno di paggio e cameriere dell'imperialismo occidentale delle monarchie petrolifere sunnite, che a più riprese abbiamo denunciato da queste pagine; mesi addietro una serie di documenti 'leakati' dichiarava che, di fronte alla restività delle masse in numerosi paesi arabi i gerarchi sionazisti speravano nell'intervento 'calmante' del denaro saudita, per evitare che paesi come l'Egitto, lo Yemen o altri ancora si unissero all'Asse della Resistenza.
Il quotidiano libanese "Al-Akhbar" ha rivelato che secondo fonti vicine a Riyadh i responsabili dei servizi segreti sauditi avrebbero a più riprese contattato tramite parti terze (verosimilmente politici dell'Alleanza 14 Marzo, guidata da un mezzo saudita e collegata ad alto livello ai servizi di Tel Aviv) i 'colleghi' del Mossad per chiedere loro aiuto, soprattutto riguardo a stime e valutazioni degli assetti di intelligence iraniani nella regione.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
lunedì 8 ottobre 2012
Di nuovo in piazza migliaia di persone nella zona di Qatif, la monarchia dei Saoud ha i giorni contati?
Una nuova manifestazione spontanea di decine di migliaia di partecipanti ha animato l'area di Qatif, nelle province orientali dell'Arabia Saudita, costiera ricchissima del petrolio che senza alcuna ricaduta positiva per i sudditi il corrotto Re Abdullah e la sua corte di parassiti e sicofanti sperperano in emolumenti ai terroristi wahabiti, acquisti di armi con cui opprimere il loro stesso popolo e spese stravaganti degne di Maria Antonietta.
Ma la determinazione degli sciiti d'Arabia si tempra col sangue e col sacrificio e non bastano i tre assassinati delle scorse settimane, le dozzine di feriti e le migliaia di arrestati, sequestrati e "desaparecidos" a piegare i loro spiriti. Sanno, essi, che come non si sono arresi i loro confratelli iraniani, libanesi e iracheni il premio della liberazione dal giogo li aspetta solo se sapranno bere l'amaro calice della repressione fino alla feccia; allora e solo allora le loro labbra potranno disporsi a gustare il dolce nettare della vittoria.
Ma la determinazione degli sciiti d'Arabia si tempra col sangue e col sacrificio e non bastano i tre assassinati delle scorse settimane, le dozzine di feriti e le migliaia di arrestati, sequestrati e "desaparecidos" a piegare i loro spiriti. Sanno, essi, che come non si sono arresi i loro confratelli iraniani, libanesi e iracheni il premio della liberazione dal giogo li aspetta solo se sapranno bere l'amaro calice della repressione fino alla feccia; allora e solo allora le loro labbra potranno disporsi a gustare il dolce nettare della vittoria.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Abdicazione,
Al-Saoud,
Despota,
Primavera Araba,
Province Orientali,
Qatif,
Repressione,
Riforme,
Sciiti,
Tirannide
giovedì 27 settembre 2012
Gli sgherri di Re Saoud uccidono altri manifestanti sciiti a Qatif, monta sempre di più la rabbia della minoranza oppressa!
Si sa, nel superficiale e ipocrita strabismo "umanitario" di imperialisti e occidentalisti esistono intere popolazioni e culture per le quali non vale la pena di 'accalorarsi' denunciando gli abusi e le repressioni cui vengono sottoposte, perché tali repressioni e persecuzioni sono inflitte dagli alleati dell'Imperialismo Yankee, europeo e sionista.
Di tale categoria di "paria" fanno certo parte gli sciiti d'Arabia Saudita, che, pur contando circa il diciassette per cento della popolazione totale, perdipiù stanziata sulle terre più ricche del petrolio che fa ricco l'usurpatore Abdallah al-Saoud possono venire impunemente massacrati dalla sbirraglia di quest'ultimo senza che l'ONU e altri inutili consessi internazionali gridino allo scandalo, alle sanzioni o minaccino l'intervento militare 'umanitario'.
Khaled al-Labbad era un attivista sciita che si batteva per le riforme e la democratizzazione dello sclerotico e asfissiante regime saudita; é stato ucciso a Qatif dagli sgherri di Al-Saoud che, per sovrapprezzo, mentre lo massacravano hanno anche ucciso un ragazzo appena sedicenne, il cui nome non é stato ancora rivelato ai media.
Il nome di Labbad compariva su una vera e propria "lista di proscrizione" compilata dagli inquisitori di Riyadh che vorrebbero rapire e torturare tutti gli organizzatori (si dice 23 persone in tutto) delle ultime imponenti manifestazioni di protesta che hanno infiammato Qatif, Awamiyah e altri centri delle Province sciite costiere.
Di tale categoria di "paria" fanno certo parte gli sciiti d'Arabia Saudita, che, pur contando circa il diciassette per cento della popolazione totale, perdipiù stanziata sulle terre più ricche del petrolio che fa ricco l'usurpatore Abdallah al-Saoud possono venire impunemente massacrati dalla sbirraglia di quest'ultimo senza che l'ONU e altri inutili consessi internazionali gridino allo scandalo, alle sanzioni o minaccino l'intervento militare 'umanitario'.
Khaled al-Labbad era un attivista sciita che si batteva per le riforme e la democratizzazione dello sclerotico e asfissiante regime saudita; é stato ucciso a Qatif dagli sgherri di Al-Saoud che, per sovrapprezzo, mentre lo massacravano hanno anche ucciso un ragazzo appena sedicenne, il cui nome non é stato ancora rivelato ai media.
Il nome di Labbad compariva su una vera e propria "lista di proscrizione" compilata dagli inquisitori di Riyadh che vorrebbero rapire e torturare tutti gli organizzatori (si dice 23 persone in tutto) delle ultime imponenti manifestazioni di protesta che hanno infiammato Qatif, Awamiyah e altri centri delle Province sciite costiere.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Al-Saoud,
Khaled al-Labbad,
Monarchia Assoluta,
Province Orientali,
Qatif,
Repressione,
Riyadh,
Scitti,
Vittima
martedì 25 settembre 2012
Grottesco! Wahabiti egiziani fanno i 'furbetti' e chiedono 'offerte' per armare i terroristi in Siria, con la foto di un morto in Barhein!
Al-dawa é un gruppo wahabita egiziano, una frangia estremista stipendiata da Arabia Saudita e Qatar e usata da essi come 'serbatoio' di manodopera ignorante e fanatica per i loro disegni egemonici di stampo sunnita integralista. Ora, per essere wahabiti é necessario essere del tutto ignoranti della Storia, della Tradizione e delle Radici dell'Islam (come per essere conservatori evangelici teo-con é necessario essere del tutto ignoranti della Storia, della Tradizione e delle Radici del Cristianesimo), ma, credevamo noi, bisognasse almeno avere se non l'intelligenza perlomeno quell'astuzia necessaria a evitare 'topiche' e figuracce clamorose.
Abbiamo scoperto che così non é guardando e traducendo il volantino che ritrovate illustrato in testa all'articolo con il quale i fondamentalisti filosauditi di Al-dawa chiedono "offerte per la Siria" o meglio 'OFFERTE PER DISTRUGGERE LA SIRIA' (seguendo i diktati di Usa e Israele in tal senso); visto che ora i corrotti emiri petroliferi stanno rapidamente chiudendo i rubinetti dei finanziamenti con cui in venti mesi non hanno cavato un ragno dal buco ecco arrivare i wahabiti egiziani col loro piano di finanziamento 'grassroots'...chissà se accettano PayPal!
Peccato che come illustrazione del loro flyer gli estremisti di Al-dawa abbiano scelto l'immagine di Ahmad Farhan, cittadino Barheini trentenne ucciso da una pallottola alla testa sparatagli dagli sbirri di Re Al-Khalifa o dai mercenari di Re Al-Saoud; ucciso proprio dagli stessi che oggi stanno finanziando il terrorismo in Siria! Eppure, sembra strano, perché con le molte importanti vittorie riportate ultimamente dall'Esercito di Assad contro i qaedisti wahabiti in Siria le immagini di takfiri morti non mancano di certo!
Abbiamo scoperto che così non é guardando e traducendo il volantino che ritrovate illustrato in testa all'articolo con il quale i fondamentalisti filosauditi di Al-dawa chiedono "offerte per la Siria" o meglio 'OFFERTE PER DISTRUGGERE LA SIRIA' (seguendo i diktati di Usa e Israele in tal senso); visto che ora i corrotti emiri petroliferi stanno rapidamente chiudendo i rubinetti dei finanziamenti con cui in venti mesi non hanno cavato un ragno dal buco ecco arrivare i wahabiti egiziani col loro piano di finanziamento 'grassroots'...chissà se accettano PayPal!
Peccato che come illustrazione del loro flyer gli estremisti di Al-dawa abbiano scelto l'immagine di Ahmad Farhan, cittadino Barheini trentenne ucciso da una pallottola alla testa sparatagli dagli sbirri di Re Al-Khalifa o dai mercenari di Re Al-Saoud; ucciso proprio dagli stessi che oggi stanno finanziando il terrorismo in Siria! Eppure, sembra strano, perché con le molte importanti vittorie riportate ultimamente dall'Esercito di Assad contro i qaedisti wahabiti in Siria le immagini di takfiri morti non mancano di certo!
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Ahmed Farhan,
Al-dawa,
Al-Khalifa,
Al-Saoud,
Barhein,
Fondamentalisti,
Martire,
Offerte,
PayPal,
Propaganda,
Qaedisti,
Siria,
Takfiri,
Terroristi,
Volantino,
Wahabiti
sabato 18 agosto 2012
Husam al-Haddad, 16 anni, l'ultima vittima della crudele repressione di Re Al-Khalifa, alleato di Sauditi e Qatar!
Husam al-Haddad aveva solamente sedici anni quando i crudeli scherani del corrotto monarca sunnita Al-Khalifa lo hanno picchiato a morte. Husam al-Haddad voleva soltanto avere la possibilità di crescere e viverela sua vita in una società dove potesse essere un cittadino e non un suddito.
Ci chiediamo che razza di individui possano accanirsi contro un ragazzo tanto giovane fino a ucciderlo: forse i militari sauditi mandati dal tiranno di Riyadh a dare man forte a quello di Manama, forse i mercenari pachistani assoldati tra i più crudeli estremisti wahabiti (parte dei quali sono recentemente andati in Siria per massacrare e uccidere altri civili innocenti).
Ma il coraggioso popolo Bahreini, sciiti e sunniti insieme, non si farà scoraggiare o intimidire da questa ennesima morte: la Rivoluzione continuerà fino alla cacciata del tiranno...per il giovane Husam e per tutti gli altri martiri, che il loro estremo sacrificio non cada nel vuoto ma sia il seme di un grande e definitivo cambiamento!
Ci chiediamo che razza di individui possano accanirsi contro un ragazzo tanto giovane fino a ucciderlo: forse i militari sauditi mandati dal tiranno di Riyadh a dare man forte a quello di Manama, forse i mercenari pachistani assoldati tra i più crudeli estremisti wahabiti (parte dei quali sono recentemente andati in Siria per massacrare e uccidere altri civili innocenti).
Ma il coraggioso popolo Bahreini, sciiti e sunniti insieme, non si farà scoraggiare o intimidire da questa ennesima morte: la Rivoluzione continuerà fino alla cacciata del tiranno...per il giovane Husam e per tutti gli altri martiri, che il loro estremo sacrificio non cada nel vuoto ma sia il seme di un grande e definitivo cambiamento!
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Al-Khalifa,
Al-Saoud,
Husam al-Haddad,
Manama,
Martire,
Ragazzo,
Rivoluzione,
Riyadh
domenica 12 agosto 2012
Il Cremlino gioca d'anticipo e all'ONU mette al centro del tavolo mediorientale la questione del Bahrein!
Il Governo russo, evidentemente stanco di dovere agire continuamente "di rimessa" rispetto alle criminali iniziative aggressive e destabilizzatrici dell'occidente imperialista in campo mediorientale, ha preso tutti in contropiede depositando presso il Consiglio di Sicurezza dell'ONU la richiesta di mettere sotto revisione il prima possibile gli avvenimenti degli ultimi diciotto mesi nel Bahrein, dove un movimento popolare per la riforma e la democratizzazione della società é perseguitato e martirizzato dalla violenza della Dinastia regnante Al-Khalifa e dei suoi alleati Sauditi e Qatarioti che non solo hanno dispacciato truppe nell'isola per prendere parte alla repressione ma addirittura hanno ingaggiato migliaia di violenti mercenari pachistani reclutati tra le frange più estreme di integralisti sunniti (la maggior parte della popolazione del Bahrein é invece sciita).
La richiesta russa é stata applaudita da Pechino, grande alleata di Mosca nel fornire un contrappeso alle intriganti e invasive politiche occidentali, che ha rimarcato come "Il doppio standard fin qua applicato dall'ONU nei confronti della Rivoluzione Bahreini ha gravemente compromesso la credibiità, il prestigio e la reputazione di pretesa imparzialità dell'organismo sovranazionale". La notizia é stata accolta con comprensibile entusiasmo dagli attivisti Bahreini per la Democrazia che in un comunicato di commento rilasciato a stretto giro hanno dichiarato come l'internazionalizzazione della Rivoluzione del Bahrein dà un colpo decisivo al tentativo delle dinastie Al-Khalifa, Al-Saoud e Al-Thani di soffocarla con la violenza e il terrorismo di Stato.
Dopo molti mesi di lotte, di sofferenze e di grandi difficoltà la Rivoluzione Bahreini ha ripreso vigore nelle ultime settimane grazie alla diffusione di immagini e rapporti riguardanti attacchi e crudeltà delle forze governative contro civili indifesi, le loro case e le loro proprietà. Il comunicato dei rivoluzionari del Bahrein si conclude con la considerazione che, arrivati a questo punto, nessuna possibilità di accordo o negoziato con una famiglia reale disposta a scendere a livelli tanto bassi di violenza e sevizia contro il popolo é più considerabile e l'unica conclusione possibile per il processo rivoluzionario sta nella cacciata del Re e dei suoi manutengoli e nella creazione di una Repubblica Democratica.
La richiesta russa é stata applaudita da Pechino, grande alleata di Mosca nel fornire un contrappeso alle intriganti e invasive politiche occidentali, che ha rimarcato come "Il doppio standard fin qua applicato dall'ONU nei confronti della Rivoluzione Bahreini ha gravemente compromesso la credibiità, il prestigio e la reputazione di pretesa imparzialità dell'organismo sovranazionale". La notizia é stata accolta con comprensibile entusiasmo dagli attivisti Bahreini per la Democrazia che in un comunicato di commento rilasciato a stretto giro hanno dichiarato come l'internazionalizzazione della Rivoluzione del Bahrein dà un colpo decisivo al tentativo delle dinastie Al-Khalifa, Al-Saoud e Al-Thani di soffocarla con la violenza e il terrorismo di Stato.
Dopo molti mesi di lotte, di sofferenze e di grandi difficoltà la Rivoluzione Bahreini ha ripreso vigore nelle ultime settimane grazie alla diffusione di immagini e rapporti riguardanti attacchi e crudeltà delle forze governative contro civili indifesi, le loro case e le loro proprietà. Il comunicato dei rivoluzionari del Bahrein si conclude con la considerazione che, arrivati a questo punto, nessuna possibilità di accordo o negoziato con una famiglia reale disposta a scendere a livelli tanto bassi di violenza e sevizia contro il popolo é più considerabile e l'unica conclusione possibile per il processo rivoluzionario sta nella cacciata del Re e dei suoi manutengoli e nella creazione di una Repubblica Democratica.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Al-Khalifa,
Al-Saoud,
Bahrein,
Cina,
ONU,
Repressione,
Rivoluzione,
Russia,
Sciiti,
violenze
Iscriviti a:
Post (Atom)











