Con una serie di precisi e intensi attacchi aerei resi possibili dai nuovi apparecchi ricevuti in queste settimane dalla Russia e dalla Repubblica Iraniana le forze aeree di Bagdad hanno inflitto perdite pesantissime ai wahabiti dell'ISIL che ancora tengono in ostaggio zone di Mosul, in quello che potrebbe rivelarsi come il prologo dell'offensiva totale per distruggerli definitivamente o ricacciarli in territorio turco dai loro finanziatori della NATO.
Sessanta 'barbuti' sono stati presi allo scoperto e ridotti in cenere vicino al riformatorio giovanile, mentre altri cento e ottanta, secondo le prime stime sono stati colpiti a Nord della città. Agenti sul terreno riportano che tra i terroristi eliminati vi sarebbero un importante leader del 'Daash' e tre suoi luogotenenti.
Fonti governative irakene hanno confermato che, dopo una serie di operazioni di difesa e di contenimento che nelle settimane scorse hanno permesso di fermare i takfiri e di impedire loro di conquistare nuove località (come ad esempio le strategiche raffinerie di Biji) adesso le forze militari di Bagdad possono passare all'attacco e ristabilire la legalità su tutto il territorio nazionale.

