sabato 2 giugno 2018

Nonostante i "pizzini" made in Usa Nuova Delhi sta per finalizzare l'accordo di acquisto degli S-400!

Come si evince da questa chiara cartina, basterebbero appena cinque batterie di lanciamissili S-400 per sigillare del tutto le frontiere aeree dell'India, sia sul 'fronte caldo' col Pachistan e con quello rivolto verso l'Afghanistan invaso e occupato da Usa e loro lacché, sia, in via 'cautelativa' in direzione della Cina (con cui i rapporti sono buoni e van migliorando, ma non si sa mai...), tuttavia, é prevedibile che Nuova Delhi intenda acquistare un numero di complessi ben superiore, per difendere anche il resto del subcontinente ed ergere una barriera antiaerea e antibalistica anche verso potenziali aggressori che, un domani, potrebbero venire dal mare.

Chi ha pensato alla Marina Usa non ha assolutamente fatto un'ipotesi inverosimile.

Quel che é certo, per ora, é che il Ministero della Difesa indiano ha esteso al Comitato di Gabinetto di approvare l'acquisto degli S-400; la notizia é stata ripresa e diffusa dall'Hindustan Times.

Si sono così rivelate inefficaci le minacce e le pressioni ricattatorie esercitate in questi mesi dall'Amministrazione Trump, che ancora poche ore fa, per bocca del Segretario del Comitato Parlamentare per le Forze Armate, Mac Thornberry, faceva sapere che l'acquisto "metteva in forse i rapporti militari Usa-India, per la mancanza di interoperabilità tra i sistemi adottati".

Ovviamente, se i Patriot-3 avessero fatto una migliore riuscita contro i primitivi missili balistici yemeniti (strettamente imparentati con gli SCUD modificati dagli irakeni tra fine anni '80 e 1991) forse Nuova Delhi avrebbe avuto un'opzione alternativa all'acquisto dei sistemi russi (che comunque rafforzano lo schieramento indiano nell'asse multipolare euroasiatico, allontanandola dalle 'sirene' a stelle e strisce).

1 commento:

  1. L'India non sarà nemmeno l'ultimo ad acquistarli, il bluff della superiorità tecnologica occidentale ormai è stato "visto" ed è noto a tutti, gli yankee parlano di libero mercato e poi sussidiano le loro aziende più importanti in campo militare, da vergognarsi.

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