Il dirigente del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina Abu Ali Mustafa venne assassinato dai sionisti con un missile il 27 agosto del 2000.
Poco meno di due mesi dopo, con una accurata operazione di rappresaglia, che non coinvolse nessuno al di fuori del suo obiettivo, due agenti del PFLP portavano a termine la vendetta, secondo lo stile 'mosaico' dell'occhio per occhio.
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mercoledì 17 ottobre 2018
Il 17 ottobre del 2000 il PFLP vendicava con una vittoriosa rappresaglia il dirigente Abu Ali Mustafa!
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giovedì 28 agosto 2014
Nel tredicesimo anniversario del suo martirio PALAESTINA FELIX dedica la vittoria di Gaza ad Abu Ali Mustafa del PFLP!!!!!
Nell'estate del 2001, esattamente 13 anni fa, il criminale regime ebraico di occupazione della Palestina assassinava a tradimento il dirigente del PFLP Abu Ali Mustafa, il cui nome é oggi eternato nella sigla delle Brigate Armate di tale organizzazione, a lui sempiternamente dedicata.
Cogliamo l'occasione per ricordare ai nostri lettori la fulgida figura di leader e di combattente che Abu Ali ha incarnato fino al momento del sacrificio supremo e grazie al cui esempio giovani che magari non hanno mai visto di persona questo dirigente o udito dal vivo le sue parole continuano ad aderire al Fronte Popolare e a rinsanguare i suoi ranghi.
Anche nell'ultima guerra di Gaza pur potendo contare su poco meno di 1000 militanti addestrati le Brigate Abu Ali Mustafa hanno fatto la loro parte lanciando dozzine e dozzine di razzi contro obiettivi sionisti, centinaia di colpi di mortaio e cooperando con altre organizzazioni di Resistenza come le Brigate Qassam e Al-Quds.
Oggi più che mai, tra le macerie di Gaza la figura del Compagno Abu Ali Mustafa si alza torreggiando come quella di un gigante e risponde PRESENTE! all'appello accorato del Popolo di Palestina in cerca di coraggio e ispirazione per le lotte che verranno!
Cogliamo l'occasione per ricordare ai nostri lettori la fulgida figura di leader e di combattente che Abu Ali ha incarnato fino al momento del sacrificio supremo e grazie al cui esempio giovani che magari non hanno mai visto di persona questo dirigente o udito dal vivo le sue parole continuano ad aderire al Fronte Popolare e a rinsanguare i suoi ranghi.
Anche nell'ultima guerra di Gaza pur potendo contare su poco meno di 1000 militanti addestrati le Brigate Abu Ali Mustafa hanno fatto la loro parte lanciando dozzine e dozzine di razzi contro obiettivi sionisti, centinaia di colpi di mortaio e cooperando con altre organizzazioni di Resistenza come le Brigate Qassam e Al-Quds.
Oggi più che mai, tra le macerie di Gaza la figura del Compagno Abu Ali Mustafa si alza torreggiando come quella di un gigante e risponde PRESENTE! all'appello accorato del Popolo di Palestina in cerca di coraggio e ispirazione per le lotte che verranno!
sabato 28 gennaio 2012
I sionazisti israeliani festeggiano il "Giorno della Memoria" sparando una cannonata in una cucina palestinese: famiglia miracolosamente illesa!
Nella giornata di ieri, mentre tutti i giornali, le radio e le televisioni controllate dalla lobby sionista internazionale ci trituravano i suddetti con le geremiadi e le giaculatorie del "Giorno della Memoria", ricorrenza inventata a unico ed esclusivo beneficio del regime ebraico di occupazione della Palestina (scordandosi peraltro con comoda ipocrisia le posizioni di aperto disprezzo di Ben Gurion, Jabotinsky e altri sionisti nei confronti delle vittime dell'Olocausto, che secondo loro "meritavano di morire" perché non si erano trasformati in invasori e predoni delle terre altrui) i militari dell'IDF decidevano di celebrare "a modo loro" la ricorrenza puntando la canna lunga sei metri del loro obice cingolato M109A5 ("regalo" delle amministrazioni Usa, pagato coi soldi degli 'aiuti al terzo mondo') contro una casa del ghetto di Gaza, mirando accuratamente e facendo fuoco.
La granata dirompente da 155mm é piovuta in casa Hajjaj direttamente attraverso il tetto al centro esatto della cucina; il caso ha voluto che quella sera (forse avendo meno da mangiare del solito, "cortesia" dello strangolamento economico della striscia portato avanti da quasi sei anni dagli Shylock sionisti) la famiglia avesse già lasciato il locale, che é andato completamente e totalmente distrutto.
Il capofamiglia Haithem Hajjaj, ancora scioccato per l'accaduto, ringrazia la provvidenza che ha voluto che nessuno rimanesse vittima della cannonata, anche se ovviamente rimanere con un'ala di casa propria distrutta nel bel mezzo del periodo più freddo dell'anno non é certo motivo di gioia, meglio comunque che avere la moglie assassinata o i figli mutilati. Le Brigate Abu Ali Mustafa, braccio armato del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina hanno risposto con il lancio di quattro proiettili di mortaio contro installazioni militari sioniste all'aggressione barbara e ingiustificata subita dalla famiglia Hajjaj.
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sabato 22 gennaio 2011
Fatah ha ormai abdicato a ogni pretesa di autorità e rappresentanza del popolo palestinese
Il Fronte popolare per la Liberazione della Palestina ha dichiarato che le manovre e le azioni della fazione collaborazionista Fatah contro il fronte unificato della Resistenza a Israele, tese all'eliminazione di prominenti e autorevoli figure dei movimenti che non accettano la supina sottomissione ai Diktat dei sionisti e degli americani, non sono altro che la prova evidente dell'asservimento e della capitolazione politica e morale di quella che, una volta, era la principale e più rispettata forza dello schieramento politico e militare palestinese.
La dura stigmatizzazione di Fatah e delle sue iniziative é venuta nel nono anniversario del tranello teso con la complicità di Fatah, che portò all'arresto di Ahmed Saadat, segretario generale tuttora in carica del PFLP. Successore di Abu Ali Mustafa (a sua volta successore del fondatore del Fronte, George Habash), Saadat venne imprigionato da Fatah e, successivamente, "passato" alle forze sioniste approfittando di una momentanea assenza dei supervisori internazionali che dovevano garantire i suoi diritti e le condizioni della sua prigionia.
Dal momento del suo trasferimento in mano israeliana Saadat é rimasto quasi sempre in isolamento totale ed é stato sottoposto dagli aguzzini israeliani a indicibili torture fisiche e psicologiche. Amnesty International ha più volte definito i metodi e i modi della sua cattura e della sua rendizione in mano israeliana come totalmente al di fuori di ogni criterio di legalità internazionale, chiedendone il suo rilascio. Il movimento musulmano Hamas ha incluso il nome di Saadat nella lista di prigionieri palestinesi che devono essere rilasciati per garantire la liberazione del militare sionista Gilad Shalit.
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