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lunedì 9 febbraio 2015

Sono arrivati settantacinque nuovi pezzi d'artiglieria per l'Armee Libanaise!!

Le forze armate libanesi hanno ricevuto nel corso del week-end 72 obici M198 da 155 millimetri oltre a numerosi container di munizioni per gli stessi, nonché bombe per mortaio e nastri di proiettili per mitragliatrici medie per un totale di circa 25 milioni di dollari.

martedì 2 dicembre 2014

Le forze irakene riconquistano quel che resta degli 'arsenali chimici' di Saddam: l'ISIS non ci si é nemmeno avvicinato!

L'Esercito Irakeno ha riconquistato il controllo della vecchia struttura usata nel regime di Saddam Hussein come arsenale chimico; la zona era stata investita dall'avanzata dell'ISIS ma, al momento in cui le forze regolari l'hanno ripresa é apparso evidente che gli sgozzatori del 'califfato' non erano nemmeno riusciti a entrarvi.

Questo perché i vari bunker e depositi erano circondati da campi minati e altri ostacoli passivi che erano stati sufficienti a tenere lontani i takfiri del Daesh. Secondo le rivelazioni del Viceministro degli Esteri Mohammad Jawad al-Doraky la zona non conteneva alcun genere di 'arma chimica' ma piuttosto residui contaminati che anche qualora fossero caduti in mano all'ISIS non avrebbero potuto in alcun modo venire usati per nuocere.

Nel cosiddetto 'bunker 13' erano presenti razzi da 122mm una volta caricati a Sarin, ma da lungo tempo deattivati nell'ambito della cooperazione del regime di Saddam con l'ONU (quella che non evitò la speciosa e illegale invasione angloamericana del 2003). Nel 'bunker 41' invece erano contenute 2000 granate da 155mm una volta caricate a fosgene (e ora vuote) e 605 bidoni vuoti una volta pieni di fosgene, più materiali da costruzione contaminati.

sabato 28 gennaio 2012

I sionazisti israeliani festeggiano il "Giorno della Memoria" sparando una cannonata in una cucina palestinese: famiglia miracolosamente illesa!


Nella giornata di ieri, mentre tutti i giornali, le radio e le televisioni controllate dalla lobby sionista internazionale ci trituravano i suddetti con le geremiadi e le giaculatorie del "Giorno della Memoria", ricorrenza inventata a unico ed esclusivo beneficio del regime ebraico di occupazione della Palestina (scordandosi peraltro con comoda ipocrisia le posizioni di aperto disprezzo di Ben Gurion, Jabotinsky e altri sionisti nei confronti delle vittime dell'Olocausto, che secondo loro "meritavano di morire" perché non si erano trasformati in invasori e predoni delle terre altrui) i militari dell'IDF decidevano di celebrare "a modo loro" la ricorrenza puntando la canna lunga sei metri del loro obice cingolato M109A5 ("regalo" delle amministrazioni Usa, pagato coi soldi degli 'aiuti al terzo mondo') contro una casa del ghetto di Gaza, mirando accuratamente e facendo fuoco.

La granata dirompente da 155mm é piovuta in casa Hajjaj direttamente attraverso il tetto al centro esatto della cucina; il caso ha voluto che quella sera (forse avendo meno da mangiare del solito, "cortesia" dello strangolamento economico della striscia portato avanti da quasi sei anni dagli Shylock sionisti) la famiglia avesse già lasciato il locale, che é andato completamente e totalmente distrutto.

Il capofamiglia Haithem Hajjaj, ancora scioccato per l'accaduto, ringrazia la provvidenza che ha voluto che nessuno rimanesse vittima della cannonata, anche se ovviamente rimanere con un'ala di casa propria distrutta nel bel mezzo del periodo più freddo dell'anno non é certo motivo di gioia, meglio comunque che avere la moglie assassinata o i figli mutilati. Le Brigate Abu Ali Mustafa, braccio armato del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina hanno risposto con il lancio di quattro proiettili di mortaio contro installazioni militari sioniste all'aggressione barbara e ingiustificata subita dalla famiglia Hajjaj.
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venerdì 1 aprile 2011

La Repubblica iraniana introduce un nuovo obice motorizzato nel suo arsenale


Coerentemente con la propria continua ricerca della totale indipendenza nel campo degli armamenti e dell'industria della Difesa Teheran sta portando avanti numerosi progetti di ricerca, sperimentazione e produzione che alimentano una filiera tecnologica e industriale di prim'ordine.

Sepolti e archiviati i tempi in cui, aggredito da un Irak spalleggiato e armato dalle maggiori potenze mondiale (Usa, Urss, Francia, Germania, persino l'Italia...) l'Iran doveva fare letteralmente i 'salti mortali' per manterere il proprio esercito armato ed equipaggiato, la parola d'ordine, da oltre vent'anni é "autosufficienza" e, conseguentemente, ogni tassello del mosaico di un moderno ed efficace sistema di Difesa integrata deve essere riempito da un progetto nazionale o, alla peggio, da un sistema estero suscettibile di venire retroattivamente smontato, compreso, duplicato e migliorato dai tecnici e dagli ingegneri iraniani.

Un risultato esemplare di questo sforzo é stato recentemente presentato con la cerimonia ufficiale di adozione del nuovo obice motorizzato HM-41 che, evoluto e migliorato sulla base di un vetusto modello americano acquistato decenni fa dallo Shah Reza Palhevi, è stato migliorato in ogni sua componente e quindi montato su uno chassis 6x6 derivato dalla solida e collaudata struttura del camion Mercedes 6264, già utilizzato come base di diversi celebri sistemi di lanciarazzi multipli prodotti da Teheran.

Nonostante la lunghezza della canna sia di "soli" 39 calibri (per un proiettile da 155mm), la resa balistica dell'arma é di tutto rispetto, molto superiore a quella del modello originario: un normale colpo deflagrante può viaggiare fino a 25 km, mentre, con l'adozione di speciali munizioni 'base bleed' o 'razzo assistite' raggi operativi di 30 e 34 chilometri, rispettivamente, possono venire raggiunti e mantenuti con buona precisione.

Il Ministro della Difesa iraniano, Brigadier Generale Ahmad Vahidi, ispezionando il prototipo con una delegazione di politici e militari dell'Esercito e della Guardia rivoluzionaria, ha dichiarato che il nuovo sistema d'arma, disegnato e prodotto su esplicita e dettagliata richiesta dei comandanti delle Forze armate, renderà la nazione iraniana ancor più capace di dissuadere e prevenire minacce esterne alla sua autonomia e indipendenza.

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sabato 26 marzo 2011

Gaza: adesso Israele bombarda anche le fabbriche di bibite


A Gaza continua incessante il tormento dei raid aerei e degli sbarramenti d'artiglieria israeliana, lanciati apparentemente a casaccio su un'enclave costiera che é ormai, nel totale e ipocrita disinteresse della Comunità internazionale, bersaglio inerme delle scorribande militari sioniste.
Immagine esclusiva della fabbrica Sattar dopo l'esplosione e l'incendio, per cui ringraziamo le fonti del legittimo Governo palestinese!
Diciamo degli attacchi lanciati "apparentemente a casaccio", ma in realtà essi seguono un ben precisa logica, tentando, pezzo per pezzo, di smantellare tutte le infrastrutture economiche e civili che permettono alla popolazione residente di condurre una vita seminormale nonostante gli attacchi e l'assedio decretati dai generali di Tel Aviv.

Oggi, nel quartiere Al-Zaytoun, é toccato alla fabbrica di bevande dolci 'Sattar' di venire colpita in pieno da una cannonata calibro 155mm proveniente da fuori della Striscia, dopo la quale violente esplosioni e incendi si sono sviluppati, causando gravi danni all'impianto. Ovviamente fiamme e scoppi erano dovuti alle molte cisterne di benzina con cui vengono alimentati i gruppi elettrogeni necessari a far funzionare la fabbrica durante i lunghi e frequenti blackout della corrente.

Adesso i casi sono due: o i sionisti stanno scientemente e volontariamente perseguendo una politica di vessazione contro il popolo di Gaza che ha del criminale e del disumano oppure, e non é detto che prima o poi non verrà sostenuto da un 'hasbarico' portavoce giustificazionista delle angherie israeliane, il comando dell'IDF teme che i combattenti della Resistenza realizzino ordigni dirompenti mescolando bevande frizzanti e compresse di Mentos!

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Sorpresa! I mezzi 'fantasma' di Gheddafi? Ma 'made in italy', ovviamente!!


E' con piacere che pubblichiamo la soluzione a un piccolo "giallo" che avevamo segnalato ai nostri lettori riprendendolo dalle pagine di "Veterans Today", dove il commentatore Gordon Duff (reduce del Vietnam e attivista filo-palestinese e anti-imperialista), non riusciva a "piazzare" la silohuette di un obice corazzato cingolato la cui carcassa carbonizzata era stata immortalata, insieme a quelle di altri mezzi militari del Rais di Tripoli, da una troupe giornalistica poco fuori Benghazi.

Chiaramente non ascrivibile alle forniture militari sovietiche di cui il Colonnello aveva beneficiato negli indimenticabili anni settanta, il mezzo aveva fatto sorgere l'ipotesi che fosse un prototipo con torretta della British Aerospace (ipotesi di Gordon Duff), mentre a noi era sembrato più un Bhim della sudafricana Denel o un 2S19 Msta-S, probabilmente georgiano o bielorusso.

Grazie a una preziosissima segnalazione di un lettore e a reportage fotografici più netti e distinti di quello ripreso da Duff, siamo ormai certi che i semoventi in questione siano in realtà italianissimi "Otobreda Palmaria", venduti in un centinaio d'esemplari a Tripoli 29 anni fa, nel 1982. Sviluppato sullo scafo della versione OTO del Leopard-1 il Palmaria é un mezzo relativamente moderno, più efficiente degli M-109 americani ma meno sofisticato dei più recenti Msta-s e PanzerH-2000.

Nel contemplare la fine ingloriosa degli Otobreda Palmaria troviamo un pizzico di amara ironia vichiana nel considerare che, come già altri mezzi corazzati italiani inviati in Libia più di 60 anni fa, anche loro finiranno i loro giorni come carcasse lasciate ad arrugginire nel deserto.

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AGGIORNAMENTO: Siamo rimasti letteralmente colpiti dall'interesse dimostrato da Gordon Duff in persona e dai suoi colleghi del sito "Veterans Today" (un outlet di informazione 'progressista' e 'anti-militarista' rivolto alla comunità dei reduci a stelle e strisce), che hanno ripreso e tentato di tradurre in inglese il nostro pezzo. Ovviamente, essendo rimasti 'negativamente colpiti' dalla qualità della sintassi che risultava dall'uso del famigerato Google Translate siamo entrati in contatto con lo stesso Duff offrendogli una nostra traduzione in inglese accettabile dell'articolo, i lettori di Palaestina Felix fluenti nella lingua d'Albione possono ora 'gustarsela' a questa URL.

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mercoledì 23 marzo 2011

F-15 down!! Prime perdite della Nato sulla Libia mentre mezzi "fantasma" appaiono nelle fila dei fedeli di Gheddafi!



Il mito dell'invincibile e irraggiungibile superiorità tecnologica 'occidentale' riceve un altro colpo non da poco (dopo tutti quelli che l'hanno appannato e intaccato dai 'giorni di gloria' del 1991 quando sembrava che le flotte aeree nato fossero in grado di demolire dall'alto qualunque avversario, come nei deliri dohuettiani), quando, meno di un giorno e mezzo della campagna "Odissey Dawn" un F-15E 'Eagle' dell'aeronautica USA è precipitato attorno a Bengasi; senza nemmeno che qualcuno si sia peritato di sparargli contro.

In realtà, a ben vedere, l'incidente, attribuito dal Pentagono a "cause meccaniche" é piuttosto l'ennesima testimonianza dell'incipiente obsolescenza della flotta di F-15 americani che, progettati a metà degli anni '60 ed entrati in servizio all'inizio della decade successiva ha nella versione 'E' l'apice della sua evoluzione e tuttavia, nonostante imponenti pacchetti di aggiornamento e routine di manutenzione, comincia ormai a mostrare tutti i suoi anni.

Il problema non é da poco per i gallonati pundit del Pentagono, perché l'F-35 Lighting II é ancora sette anni dal venire introdotto in linea di volo e, con l'F-22 "congelato" a difesa dello spazio aereo statunitense (alcuni dicono per l'esorbitante prezzo delle macchine, altri malignamente insinuano per prestazioni del tutto al di sotto delle attese, a loro tempo propagandate come 'fantascientifiche'), sembra proprio che i residuati della "teen series" (F-15, 16 e 18, dopo il ritiro dell'F-14 ormai diversi anni fa) dovranno adattarsi a girare il mondo "esportando democrazia" e "bombardando umanitariamente" ancora qualche annetto, anche se chi scrive spera che non ve ne sia alcun bisogno e che, qualora il caso si ripresentasse, più d'uno faccia 'obiezione di coscienza strutturale', crollando da sotto la sella degli spavaldi cowboy dell'Air Force.


Intanto vengono diffuse le prime immagini di mezzi filo-Gheddafi distrutte, riprese dal britannico Telegraph e da Gordon Duff (ex-marine dell'Era del Vietnam) sulla pagina web 'Veterans Today', sito alquanto 'progressista' nello spettro dei media rivolti alla comunità degli ex-servicemen americani. Notiamo innanzi tutto che vicino alle carcasse dei mezzi del Rais non mancano mai cadaveri di africani, segno che evidentemente la compagnia israeliana dell'ex Generale Ziv sta ancora rifornendo di Darfuriani e Sudanesi il dittatore di Tripoli.

Secondariamente attrae la nostra attenzione la carcassa di pezzo d'artiglieria cingolato che vediamo qui sopra: la silohuette, per quanto si vede, non corrisponde a nessuno degli esemplari di cannoni cingolati accreditati all'arsenale libico (122mm e 152mm 2S1 e 2S3 di fabbricazione sovietica), somiglia piuttosto al molto più recente 2S19 russo o al prototipo Bhim costruito per il mercato indiano dalla sudafricana Denel, particolarmente indicativa ci sembra la camera per lo sfiato dei gas lungo la canna, che manca in altri cannoni corazzati meno recenti.

Guarda caso, il 2S19 é presente nell'arsenale georgiano, il cui apparato militare é stato infiltrato fino ai più alti gradi politici e di comando da Israele e il Bhim é stato sviluppato da un'industria sudafricana che era una cosa sola con l'apparato militare del regime dell'Apartheid, ottimo e fedele alleato di Tel Aviv. E' paranoia pensare che nella comparsa di questi 'mezzi fantasma' nell'arsenale della Jamahiryia ci sia, come per i mercenari neri, la mano di Israele?

Meditate gente, meditate!

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