Visualizzazione post con etichetta Brigate Abu Ali Mustafa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Brigate Abu Ali Mustafa. Mostra tutti i post

mercoledì 19 luglio 2017

Conferenza congiunta della Resistenza Palestinese: "Il prezzo per l'aggressione sionista ad Al-Aqsa si rivelerà troppo alto!"

Le Brigate Ezzedine al-Qassam, le Saraya al-Quds, le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, le Brigate Abu Ali Mustafa e le Brigate Salah ad-Din, estensioni armate di Hamas, della Jihad Islamica Palestinese, della parte non-collaborazionista di Fatah, del PFLP e dei Comitati Popolari di Resistenza hanno tenuto come annunciato la loro conferenza stampa congiunta a Gaza.

martedì 18 luglio 2017

Annunciata conferenza congiunta da parte dei maggiori movimenti armati di Resistenza Palestinese!

Nella Striscia di Gaza a momenti inizierà una conferenza stampa durante la quale i portavoce dei principali movimenti armati di Resistenza palestinese faranno il punto sulla situazione ad Al-Quds Occupata (Gerusalemme) visti gli ultimi sviluppi seguiti all'operazione di Resistenza e martirio portata recentemente a termine da Mohamed Abdulatif Jabarin, Mohammed Mfaddal Jabarin e Mohammed Ahmed Jabarin alla Porta dei Leoni.

venerdì 19 maggio 2017

I cyber-commando del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina "svaligiano" banche dati del regime ebraico!

La guerra moderna si é arricchita di nuovi campi di battaglia digitali e telematici, dove "l'arma maledetta e invisibile delle spie" (come la chiamava il Grande Corso) può esplicarsi con una furtività e una vastità che erano semplicemente impensabili ai tempi di Richard Sorge o di Mata Hari.

Per presentarsi preparato anche su questo terreno di sfida il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha creato una sotto-sezione delle Brigate Abu Ali Mustafa dedita esclusivamente all'informatica e alla cyber-guerra, chiamandola "Unità 67".

Grazie ai nostri affidabili contatti siamo in grado di annunciarvi che nella giornata di ieri l'Unità 67 ha compiuto con successo un profondissimo "raid" in 'territorio nemico', violando e saccheggiando la memoria di diversi, guardatissimi computer di agenzie del regime ebraico.

sabato 16 maggio 2015

L'Esercito Siriano pronto a intervenire a fianco delle fazioni palestinesi per ripulire Yarmouk dagli ultimi terroristi!

Il portavoce del PFLP, Anwar Raja ha dichiarato che i militanti armati del Fronte, le Brigate Abu Ali Mustafa sono pronte a entrare in azione insieme ai loro camerati del Comando Generale, all'Esercito di Liberazione Palestinese e ai soldati dell'Esercito Siriano per liberare definitivamente il quartiere di Yarmouk da ogni residua presenza terrorista.
Il mese scorso l'ambasciatore palestinese a Damasco, Anwar Abdulhadi, aveva invitato la Repubblica Islamica dell'Iran a intervenire politicamente e diplomaticamente per ottenere una soluzione della situazione di Yarmouk, dove ancora alcune migliaia di cittadini palestinesi sono intrappolati, minacciati e tenuti in ostaggio dai terroristi.

venerdì 5 dicembre 2014

IMMAGINI UNICHE dei due martiri Ghassan Abu Jamal ed Uday Abu Abdul pochi secondi prima del loro sacrificio!

PALAESTINA FELIX è stato il primo outlet informativo italiano a dare la notizia dell'attacco di Resistenza dei due cugini gerosolimitani Ghassan Abu Jamal ed Uday Abu Abdul contro la sinagoga di estremisti ebrei costruita sulle rovine di Deir Yassin.
PALAESTINA FELIX é stato il primo outlet informativo italiano a mettere correttamente in relazione la notizia di tale attacco (che ha comportato diversi omicidi) con l'episodio di bestiale linciaggio dell'autista di bus palestinese avvenuto il giorno prima, dando un contesto e una spiegazione all'atto.
Adesso PALAESTINA FELIX ha l'ONORE di presentare al proprio pubblico le ultime immagini di Ghassan Jamal e Uday Abdul pochi istanti prima del loro sacrificio. Sono immagini forti, non hanno bisogno di commenti, tutti i nostri lettori sanno come la pensiamo sulla lotta di liberazione nazionale palestinese e sullo status di estremisti giudei occupanti e invasori di terra non loro e su cosa si meritino.

venerdì 21 novembre 2014

A Gaza il PFLP tiene funerali simbolici per i due martiri dell'operazione di Resistenza ad Al-Quds!!

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha organizzato a Gaza una manifestazione simbolica per onorare i due martiri Ghassan e Ouday Abu Jamal, caduti nell'operazione di Resistenza contro gli occupanti illegali di Al-Quds.
Il Fronte popolare tramite la sua organizzazione armata aveva già rilasciato un comunicato ufficiale nel quale lodava l'operazione senza tuttavia ascriversene la paternità; nessuna organizzazione della Resistenza palestinese, tra le molte che hanno sottoscritto e approvato l'azione dei cugini di Al-Quds, ha mostrato tuttavia un livello di entusiasmo pari a quello del PFLP, lasciando immaginare che, se non proprio membri ufficiali del Fronte, i due martri fossero per lo meno sostenitori dello stesso.
Tre

martedì 18 novembre 2014

COMUNICATO UFFICIALE delle Brigate Abu Ali Mustafa del PFLP sull'attacco a Deir Yassin!!

Alla nostra gente in tutto il mondo...ai nostri resistenti...ai nostri eroi Saluti a voi e alla fermezza degli eroi di fronte ai coloni di Gerusalemme e le truppe criminali occupanti.

Un saluto a voi che ogni giorno scrivete pagine di resistenza e di sacrificio. Siamo nelle Brigate Abu Ali Mustafa, braccio armato del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, ci congratuliamo per l'operazione eroica effettuata dai martiri Ghassan Abu Jamal ed Uday Abu Abdul, del Monte Scopus a Gerusalemme questa mattina, risposta naturale all'occupazione ed ai crimini dei suoi leader, che hanno preso d'assalto l'Istituto religioso giudaico presso "Harnov" a Deir Yassin, ad ovest di Gerusalemme, armati di pale, coltelli, pistole e la volontà della resistenza, uccidendo quattro coloni, tra cui un uomo della sicurezza sionista ed un rabbino sionista, e ferendone altri nove, quattro dei quali in serie condizioni. 

Il loro martirio da parte polizia israeliana dopo lo scontro. A seconda di ciò che i media hanno riferito l'occupazione sionista attribuisce al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina la responsabilità per il funzionamento e il suo impatto sulle forze di occupazione ed ha iniziato le operazioni e gli arresti di massa nelle file del Fronte Popolare. 

Siamo nelle Brigate Abu Ali Mustafa, benediciamo ogni atto di resistenza volto allo sradicamento dei coloni e degli occupanti che hanno profanato la nostra terra, e questo processo e altre operazioni eroiche effettuate come risposta naturale ai crimini dell'occupazione e come forma di resistenza popolare, chiediamo anche lo sviluppo e l'unificazione di tutti gli sforzi verso una resistenza unitaria e scontri crescenti contro gli occupanti e le mandrie di coloni, non c'è posto per loro nella nostra terra. 

Gloria agli eroi di Gerusalemme e di tutta la Palestina Gloria ai martiri e alla vittoria della resistenza e della nostra gente. 

Morte agli occupanti sionisti!!

giovedì 28 agosto 2014

Nel tredicesimo anniversario del suo martirio PALAESTINA FELIX dedica la vittoria di Gaza ad Abu Ali Mustafa del PFLP!!!!!

Nell'estate del 2001, esattamente 13 anni fa, il criminale regime ebraico di occupazione della Palestina assassinava a tradimento il dirigente del PFLP Abu Ali Mustafa, il cui nome é oggi eternato nella sigla delle Brigate Armate di tale organizzazione, a lui sempiternamente dedicata.
Cogliamo l'occasione per ricordare ai nostri lettori la fulgida figura di leader e di combattente che Abu Ali ha incarnato fino al momento del sacrificio supremo e grazie al cui esempio giovani che magari non hanno mai visto di persona questo dirigente o udito dal vivo le sue parole continuano ad aderire al Fronte Popolare e a rinsanguare i suoi ranghi.

Anche nell'ultima guerra di Gaza pur potendo contare su poco meno di 1000 militanti addestrati le Brigate Abu Ali Mustafa hanno fatto la loro parte lanciando dozzine e dozzine di razzi contro obiettivi sionisti, centinaia di colpi di mortaio e cooperando con altre organizzazioni di Resistenza come le Brigate Qassam e Al-Quds.

Oggi più che mai, tra le macerie di Gaza la figura del Compagno Abu Ali Mustafa si alza torreggiando come quella di un gigante e risponde PRESENTE! all'appello accorato del Popolo di Palestina in cerca di coraggio e ispirazione per le lotte che verranno!

sabato 14 giugno 2014

Coloni ebrei invasori della West Bank catturati dalla Resistenza ad Al-Khalil! Jihad Islamica e PFLP si congratulano!!

Tre coloni ebrei occupanti degli insediamenti illegali costruiti dal regime sionista in Cisgiordania sono stati catturati dalla Resistenza Palestinese e sarebbero attualmente tenuti in una località segreta in attesa di poter dettare i termini per il loro rilascio (che evidentemente prevederanno la liberazione del numero più alto possibile di detenuti politici).

Cogliamo qui l'occasione per ribadire la nostra posizione sui 'settler' e sul loro status giuridico ai sensi del Diritto Internazionale: chiunque cooperi con un regime di occupazione di territorio illegalmente invaso é a tutti i sensi della legislazione internazionale comunemente vigente e accettata un "miliziano" e non può assolutamente venire considerato come 'civile'.

La Resistenza Palestinese, che non possiede carri armati, elicotteri da combattimento, jet, sommergibili e bombe atomiche (tutti in possesso del regime ebraico grazie ai soldi grassati ai contribuenti americani e tedeschi come 'aiuti al Terzo Mondo' o 'compensi per l'olocau$to') ha tutti i diritti di ricorrere a operazioni di cattura di questo personale paramilitare per ottenere il massimo vantaggio tattico e politico nella sua lotta per la Liberazione e per l'affermazione dei Diritti Inalienabili del popolo di Palestina.

lunedì 21 aprile 2014

Due palestinesi feriti da attacchi di droni sionisti contro la Striscia di Gaza: la Resistenza risponde con sei razzi!

E' di due feriti il bilancio degli attacchi con razzi sparati da droni telecomandati che hanno colpito nelle ultime ore il centro e il Sud della Striscia di Gaza.

La notizia secondo la quale i feriti sarebbero militanti delle Brigate Ezzedine al-Qassam non é stata ancora confermata da fonti indipendenti.

Intanto la Resistenza armata palestinese ha replicato alla proditoria rottura della Tregua da parte del regime ebraico col lancio di sei razzi contro le colonie sioniste illegali.

L'ultimo intenso scambio di fuoco tra regime sionista di occupazione e milizie palestinesi della Striscia liberata di Gaza si era avuto circa a metà dello scorso mese di marzo.

sabato 15 marzo 2014

Mentre la Jihad Islamica prende il controllo della Resistenza militare contro Tel Aviv Hamas vede eclissare la sua popolarità!

Era inevitabile; dopo il brusco rovesciamento del Governo Mursi in Egitto che offriva una sponda islamista e un facile canale per le relazioni con Erdogan e gli Emiri del Qatar, dopo la formidabile resistenza del Governo di Assad che da tre anni infligge sconfitte su sconfitte ai mercenari stranieri istigati contro la Siria e i suoi cittadini; dopo le parole di fuoco e le retromarcie a mezza bocca scambiate con Hezbollah era solo questione di tempo prima che Hamas, isolato politicamente, finanziariamente e militarmente cominciasse a perdere terreno rispetto ad altre organizzazioni palestinesi.

Se ancora ancora al tempo della Guerra degli Otto Giorni nel novembre 2012  Hamas e la Jihad Islamica Palestinese erano riusciti a spartirsi equamente il palcoscenico (cosa comunque rilevante per il grande passo in avanti fatto dall'organizzazione di Ramadan Shallah, che ancora al tempo di 'Piombo Fuso' nel 2008-09 aveva ancora un ruolo marginale) adesso nell'ultimo scambio di fuoco tra Striscia di Gaza e occupazione sionista lo "show" é stato guidato in toto dai ragazzi in nero e oro delle Brigate Al-Quds e Hamas si é messa in azione troppo tardi, risultando in secondo piano persino rispetto al PFLP e alle Brigate Al-Aqsa.

Per ora la Jihad Islamica sembra contenta del suo zenit di esposizione, e sembra voler capitalizzare il suo rapporto esclusivo con Iran ed Hezbollah per confermare e ampliare la sua supremazia militare; non sembra per ora interessata a strappare ad Hamas il controllo politico dell'enclave, posto che l'autorità del gruppo di Haniyeh e Mishaal si tenga ben lontana dalle sue enclavi e dalle sue basi; per domani, si vedrà.

giovedì 13 marzo 2014

PFLP, Brigate Al-Aqsa e (forse) Brigate Qassam si uniscono alla Jihad Islamica per far pagare ai sionisti la rottura della tregua!!

In risposta al raid assassino che ha ucciso tre militanti delle Brigate Al-Quds vicino a Sufa, nel Sud della Striscia di Gaza, la Jihad Islamica Palestinese ha dichiarato tramite il proprio portavoce militare di avere definitivamente "rotto il silenzio"; dal tardo pomeriggio di ieri oltre 90 razzi tra cui due "Grad" da 130mm sono piovuti sugli insediamenti illegali di miliziani sionisti a "Netivot," "Sderot,", "Shaer Negev" ed "Eshkol."

Si segnala ancora una volta l'inefficacia del sistema sionista 'iron dome' che dei novanta proiettili lanciati dai militanti palestinesi ne avrebbe intercettati a dir tanto tre. Subito dopo le Brigate Abu Ali Mustafa del PFLP hanno dichiarato di essersi mobilitate a fianco dei camerati della Jihad.

Nella notte vi sono stati attacchi aerei indiscriminati e sorvoli quasi continui delle aree urbane della Striscia da parte di droni e velivoli sionisti, apparentemente senza perdite per i militanti della Resistenza, ma sembra con vittime civili. Le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, in serata, hanno a loro volta aderito alla controffensiva della Resistenza e sembra che anche le Brigate Al-Qassam di Hamas siano sul punto di farlo.

Ci teniamo in contatto come possiamo con le nostre fonti di Gaza pronti ad aggiornarvi su ogni ulteriore sviluppo.





mercoledì 22 gennaio 2014

In onore dei Martiri di Beit Hanoun, i cugini Al-Zaanin, la Resistenza palestinese lancia razzi contro il regime ebraico!

Ci perdonino i lettori la crudezza di questa immagine ma vogliamo che sia ben chiara la violenza satanica, la crudeltà disumana dei boia sionazisti che lanciano bombe e razzi contro strade affollate di gente dai loro aerei codardamente sicuri della propria incolumità.
I due martiri di Beit Hanoun, i cugini Ahmed e Mohammed Al-Zaanin militavano nella Resistenza armata palestinese: ma dobbiamo effettuare una rettifica, mentre Mohammed faceva parte della Jihad Islamica, Ahmed militava nel PFLP e nelle sue Brigate Abu Ali Mustafa, come dimostra la pic qui sotto e il relativo comunicato del Fronte.
Già tre razzi sono stati lanciati dai loro camerati contro obiettivi nel regime razzista ebraico, speriamo che molte altre dozzine li seguano!!

mercoledì 4 settembre 2013

A Rafah le fazioni di Sinistra della Resistenza palestinese tengono una imponente dimostrazione a favore della Siria!

Sono stati migliaia i partecipanti, nella cittadina meridionale della Striscia di Gaza, vicino al confine con l'Egitto, alla manifestazione di solidarietà con la Siria del Presidente Assad convocata dal Fronte Popolare di Liberazione della Palestina e dal Fronte Democratico di Liberazione della Palestina (nato da una costola del primo durante una scissione 'filomaoista' alla fine degli anni '60).

L'evento, che segue di poco la dichiarazione filosiriana delle Brigate Ezzedine al-Qassam (ala militare di Hamas) dimostra che nell'enclave costiera le posizioni filo-Ikhwan e filo-wahabite di una piccola parte di dirigenti di Hamas sono sempre meno condivise e sempre meno popolari e lancia fitte ombre sull'effettiva legittimità di dirigenti come Khaled Mishaal, Moussa abu Marzouk e altri, che si erano letteralmente gettati in braccio agli Emiri del Golfo facendosi più volte immortalare vicini alle bandiere dei terroristi mercenari.

La manifestazione si é svolta ordinatamente e non é stata minimamente infastidita dalle forze dell'ordine governative probabilmente anche per la presenza di numerosi militanti delle Brigate Abu Ali Mustafa e delle Brigate di Resistenza Nazionale (milizie rispettivamente del PFLP e del DFLP).

venerdì 23 novembre 2012

Palaestina Felix presenta in esclusiva le riflessioni di Ali Reza Jalali sulla 'Guerra degli Otto Giorni'!

Ancora una volta ospitiamo uno scritto di Ali Reza Jalali, che ci vantiamo di annoverare ormai tra i collaboratori fissi di questo blog giornalistico e informativo. Il giurista ed esperto di cose mediorientali ci elargisce oggi le sue riflessioni su 'chi ha vinto e chi ha perso' nel recente confronto militare a Gaza.
Apparentemente si è raggiunto un accordo per un cessate il fuoco tra i sionisti e la resistenza palestinese; ciò vuol dire in primo luogo che la nuova e imprevedibile forza strategica dei gruppi armati della Striscia di Gaza (Brigate Ezzeddin Qassam, Brigate Al-Quds, Brigate Salah ad-Din e Brigate Abu Ali Mustafa) ha costretto il regime di Tel Aviv alla resa e alla rinuncia per ciò che concerne l’avanzata di terra.

Infatti i razzi di produzione iraniana che hanno colpito Tel Aviv e Gerusalemme, facendosi beffa del tanto vantato sistema antimissilistico Iron Dome, han fatto capire ai sionisti che un inasprimento della loro offensiva sarebbe stato punteggiato da ulteriori rappresaglie. Il regime di occupazione infatti, da qualche anno si trova in una posizione molto difficile, che cercava di essere alleggerita grazie al complotto imperialista-sionista-arabo contro la Siria di Assad, uno dei principali sponsor della resistenza antisionista a Gaza. Se la guerra fosse andata "come doveva" i principali arsenali della Resistenza sarebbero stati colpiti subito dopo l'assassinio del leader delle Brigate Qassam, 'Iron Dome' avrebbe fermato i pochi razzi scampati al 'first strike' e dopo una breve e violenta campagna aerea i Merkava e i Sabra dell'IDF avrebbero nuovamente sfondato le frontiere di Gaza, seminando morti a migliaia come quattro anni fa.

Ma la realtà si é incaricata di andare in direzione del tutto diversa, cosa che ha convinto Netanyahu ad approfittare della prima 'scappatoia' offertagli dall'alleato Usa in collaborazione con l'Egitto di Mursi e mettere la parola fine su un'avventura che rischiava di costargli moltissimo in prospettiva elettorale (e non é per nulla detto che non gli costi effettivamente parecchio).
Bisogna notare anche il fatto che la posizione di alcuni leader di Hamas come K. Meshaal, dichiaratosi sostenitore dei ribelli siriani, abbia tuttavia affermato apertamente che senza le armi e i soldi dell’Iran Gaza non esisterebbe più. Questo è un duro colpo anche per l’asse del collaborazionismo mediorientale, formato da Qatar, Arabia Saudita e Turchia. Se Meshaal, uno dei loro nuovi uomini fidati, deve ammettere che l’aiuto dell’Iran, alleato della Siria, è fondamentale per l’esistenza di Gaza contro i sionisti, ciò è un’implicita ammissione del fallimento non solo dei piani sionisti, ma anche della poca credibilità dell’Emiro al-Thani e di Erdogan dinnanzi ai loro stessi alleati.

L'Iran ha confermato esplicitamente il suo appoggio ai palestinesi: "Teheran ha messo in guardia gli Stati Uniti e gli alleati occidentali del regime israeliano dal compiere una nuova aggressione" dato che "l'Iran continuerà a sostenere la Resistenza palestinese". Secondo quanto riferito dall'emittente statale iraniana Press Tv, il generale di brigata Mohammad Reza Naqdi, comandante della forza dei volontari iraniani "Basiji", ha dichiarato che "siamo pronti ad aiutare la gente a Gaza e non negheremo sostegno finanziario o qualsiasi attrezzatura che siamo in grado di fornire loro". Ieri l'Iran aveva ufficializzato infatti che l'appoggio a Gaza è anche di natura "militare", in particolare attraverso la fornitura di know how per la costruzione dei nuovi Fajr-5 che, per la prima volta, hanno esposto le principali città israeliane agli attacchi di rappresaglia.

Evidentemente i Palestinesi, anche quelli più anti-Assad, stanno capendo che l’aver dato per scontata la caduta di Damasco è stato un errore. Detto ciò però sappiamo bene come Hamas nella sua grande maggioranza (principalmente ci riferiamo al braccio politico, non al braccio armato ancora fedele all’Asse della Resistenza), ormai abbiamo svoltato verso la linea turca, ovvero antisionismo a parole, e filoimperialismo nei fatti. Addirittura alcuni analisti ipotizzano che il Hamas possa diventare un po’ troppo politico, fino magari, in futuro, un ipotetico nuovo processo di Oslo, forse con Haniyeh al posto del vecchio Arafat.
In tutto ciò notiamo inoltre la passività di Abu Mazen, sparito dalla disputa, e l’inerzia della Turchia, da alcuni, il cui corso 'neo ottomano' qualche anno fa aveva portato alcuni osservatori a definirlo, troppo frettolosamente, come il paese emergente del mondo islamico. Sul campo di battaglia invece, abbiamo apprezzato la grande preparazione strategica dei cosiddetti gruppi minori palestinesi, coma la Jihad islamica e il PFLP-GC di A. Jibril. Questi movimenti quando si tratta di parole e di “trattati di pace” non sono molto attivi, ma quando c’è da combattere, in virtù del loro stretto legame con i Paesi rivoluzionari della regione come la Siria e l’Iran, per non dire del fraterno legame con Hezbollah, essi si dimostrano sempre all’avanguardia, e non sono nemmeno influenzabili economicamente, come invece è accaduto ad altri gruppi palestinesi, pronti sempre a svendersi per il biblico piatto di lenticchie.

Addirittura i media italiani filosionisti si sono accorti di ciò. Il sito de “La Stampa” di Torino (proprietà dei sionisti Elkann) riporta: “la Jihad Islamica, fortemente ideologizzata e dunque meno sensibile ai tanti soldi del Qatar, non ha sul lungo termine alcuna intenzione di raggiungere la pace con Israele.” Per non dire del grande impegno dei resistenti delle Brigate Salah ad-Din e del gruppo di Ahmed Jibril, uno dei pochi della vecchia guardia palestinese a non aver tradito il suo popolo e la Causa rivoluzionaria.
Infine un commento anche sull’operato del regime di Riyadh; qualcuno ha sentito qualche reazione dei regnanti sauditi?

Sembrano essere spariti, anche se, purtroppo per noi, ciò non è avvenuto, comunque il loro ruolo “rivoluzionario” in Siria, in Palestina sembra del tutto assente. Al massimo possono pensare di sostenere i salafiti di Gaza o di Beirut, sempre pronti a dar fastidio ai gruppi della Resistenza, come omaggio ai loro alleati di Tel Aviv. E Gaza si prepara, a Dio piacendo, ad alcune notti tranquille, per modo di dire, visto che l’assedio, malgrado la caduta di Mubarak continua ininterrotto.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

giovedì 22 novembre 2012

Gaza ha bisogno di nuove armi per sostituire e rimpiazzare quelle sparate contro israhell: entra in azione l'Asse della Resistenza!

Il flusso di armi nella Striscia di Gaza continua, secondo fonti di Hezbollah, nonostante il recente assalto israeliano in corso alla Striscia e le difficoltà di fare uso della Siria come condotto per le armi. Hezbollah e le unità della Guardia Rivoluzionaria iraniana specializzata in contrabbando di armi dalla Siria, Libano, Iran, Sudan e altri paesi nella Striscia di Gaza sarebbero in allerta per ricostituire il prima possibile le scorte di razzi e proiettili lanciati contro obiettivi sionisti nel corso degli ultimi otto giorni.

Queste armi di solito partono dai porti iraniani o siriani. Da lì, si dirigono in Sudan, dove sono trasportati nel Sinai egiziano, su cui il Governo del Cairo ha un controllo superficiale e lacunoso, per poi giungere a Gaza attraverso tunnel. Ma ci sono anche altre vie per queste unità per raggiungere Gaza. Le fonti dicono che le linee di comunicazione tra la resistenza in Libano e i vari gruppi a Gaza, in particolare Hamas, sono rimaste aperte e attive anche durante i giorni di guerra.
Fazioni della Resistenza stanno attualmente valutando il danno inflitto agli arsenali missilistici a lunga gittata che Israele dichiara di aver distrutto nel raid dopo l'assassinio del capo militare di Hamas Ahmad al-Jaabari. Ma sembra che le milizie palestinesi abbiano imparato la lezione dall'aggressione del 2008 contro Gaza e dalla guerra del 2006 in Libano, dal momento che un gran numero di arsenali "strategici" sono stati frazionati, dispersi e messi al sicuro da qualunque offesa per mezzo di bombardamenti e raid aerei.

Fonti di Hezbollah hanno dichiarato ad Al-Akhbar che l'attenzione è ora sul trasporto di grandi quantità di missili a lunga gittata, molti dei quali hanno già raggiunto la Striscia dall'inizio dell'ultimo assalto israeliano. Di recente, le forniture di armi verso la Striscia avevano subito una battuta d'arresto importante dopo l'esplodere dell'insorgenza mercenaria in Siria, paese che era diventato il canale principale per armare le fazioni della resistenza dalla seconda Intifada. Tuttavia, l'Iran e Hezbollah sono riusciti a mantenere le linee di rifornimento aperte, nonostante questa complicazione.
Le strategie per il contrabbando di armi verso la Palestina occupata si sono evolute nel tempo. Lo sviluppo più notevole è avvenuto nel 1990, quando Hezbollah ha deciso di creare un'unità speciale per l'operazione. All'epoca, le armi potevano raggiungere Gaza sporadicamente e in piccole quantità, a causa dei meticolosi controlli di sicurezza in Giordania e in Egitto. Anche ottenere una granata nella Striscia era considerato un successo.

Hezbollah è stato in grado di aumentare il flusso di armi, ma l'esercito israeliano si accorse dei nuovi schemi di contrabbando riuscendo ad assassinare molti dei responsabili coinvolti, tra cui Ali Dib (AKA Abu-Hassan Salameh), il figlio di Ahmad Jibril (AKA Abu-Jihad ), Ali Saleh, Ghaleb Awali, e Mohammad Suleiman, un generale dell'esercito siriano. Membri di Hamas sono stati presi di mira all'interno della Siria prima che la fazione palestinese si schierasse contro il Governo siriano che ne ha ospitato la dirigenza a Damasco per quasi tredici anni.
L’ultimo assassinio israeliano riuscito di un membro di Hamas, che lavorava sul trasferimento di armi, è avvenuto nel 2010, quando Mahmoud al-Mabhouh fu ucciso dai servizi segreti israeliani in un albergo a cinque stelle a Dubai, avvenuto grazie alla cooperazione dell'ex-Capo della Sicurezza di Fatah a Gaza, Mohamed Dahlan. Anche l’assassinio nel 2008 del comandante di Hezbollah Imad Mughniyeh a Damasco potrebbe essere attribuito, in parte, alla guerra di Israele contro la rete di contrabbando delle armi della resistenza per la Palestina occupata. In seguito al ritiro di Israele dalla Striscia di Gaza nel 2005, le fazioni della resistenza hanno iniziato ad aumentare il loro arsenale di armi.

Le più grandi difficoltà per l'importazione di armi erano i regimi egiziano e giordano, che controllano i confini con la Palestina. Così, è stato istituito un canale di comunicazioni che collega i rappresentanti della Guardia rivoluzionaria iraniana, l'esercito siriano, Hezbollah e Hamas per coordinare la fornitura di armi. Canali aggiuntivi includono altre fazioni della resistenza palestinese, come la Jihad Islamica, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) e alcuni membri delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, le Brigate Salah ad-Din, così come il PFLP-GC.
Dal 2005, le unità di trasferimento hanno mandato numerosi tipi di armi leggere e medie, mortai, missili a medio e lungo raggio, oltre a diversi tipi di munizioni e materiali che possono essere utilizzati per la fabbricazione di razzi e bombe. Hanno anche lavorato sul trasferimento di centinaia di combattenti da Gaza verso la Siria e l'Iran, dove sono stati addestrati sulle tattiche militari e sull'uso di attrezzature speciali.

Articolo redatto originariamente da: Hassan Illeik
Fonte: Al Akhbar (Quotidiano Libanese)
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

lunedì 12 novembre 2012

Alla barbarie sionazista contro i civili di Gaza rispondono puntuali i razzi della Resistenza!

Non si é arrestata, la cieca, vigliacca, codarda offensiva sionista contro la popolazione del ghetto assediato di Gaza, anzi, rispetto a poche ore fa, altre vittime hanno aggiunto il loro sangue a quello già versato finora dai carnefici con la Stella di Davide. Secondo gli ultimi bilanci sono sette i morti e dozzine e dozzine i feriti (alcuni dei quali gravissimi e destinati presto a morire per le conseguenze sanitarie dello shylockiano strangolamento della Striscia).
Ma in risposta alle aggressioni e provocazioni di Tel Aviv una grandinata di razzi lanciati dalle Brigate Al-Quds, dalle Brigate Abu Ali Mustafa, dalle Brigate Salah ad-Din é piovuta contro le basi di miliziani ebrei fanatici nel Negev e contro le infrastrutture militari sioniste ad Ashkelon. Dove sono le Brigate Qassam? Forse i traditori dell'Asse della Resistenza Mishaal e Marzouk stanno tenendo loro tirato "il freno a mano"?
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

domenica 11 novembre 2012

Il PFLP colpisce un plotone militare sionista; il regime ebraico vigliaccamente attacca e massacra civili palestinesi!

Con una nuova, brillante operazione militare, le Brigate Abu Ali Mustafa del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina hanno colpito un mezzo militare israeliano che aveva invaso la Striscia di Gaza, distruggendolo completamente grazie a un avanzato missile anticarro 'Kornet' (ottenuto tramite l'aiuto di Hezbollah e dell'Asse della Resistenza) e ferendone i quattro membri di equipaggio (due dei quali in maniera gravissima).
L'azione di difesa della Striscia di Gaza dalle incursioni sionaziste testimonia come il PFLP continui a tutt'oggi a rappresentare una valida forza militare; già nel recente passato i militi di Abu Ali Mustafa avevano colpito duramente le forze militari del regime ebraico di occupazione.

Incapace di accettare la sconfitta inferta alle loro forze i gerarchi sionazisti si sono scatenati in una ridda di bombardamenti effettuati a casaccio sul ghetto assediato di Gaza: Mohammed Shwikani, Mohammed Abed e altri quattro civili disarmati e inermi sono morti in queste ultime ore, raggiunti dalle bombe e dai razzi dei jet e dei droni di Tel Aviv.

Gaza tuttavia continua a resistere, eroicamente, nonostante le aggressioni sioniste sempre più meschine e vigliacche.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 26 ottobre 2012

Le Brigate Abu Ali Mustafa colpiscono un ufficiale sionazista e gli amputano una mano con un'ingegnosa trappola esplosiva!

Riprendiamo con piacere dalle pagine dei compagni di "Palestina Rossa" la traduzione di un comunicato delle Brigate Abu Ali Mustafa, braccio armato del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina.  

Poiché le Brigate Abu Ali Mustafa sono ben consapevoli della disonestà del nemico e dei suoi dirigenti, abbiamo sempre insistito nel rigettare la "tregua" con lo stato di occupazione e abbiamo continuato il nostro lavoro rivoluzionario in silenzio e con determinazione per infliggere colpi dolorosi al nemico, la cui ultima escalation è solo una continuazione della sua aggressione in corso e dei crimini contro il popolo palestinese, che non sono mai cessati. 

Nella mattinata di Martedì 23 ottobre 2012, in un'operazione pianificata a seguito di un'osservazione, un combattente della Brigate Abu Ali Mustafa ha monitorato l'obiettivo e la sua posizione e ha collocato l'ordigno esplosivo nel luogo in cui i soldati nemici si avvicinano alla recinzione di confine, nei pressi del sito militare Kissufim a est di Khan Younis. Alle 07:16 il dispositivo è esploso, danneggiando attrezzature militari dell'occupante e ferendo un alto ufficiale della Brigate Givati, Zeev Shilon, che è stato trasferito in elicottero all'ospedale Soroka. 

La sua mano destra è stata amputata e secondo i rapporti dei media di occupazione il militare continua a lottare contro la morte. Dopo aver verificato che l'operazione fosse riuscita e che il bersaglio fosse stato colpito, i combattenti sono tornati sani e salvi a casa, per poi rivendicare l'operazione, in modo da dare speranza e gioia al nostro popolo e alla nostra resistenza. La resistenza è in grado di colpire il nemico e renderlo responsabile per i suoi crimini; questo è un messaggio al nemico e ai suoi soldati che non sono protetti dai colpi della resistenza e che spargendo sangue palestinese procurano lo spargimento di altro sangue. 

Dopo l'operazione, l'occupazione e i suoi leader, che inizialmente hanno affermato che l'esplosione proveniva da un colpo di mortaio, per poi rendersi conto che si trattava di un ordigno esplosivo, si sono precipitati a lanciare le loro minacce contro la resistenza ed i responsabili dell'eroica operazione, pensando di terrorizzare la resistenza e la nostra gente. Ma si dimenticano che la resistenza palestinese, comprese le Brigate Abu Ali Mustafa, non è intimidita dalle minacce e che insisterà e continuerà nella sua risposta rivoluzionaria contro i crimini perpetrati dai dirigenti e dai soldati dell'occupazione nemica del nostro popolo, dei nostri luoghi sacri e della nostra terra. 

Ci siamo impegnati a rimanere fedeli ai martiri, affinché il loro sangue non sia stato versato senza una risposta dura e dolorosa. Mentre il nemico perpetra i suoi crimini, noi facciamo appello affinché ci si unisca per affrontare gli occupanti e le loro minacce, in modo da formare un fronte di resistenza per una difesa unitaria nazionale del nostro popolo, della nostra terra e dei nostri luoghi sacri, e affinché continuino gli scioperi contro gli occupanti.  

Il nostro popolo e la nostra resistenza finalmente prevarranno. 

Riconoscimento e gloria alle Brigate Abbu Ali Mustafa, a tutte le organizzazioni armate che combattono, alla Rivoluzione in tutto il mondo e alla Resistenza in Palestina. 

Ricordiamo tutti coloro il cui puro sangue è stato versato sulla terra di Palestina. 

Salutiamo i prigionieri e i feriti. 

La vittoria è inevitabile.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

lunedì 22 ottobre 2012

Il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina rivendica le rappresaglie contro l'occupazione sionista!

Riprendiamo dai compagni del sito "Palestina Rossa", questo interessante e illuminante comunicato ufficiale delle Brigate Abu Ali Mustafa, braccio militare del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, organizzazione leninista di Resistenza attiva a Gaza e nella Cisgiordania. Il bollettino enuncia le iniziative militari prese per rispondere alle nuove aggressioni militari sioniste che hanno colpito nelle ultime ore il ghetto assediato di Gaza.

Comunicato militare emesso dalle Brigate del Martire Abu Ali Mustafa, ala militare del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina Attacco contro le forze nemiche e lancio di razzi diretti a un gruppo di coloni ad est di Beit Hanoun.

In risposta ai crimini della continua occupazione contro il popolo palestinese le Brigate del Martire Abu Ali Mustafa - l'ala militare del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina - rivendicano la propria responsabilità per l'attacco alle forze nemiche ad est di Beit Hanoun, avvenuto con una serie di colpi di mortaio 100 mm e calibro 80 mm, e per il lancio di razzi diretti verso un gruppo di coloni che si trovano nella zona bar Naraam a est di Beit Hanoun lunedi 22/10/2012 alle 10:20 ora locale. Noi delle Brigate del Martire Abu Ali Mustafa riaffermiamo la possibilità di confronto e di resistenza all'occupazione, continueremo la nostra resistenza e la nostra risposta militare fino a quando non cesseranno la continua occupazione e le aggressioni; terremo l'occhio vigile sulla protezione della patria e dei cittadini. 

La nostra risposta continuerà 

Nessuna voce è più forte della voce della resistenza Gloria ai martiri dei giusti e guarigione per gli eroi feriti Libertà per i nostri prigionieri coraggiosi e vittoria alla resistenza La vittoria sarà inevitabilmente nostra 

Brigate del Martire Abu Ali Mustafa
Fonte: PFLP

Traduzione a cura di PalestinaRossa
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.