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lunedì 26 marzo 2012

La sorella di Basem Khandakji, ingiustamente arrestata, entra in sciopero della fame a oltranza!


Il nome di una nuova giovane donna coraggiosa si unisce al doloroso rosario di quanti, nelle galere e nelle caìne dell'occupazione sionista, sottoposti a torture, abusi, angherie di ogni sorta, hanno deciso di trasformare la propria sofferenza in arma e il proprio corpo in un campo di battaglia contro la crudeltà e la mancanza di scrupoli dei boia e degli aguzzini dell'Apartheid, privandosi volontariamente del cibo in uno sciopero della fame a oltranza che potrebbe benissimo concludersi con la loro morte.

La giovane in questione, Amani al-Khandakji, arrestata senza accusa o giustificazione alcune, trattenuta in cella unicamente grazie a quell'abominio giuridico detto della 'Carcerazione Amministrativa', ha comunicato al suo avvocato Firas Sabah la decisione di entrare in sciopero della fame quando é stata trasferita dalla prigione di Hawara a quella di Askelon; Amani era stata letteralmente rapita dalla sua residenza all'alba di martedì scorso e chiede per interrompere lo sciopero di venire immediatamente liberata.

Amani é sorella di Basem khandakji, prigioniero politico e combattente per la libertà della Palestina che é rinchiuso nelle prigioni sioniste da quasi otto anni. L'unico motivo per cui é stata arrestata é evidentemente quello di minacciare psicologicamente il fratello e convincerlo a collaborare con l'occupazione sionista. La Fondazione Dameer per i Diritti Umani ha richiesto l'immediata liberazione della giovane.
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sabato 27 agosto 2011

L'amministrazione della galera sionista di Askelon attenta alla vita dell'avvocato palestinese Anan Oudeh!


Anan Oudeh é uno dei molti, coraggiosi e tenaci legali che si occupano dell'assistenza ai prigionieri politici palestinesi, oltre ottomila, che soffrono nelle carceri del regime ebraico, sottoposti a privazioni, violenze fisiche e psichiche, negligenza medica, esperimenti farmacologici, spesso per il solo crimine di volere vedere libera da occupanti e oppressori la loro Madrepatria.

Giovedì Oudeh si é recato nella prigione sionista di Askelon, per incontrare alcuni prigionieri, vedendosi trasportato e quindi chiuso a chiave in uno stanzino angusto, del tutto privo di un'adeguato ricambio d'aria o di un sistema di ventilazione o condizionamento, perdipiù esposto ai raggi del sole agostano. Coloro che trovano insopportabile l'afa e il soffoco di questi ultimi giorni possono solo immaginare cosa voglia dire restare chiusi a chiave in una stanza asfittica sotto il sole mediorientale.

Dop un'ora di attesa Oudeh cominciò a sentire i sintomi dell'ipertensione, giramenti di testa, annebbiamento della vista, tachicardia, arrivando a chiedere aiuto attraverso l'unica minuscola finestrella che dava su un camminamento interno, senza esito, le poche guardie che attraversarono il suo campo visivo non diedero segno di udirlo o considerarlo. Ormai sull'orlo di un collasso cardiaco, Oudeh riuscì a raccogliere le forze e a sbattere la sedia contro la porta metallica chiusa a chiave fino a richiamare qualcuno; una volta liberato si fece trasportare subito all'ospedale di Barzilai, dove gli vennero riscontrati tutti i sintomi di una Sincope da Calore, che per poco non si é trasformata in un infarto.

L'Istituto Al-Dameer per il Benessere dei Prigionieri politici palestinesi ha promesso denunce a tutti i responsabili della prigione di Askelon per l'accaduto, evidentemente parte di un piano preordinato per dissuadere i legali dall'assistere i loro clienti.
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