Visualizzazione post con etichetta Sciopero della Fame. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sciopero della Fame. Mostra tutti i post

martedì 2 febbraio 2016

La Resistenza Palestinese lancia un appello ai militi dell'Anp: "Smettete di essere servi dei sionisti e colpiteli con le vostre armi!"

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri diverse fazioni della Resistenza Palestinese hanno esteso un appello ai membri delle 'forse di sicurezza' dell'Anp presenti in Cisgiordania di smettere di rendersi ascari e gendarmi dell'Apartheid sionista e rivolgere invece le loro armi contro gli occupanti della terra palestinese, siano essi poliziotti o militari del regime ebraico o o miliziani delle colonie illegali.

giovedì 20 agosto 2015

Dopo tre mesi di sciopero della fame i carcerieri sionisti offrono di liberare Mohammed Allan!

Con la forza della determinazione, autoinfliggendosi una tortura che ha minato la sua salute e potrebbe condurlo al martirio, il militante della Jihad Islamica Palestinese Mohammad Allan é riuscito a piegare i propri carcerieri, che gli hanno proposto la liberazione il prossimo 3 novembre se interromperà il proprio sciopero della fame.

martedì 24 dicembre 2013

Samir Issawi é LIBERO e un grande "VAFFANCULO" al 'divieto di feste' imposto da Israhell!

Come dimostrano queste foto non ha avuto molto effetto il "divieto" di festeggiamenti emanato dalle autorità sionaziste con minacce verso i familiari di Samir Issawi, detenuto-eroe che, ingiustamente ri-arrestato dopo la sua liberazione del 2011 ha digiunato per 266 giorni  per ottenere di venire nuovamente rilasciato.
Circa duemila persone hanno accompagnato in corteo l'ex-detenuto verso il villaggio di Issawiya, da cui la sua stessa famiglia prende il nome, portandolo a braccia, cantando e applaudendo.
Davanti alla semplice casa i familiari hanno eretto una padiglione dove hanno intrattenuto gli ospiti con té, dolci, ringraziandoli della loro solidarietà e del loro sostegno alla lunga lotta di Samir contro gli abusi e le prepotenze del regime ebraico.

lunedì 23 dicembre 2013

Israhell, meschino regime dell'Apartheid, terrorizzato dalla dignità di Samir Issawi 'proibisce' festeggiamenti per la sua liberazione!

Si attende a momenti la liberazione del prigioniero-eroe palestinese Samir Issawi, che dopo essere stato liberato nel 2011 e riarrestato poche settimane dopo dai vigliacchi agenti sionisti ha sopportato il più lungo sciopero della fame nella Storia (266 giorni) piegando con la sua determinazione i suoi disonesti carcerieri.

Il tribunale del regime ebraico illegale ad aprile aveva commutato la sua sentenza da 19 anni ad 8 mesi, stabilendo che una volta scontatili avrebbe potuto tornare finalmente libero. Ma tale é stata la paura per le conseguenze della sua liberazione che suo fratello (a sua volta ex-prigioniero) e suo padre sono stati 'convocati' dalle autorità sioniste che hanno 'intimato' loro di non tenere alcuna celebrazione pubblica per il ritorno a casa di Samir.

Tutto il Popolo di Palestina sa, celebrazioni pubbliche o meno, che la liberazione di Issawi é una ENORME VITTORIA che dimostra che soltanto con la volontà incrollabile di sfidare e resistere l'occupazione ebraica sarà possibile affermare i propri Diritti Inalienabili.

mercoledì 16 ottobre 2013

Condoglianze all'eroe della Resistenza Mahmoud Sarsak che ha oggi perso il padre!

Quindici mesi fa l'ex-calciatore ed eroe della Resistenza Mahmoud Sarsak, militante della Jihad Islamica Palestinese, veniva liberato dal regime ebraico di occupazione dopo un lunghissimo sciopero della fame che ne ha messo in pericolo la vita e la salute, ad attenderlo a braccia aperte oltre ai camerati della Jihad e dei Battaglioni Al-Quds, c'era suo padre, che si era fatto portavoce della sua sofferenza alle orecchie sorde e ipocrite dei potenti palestinesi e dei rappresentanti delle imbelli pseudo-democrazie asservite al sionismo.

Riceviamo oggi la notizia che a 72 anni di età il padre di Sarsak é deceduto, inviamo le più sentite condoglianze all'eroe palestinese, certi che in futuro darà ancora ulteriori ragioni di orgoglio alla memoria di suo padre con la stessa determinazione con cui ha condotta la propria lotta durante la prigionia.

sabato 29 giugno 2013

Già indebolito e provato dallo Sciopero della Fame il prigioniero politico Al-Saidi smette anche di bere liquidi!

Il prigioniero politico palestinese Awad Al-Saidi, da tempo in stato di sciopero della fame per denunciare le disumane condizioni d'incarcerazione cui é sottoposto all'interno della galera sionista di Eshel ha deciso nella giornata di oggi di escalare il livello della propria protesta, smettendo di assumere ogni genere di fluido ed entrando quindi in sciopero della sete.

Lo sciopero della sete al contrario di quello della fame può provocare danni irrepararibili e gravissimi per la salute anche in poco tempo (in primis il collasso renale) ed é particolarmente pericoloso quando viene scelto da una persona già indebolita dal digiuno. Al-Saidi, trentottenne, é tenuto in stato di isolamento da oltre un anno e privo delle visite familiari da un periodo molto più lungo. Le sue richieste erano solo quelle di poter venire rimesso in compagnia degli altri prigionieri politici per affrontare insieme il periodo di digiuno e preghiera del Ramadan, che inizierà tra meno di dieci giorni.

Il Direttore della società "Ahrar" per i Diritti dei Prigionieri Palestinesi Fouad al-Khafsh ha chiesto solidarietà regionale e internazionale per la protesta di Al-Saidi conscio che il prigioniero ha intenzione di portarla avanti fino alle estreme conseguenze.

martedì 23 aprile 2013

Vittoria! Samir Issawi ottiene di venire liberato dopo mesi di lotta e di sciopero della fame a oltranza!

"Non esiste arma nell'arsenale repressivo del regime di occupazione sionista della Palestina che possa piegare la determinazione di un combattente palestinese che abbia deciso di non arrendersi". Nulla meglio che una parafrasi delle storiche parole di Bobby Sands può commentare la lieta, attesa notizia della vittoria della pazienza, del coraggio e dello spirito di sacrificio di Samir Issawi, militante 32enne, che ha smesso di ingerire ogni tipo di cibo solido otto mesi fa.

Nonostante l'idratazione e l'iniezione di vitamine, con ogni probabilità Issawi si é procurato gravi danni alla salute con questo lunghissimo sciopero della fame e tuttavia si é sempre dichiarato prontissimo a portarlo avanti fino alle estreme conseguenze nel caso che non fosse riuscito a convincere il regime ebraico a rilasciarlo.

Liberato nell'autunno 2011 insieme ad altre centinaia di detenuti politici in cambio del rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit Issawi era poi stato ri-arrestato illegalmente da forze israeliane che avevano accampato scuse poco credibili per motivare il loro gesto provocatorio.

mercoledì 10 aprile 2013

Israele: vero 'Regno di Giuda' si rimangia la parola ri-arrestando illegalmente un ex-detenuto politico palestinese liberato 11 mesi fa!

Dobbiamo comunicare la notizia che Taher Halalhleh, militante della Jihad Islamica, coraggioso protagonista di uno sciopero della fame durato oltre 70 giorni che l'anno scorso gli é valso la liberazione dalla detenzione illegale nelle carceri del regime ebraico di occupazione, é stato nuovamente catturato dagli sbirri sionazisti dopo un violento "raid" nella sua casa cisgiordana di Ramallah.

Questo atto dà la cifra morale del regime di Tel Aviv: un interlocutore che con una mano libera dei prigionieri politici e con l'altra prepara le manette e le catene per ri-arrestarli, un vero e proprio REGNO DI GIUDA dove, come hanno dimostrato Hezbollah, la Jihad Islamica e Hamas (fino a quando ha scelto di lottare coerentemente) , per ottenerne concessioni o impegni duraturi bisogna giocoforza ricorrere al linguaggio delle armi e della Resistenza armata.

Appena liberato e ripresosi dallo stato di prostrazione in cui il lunghissimo digiuno l'aveva precipitato, Halalhleh si era da subito impegnato per tornare parte attiva del Movimento per la Jihad Islamica, fazione palestinese filoiraniana rimasta fedele all'Asse della Resistenza e alla prospettiva della lotta senza quartiere.

giovedì 21 marzo 2013

Mentre Samir Issawi langue ancora nelle galere sionaziste Sharawna a Gaza riceve la visita della madre!

Il detenuto politico palestinese Samir Issawi, sull'orlo della morte a causa del suo prolungato sciopero della fame, é stato giudicato dai medici del carcere sionazista nella cui clinica si trova ricoverato, come troppo debole ed esausto per poter assistere alla prevista udienza durante la quale il suo caso (di detenuto rilasciato nell'ambito della trattativa indiretta con Hamas lo scorso autunno, poi illegalmente ri-arrestato dal regime ebraico) sarebbe stato rivisto e aggiornato, ma l'udienza si terrà comunque in sua assenza.
 Invece Ayman Sharawna, recentemente rilasciato in cambio del suo trasferimento coatto a Gaza per 10 anni, ha potuto finalmente ricevere la visita di sua madre, Laila Ghannam, la quale, per solidarietà con suo figlio, si era a sua volta sottoposta a uno sciopero della fame che l'aveva costretta al ricovero in ospedale. Anche Sharawna, esattamente come Issawi, era stato illegalmente ri-arrestato dalla polizia sionista alcuni mesi dopo il proprio rilascio. Anche da qui si vede con evidenza come sia impossibile imporre a Tel Aviv il rispetto della parola data se non si ha un leverage di forza da usare come pegno; anche per questo in una recente dichiarazione Sharawna ha invitato la Resistenza palestinese a catturare "molti altri" soldati sionisti da tenere come ostaggi all'uopo.

mercoledì 20 marzo 2013

Ayman Sharawna: "Due, Tre, molti altri 'gilad schalit' necessari per garantire la libertà a tutti i prigionieri politici palestinesi!"

Dopo essersi quasi ucciso a forza di digiunare, causando gravissimi danni ai propri reni e al suo metabolismo, l'eroico ex-prigioniero politico Ayman Sharawna, nella clinica della Striscia di Gaza in cui é stato immediatamente ricoverato dopo la sua espulsione coatta dalla Cisgiordania occupata dai sionisti, sta facendo del proprio meglio, sotto attenta osservazione medica, per rimettersi in forma. Sarà un processo lungo e faticoso, ma, dal punto di vista mentale e morale, la situazione é già migliorata grandemente e l'ex-detenuto ha offerto ai reporter della Striscia la sua personale visione di come sia possibile ottenere il rilascio di tutti gli altri detenuti politici palestinesi.

Il segreto, secondo Sharawna, sta nel portare a termine nuove operazioni di rapimento di soldati sionisti, simili a quella dell'Ebreo francese Gilad Schalit, per il cui rilascio, originariamente anche lui, ingiustamente condannato a una pena detentiva di 38 anni, era stato inizialmente liberato lo scorso autunno 2012. Era stata la cronica mancanza di rispetto per la parola data a causare, in seguito, il ri-arresto di Saharawna da parte delle forze del regime ebraico, in protesta contro le quali lui diede quindi inizio all'epopea del proprio sciopero della fame.

Anziché pensare a illusorie "riconciliazioni" con Fatah o a disastrosi "riconoscimenti" di Israele la leadeship di Hamas farebbe bene a prendere esempio dalle parole dell'ex-detenuto e cominciare a preparare una nuova operazione di liberazione di massa di prigionieri: magari questa volta con due o tre ostaggi sionisti, da liberare in sequenza. In questo modo, se dopo la prima liberazione Tel Aviv cominciasse a ri-arrestare ex-prigionieri a farne le spese potrebbero essere gli ostaggi rimanenti.

lunedì 18 marzo 2013

Ayman Sharawna viene liberato e portato a Gaza dopo mesi e mesi di sciopero della fame!

Il prigioniero politico palestinese Ayman Sharawna, che dallo scorso mese di luglio si é sottoposto a uno strettissimo sciopero della fame per protestare le condizioni disumane di detenzione cui lui e i suoi compagni di prigionia erano sottoposti dal regime ebraico di occupazione, é stato liberato e ha raggiunto la Striscia di Gaza secondo i termini di un accordo raggiunto nella notte.
Sharawna rimarrà nella Striscia di Gaza liberata dalla Resistenza di Hamas (quando la Resistenza era ancora il fulcro principale delle attività del gruppo) per dieci anni, dopo i quali (se Tel Aviv terrà fede alla parola data, cosa che é tutta da verificare) potrebbe anche tornare nella Cisgiordania occupata. Anche la madre di Sharawna aveva iniziato uno sciopero della fame di solidarietà, che la aveva ridotta a venire ricoverata in ospedale.

Sharawna era uno degli oltre mille detenuti politici liberati dal regime sionista di occupazione in cambio del rilascio dell'ebreo francese Gilad Schalit, ma in seguito era stato riarrestato dalla soldataglia di Tel Aviv, in uno dei mille esempi di quanto possa valere la parola del regime ebraico.

giovedì 14 marzo 2013

L'avvocato Boulous dichiara: "Samir Issawi ha smesso di bere acqua; é ormai a un passo dalla morte!"

Arrivato ormai al 233esimo giorno di sciopero della fame Samir Issawi, l'eroico prigioniero politico palestinese che col suo digiuno autoimposto da ridefinito il significato della parola "Dignità" ha deciso di smettere di assumere anche l'acqua per protesta contro la pretesa dei carcerieri sionisti di incatenarlo al letto d'ospedale e contro le loro continue e reiterate provocazioni.

Dimagrito di oltre quaranta chili, tormentato dai crampi della distrofia, che gli impediscono persino di dormire, Issawi sa benissimo di avere poche speranze di sopravvivere all'ordalia che sta combattendo sul suo stesso corpo, ma é determinato a perseverare nella lotta anche a nome di tutte le altre migliaia di detenuti politici palestinesi che guardano a lui come a un esempio.

Jawad Boulous, legale rappresentante di Issawi, ha testimoniato più volte di avere trovato nella sua stanza d'ospedale "fino a sette membri delle forze di occupazione" che consumavano cibi e bevande di fronte a lui per schernirlo e offenderlo, dal che si vede la crassa meschinità della mentalità sionista, incapace, nel suo rozzo materialismo, di comprendere la grandezza del gesto di Issawi e degli altri prigionieri similmente intenti allo sciopero della fame.

mercoledì 6 marzo 2013

Ayman Sharawna eroe del digiuno, continuerà lo sciopero della fame anche se ha già subito danni clinici "irreparabili"!

Ayman Sharawna, il prigioniero politico palestinese che sta digiunando da settimane per protestare contro le disumane condizioni di carcerazione cui é sottoposto nelle galere del regime ebraico di occupazione, e la cui stessa madre, per solidarietà, é impegnata in un digiuno parallelo pur trovandosi ricoverata in ospedale ad Al-Khalil, non ha nessuna intenzione di interrompere il proprio sciopero della fame, anche se le sue condizioni di salute dovessero ulteriormente peggiorare.

Lo ha comunicato il suo legale rappresentante, l'avvocato difensore Jawad Boulous, cappo della sezione legale della Società dei Prigionieri Palestinesi dopo avere visitato il detenuto, trasferito nella clinica carceraria di Soroka, presso Beersheba. Sharawna vi é stato condotto d'urgenza dopo essere collassato nel pieno di una udienza lo scorso 20 febbraio.

Dimagrito di oltre 50 chili dall'inizio del digiuno forzato, secondo i clinici che lo hanno visitato Sharawna ha sottoposto il suo fisico a uno sforzo critico e i suoi reni con ogni probabilità hanno subito danni irreparabili.

lunedì 4 marzo 2013

Nablus mobilita anche i suoi bambini per domandare la liberazione dei prigionieri politici palestinesi!

Così come parenti e genitori dei prigionieri politici palestinesi non esitano a protestare in comunione coi loro cari, imponendosi rinunce che possono rivelarsi anche fatali, le generazioni più giovani del popolo di Palestina non si astengono certo da manifestare la loro solidarietà e vicinanza ai detenuti che stanno combattendo quella stessa lotta che un domani diventerà la loro.

Con questo spirito migliaia e migliaia di bambini e ragazzi di Nablus e dintorni, in Cisgiordania, si sono radunati con bandiere e cartelli e striscioni che avevano realizzato da loro stessi chiedendo che i detenuti politici attualmente in sciopero della fame nelle galere dell'occupazione sionista vengano quanto prima rilasciati.

Ricordando l'esempio del recente martire Arafat Jaradat, morto per le conseguenze delle spietate torture inflittegli dagli aguzzini del regime ebraico, i giovani della West Bank hanno invitato anche la tiepida e ipocrita comunità internazionale a riconoscere una volta per tutte la criminale condotta israeliana e prendere le appropriate misure affinché essa sia sanzionata e punita a dovere.

domenica 3 marzo 2013

La madre del prigioniero politico Ayman Sharawna: "Continuerò il mio sciopero della fame in ospedale, in solidarietà con mio figlio!"

Nel suo letto all'ospedale di Al-Khalil, in Cisgiordania, dove é ricoverata dalla metà di febbraio dopo essere collassata a causa delle privazioni cui si é sottoposta in solidarietà con suo figlio Ayman Sharawna, attualmente detenuto nelle galere israeliane, l'anziana ma determinatissima e coraggiosa Laila Ghannam ha dichiarato ufficialmente di essere pronta a continuare il suo sciopero della fame, pur sotto controllo medico, fino a quando suo figlio non verrà rilasciato.

Come Samir Issawi e molti altri in precedenza, anche Ayman Sharawna é uno dei molti prigionieri politici palestinesi che da mesi si stanno lentamente consumando rifiutando il cibo, trasformando i loro corpi imprigionati in campi di battaglia dove ogni ora, ogni minuto di digiuno accrescono un patrimonio di dignità che sminuisce e fa sfigurare nella meschinità la strapotenza violenta dei carcerieri, dei generali, degli invasori e degli occupanti sionisti.

Laila Ghannam ha lanciato un appello a tutti i dirigenti di Hamas, di Fatah, di tutte le organizzazioni politiche palestinesi, di non lasciare intentato nessun approccio per cercare di assicurare la liberazione di suo figlio e dei suoi compagni di prigionia.

lunedì 29 ottobre 2012

Hasan Safadi é libero! Un'altra vittoria della determinazione e della Resistenza contro l'arbitrio sionazista!

Di fronte alla ferrea determinazione del detenuto politico Hasan Safadi di continuare a negarsi ogni genere di alimentazione fino alla sua morte o alla sua liberazione i secondini del regime ebraico di occupazione non hanno avuto scelta: o porre termine all'ingiustificato, arbitrario, incivile e illegale regime di 'detenzione amministrativa' che lo tratteneva in carcere senza accusa alcuna, oppure fare di lui un martire che avrebbe infiammato i cuori e le coscienze di dozzine, forse centinaia di suoi emuli.

Finalmente, dopo due periodi di sciopero della fame, il primo di 73 e il secondo di 95 giorni, Safadi, che venne arrestato senza accuse il 30 giugno 2011 é stato liberato oggi al posto di blocco di Jabara, a Est di Tulkarem. La sua liberazione segue quelle di molti altri detenuti arbitrariamente incarcerati che hanno sfiorato la morte per digiuno.

In precedenza anche il detenuto politico Omar Abu Shalal é stato liberato dai carcerieri sionazisti dopo una lunga detenzione punteggiata da scioperi della fame. Questi eventi confermano che con il regime sionista é inutile 'trattare' o 'negoziare' ma bisogna solo lottare duramente non avendo paura di mettere in gioco le proprie vite: solo questa linea di condotta può sfociare in successi e vittorie.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 26 settembre 2012

Ahmad Sadaat, leader del PFLP denuncia: "Il regime ebraico non rispetta gli accordi presi coi prigionieri palestinesi!"

 Il Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Ahmed Sadaat, attualmente detenuto in una galera sionista dopo il tradimento di Fatah che ha permesso agli aguzzini sionazisti di prenderlo in consegna per poterlo umiliare e torturare ha denunciato come il regime razzista di Tel Aviv si rifiuti con pretesti ridicoli e capziosi di tenere fede agli accordi stipulati con i leader della protesta di massa dei prigionieri politici palestinesi che in primavera si autoinflissero un digiuno a oltranza di massa arrivando letteralmente sulla soglia della morte.
                         
Intervistato nella galera di 'Hadarim' da un team di avvocati della "Società Palestinese per i Prigionieri Politici", Sadaat ha ripetuto loro che i secondini sionisti impediscono ai prigionieri già trattenuti in isolamento solitario di incontrare altri detenuti, come invece sarebbero tenuti a poter fare in base agli accordi che hanno portato al termine dello sciopero della fame.   
                            
Sempre il primo a preoccuparsi degli altri Sadaat ha indicato nelle persone dei detenuti Awad Saidi e Dirar Abu Sisi i casi più eclatanti di questa discriminazione. Inoltre ha denunciato come al prigioniero politico Hassan Safadi sia stata rinnovata la 'detenzione amministrativa' nonostante la promessa sionista di lasciare decadere tutte le misure di quel tipo una volta scaduti i termini vigenti al momento dell'accordo coi prigionieri.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 19 settembre 2012

Il regime ebraico rilascerà il prigioniero politico Al-Barq, ma vuole deportarlo in Egitto!

Il regime sionista di occupazione ha comunicato la propria intenzione di rilasciare il prigioniero politico palestinese Samer al-Barq, trentottennte, detenuto senza un'accusa dal 2010 e costantemente tenuto in "carcerazione amministrativa". Al-Barq ha partecipato allo sciopero della fame collettivo che in primavera si é concluso con l'impegno di Tel Aviv a non rinnovare i termini di detenzione dei prigionieri senza accusa, ma lo ha ripreso quando é parso che volesse rimangiarsi tale promessa.

Tra il primo sciopero della fame e la sua ripresa Al-Barq é rimasto senza cibo per ben cento e diciotto giorni. Adesso sembra che verrà liberato ma solo se accetterà di venire deportato in Egitto. La famiglia del prigioniero ha confermato la cosa aggiungendo di avere fatto pressione affinché il proprio parente accetti la cosa, preoccupata per la sua salute e la sua vita.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 5 settembre 2012

"Bisogna catturare altri soldati sionisti per costringere il regime ebraico a rispettare gli accordi siglati coi Palestinesi!"

 Il Comitanto delle Forze Nazionali e Islamiche ha organizzato un raduno di massa a Gaza in solidarietà con i prigionieri politici palestinesi che rimangono nelle carceri sioniste, per protesta contro gli abusi loro inflitti e contro i disonesti tentativi del regime ebraico di evitare l'implementazione degli accordi siglati per far terminare il loro recente sciopero della fame di massa.

I dimostranti hanno marciato dal Quartier Generale della Croce Rossa a Gaza dirigendosi verso la sede ONU brandendo bandiere palestinesi e cantando slogan che invitavano gli organismi internazionali a fermare i crimini sionisti e porre un freno alle violazioni dei diritti dei prigionieri.

Solo la cattura di altri militari delle forze di occupazione può fornire una carta forte nel negoziare concessioni da parte di Tel Aviv e secondo i manifestanti la Resistenza palestinese dovrebbe impegnarsi in tal senso. Il prigioniero liberato Tawfig abu Anim, parlando al Comitato Prigionieri ha dichiarato che lo sciopero della fame era rimasta l'ultima opzione disponibile ai detenuti, anche visto il silenzio delle organizzazioni umanitarie verso le condizioni in cui alcuni di loro versavano ormai da mesi.

 L'ex-prigioniero si é appellato all'Egitto, in quanto sponsor del recente accordo di scambio di prigionieri e dell'accordo di Al-Karama affinché eserciti pressione sul regime ebraico per porre fine alle sofferenze di quei detenuti che hanno ripreso lo sciopero della fame, obbedendo alle clausole sottoscritte.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

giovedì 9 agosto 2012

Il Prigioniero Politico Bilal Diab, eroe del digiuno ininterrotto per 78 giorni di seguito, é stato liberato oggi!

Il prigioniero politico palestinese Bilal Diab, che in primavera arrivò ad auto-infliggersi 78 giorni di sciopero della fame totale culminati persino in alcuni giorni di sciopero della sete come parte della protesta collettiva dei detenuti contro la disumanità e gli abusi del sistema concentrazionario del regime ebraico, é stato liberato oggi, giovedì 9 agosto.

Nella sua capitolazione di fronte alla determinazione dei prigionieri in lotta il regime di Tel Aviv ha dovuto accettare di non rinnovare i termini di "carcerazione amministrativa" ai detenuti verso i quali non era riuscito a formulare nessuna accusa lontanamente credibile o sostenibile e che pure si ostinava a voler tenere in prigione per pura rappresaglia terroristica contro le loro attività anti-Apartheid e anti-occupazione.

La lotta contro l'Apartheid e l'occupazione sionista é Diritto inalienabile di ogni Palestinese e solo ricorrendo ad aborti giuridici come la "detenzione amministrativa" Tel Aviv si illude di 'combattere' tale Diritto, ma non sa che in tale modo spinge soltanto nuovi adepti sul sentiero della Resistenza. Possa Bilal Diab tornare presto a lottare coi suoi fratelli e le sue sorelle per la Liberazione della Palestina!
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.