Visualizzazione post con etichetta Bwana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bwana. Mostra tutti i post

giovedì 20 gennaio 2011

L'esercito sionista manda assolti i killer del vecchio palestinese massacrato nel suo letto


L'esercito dello Stato ebraico ha assolto i responsabili dell'omicidio a sangue freddo di un cittadino cisgiordano di 65 anni, crivellato di pallottole durante il raid notturno che, partito con l'obiettivo di rapire un esponente di Hamas appena liberato dalle galere collaborazioniste di Fatah, aveva finito per fare irruzione nella casa del di lui vicino, che dormiva tranquillamente nel suo letto.

La situazione sarebbe stata certamente adatta a una farsa di quelle con Renzo Montagnani e Mario Carotenuto, con i "rambo" dell'esercito sionista che sbagliavano indirizzo come dei maldestri postini, ma si é purtroppo trasformata in tragedia quando, in risposta a un "movimento sospetto" intravisto sotto le lenzuola i superarmati commandos con la stella di davide "si sono sentiti minacciati, temendo per le proprie vite".

"si sono sentiti minacciati, temendo per le proprie vite".

C'é scritto proprio così, sulla sentenza militare che ha mandato tutti assolti.

Immaginatevi voi, una squadra di terminator di Tsahal, anfibi ai piedi, elmetti di kevlar e giubbotti antiproiettile in testa e addosso, un vero arsenale di Uzi, Galil e Tar-21 stretto in pugno, "minacciati e timorosi per le proprie vite" davanti a un vecchio arabo che si rigira nel letto, o che annaspa alla ricerca dell'interruttore dell'abat-jour.

A quel punto lo Squadrone della morte ha letteralmente crivellato la propria vittima, Omar Salim al-Qawasmi, di colpi al cranio e al torso, massacrandolo, prima di fuggire dal luogo del delitto.

Con ipocrisia oltre ogni dire la "corte" militare sionista ha avuto il coraggio di definire il massacro: "legittimato dal movimento sospetto dell'ucciso e in sintonia con le regole d'ingaggio dell'esercito".

Del resto, bisogna sempre ricordare, che lo Stato ebraico applica l'infame "Dottrina Dahyieh", che raccomanda di concentrare gli attacchi su obiettivi civili; niente di strano che condonino l'esecuzione a sangue freddo di un ultrasessantacinquenne che non rappresentava un pericolo per nessuno, tantomeno per i commandos sionisti che si erano introdotti con la forza in casa sua.

lunedì 10 gennaio 2011

Squadrone della morte sionista assassina un vecchio in Cisgiordania

La vedova del 65enne palestinese Omar Salim al-Qawasmi, davanti al letto dove il marito è stato assassinato, con un suo ritratto in mano.
Weekend impegnativo per gli aguzzini in uniforme dell'esercito più im-morale del mondo, che, nello spazio di poche ore, sono riusciti non soltanto a rapire cinque ex-detenuti gravemente debilitati da cinque settimane di digiuno totale, ma persino a uccidere un vecchio di sessant'anni che giaceva sdraiato nel suo letto: esattamente il tipo di "battaglia" preferito dalle truppe di Tsahal, quello cioè che le mette di fronte non ad avversari parimenti armati e addestrati, ma a vittime civili, incapaci di reagire o difendersi.

I cinque detenuti appena scarcerati, non c'é neanche da dirlo, erano ovviamente i militanti/simpatizzanti cisgiordani di Hamas arrestati da Fatah e trattenuti in carcere con accuse vaghe, senza alcuna accusa o, in alcuni casi, addirittura con ordini di scarcerazione già emessi e trascorsi da molti mesi o addirittura da quasi un anno. Decisi a non subire senza reazione gli arbitri e le angherie degli sbirri di Abbas, i cinque avevano dato il via a un durissimo sciopero della fame, che aveva fatto temere per la loro vita.

Sempre premurosi di venire incontro alle necessità dei loro fedeli "ascari" di Fatah, i militari sionisti hanno aspettato che l'organizzazione di Abu Mazen li scarcerasse in seguito alle proteste di organismi e attivisti palestinesi e internazionali, per poi presentarsi alle loro case e sequestrarli, traducendoli in località sconosciute, forse in qualche insediamento ebraico illegale.

Il più grave di neo-prigionieri, Mohammaad Neiroukh, era privo di conoscenza stante la prostrazione fisica causatagli dal digiuno, e non la ha recuperata nemmeno durante il suo rapimento.






Contemporaneamente al ratto dei prigionieri, un pattuglione di militari sionisti ha fatto irruzione con la forza nell'appartamento della famiglia Al-Qawasmi e, sotto il tiro delle armi, ha ordinato ai presenti di ritirarsi nelle loro stanze; entrati nella camera del capo famiglia (un vecchio di sessantacinque anni che dormiva nel suo letto), lo hanno freddato con tredici colpi di arma da fuoco al torso e alla testa.

La casa a fianco a quella degli Al-Qawasmi ospita la famiglia di Wael Al-Bitar, uno dei rapiti, non si sa se l'omicidio sia legato al rapimento del prigioniero o non sia invece risultato da un errore di indirizzo. Hamas e altre organizzazioni palestinesi e arabe non hanno mancato di esprimere il loro sdegno per la piaggeria e il servilismo mostrato da Fatah nel collaborare con gli oppressori e persecutori del popolo cisgiordano.

martedì 4 gennaio 2011

Sciopero della fame: i detenuti nelle mani di Fatah ormai prossimi alla morte, proteste di Hamas e di organizzazioni umanitarie


Il capo del Comitato palestinese indipendente per i Diritti umani, Mamoudh al-Aker ha comunicato che lo sciopero della fame portato avanti da alcuni detenuti politici rinchiusi nelle galere di Fatah ha raggiunto uno "stadio critico" ed é la diretta reazione agli abusi e alle torture fisiche e psicologiche a cui i detenuti in questione sono stati soggetti.

Aker ha detto al Centro palestinese per l'Informazione che una delegazione di avvocati inviati dal Comitato indipendente é riuscita per la prima volta domenica scorsa a visitare gli scioperanti in un ospedale a Betlemme, aggiungendo poi che gli scioperanti hanno portato la loro protesta fino al punto di rifiutare l'ingestione anche di semplice acqua, giurando di non sospendere l'iniziativa fino a quando non saranno liberati.

Il capo del Comitato ha affermato che l'amministrazione ospedaliera ha detto che un numero di prigionieri é stato più volte trasferito presso la struttura sanitaria negli ultimi giorni, indicando come il digiuno, prolungatosi ormai oltre 43 giorni, stia lasciando segni profondi nella salute dei soggetti.

Il Comitato ha chiesto più volte alle forze di sicurezza di Fatah di poter visitare i detenuti ma prima di adesso aveva sempre incontrato l'inamovibile opposizione degli alti dignitari dell'organizzazione, che controlla la Cisgiordania dopo il fallimento del suo Colpo di Stato contro il legittimo Governo palestinese espresso da Hamas.

In un sit-in di solidarietà tenutosi a Gaza il Ministro degli Affari concernenti i Detenuti del legittimo Governo palestinese, Mohamed al-Ghul, ha dichiarato di ritenere Fatah direttamente e pienamente responsabile delle vite dei detenuti politici che trattiene nelle sue prigioni per ingraziarsi i suoi sponsor occidentali e sionisti, sottolineando come i loro diritti siano protetti dalla Legge e non revocabili secondo il piacere e l'arbitrio dei loro carcerieri.

Di tutti i prigionieri impegnati nello sciopero della fame quello le cui condizioni destano maggiore allarme é Muhammad Mahmoud Neiroukh, che nella giornata di domenica veniva descritto dal bollettino medico come: "letteralmente a un passo dall'entrare nello stadio di morte clinica".

sabato 25 dicembre 2010

Detenuti palestinesi digiunano da ventinove giorni per protesta contro carcerazioni brutali e illegali


Mentre molti di noi (anche chi scrive, beninteso) sono occupati a venire a patti con la sostanziosa scorpacciata natalizia può essere utile rivolgere un pensiero a quanti, nella giornata odierna, non solo non hanno consumato alcun festivo banchetto, ma anzi, sono passati attraverso il ventinovesimo giorno di digiuno consecutivo.

Si tranquillizzino i nostri lettori, questa non é la solita predica un po' ipocrita e un po' pietistica sul problema della fame nel mondo, ma piuttosto una riflessione volta a coloro che della fame, della volontaria privazione del sostentamento, hanno fatto un'arma politica, per denunciare, a prezzo della loro stessa salute, le condizioni inumane in cui sono tenuti carcerati i detenuti arrestati dagli askari coloniali di Fatah, ansiosi di compiacere il bwana israeliano.

I gendarmi della West Bank hanno infatti arrestato centinaia di sostenitori e aderenti della Resistenza, trattenendoli in galera pur senza che nessuna accusa formale sia stata elevata loro contro, e anzi, persino dopo che la Suprema Corte di Giustizia dell'Anp si é pronunciata per il loro rilascio.

Ma, dai tempi del fallito Colpo di Stato tentato contro il legittimo Governo palestinese espresso da Hamas, l'Autorità nazionale palestinese é un organismo morto, totalmente soggetto all'arbirtri dei cacicchi di Fatah; per questo cinque detenuti hanno iniziato a rifiutare il cibo il 26 novembre scorso e toccheranno domani il mese esatto di sciopero della fame.

Essi sono:

-Ahmed Mohammed Yusri al-Uwaywi, arrestato il 15 settembre 2009, doveva essere scarcerato il 3 febbraio 2010,





-Majd Maher Abid, arrestato l'11 ottobre 2009, doveva essere scarcerato il 3 febbraio 2010,






-Muhammad Mahmoud Neiroukh, arrestato il 10 ottobre 2008, doveva essere scarcerato il 19 gennaio 2010,






-Wael Said al-Beitar, arrestato il 19 aprile 2009, ancora senza una imputazione precisa,






-Wisam Azzam al-Qawasama, arrestato l'8 ottobre 2009, doveva essere scarcerato il 19 gennaio 2010.