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lunedì 2 luglio 2012

Khaled Mishaal e dignitari di Hamas visitano in Giordania i novelli sposi Ahlam e Nizar Tamimi!

Il Segretario del Politburo di Hamas Khaled Mishaal, accompagnato da alti dignitari del Movimento di Resistenza, ha fatto omaggio ai novelli sposi Ahlam e Nizar Tamimi, fino a pochi mesi fa prigionieri delle carceri sioniste, ora al sicuro nella capitale giordana Amman dove la giovane Ahlam ha da poco raggiunto il suo promesso sposo potendo finalmente convolare a nozze.
Entrambe sono stati liberati con la trattativa per il rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit, catturato da militanti delle Brigate Qassam mentre si preparava a dare l'assalto alla Striscia di Gaza nel giugno del 2006, che portò alla liberazione di oltre 1000 detenuti politici, molti dei quali condannati al carcere a vita o a lunghissime sentenze.
Purtroppo già poco dopo la liberazione il regime ebraico ha mostrato tutta la sua sfacciata e impunita ipocrisia, pedinando, perseguitando e a volte persino ri-arrestando i prigionieri liberati; per questo Nizar e Ahlam hanno deciso di rimanere ad Amman per il momento, dopo essersi sposati a metà giugno 2012. 39 anni lui e 31 lei, Nizar e Ahlam sono militanti per la Causa palestinese, ma lui fa parte di Fatah, mentre lei ha scelto il Movimento musulmano Hamas.







Durante il soggiorno giordano Mishaal e la delegazione di Hamas hanno contattato la moglie del Presidente del Parlamento palestinese, Aziz Dweik, temporaneamente ricoverata nell'ospedale universitario di Amman, augurandole pronta guarigione.
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giovedì 29 marzo 2012

Smentiamo un po' di "balle" diffuse dalla Hasbara sionista: nessun arresto di militanti di Fatah nella Striscia di Gaza!


Se c'é una cosa che farebbe felici i sionisti, nel bel mezzo del processo di riavvicinamento e ricomposizione del fronte politico palestinese, dopo gli accordi del Cairo e di Doha tra Fatah e Hamas per la nomina di un Governo di unità nazionale e la chiamata a nuove elezioni sarebbe proprio il rivedere esplodere le ostilità che nel 2007, a causa del tentativo della fazione di Abbas (istigata da Usa, UE e Israele) di rovesciare con le armi il risultato delle elezioni democratiche che il giugno precedente avevano visto il trionfo di Hamas, causò la spaccatura tra la Striscia di Gaza, amministrata dal Governo legittimo di Hamas e la Cisgiordania, rimasta in preda degli abusi sionisti cui i satrapi e i cacicchi di Fatah non sono mai riusciti a porre un freno.

Puntualmente il bufalificio a sei punte si é messo in moto ed ecco che, in un vero e proprio diluvio diarroico di Hasbara sudicia e pestilenziale sono "arrivati" reportage che parlavano di 'proteste a Gaza contro Hamas' e 'arresti in massa di militanti di Fatah', che sarebbero avvenuti nella Striscia costiera negli ultimi giorni. Ovviamente, come chiunque possa verificare consultando le agenzie stampa della Striscia di Gaza o sintonizzandosi su Al-Quds TV, niente di tutto ciò si é mai verificato, come i fantomatici 'proclami anti-Assad' che i media sionisti volevano lanciati da Hamas diverse settimane orsono e mai esistiti o pronunciati.

Per chiarire ulteriormente la cosa, il protavoce del Ministero dell'Interno palestinese, Ihab al-Ghussein ha dichiarato all'Agenzia Quds Press che "E' da negare e smentire qualunque azione legislativa contro membri di Fatah a Gaza, il Governo denuncia questi tentativi interessati di far peggiorare le relazioni tra Hamas e Fatah; né Abu Eita né alcun altro appartenente all'organizzazione di Abbas é stato fermato, arrestato o trattenuto, in questo momento Eita e gli altri uomini di Fatah nella Striscia si trovano a casa, con le loro famiglie".

Ghussein ha inoltre puntualizzato che, se esistono, a Ramallah o in altri luoghi, dirigenti palestinesi che non credono al processo di riconciliazione e che sperano di potere usare l'assedio economico sionista per poter 'segnare punti' contro Hamas e quindi tornare un giorno o l'altro a Gaza a bordo di carri armati o sostenuti da tappeti di baionette, bene, esattamente come sono stati sconfitti e cacciati nel 2007, costoro assggeranno nuovamente il fiele della sconfitta e della frustrazione.
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venerdì 23 marzo 2012

Il Blocco Islamico di Hamas prenderà parte alle elezioni universitarie di Bir Zeit per la prima volta dal 2009!


I rappresentanti del 'Blocco Islamico' presso l'Università cisgiordana di Bir Zeit, studenti vicini alle posizioni del Movimento Hamas, hanno dichiarato recentemente la propria intenzione di partecipare alle prossime elezioni per la nomina del Consiglio studentesco, per la prima volta da tre anni a questa parte.

Il Blocco ha deciso di prendere parte alle elezioni insieme alle altre associazioni politiche giovanili presenti nell'Ateneo dopo avere ricevuto garanzie che i suoi membri non verranno perseguitati dalle forze di sicurezza di Fatah, come é stato il caso negli anni successivi al fallito Colpo di Stato tentato dalla fazione di Mahmud Abbas contro il legittimo Governo uscito dalle urne con le elezioni politiche del 2006.

"La nostra partecipazione al processo elettorale vuole sottolineare il successo raggiunto col nostro recente sit-in che ha visto rappresentanti del Blocco Islamico rimanere nelle pertinenze del Campus per diverse settimane e rafforzare nel contempo, con un gesto concreto, gli sforzi di riconciliazione che a più alto livello vedono coinvolti Hamas, Fatah ed altri attori politici", ha dichiarato il leader del Blocco Imran Madhloum.

Il Blocco Islamico di Hamas sta inoltre studiando la possibilità di presentare liste comuni col Gruppo Islamico, associazione degli studenti vicini alle posizioni del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina.
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mercoledì 21 marzo 2012

Haniyeh: "Il Governo palestinese non ha problemi finanziari, pagati regolarmente oltre quarantamila stipendi!"


Nel corso di una conferenza stampa recentemente rilasciata il Premier palestinese Ismail Haniyeh ha dichiarato che, nonostante i gravi effetti dello strangolamento economico sionista, le finanze del Governo palestinese sono solide e in salute. Senza l'assedio imposto dallo stato ebraico la Striscia di Gaza potrebbe tranquillamente fare concorrenza al Libano o al vicino Egitto come attrattvità per gli investimenti, richiamo turistico, organizzazione di meeting e simposi, livello delle sue strutture universitarie...l'unico modo che Tel Aviv ha trovato per evitare il "boom economico" di Gaza sotto l'amministrazione di Hamas é stato quello dell'assedio e della continua aggressione militare alle sue strutture produttive e lavorative.

La conferenza, tenuta nel corso di una cerimonia organizzata nella giornata di ieri dalla Società Palestinese dei Ragionieri e dei Revisori Contabili, é stata accompagnata da una notevole messe di dati riguardo l'attuale situazione pecuniaria della Striscia, alcuni dei quali rivelati per la prima volta. Ad esempio é ora ufficiale che, al momento di prendere ufficialmente il controllo di Gaza dopo averne cacciato le forze golpiste di Fatah che inutilmente avevano cercato di ribaltare con le armi il risultato delle regolari elzioni del 2006 Haniyeh e soci avevano trovato una cassa "in rosso" di ben 1 miliardo e 200 milioni di dollari e nessuna fonte di finanziamenti.

Oggi, grazie alle donazioni di ONG, stati arabi, partiti musulmani e altri benefattori, che arrivano copiose e senza addentellati politici o altri vincoli e condizioni (come gli ipocriti 'aiuti' UE e USA, elargiti a Fatah per anni in cambio della castrazione del suo apparato militare e dell'umiliante 'riconoscimento' di Israele, che l'organizzazione del cacicco Abbas non aveva alcuna liceità di rilasciare) permettono al Movimento musulmano di Resistenza di pagare ogni mese 42mila stipendi e gestire un budget mensile di oltr 30 milioni di dollari Usa.
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martedì 20 marzo 2012

Paola Caridi pubblica volgare libro di propaganda filosionista zeppo di menzogne e falsità spacciandolo come una "Storia del movimento Hamas"


Paola Caridi, per dirla molto chiaramente, é una prostituta; nel panorama puttanesco italiano, che specialmente negli ultimi mesi ha offerto una messe copiosa di olgettine, escort, meretrici all'ingrosso e al dettaglio, ella costituisce una rarità, in quanto, in luogo di sdraiarsi su un qualche giaciglio e allargare le gambe lei, che come si può vedere dalla foto qui sopra non avrebbe troppe possibilità di mettere insieme il pranzo con la cena prostituendo il proprio corpo, allarga invece la sua mente, divaricandola talmente da potervi incapsulare le enormità della propaganda sionista occidentalista e islamofoba e, avendole quindi ben ben introiettate, ripeterle nelle sue opere 'giornalistiche' di dubbio gusto e validità, a meno che chi le 'sorbisca' non abbia preventivamente portato il proprio cervello all'ammasso filo-americano, fallaciano e israel-friendly.

Nell'ultimo "parto" della sua carriera di 'porné' giornalistica Paola Caridi affronta niente meno che la storia della nascita e dello sviluppo del Movimento di Resistenza musulmano Hamas; il che sarebbe anche qualcosa di interessante per la platea italiana visto che di molti ottimi tomi su Hamas che pure esistono quasi nessuno é tradotto in Italiano dagli originali arabi o inglesi. Purtroppo il merito dell'operazione sta tutto qui visto che il prodotto degli sforzi caridiani non é altro che un misero libello utile solo a chi o non sappia niente del movimento e, leggendolo, riesca così a introiettare alcuni nomi e nozioni di base (che potranno risultargli poi utili nella consultazione di opere più degne); oppure, a mò di 'predica per il coro' per ripetere una serie di assunti, truismi, menzogne e falsità anti-palestinesi e anti-musulmane a quanti, ammiratori di Israhell e sostenitori dell'Apartheid sionista, non poco godano a sentire qualcuno che pappagallescamente snoccioli alle loro orecchie (o ai loro occhi, visto che si tratta di un'opera scritta) i loro stessi pregiudizi e le loro stesse ubbìe razziste.

Il 'tema portante' del peana caridiano anti-Hamas ruota attorno al costante senso di meraviglia che la peripatetica in questione mostra ripetendo (e lo fa molte volte nel corso della noiosissima opera, contribuendo a renderla ripetitiva e sfibrante!) che in Hamas 'coesistono' l'ala politica e l'ala militare, come se si trovasse di fronte a una strana chimera, a un elefante bianco, a una zebra a pois! Forse la Caridi non sa che moltissimi movimenti nazionali di liberazione, a partire dallo stesso ANC di Nelson Mandela (e non citiamo mica l'oscuro Esercito di Liberazione Simbionese, ma il movimento che ha distrutto l'Apartheid di Pretoria!) hanno avuto attive contemporaneamente parti armate e presenze politiche, senza che l'una dovesse inficiare od ostacolare l'efficacia dell'altra, i carcerieri bianchi di Mandela più volte avevano promesso la sua liberazione "se l'ANC avesse disarmato le sue truppe e rinunciato alla violenza", cosa che il grande leader negro rifiutò sempre di prendere anche solo in considerazione.

Altra irritante menzogna la Caridi la propala parlando del tentato Colpo di Stato di Fatah del 2006-2007 come di una 'azione violenta di Hamas', quando é preclaro a chi abbia anche la più superficiale conoscenza degli eventi che Hamas, forza politica di maggioranza assoluta come risultato della schiacciante vittoria elettorale del giugno 2006 incarnava e rappresentava la volontà popolare palestinese mentre Fatah, compromessa con Israele e Usa a essi si rivolse per cercare di eliminare Hamas militarmente, come lei stessa, in un evidente lapsus freudiano, si lascia "sfuggire" a pagina 255 ("Il Generale americano Keith Dayton lanciò un programma di assistenza da 59 milioni di dollari per armare e addestrare uomini di Fatah per il prossimo attacco contro Hamas"). Dopo dodici pagine (alla numero 267) arriva un'altra mazzata con la Caridi che informa i lettori come nel 2008 "Hamas decise di rompere la tregua con Israele", quando tutti sappiamo che l'infame pogrom militare di 'Piombo Fuso' venne scatenato 'a freddo' da Olmert e dalla Livni contro una Striscia di Gaza totalmente fedele all'armistizio dichiarato e mantenuto da Hamas.

Continuando nella sua opera di prostituzione intellettuale e giornalistica la Caridi si rende ridicola o oscena (a seconda dei vostri gusti) quando continua a definire "arresti" i rapimenti di militanti palestinesi da parte delle forze militari sionaziste e "sequestri" i pochi casi in cui, come rappresaglia, é toccato alle SS di Tel Aviv di gustare l'ospitalità palestinese. La cattura dell'Ebreo francese Gilad Schalit viene descritta in toni lunari come: "un sequestro senza giustificazione", trascurando di menzionare come il nerd in uniforme Schalit fosse cannoniere di un carro armato da 55 tonnellate che si preparava a invadere la Striscia di Gaza e ad aprire il fuoco sulla sua popolazione civile. La Caridi, con gusto sadico e rivoltante arriva a esaltare e incensare gli assassinii sionisti di militanti e leader della Resistenza definendoli: "operazioni spettacolari" e "bombardamenti mirati", quando basta leggere questo sito per capire quanti civili innocenti muoiano straziati dai razzi e dalle bombe vigliaccamente sganciate dall'alto nel tentativo di colpire i combattenti palestinesi.

Paola Caridi é una vergogna per l'Italia e contribuisce, con la sua opera schifosa di prostituta giornalistica, ad aumentare il risentimento del mondo arabo e musulmano contro il nostro paese, un contributo di cui sinceramente non abbiamo alcun bisogno.
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giovedì 8 marzo 2012

Miracolo! Anche i rotondi burocrati dell'Anp si "accorgono" del digiuno di Hana'a Shalabi e, educatamente chiedono agli aguzzini sionazisti di liberarla "per favore"!


Buona ultima dopo migliaia di attivisti, dimostranti, simpatizzanti sparsi in tutto il mondo e dozzine e dozzine di ONG umanitarie attive in Palestina e nel Medio Oriente anche l'Anp occupata da Fatah dopo il suo fallito Colpo di Stato del 2007 si é "accorta" del fatto che la detenuta politica Hana'a Shalabi, ri-arrestata dall'occupazione sionista dopo essere stata liberata lo scorso autunno sta, col suo sciopero della fame protratto ben oltre il ventesimo giorno, scrivendo una pagina fulgida e coraggiosa di Resistenza alle prepotenze di Tel Aviv, con una determinazione e un coraggio che i neghittosi dirigenti di Ramallah, anchilosati sulle poltrone concesse loro dagli umilianti 'Accordi di Oslo' non sono probabilmente in grado nemmeno più di concepire.

In un comunicato ufficiale rilasciato ieri sera l'Anp si é "augurata" che la detenzione della Shalabi "finisca il prima possibile"; se il lancio d'agenzia avesse compreso un "pretty please" finale non avrebbe potuto dare meglio l'idea di quanto supino, soggetto e remissivo sia ormai l'atteggiamento di Fatah rispetto alle maggiori questioni dello spettro politico, sociale e civile della Palestina d'oggi. Dobbiamo ahinoi ancora una volta reiterare tutti i nostri dubbi sulla strategia "conciliatoria" perseguita da Hamas negli ultimi 11 mesi verso i cacicchi di Ramallah, che ci sembra sempre più una manovra finanziata da Sauditi e Qatariani per neutralizzare il Movimento di Resistenza musulmano e stemperarne la vena rivoluzionaria e di rottura piuttosto che la maniera con cui superare veramente la frattura generatasi cinque anni fa in seguito all'incapacità di Fatah di accettare il ruolo predominante di Hamas in seguito al suo trionfo elettorale.

In questo giorno di Festa della Donna tutti nostri auguri vanno ad Hana'a Shalabi, che soffre e lotta rischiando in prima persona quello che i pingui e pasciuti burocrati dell'Anp non si sognerebbero mai di mettere in gioco.
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domenica 4 marzo 2012

Re Abdallah II di Giordania lancia una dichiarazione-bomba: "La pace con Israele non ha alcun senso!"


Il Re Ascemita di Giordania Abdallah II ha espresso con profondo pessimismo (alcuni di noi direbbero 'realismo') la sua opinione sulla situazione politico-strategica del Medio Oriente nel corso di una intervista rilasciata ieri alla rivista "Turkish Policy Quarterly" dichiarando che i paesi della regione hanno iniziato a considerare che le posizioni distensive e 'pacifiche' di fronte al regime israeliano "non hanno alcun senso".

"Per il mio paese, così come per diversi altri dell'area e della regione, la Pace, la distensione nei confronti di Israele sono sempre state una scelta strategica, ma sembra che per Israele 'pace' voglia solo e soltanto dire 'permesso di continuare a comportarsi come meglio crede senza temere conseguenze'; é chiaro come di fronte a un simile atteggiamento sia difficile giustificare alle proprie opinioni pubbliche perché si sia deciso di adottare una postura conciliatoria e distensiva verso un simile regime".

"Più Israele persisterà in questo suo atteggiamento e più il suo isolamento crescerà, insieme alla generalizzata ostilità dei paesi vicini e circonvicini; potrebbe persino arrivare il giorno in cui nemmeno il sostegno acritico e incondizionato degli Usa e dei paesi europei, di cui finora Israele gode, si riveli sufficiente a proteggerlo dalle conseguenze delle sue azioni; Israele continua a istigare opzioni militari e soluzioni di forza sulla questione nucleare iraniana, ha totalmente rovinato i suoi buoni rapporti con la Turchia e si sta alienando anche i paesi arabi più moderati e ben disposti".

Anche la progettata riconciliazione tra Fatah e Hamas si tradurrà in un nuovo pesante colpo agli interessi israeliani che finora si erano avvantaggiati della rivalità e della separazione fisica tra le zone sottoposte al movimento di Mahmud Abbas e quelle sotto il controllo della Resistenza islamica.
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sabato 14 gennaio 2012

"Povero squalo!" le autorità giudiziarie giordane sequestrano i beni di Mohamed Dahlan, il corrotto aiutante del Mossad!


Fonti giornalistiche giordane riportano che l'autorità giudiziaria del reame ascemita avrebbe ordinato negli scorsi giorni il congelamento e la confisca di tutti gli assetti mobili e immobili riconducibili a Mohammed Dahlan, ex-capo della sicurezza di Fatah, ex-'boss' di Gaza (prima del fallimento del Colpo di Stato con cui la fazione di Abbas ha tentato di rovesciare il Governo di Hamas), uomo di fiducia di Israele, facilitatore di assassini del Mossad e contrabbandiere (insieme ai suoi soci curdi) di armi israeliane inviate in aiuto a Gheddafi.

Il quotidiano Al-Rai ha citato una fonte anonima all'interno della Banca Centrale giordana secondo la quale l'Ufficio del Procuratore Generale di Amman, Mohammed Sourani avrebbe inviato una lettera ufficiale alla direzione dell'istituto di credito "raccomandando" di bloccare ogni proprietà di Dahlan, di suo fratello e "di una terza persona collegata ai primi due".

La fonte avrebbe spiegato che la decisione di bloccare le proprietà di Dahlan e soci sarebbe stata presa nell'ambito del processo istruito contro di lui dall'Anp. Lo scorso giugno Fatah lo ha espulso dai suoi ranghi e l'Anp lo ha messo sotto accusa per omicidio e "attività contrarie alla sicurezza nazionale". Ovviamente tutti sapevano in che genere di attività era coinvolto Dahlan ma il vero motivo per la sua caduta in disgrazia é da individuarsi (come in tempi non sospetti avevamo indicato su queste pagine) nel suo maldestro e sfortunatissimo tentativo di "chiedere la testa" di Mahmud Abbas tra dicembre 2010 e gennaio 2011, con il sostegno di Mubarak e dei suoi servizi segreti. Caduto "il faraone" in seguito alla rivolta di Piazza Tahrir a Dahlan non sono rimasti padrini o sponsor che potessero salvarlo dalla vendetta di Abbas.
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sabato 3 dicembre 2011

Migliaia di partecipanti a sit-in invitano Fatah: "Ci dia una prova della volontà di riconciliazione liberando i detenuti politici!"


Un grande numero di cittadini cisgiordani ha partecipato all'usuale sit-in settimanale per chiedere la liberazione di tutti i detenuti politici rinchiusi nelle galere di Fatah, per la maggior parte militanti o simpatizzanti di Hamas, della Jihad Islamica e di altre organizzazioni palestinesi contrarie alla politica di sottomissione al regime sionista portata avanti finora dai cacicchi di Abbas.

Questa volta i dimostranti si sono fatti forza degli impegni per la riconciliazione nuovamente sottoscritti dall'ex-Presidente dell'Anp al Cairo, invitandolo a dare loro forza con dimostrazioni concrete come lo 'stop' alle persecuzioni politiche nella West Bank che, nonostante tutte le pretese di accordo, sono continuate senza variazioni apprezzabili da aprile fino ad ora. "Sì alla riconciliazione, no a ogni procrastinazione", é stato lo slogan maggiormente ripetuto durante il picchettaggio.

I partecipanti innalzavano foto e poster di dozzine e dozzine di prigionieri politici in mano a Fatah, insieme a cartelli che stigmatizzavano la politica di persecuzione e criticavano la condotta delle 'autorità' dell'Autorità nazionale palestinese in merito. La richiesta di rilascio incondizionato di tutti i prigionieri, rispetto dei diritti democratici e delle libertà personali veniva echeggiata anche nel volantino distribuito a cronisti e giornalisti, dove gli organizzatori del rally chiamavano Fatah e le sue 'forze di sicurezza' a praticare finalmente quel che finora hanno solamente predicato in occasione di vertici e meeting.
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giovedì 24 novembre 2011

Le delegazioni di Hamas e Fatah sono ai blocchi di partenza per dare vita allo storico vertice del Cairo!


Ibrahim Al-Dirawi, Capo del Centro Studi palestinesi al Cairo ha dichiarato che le delegazioni della fazione Fatah e del Movimento di Resistenza musulmano Hamas si trovano al Cairo e stanno completando gli ultimi preparativi per il vertiche che si terrà nella giornata di oggi tra Mahmud Abbad e Khalid Mishaal.

Secondo quanto riportato dal Palestine Information Center il capo di Fatah e quello di Hamas sono arrivati rispettivamente l'uno martedì 22 e l'altro mercoledì 24, nonostante voci che avrebbero voluto il vertice rinviato a data da destinarsi a causa della protesta popolare che sta attualmente agitando le strade del Cairo e l'iconica Piazza Tahrir.

Dirawi ha annunciato che il vertice ruoterà soprattutto attorno ai mezzi concreti per superare lo stallo in cui si é bloccato il processo di riconciliazione nazionale siglato proprio al Cairo la scorsa primavera, compresa la formazione di un nuovo governo e il suo programma d'azione, insieme a progetti di riforma a modifica dell'Autorità nazionale palestinese.
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lunedì 14 novembre 2011

Hamas smentisce i media italiani che ieri avevano annunciato erroneamente la data del vertice Hamas-Fatah!


Una fonte di alto livello all'interno del Movimento musulmano di Resistenza ha negato che la data per il prossimo incontro cairota tra il Leader Supremo Khaled Mishaal e il capo della fazione Fatah Mahmud Abbas sia stata ad oggi stabilita; tuttavia ha assicurato che essa verrà certamente stabilita e comunicata "entro la giornata di mercoledì".

La fonte, che ha preferito mantenere l'anonimato ha anche detto che l'Egitto, che ospiterà il meeting che dovrebbe far ripartire il processo di Riconciliazione nazionale palestinese su cui le due organizzazioni maggioritarie (col consenso di quelle minori) si erano accordate lo scorso aprile, é molto coinvolto nella preparazione del vertice e che vuole a tutti i costi evitare che esso si trasformi in una "riunione di routine" ma desidera che da esso sortiscano "effetti visibili e importanti".

I media Italiani avevano preconizzato la data del 24 novembre come ormai stabilita, senza tuttavi citare anche solo la fonte di una tale notizia.

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giovedì 20 ottobre 2011

Ahlam Tamimi, finalmente libera, potrà ora sposare il suo fidanzato Nizar, a sua volta liberato grazie agli sforzi di Hamas!


Ahlam al-Tamimi, la ragazza palestinese che la malvagità dell'occupazione sionista avrebbe voluto fare invecchiare e morire in carcere, é finalmente libera; così anche il suo fidanzato Nizar, che ha speso 18 anni nelle galere dell'Apartheid e che a sua volta avrebbe dovuto morirvi.

I due, sono finalmente insieme ad Amman, in Giordania, e, appena possibile, hanno dato l'annuncio delle loro prossime nozze, che ha fatto immediatamente il giro della Palestina e del Mondo Arabo, consacrando ulteriormente il loro ruolo di icone della Resistenza palestinese; chi avrebbe potuto dire, solo pochi anni fa, che i due avrebbero potuto coronare il loro amore? Eppure, grazie alla dedizione e alla perseveranza di Hamas, quel che pareva impossibile é accaduto.




La storia di Ahlam e Nizar é tanto più esemplare in quanto lei é una militante di Hamas, il movimento islamico di Resistenza, mentre lui fa parte di Al-Fatah; il loro matrimonio, secondo molti osservatori e commentatori, incarnerà lo spirito di unità e riconciliazione che necessariamente dovrà prevalere per giungere alla definitiva liberazione della Palestina.

Nizar e Ahlam si sono scritti praticamente ogni giorno durante la loro prigionia e le loro lettere venivano prese in consegna e portate a destinazione solo da personale della Croce Rossa, per evitare che i carcerieri sionisti vi mettessero le mani sopra. Nizar ha chiesto la mano di Ahlam poco dopo l'incarcerazione di lei; prima non aveva osato, sperando, per lei, che si facesse una vita con un uomo libero, ma lei, fedele al suo amore, aveva sempre rifiutato. La proposta di matrimonio era stata accettata e celebrata con una grande festa, anche se nessuno, nel clan Al-Tamimi, all'epoca aveva sperato di poter vedere realizzata quella promessa di nozze.
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sabato 15 ottobre 2011

Anche il Premier del Qatar si congratula con Hamas e il Cairo per i loro importanti successi diplomatici!


Il Governo del Qatar ha espresso la sua gioia e la sua soddisfazione alla notizia dell'imminente scambio tra gli oltre mille detenuti politici palestinesi incarcerati dall'Occupazione sionista e l'Ebreo francese Gilad Schalit; nel suo comunicato ufficiale l'Esecutivo ha espresso la 'viva speranza' che questo sviluppo preluda al rilascio di tutti i prigionieri palestinesi.

Il Primo Ministro Sceicco Hamad bin Jassem bin Jabor al-Thani ha firmato il comunicato dopo aver presieduto la riunione settimanale del gabinetto, tenuta presso il 'Diwan' dell'Emiro. Il Governo ha esteso le sue congratulazioni all'Egitto, di cui si é riconosciuto il fondamentale ruolo di mediazione. Questo é il secondo grande successo diplomatico del Cairo dopo la cacciata di Mubarak: il primo fu la firma dell'accordo di riconciliazione tra Fatah e Hamas, avvenuta proprio nella capitale egiziana questa primavea.

Lo Sceicco Al-Thani ha anche espresso la propria soddisfazione per le scuse ufficiali recapitate al Cairo dal Ministro della Guerra sionista Ehud Barak, costretto dalla gravità della crisi diplomatica a venire meno alle arroganti dichiarazioni seguite all'uccisione delle guardie di confine nel Sinai, secondo le quali "non si sarebbe mai scusato" per la loro morte.
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giovedì 15 settembre 2011

Il PFLP per bocca di Jamil Mizher invita Abbas a sbloccare il percorso di riconciliazione prima di presentarsi all'ONU!


Jamil Mizher, membro del Comitato Centrale del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina ha domandato personalmente al capo della fazione Fatah Mahmud Abbas di fare un passo in avanti decisivo nella ripresa del processo di riconciliazione nazionale con Hamas e le altre fazioni firmatarie del recente Accordo del Cairo prima di presentarsi all'ONU per la richiesta di riconoscimento dello Stato palestinese secondo i confini del 1967.

Mizher, ha dichiarato in una recente conferenza stampa che tale riconoscimento sarebbe ancora più valido e significativo se riportato da una leadership palestinese unita e salda, anziché da una sola componente (peraltro minoritaria) del Consiglio legislativo, come uscito dalle elezioni democratiche del 2006. Ha anche articolato che togliere il processo di riconciliazione dall'impasse in cui é caduto nelle ultime settimane aiuterebbe a nominare un Premier di un Governo di Unità nazionale che sia patriottico, democratico, professionale e scevro da sospetti o addebiti di corruzione politica, finanziaria e morale.

Il rappresentante del PFLP ha detto che il passaggio all'ONU aprirà interessanti e utili prospettive per l'applicazione contro il regime sionista di adeguate Risoluzioni ONU a difesa dei diritti e delle pertinenze dello Stato palestinese, che, costantemente sottoposto ad angherie e vessazioni da parte sionista dovrebbe, una volta riconosciuto, godere della protezione dell'assise internazionale ben più di quanto finora non sia toccato ai territori palestinesi privi della qualifica di Stato indipendente.
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venerdì 19 agosto 2011

Israele bombarda i civili di Gaza, uccidendo sei persone!

Come "promesso" dal Ministro della Guerra Ehud Barak l'aviazione sionista, senza nemmeno aspettare di capire quale fazione della Resistenza abbia effettuato gli attacchi di ieri contro i pullman di soldati israeliani diretti verso Eilat, si é scatenata in una serie di indiscriminati bombardamenti contro obiettivi civili nella Striscia costiera assediata.

E' possibile apprezzare l'abisso morale che esiste tra le forze della Resistenza palestinese, che hanno diretto i loro attacchi contro legittimi obiettivi militari (soldati israeliani impegnati nell'occupazione della Palestina e nella persecuzione del suo popolo) e i politici e generali sionisti, per i quali ogni scusa, ogni pretesto é buono per incrudelire ciecamente contro le vittime inermi del ghetto palestinese assediato.

Hamas, forza animatrice del legittimo governo palestinese in carica a Gaza, ha negato di essere a qualunque livello coinvolto nell'operazione di Resistenza che ha avuto luogo ieri, mentre il Segretario generale ONU Ban Ki-Moon ha ammonito Israele ad "agire con circospezione", come se una cosa del genere fosse anche solo lontanamente possibile.
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martedì 16 agosto 2011

Detenuto politico palestinese torna a casa dai suoi familiari dopo diciannove anni di prigionia in mano israeliana!

Ahmed Ismail Abu al-Kas, prigioniero politico palestinese che ha passato più di due decenni (sui 46 anni della sua vita) rinchiuso nelle galere sioniste, é stato finalmente liberato nella giornata di oggi dopo diciannove anni di detenzione ininterrotta; una volta rilasciato Al-Kas é riuscito a riguadagnare la Striscia di Gaza e a rientrare nel campo profughi di Al-Bureij, dove la famiglia, i parenti, i compagni di militanza politica e i membri delle Brigate Ezzedine al-Qassam gli hanno tributato un benvenuto da eroe, per le innumerevoli sofferenze patite per il bene del Popolo e della Causa palestinese.

Ahmed Abu al-Kas è nato il 28 febbreio 1965, da una famiglia di profughi fuggiti da Biet Affa, un villaggio bruciato e distrutto dagli invasori ebrei durante il genocidio della Nakba, nel 1948; formatosi come carpentiere, iniziò a lavorare nel campo profughi di Bureij, aprendo ben presto un laboratorio per conto proprio; eventualmente, grazie alla sua grande proficienza tecnica, si specializzò anche nella costruzione di impianti per la distribuzione del gas, un servizio essenziale per i profughi del campo. L'8 gennaio 1982 al-Kas si avvicinò alla Fratellanza musulmana dove conobbe il futuro martire Dr. Ibrahim Makadmeh, conosciuto anche come 'Imad Aqel', figura importante per la formazione di quello che poi diventerà Hamas.

Per questo suo impegno nella Resistenza all'occupazione Al-Kas iniziò a venire perseguitato dai sionisti: dopo un primo arresto nel 1985 venne arrestato una seconda volta il 25 aprile dell'88 e detenuto fino al 12 maggio nella prigione di Katiba, riarrestato il 26 giugno e rilasciato il 13 luglio seguente. Nel 1989 venne arrestato nel negozio di suo fratello e detenuto di nuovo per alcuni mesi. Infine, nel 1992, venne arrestato una quinta volta e condannato a diciannove anni di carcere. Durante tutti questi anni é stato trasferito nelle prigioni di: Gaza, Beer al Saaba, Ramleh, Majdal e, infine, Nafha, nel Negev. Um Sohib, sua moglie, rimasta sola con due figli, riuscì a laurearsi studiando e lavorando contemporaneamente; divenne un'insegnante e educò personalmente i suoi bambini, trasmettendo loro le idee e i valori per difendere i quali il loro padre ha sofferto più di vent'anni.
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giovedì 28 luglio 2011

Delegazione di Hamas in visita ai campi profughi palestinesi in Libano!


Una delegazione di rappresentanti di Hamas ha passato gli ultimi due giorni visitando i campi profughi in terra libanese di Chatila e Burj al-Barajina, situati nei pressi della capitale Beirut; la delegazione comprendeva il membro del Consiglio Legislativo Palestinese Salah al-Bardawi, il portavoce di Hamas Fawzi Barhoum, il portavoce del Governo Hanyieh Tahir al-Nunu e il Direttore Generale dell'Ufficio Media del Governo, Hassan Abu Asheesh.

I rappresentanti hanno incontrato profughi palestinesi e rappresentanti delle varie fazioni politiche in ambo i campi, ascoltando i loro racconti sulle condizioni locali e fornendo dettagli sullo stato della popolazione nella Striscia di Gaza assediata, argomento che non cessa di suscitare la curiosità e l'apprensione degli ospiti dei campi libanesi, una volta considerati i più sfortunati tra i Palestinesi, che rischiano però di venire superati quanto a sofferenza e disagi, dagli abitanti dell'enclave costiera strangolata da Israele.

Altro argomento su cui i profughi e i loro rappresentanti hanno chiesto di venire aggiornati è stata la situazione delle trattative per la riconciliazione Hamas-Fatah, per l'avanzamento delle quali é stato rivelato che sono stati messi in programma nuovi meeting al Cairo; infine, sempre su esplicita richiesta dei loro ospiti, i rappresentanti di Hamas hanno fatto riferimento anche al livello di preparazione militare raggiunto dalle brigate della Resistenza, nonché sulle loro ultime attività in risposta a raid e attacchi delle forze militari sioniste contro Gaza, le sue infrastrutture economiche e la sua popolazione civile.
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sabato 25 giugno 2011

Abbas incontra Erdogan, nega di essere messo all'angolo dalle pressioni sioniste!


Il capo de facto dell'Anp Mahmud Abbas ha approfittato della passerella mediatica della sua visita in Turchia per passare al contrattacco rispetto alle voci che vorrebbero il dialogo con Hamas per la riconciliazione inter-palestinese "impantanato" a causa di sue personali difficoltà di fronte alla minaccia israeliana di colpire attività e aziende "di famiglia" se il processo di costituzione di un nuovo Governo palestinese si avviasse a un accordo definitivo.

"Non risparmierò ogni sforzo e ogni sacrificio fino a che l'unità della nazione non sia finalmente raggiunta e un Governo tecnico di transizione non sia pronto ad accompagnare la Palestina verso nuove elezioni generali", avrebbe dichiarato Abbas a lato dei suoi incontri con i massimi esponenti turchi, il Primo Ministro Recep Erdogan e il Ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu, recentemente confermati al potere per la terza volta di seguito da una vera e propria valanga di voti che hanno rinnovato la maggioranza assoluta dell'AKP in Parlamento.

Nelle dichiarazioni congiunte di rito Erdogan, oltre a promettere "ogni sostegno" alla riconciliazione interna palestinese ha anche promesso che appoggerà le richieste palestinesi in sede ONU per vedere riconosciuto uno Stato indipendente a prescindere dai diktat e dai sabotaggi israeliani.
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giovedì 23 giugno 2011

Israele ricatta Mahmud Abbas per ostacolare la riconciliazione Hamas-Fatah!


Diventare il "Quisling" di Israele, come Mahmud Abbas é volontariamente diventato per quasi quattro anni non é un'operazione indolore che si possa interrompere come spegnendo un'interruttore; ne abbiamo avuto conferma con la spiegazione, riportata dal giornale Al-Hadaf, del motivo dietro la cancellazione del meeting cairota tra il Presidente de facto dell'Anp e leader della Fazione Fatah e Khaled Mishaal, capo supremo di Hamas.

La cancellazione é stata causata da Abbas, che si é detto impossibilitato a interventire a causa delle pressioni del Regime dell'Apartheid, il quale gli avrebbe minacciato, in ordine: di sospendere i suoi privilegi diplomatici, di bloccare il trasferimento delle entrate fiscali a Ramallah e, soprattutto, di interrompere i "trattamenti di favore" applicati alle aziende e alle compagnie dirette dai suoi figli.

Pressioni del campo imperialistico-sionista sono anche dietro alla apparentemente inspiegabile ostinazione del vecchio leader per la 'conferma' dell'evanescente e screditato Salam Fayyad al ruolo di futuro Primo Ministro del Governo di Riconciliazione; questa volta le pressioni sarebbero venute dall'inquilino nero della Casa Buanca, o meglio dai suoi "seipuntuti" responsabili di Politica Estera, la sionistissima Hilary Clinton e il vice-presidente Biden, entrambe fedeli servi dell'AIPAC.

I giornalisti libanesi riportano che, impossibilitato a svolgere le proprie funzioni, col suo prestigio politico in pezzi, Mahmud Abbas sta seriamente ponderando la possibilità di rassegnare le dimissioni da tutte le cariche che riveste e ritirarsi definitivamente a vita privata.
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mercoledì 15 giugno 2011

Martedì prossimo incontro al Cairo per Abbas e Mishaal, per dirimere la questione dei prigionieri politici!

Rappresentanti di Hamas e Fatah hanno concluso una riunione al Cairo nella giornata di ieri; dai 'rumor' filtrati subito dopo il termine dell'incontro sembra che le procedure di riunificazione sotto l'egida dell'OLP tra le posizione dei due gruppi siano attualmente in fase di elaborazione.

L'incontro é stato aggiornato al 21 giugno e, per cercare di smuovere la situazione, sono stati convocati Mahmud Abbas e Khaled Mishaal, leader massimi delle due parti.

Sembra, come parzialmente confermato dal membro del Politburo di Hamas Ezzet al-Resheq, che il punto più 'caldo' della trattativa sia la questione dei prigionieri politici fatti da Fatah nel suo periodo di servile collaborazione con Israele.

La maggior parte dei cisgiordani, infatti, sosteneva e aveva votato per Hamas, che però, a causa del tentato Colpo di Stato di Fatah, si era dovuta ritirare nella Striscia di Gaza, in quanto meglio difendibile.

Il capo del Mukhabarat egiziano Murad Mufadi e il capo della "Sezione Palestina" dei servizi segreti del Cairo Mohammed Ibrahim hanno presenziato all'incontro.
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