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martedì 10 marzo 2015

PALAESTINA FELIX traduce per voi l'intervista rilasciata dal leader libanese Michel Aoun!

 
 
Kerry avrebbe confidato all'Arcivescovo di Beirut di 'essere convinto' che il Libano riuscirà ad avere finalmente un Presidente "Da qui a due mesi". Ma sembra che tale sviluppo sarebbe condizionato al raggiungimento di un accordo sul nucleare iraniano. Che cosa ne pensa?

Penso che la dichiarazione di Mister Kerry non sia affatto chiara. Ne deriva certamente la consapevolezza che il peso delle interferenze esterne sia tuttora molto importante nella vita politica libanese. In altre parole: una riappacificazione possibile tra Iran e Washington e una d'altra parte tra Iran e Arabia Saudita, potrebbero in effetti lasciare intravedere una possibile soluzione per l'attuale impasse politica libanese.

Lei crede che gli Americani permetteranno una sua elezione a Presidente?

Gli Americani come tutti del resto sanno che, per mia natura, io ho sempre cercato la coesione tra le diverse comunità libanesi al fine di preservare la stabilità interna. E credo che sappiano, come il resto del mondo, che la stabilità del Libano é importante per tutta la regione.

mercoledì 26 marzo 2014

Iniziano le procedure per l'elezione del nuovo Presidente libanese: basteranno due mesi per vedere il successore di Sleiman?

Una volta superata l'impasse che per molti mesi ha impedito l'effettivo cambio della guardia a Beirut tra l'esecutivo Mikati sostenuto dall'Alleanza 8 Marzo e il Governo di Coalizione guidato da Tammam Salam, il processo costituzionale libanese si é rimesso in moto, con l'obiettivo di rinnovare completamente i vertici dello Stato e arrivare quanto prima alle elezioni politiche che avrebbero già dovuto tenersi nel 2013.

Il prossimo passo dovrebbe essere l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica in luogo di Michel Sleiman, ex-comandante dell'Esercito, in carica fin dal 2008 (la sua elezione fu uno dei primi risultati dell'Accordo di Doha). Secondo le regole del 'Cencelli' libanese, il Presidente dovrà essere un Cristiano (ai musulmani sunniti é riservato il premierato, agli sciiti la Presidenza del Parlamento) e dovrà venire eletto con una maggioranza qualificata dei due terzi dei 128 parlamentari.

Sleiman ha dichiarato in anticipo di essere indisponibile alla prolunga del proprio mandato, sotto qualunque forma, quindi si spera che l'elezione possa avvenire entro i due mesi da adesso. Certamente, trovare una personalità di garanzia che possa raccogliere sotto di sé più di ottanta voti su centoventotto non sarà facile.


venerdì 19 ottobre 2012

Ce l'hanno fatta! Hariri e complici riportano il Libano al terrore indiscriminato della Guerra Civile! Bomba a Beirut, morti e feriti

Una bomba ad alto potenziale probabilmente nascosta in un'automobile è detonata nel quartiere cristiano maronita di Ashrafiyeh, nella capitale libanese Beirut, durante l'ora di punta pomeridiana.

Dai primi rapporti si parla di otto morti e oltre settanta feriti, moltissimi dei quali mutilati e in gravi condizioni. Il Ministero della Salute libanese, tuttavia, per ora conferma soltanto tre morti.

 Le galline tornano al pollaio e chi semina vento raccoglie tempesta, la strage di oggi é il risultato dell'imbecille, inane politica di alleanza tra i cristiano-maroniti 'di Destra' legati ai partiti della Falange e delle Forze Libanesi e il mezzo-saudita Saad Hariri coi suoi nuovi amici sauditi, salafiti-wahabiti dell'internazionale mercenaria del terrore pagata dagli emiri Saoud e Al-Thani.

 Non abbiamo alcun timore di smentite o depistaggi, la mano assassina di Beirut é legata al corpo marcio e corrotto dell'Alleanza 14 Marzo, i Cristiani del Libano ne tengano conto.
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