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giovedì 10 febbraio 2011
Tzipi Livni accusa Netanyahu di indebolire Israele, replica il Likud: "Stia zitta, lei ha perso contro Hezbollah e contro Hamas!"
Tzipi Livni, la criminale di guerra israeliana impossibilitata a viaggiare all'estero per timore di venire raggiunta da mandati di cattura e ingiunzioni a comparire di fronte a corti penali (per via del suo ruolo strumentale nella pianificazione ed esecuzione delle aggressioni sioniste contro il Libano e la Striscia di Gaza), ha recentemente attaccato il Governo di ultradestra razzista e fondamentalista guidato da Benji Netanyahu.
Cercando di cavalcare l'ondata emotiva che sta scuotendo lo Stato ebraico di fronte al crollo di storici servitori e lacché come Saad Hariri, Ben Ali e Mubarak la Livni ha imputato al premier in carica di "mancare di polso" e di avere avviato il Paese su una china discendente, lungo la quale "Israele sta progressivamente indebolendosi".
Tuttavia il tentativo di addossare a Netanyahu tutta la colpa delle grandi sollevazioni di massa che stanno rimodellando il volto del Medio Oriente é un gioco di piccolo cabotaggio politico, che mostra tutta la meschinità e la ristrettezza di vedute (reale o pretesa) della figlia del noto terrorista ebreo Eitan Livni; infatti un'analisi appena meno partigiana e interessata degli eventi mediorientali dell'ultimo decennio vede la Livni, Shaul Mofaz ed Ehud Olmert altrettanto colpevoli quanto Benji Netanyahu, Avigdor Lieberman e il rabbino Ovadia dello Shas...tutti i rappresentanti dell'attuale scusa israeliana per una classe dirigente hanno, con le loro scelte, le loro prese di posizione, le loro dichiarazioni e rodomontate, contribuito a gettare sassi lungo la china che ora sta producendo la valanga.
Meglio cercare altre angolazioni tramite cui attaccare Netanyahu, come si incarica di fare la portavoce della rappresentanza parlamentare di Kadima, Dalia Itzik, che sceglie l'approccio 'fiscale' e, montando su un cavallo di battaglia solido e collaudato, accusa l'Esecutivo di avere "alzato le tasse", più di qualunque gabinetto precedente.
In risposta a tale "fuoco incrociato" il parlamentare del Likud Ophir Okonis ha replicato: "Il pubblico israeliano è ancora 'traumatizzato' dai tre anni di Governo di Kadima, contrassegnati da una lunga sequenza di fallimenti economici, politici, militari e di relazioni internazionali", vantandosi che se si tenessero nuove elezioni nell'immediato la coalizione di partiti di destra, etnocentrici e religiosi (sostenuta dalla nuova formazione militarista creata dall'ex-laburista Ehud Barak), si assicurerebbe di nuovo la maggioranza dei seggi.
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