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venerdì 21 novembre 2014

L'Ebreo di Corte di Obama continua a sparare sanzioni contro tutti gli avversari di israhell, ora tocca allo Yemen!

Il Sionista di Sei Cotte David Cohen, detentore della potentissima poltrona di "Sottosegretario al Tesoro per il Terrorismo e lo Spionaggio Finanziario", che da quando é stata creata sotto il 'regno' di Bush junior non é mai stata insozzata da deretani 'goyim' (predecessore di Cohen era il Sionistissimo Stuart Levey, solo membri del 'popolo eletto' a tenere i cordoni della borsa Usa!!) ha recentemente sparato una salva di sanzioni economiche contro la leadership dello Yemen, paese arabo che ha avuto l'ardire di mettere alle corde o alla porta i mantenuti di Riyadh, del Qatar, della Fratellanza Musulmana e di Al-Qaeda (tutti agenti sionisti, in ultimo!) e di portare alla ribalta della scena politica i membri della minoranza sciita Houthi, politicamente vicini a Iran ed Hezbollah.

Anziché preoccuparsi dei finanziamenti che giornalmente raggiungono gli sbomballati islamici del 'Califfato', del Fronte Al-Nusra, di Boko Haram, di tutta la galassia wahabita takfira presente dall'Africa Occidentale al Pachistan, Cohen e il suo predecessore hanno lanciato sanzioni contro Iran, Bielorussia, Venezuela, Cina e udite, udite, addirittura SVIZZERA!

Ovviamente questi paesi erano colpevoli soltanto di fare affari liberamente con chi volevano secondo i loro interessi, a meno che non crediate che Chattanooga, Walla Walla, Cucamonga e Seattle siano minacciate da commando di kamikaze svizzeri e venezolani.

David Cohen lavora di concerto con un sinedrio di sionisti di provata fede ed esperienza, come l'ex-ambasciatore in Yemen Feierstein, che voleva imporre nell'-Ex Arabia Felix una partizione in sei province disegnate a tavolino da Washington senza alcun rispetto per la Storia, la Cultura e le particolarità etniche del paese, oppure Adam Szubin che posa il suo 'elettissimo' sedere sullo scranno più alto dell' "Ufficio per il Controllo dei Capitali Stranieri".

Ovviamente a Szubin, così come a Cohen e al resto della Cabala degli 'Ebrei di Corte' di Obama non interessano affatto i capitali sauditi e qatarioti che finiscono nelle casse dell'ISIS, oh no Sir, no-no!

venerdì 6 maggio 2011

Gli Stati Uniti tentano (maldestramente) di sabotare le ottime relazioni economiche fra Iran e Turchia!


Il Sottosegretario per il Terrorismo David Cohen, collocato al suo posto dagli sforzi e dalle pressione della ben nota lobby seipuntuta, cerca di ricambiare i suoi "padrini" del favore ricevuto tentando, maldestramente, di sabotare le relazioni commerciali turco-iraniane.

Sentiamo cosa ha dichiarato ai microfoni della stampa di ritorno da una sua recente visita in Anatolia: "Ho fatto presente ai Turchi la necessità di aiutare le loro banche a proteggersi dai tentativi iraniani di abusare degli esistenti legami di scambio e commercio!".

Forse il povero David Cohen ha un'idea un po' distorta di cosa voglia dire avere "legami di scambio e commercio", giacché la sua narrativa sembra suggerire l'idea di una Turchia 'Cappuccetto Rosso' che entra col cestino della merenda in mano nella camera da letto del Lupo iraniano travestito da Nonna, ansioso di "abusare" dei suoi legami commerciali con Ankara.

Evidentemente David Cohen prima di prendere l'aereo per il Bosforo avrebbe fatto meglio a studiarsi un po' i fondamentali degli scambi turco-iraniani; avrebbe scoperto che, lungi dall'essere suscettibili a ricatti o pressioni (specialmente di una potenza declinante come gli Usa odierni) essi costituiscono un assetto strategico sia per Ankara che per Teheran e sono in crescita esplosiva da un mese all'altro.

Turchia e Iran si sono scambiati beni e servizi per due miliardi e cento milioni di dollari Usa solo da gennaio a febbraio 2011 (rispettivamente 1136 milioni e cinquecentomila dollari a gennaio, 963 miioni e mezzo di dollari a febbraio), con una crescita del 70 per cento rispetto allo stesso bimestre del 2010. Nel meeting bilaterale di inizio febbraio 2011, inoltre, le parti si sono accordate sull'obiettivo di portare il volume di scambi annuali alla soglia dei 30 miliardi di dollari annui entro i prossimi quattro anni.

Sembra proprio che il povero Cohen e la Lobby che gli sta dietro siano in lista per un'amara delusione, l'ennesima che la logora e antiquata politica estera a stelle (di davide) e strisce sta raccogliendo in Medio Oriente da un decennio a questa parte.

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