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venerdì 20 gennaio 2017

Vicepremier turco Mehmet Simsek: "Non si può fare a meno di Assad nella Siria post-bellica!"

Lezione di Realpolitik:

Erdogan manda avanti vice, portavoce e collaboratori dovendo ingoiare il pesantissimo e amarissimo "rospo" dell'accettazione di Assad quale futuro leader della Siria.

martedì 14 luglio 2015

Iran e 5+1 sono arrivati all'accordo: sanzioni 'congelate' fino a fine anno, poi totalmente rimosse!

La Repubblica Islamica dell’Iran e i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU più la Germania hanno raggiunto dopo estenuanti trattative un accordo definitivo sulla questione del nucleare civile di Teheran.

Termina una querelle annosa e totalmente ingiustificata, motivata unicamente dalla capacità del mondo occidentale di accusare, senza particolari prove, un paese aderente al NNPT, che ha più volte reiterato la propria intenzione di perseguire lo sviluppo dell’atomo unicamente per scopi civili, in primis per diversificare il proprio mercato energetico.

Punto fondamentale dell’accordo, la rimozione di ogni tipo di sanzione economica da parte dei paesi occidentali. A quanto filtrato finora queste saranno dapprima ‘congelate’ fino alla fine dell’anno e poscia completamente annullate. Tuttavia é chiaro a tutti i contraenti che la possibilità che esse vengano re-applicate é praticamente nulla e l’arzigogolo diplomatico serve solo come ‘schermo’ per rendere meno evidente la vittoria negoziale di Teheran, che su questo punto ha tenuto duro contro ripetuti tentativi da parte degli USA di legare la rimozione delle sanzioni a cessioni di sovranità, come ad esempio ispezioni “improvvise” non previamente concordate, o intrusioni straniere nei siti legati alla difesa nazionale.

venerdì 3 aprile 2015

Perché l'accordo nucleare iraniano è un trionfo per Teheran (e per Mosca)

Come sapere su "PALAESTINA FELIX" non si pappagallano le notizie che si possono facilmente trovare sui media generalisti, ma si cerca di dare un'informazione 'scomoda' su argomenti che altri tralasciano, oppure si aprono punti di vista e di riflessione 'anomali', da prospettive inusuali e similmente trascurate dalla vulgata dei mass-media imperialisti.

Sulla questione dell'accordo nucleare raggiunto in Svizzera dopo estenuanti round di colloqui e trattative i grandi media si trovano in imbarazzo profondo: alcuni cercano di presentare la cosa come una 'vittoria' di Obama (uno che riuscirebbe a strappare sconfitte dalle fauci anche dei più cristallini trionfi), altri tentano di accreditare l'idea che "le sazioni abbiano funzionato", visto che l'Iran accetta ispezioni internazionali e controlli sul suo programma nucleare.

L'accordo nucleare in realtà é un TRIONFO per Teheran, innanzi tutto perché le sanzioni non hanno mai funzionato (erano pensate per 'ridurre alla fame' la Repubblica Islamica, a imitazione di quanto codardamente fatto con l'Irak dal 1991 al 2003, cosa che non é per niente accaduta grazie ai numerosi sbocchi alternativi del petrolio di Teheran in questo mondo ormai multipolare) e vengono rimosse perchè l'Occidente (specie l'Europa) ha DISPERATO bisogno del petrolio iraniano.

venerdì 21 novembre 2014

L'Ebreo di Corte di Obama continua a sparare sanzioni contro tutti gli avversari di israhell, ora tocca allo Yemen!

Il Sionista di Sei Cotte David Cohen, detentore della potentissima poltrona di "Sottosegretario al Tesoro per il Terrorismo e lo Spionaggio Finanziario", che da quando é stata creata sotto il 'regno' di Bush junior non é mai stata insozzata da deretani 'goyim' (predecessore di Cohen era il Sionistissimo Stuart Levey, solo membri del 'popolo eletto' a tenere i cordoni della borsa Usa!!) ha recentemente sparato una salva di sanzioni economiche contro la leadership dello Yemen, paese arabo che ha avuto l'ardire di mettere alle corde o alla porta i mantenuti di Riyadh, del Qatar, della Fratellanza Musulmana e di Al-Qaeda (tutti agenti sionisti, in ultimo!) e di portare alla ribalta della scena politica i membri della minoranza sciita Houthi, politicamente vicini a Iran ed Hezbollah.

Anziché preoccuparsi dei finanziamenti che giornalmente raggiungono gli sbomballati islamici del 'Califfato', del Fronte Al-Nusra, di Boko Haram, di tutta la galassia wahabita takfira presente dall'Africa Occidentale al Pachistan, Cohen e il suo predecessore hanno lanciato sanzioni contro Iran, Bielorussia, Venezuela, Cina e udite, udite, addirittura SVIZZERA!

Ovviamente questi paesi erano colpevoli soltanto di fare affari liberamente con chi volevano secondo i loro interessi, a meno che non crediate che Chattanooga, Walla Walla, Cucamonga e Seattle siano minacciate da commando di kamikaze svizzeri e venezolani.

David Cohen lavora di concerto con un sinedrio di sionisti di provata fede ed esperienza, come l'ex-ambasciatore in Yemen Feierstein, che voleva imporre nell'-Ex Arabia Felix una partizione in sei province disegnate a tavolino da Washington senza alcun rispetto per la Storia, la Cultura e le particolarità etniche del paese, oppure Adam Szubin che posa il suo 'elettissimo' sedere sullo scranno più alto dell' "Ufficio per il Controllo dei Capitali Stranieri".

Ovviamente a Szubin, così come a Cohen e al resto della Cabala degli 'Ebrei di Corte' di Obama non interessano affatto i capitali sauditi e qatarioti che finiscono nelle casse dell'ISIS, oh no Sir, no-no!

giovedì 5 luglio 2012

Armi svizzere in mano agli estremisti di Al-Qaeda in Siria! Berna sospende ogni esportazione militare verso gli emirati del Golfo!

La Confederazione Elvetica ha sospeso ogni trasferimento di armamenti e munizioni a favore degli Emirati Arabi Uniti dopo l'emersione di indizi e prove circostanziali che indicherebbero come materiali bellici in precedenza esportati verso il reame del Golfo Persico sarebbero finiti in mano ai terroristi stranieri attivi in territorio siriano. La testata giornalistica "Sonntagszeitung" aveva pubblicato un servizio fotografico realizzato ad Aleppo a fine giugno 2012 nel quale si vedevano bombe a mano svizzere in possesso di estremisti wahabiti nella cittadina di Marea, a nord di Aleppo.

Le granate, del tipo "ananas" sarebbero parte di un lotto fabbricato dalla RUAG, conglomerato bernese delle armi leggere e personali, e avrebbero fatto parte di un lotto da oltre duecentomila unità vendute dagli Svizzeri a Dubai circa nove anni fa; le clausole del contratto, però, proibivano esplicitamente ai recipienti di ri-esportare il materiale, in toto o in parte.

In reazione alle rivelazioni della stampa il Dipartimento Federale degli Affari Economici ha immediatamente 'congelato' tutte le attività di export militare verso gli UAE, in attesa dei risultati di una inchiesta ufficiale. Antje Bertaschi, protavoce del Segretariato di Stato per gli Affari Economici ha dichiarato: "Abbiamo tutta l'intenzione di prendere questa faccenda sul serio, come abbiamo affrontato la precedente rivelazione, arrivata nel 2011, che casse di munizioni svizzere erano state rinvenute in Libia".

La Svizzera si é trovata spesso al centro di iniziative diplomatiche internazionali volte a disinnescare le tensioni generate dalle attività di estremisti e agenti provocatori stranieri infiltratisi nel paese mediorientale ma sembra proprio che, parallelamente a questi nobili sforzi negoziali, "qualcuno" abbia trovato il modo di coinvolgerla (sia pure indirettamente) nei crimini e nelle stragi dei terroristi di Al-Qaeda.
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sabato 2 giugno 2012

Cresce e si espande il boicottaggio internazionale contro i prodotti del regime ebraico dell'Apartheid!

La campagna BDS per il boicottaggio dei prodotti israeliani provenienti dagli insediamenti ebraici illegali in terra palestinese in Cisgiordania ha ricevuto un grande impulso dal Sudafrica e da alcuni stati europei come Inghilterra, Danimarca e Svizzera; ultimamente le campagne internazionali contro le politiche di colonizzazione e sfruttamento da parte degli insediamenti illegali della terra e delle risorse palestinesi hanno inflitto gravi colpi alla traballante economia israeliana, spingendo alla cancellazione, alla compressione o al differimento di molte spese militari, quindi dimostrando che colpendolo nella finanza si possa costringere Israele a più miti consigli anche in politica interna ed estera.
Il Sudafrica, il cui African National Congress fin dai tempi della detenzione di Nelson Mandela é sempre stato vicino alla causa palestinese, ha fatto recentemente passi molto importanti passando leggi che impediscano di etichettare come 'made in israel' i prodotti provenienti dai territori occupati cosa che ha portato il crasso e volgare Ministro degli Esteri sionista, Avigdor Lieberman, a dichiarare che "Il Sudafrica é diventato un paese antisemita", con la solita frusta ed esausta retorica che vorrebbe i nazisti del Ventesimo Secolo in grado di distribuire patenti di 'antisemitismo' a chi non condivide i loro metodi fascisti e prevaricatorii.
In Inghilterra simili misure sono in vigore fin dal 2009 e prossimamente la catena distributiva Migros, in Svizzera, si equipaggerà per informare se i prodotti venduti sui suoi scaffali sono frutto delle politiche di invasione e colonizzazione del regime sionista, permettendo quindi ai suoi consumatori più sensibili e accorti di evitarli (sperando che quanto prima il crollo nelle vendite di tali articoli oggettivamente immorali costringa la Migros a discontinuarli dal proprio catalogo).
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lunedì 19 marzo 2012

Ismail al-Ashqar di Hamas parlerà oggi davanti al Consiglio ONU per i Diritti Umani!

In un importante passo avanti per il riconoscimento di Hamas come principale e forse unica forza politica rappresentativa della volontà popolare palestinese (in quanto vincitrice delle uniche elezioni democratiche e animatrice del legittimo Governo da esse scaturito), Ismail al-Ashqar parlerà oggi a Ginevra di fronte al Consiglio ONU per i Diritti Umani.

L'autorevole rappresentante del Movimento musulmano di Resistenza porterà l'attenzione del Consiglio sulla lamentabile situazione dei prigionieri politici palestinesi, che subiscono ogni giorno insulti e affronti come quello della 'detenzione amministrativa', dell'isolamento solitario, delle torture, dei pestaggi e che, per affermare i loro Diritti, sono costretti a ricorrere a misure estreme come lo sciopero della fame a oltranza, come ha fatto recentemente lo Sceicco Khader Adnan e come sta facendo attualmente la giovane Hana'a Shalabi.

Il regime ebraico di occupazione della Palestina, dopo avere sottoscritto un accordo mediato dall'Egitto con cui ha ottenuto il rilascio del prigioniero ebreo francese Gilad Schalit in cambio della liberazione di centinaia di detenuti politici ha quasi immediatamente ripreso a perseguitarli, arrestandoli e torturandoli, venendo meno alla parola data.

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venerdì 20 gennaio 2012

Mishaal soddisfatto dal lungo colloquio avuto con l'inviato svizzero per il Medio Oriente!


Il Segretario del Politburo di Hamas Khaled Mishaal, come anticipato su queste pagine, ha incontrato l'inviato svizzero per il Medio Oriente Jean-Daniel Ruch nella sera di Mercoledì e ha conferito con lui a lungo sui recenti sviluppi regionali, a partire, naturalmente, da quelli che hanno coinvolto direttamente Hamas e la situazione politica interna palestinse.

La discussione, comunque, si é ben presto allargata alla relazione di Hamas con le potenze europee e le conseguenze che la Primavera Araba avrà sui rapporti tra Vecchio Continente e Mondo Arabo, alla luce dell'emergere irresistibile dell'Islam politico in paesi che fino a poco fa erano retti da dittatori e autocrati subservienti agli interessi americani e israeliani.

Mishaal ha informato estesamente Ruch delle intenzioni di Hamas riguardo al recente contegno israeliano nei confronti della Striscia di Gaza e della Cisgiordania: punteggiato da continue aggressioni, assedio economico, persecuzione etnica, giudaizzazione forzata di territori palestinesi, sgomberi e demolizioni. Commentatori egiziani e osservatori politici palestinesi hanno espresso l'augurio che a questo meeting con un rappresentante svizzero, che segue di poco la missione ufficiale del parlamentari di Hamas nella Confederazione Elvetica, ne seguano presto altri con esponenti di diversi paesi europei.
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giovedì 19 gennaio 2012

Mushir al-Masri alla France Presse: "Creeremo un movimento trasversale in Europa per confutare l'Hasbara filosionista!"


Il parlamentare di Hamas eletto al Consiglio Legislativo Palestinese Mushir al-Masri, che insieme ai suoi colleghi ha recentemente visitato la Svizzera, ha riportato, al suo rientro nella Striscia di Gaza, di come la delegazione parlamentare abbia invitato i rappresentanti elvetici a stabilire buone e fruttuose relazioni con il Movimento musulmano. Le dichiarazioni, rilasciate da Masri ai cronisti della France Presse dimostrano la buona volontà di Hamas per infrangere il muro di menzogne e propaganda con cui il regime ebraico e la lobby a esso subserviente, potentissima in Europa, vorrebbero isolare la Resistenza palestinese.

I Deputati di Hamas hanno preso parte a un meeting dell'Unione Interparlamentare elvetica, cui hanno chiesto di iniziare a costruire un movimento trasversale inter-europeo per combattere e stigmatizzare l'occupazione sionista e le sue pratiche razziste e disumane a ogni livello: politico, sociale, mediatico. Nella giornata di ieri, poco prima di ripartire alla volta di Gaza, la delegazione ha preso parte a una conferenza a Ginevra che aveva precisamente questo scopo.

Il più grande risultato, comunque, é stato quello di poter esporre una voce critica e dissonante rispetto al quotidiano concerto di propaganda filosionista che rischia di soffocare ogni spiraglio di verità e denuncia sull'intollerabile situazione di Gaza e della Cisgiordania occupata.

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mercoledì 18 gennaio 2012

Mishaal nuovamente al Cairo per incontri con esponenti egiziani e svizzeri!


Il Segretario Generale del Politburo di Hamas, Khaled Mishaal é arrivato ieri sera nella capitale egiziana del Cairo, nel quadro di una serie di visite a rappresentanti egiziani e internazionali per discutere prospettive, tempi e modi della riconciliazione nazionale con la fazione Fatah e la sua leadershi e la ricostruzione di un fronte nazionale unito tra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania occupata.

Commentatori di Hamas hanno dichiarato che a seguito del leader sono giunti al Cairo anche numerosi membri del Politburo e che, oltre che con gli esponenti della leadership egiziana, gli ospiti incontreranno anche Jean Daniel Ruch, Inviato elvetico per il Medio Oriente, ansioso di venire aggiornato su numerosi argomenti correlati con la Palestina.

L'incontro testimonia degli ottimi rapporti esistenti tra Hamas e la Svizzera, dove, nonostante la chiassosa e sguaiata cagnara organizzata dalla lobby sionista, una delegazione di Deputati del blocco elettorale con cui il Movimento musulmano stravinse le elezioni politiche del 2006, sono impegnati a concludere i loro incontri con le autorità della confederazione e con rappresentanti del Comitato Internazionale della Croce Rossa, con particolare riguardo alle condizioni dei Deputati palestinesi catturati e imprigionati dal regime ebraico.
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sabato 14 gennaio 2012

Delegazione parlamentare di Hamas lascia la Striscia assediata e visita per la prima volta il Parlamento elvetico!


Parlamentari eletti nelle liste di Hamas al Consiglio Legislativo Palestinese sono riusciti a lasciare la Striscia di Gaza per recarsi in visita ufficiale in Svizzera, la prima mai effettuata dal 2006 (anno delle elezioni politiche vinte dal Movimento musulmano a maggioranza assoluta) ad oggi. Il Parlamento Internazionale Svizzero aveva invitato Hamas a prendere parte a una discussione su vari argomenti tra cui importanza principale assumeva la questione degli arresti e delle incarcerazioni arbitrarie contro parlamentari palestinesi da parte delle forze di occupazione del regime ebraico.

Fonti palestinesi hanno riportato come la delegazione parlamentare di Hamas, composta dagli Onorevoli Khamis Najjar, Sayed abu Musameh e Musheer al-Masri abbia lasciato la Striscia di Gaza attraverso il varco di confine di Rafah, quindi si sono recati all'aeroporto internazionale del Cairo dove si sono imbarcati alla volta della Confederazione elvetica.

I membri della ricca e influente lobby sionista svizzera, naturalmente, hanno occupato per giorni i media locali miagolando e stracciandosi le vesti (figurativamente, per fortuna), chiedendo per la giornata di oggi "proteste" contro l'arrivo dei deputati di Hamas. Non si riportano finora conseguenze a questi appelli sguaiati anche se continueremo a monitorare i media svizzeri nel caso ci sia bisogno di aggiornamenti o flash in merito.
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martedì 22 novembre 2011

La Fratellanza Musulmana libica si riunisce a Bengasi, capitale della Rivoluzione che ha liberato il paese da Gheddafi!


La Fratellanza Musulmana libica ha tenuto per la prima volta una sua conferenza a Bengasi, città motore dell'insurrezione che ha schiantato il quarantennale regime del Rais Gheddafi. La nona conferenza apertasi la scorsa settimana di fronte a molti rappresentanti del Consiglio Nazionale di Transizione, di leader dell'Ufficio Esecutivo e di ufficiali delle truppe e delle milizie ribelli ha rappresentato un buono 'spaccato' dei maggiori gruppi politici e fazioni attualmente impegnati a dirigere il passaggio dalle incertezze della guerra civile a una forma di Governo caratterizzata da tutte le garanzie democratiche.

Il Controllore-Generale della Fratellanza Musulmana libica, Suleiman Abdulkadir, ha lodato tutti coloro che in ogni modo, secondo le loro capacità e abilità hanno aiutato la Rivoluzione a trionfare, sottolineando che la Libia, nonostante tutto, ha ancora grandi sfide davanti a sé: "Il regime di Gheddafi si é lasciato dietro il caos in molte aree, dalla politica, all'economia, alla cultura, all'educazione e perfino allo sport".

Abdulkadir ha invitato i ribelli e i miliziani ad abbandonare le armi e a dedicarsi al dialogo, via maestra per risolvere tutti i problemi del Paese, aggiungendo che l'Ikwhan sarà pronta ad affiancarli prestando ogni sostegno possibile in ogni campo senza pregiudizi verso partiti, fazioni o tribù.

Nel 1992 e nel 1995 l'Ikwhan libica era riuscita a organizzare due conferenze segrete, come riportato dal quotidiano 'Libya Today', ma il Presidente della prima, Abduk Majeed Balrwin dovette lasciare il paese a scanso di venire rapito e torturato dalla polizia segreta del regime, mentre nel 1998 il suo successore, Abdallah Ezzeldein non riuscì a evitare di cadere in mano agli aguzzini del Colonnello.

Con il gruppo dirigente per la maggior parte esule in Europa fu proprio nel 1998 che la terza conferenza dell'Ikwhan libica venne tenuta sotto la presidenza di Bashir al-Kabta nella capitale britannica, la cui grande e generosa comunità musulmana aiutò molto i trasfughi libici, quindi Abdul Balrwin tornò a presiedere la quarta conferenza (sempre a Londra) nel 2002; quelle dalla quinta all'ottava si tennero dal 2003 all'anno scorso, ma in territorio elvetico.
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mercoledì 19 ottobre 2011

L'Unione Interparlamentare censura duramente Israele per le sue pratiche detentive contrarie al Diritto internazionale!


La Commissione Diritti Umani dell'Unione Interparlamentare (IPU) ha emesso una forte risoluzione di condanna contro il regime sionista, condannando le sue pratiche di arresto e detenzione illegali e contrarie a ogni norma giuridica internazionalmente riconosciuta, specialmente quando sono esercitate contro parlamentari eletti al Consiglio legislativo palestinese.

A latere della 125esima riunione IPU nella capitale elvetica Berna, in seguito ai reclami e agli appelli all'azione sollevati da parlamentari palestinesi e iraniani il regime sionista é stato ufficialmente condannato dall'assise, come ha riferito il portavoce del Comitato iraniano per la Sicurezza nazionale e la Politica estera, Kazem Jalali.

Anche dopo la recente liberazione di centinaia e centinaia di detenuti politici rimangono comunque oltre 6500 Palestinesi nelle galere israeliane, tra cui diversi parlamentari; molti di loro sono tenuti in 'detenzione amministrativa', senza cioé che alcuna corte li abbia accusati di un qualsivoglia crimine; in questo modo l'occupazione sionista si riserva il 'diritto' di gettare in prigione ogni Palestinese su cui riesca a mettere le mani.

L'Unione Interparlamentare si riunisce 4 volte all'anno con lo scopo di promuovere la democrazia e il dialogo tra i Parlamenti delle varie nazioni del globo, in stretta cooperazione con l'ONU e altri organismi internazionali.
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lunedì 28 marzo 2011

Gruppi svizzeri di difesa dei Diritti Umani protestano contro la visita del criminale di guerra Shimon Peres!


Oltre venti gruppi e associazioni svizzere attive nella difesa dei Diritti umani stanno tenendo in queste ore un vertice a Ginevra per coordinare azioni e iniziative di protesta contro la programmata visita di Shimon Peres, il criminale di guerra che attualmente ricopre la carica di Presidente dello Stato ebraico.

Gli attivisti svizzeri sono intensamente coinvolti negli sforzi internazionali per portare Shimon Peres di fronte a una corte di giudizio internazionale che lo giudichi almeno per l'ultimo della lunga stringa di misfatti contro la Pace e la dignità umana: ovvero il suo coinvolgimento nel brutale 'pogrom' militare condotto da Israele contro la Striscia di Gaza tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009.

Durante i 22 giorni dell'aggressione le forze militari sioniste si scatenarono in una sarabanda di morte e distruzione scientemente e volontariamente mirata in primo luogo contro la popolazione civile del ghetto palestinese assediato: contro donne e bambini palestinesi vennero riversate massicce quantità di munizioni e armamenti chimici e tossici come proiettili all'uranio impoverito, fosforo bianco, napalm ed esplosivi a metalli densi inerti che, oltre ad aver causato oltre 1400 vittime immediate hanno portato nei tre anni trascorsi dall'attacco a una moltiplicazione esponenziale delle leucemie, dei linfomi, delle malformazioni neonatali, degli aborti spontanei.

"Abbiamo in programma manifestazioni di massa, marce e sit-in contro la visita di Peres", dichiara Anwar al-Gharbi, Presidente dell'associazione elvetica "Rights for All". "Se vuole mantenere la sua fama di nazione pacifica e neutrale la Svizzera ha una sola scelta: chiudere la porta di fronte al criminale di guerra Shimon Peres".

Oltre che nell'operazione 'Piombo Fuso' Shimon Peres, da ufficiale dell'esercito sionista, fu coinvolto ai più alti gradi di Stato Maggiore nella pianificazione ed esecuzione di operazioni criminali come l'aggressione tripartita a fianco di Francia e Inghilterra contro l'Egitto nel 1956 e l'attacco a tradimento contro Egitto, Giordania e Siria nel 1967.

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